13/03/2022
La cucina padovana è un affascinante crocevia di sapori, tradizioni contadine e influenze storiche, in particolare dalla vicina Venezia. È una gastronomia che racconta storie di ingegno, devozione e ingredienti semplici ma genuini. Sebbene ricca di sfaccettature, alcuni piatti emergono come veri e propri simboli di questa terra. In questo articolo, esploreremo le eccellenze culinarie di Padova, concentrandoci sui suoi primi piatti iconici e sulla sorprendente varietà della sua pasticceria, che spazia dalle creazioni raffinate a quelle legate alla devozione popolare.

Preparatevi a scoprire sapori autentici che affondano le radici nella storia e nella vita quotidiana della città del Santo e della sua provincia.
I Primi Piatti: L'Icona dei Bigoli
Quando si parla di primi piatti padovani, un nome risuona più forte degli altri: i Bigoli. Assieme al risotto, rappresentano il primo piatto per eccellenza del Padovano, ma la loro fama si estende in larga parte a tutto il Veneto. I Bigoli sono una pasta alimentare fresca di grosse dimensioni, simile a spaghettoni, tradizionalmente prodotta con farina, acqua e sale. Esiste anche una variante, i cosiddetti "bigoli mori" o "bigoi neri", che utilizzano farina integrale o, in alcuni casi, nero di seppia per un colore e un sapore distintivi.
La particolarità dei Bigoli risiede non solo nella loro dimensione e nel loro impasto, ma soprattutto nel metodo di produzione. Vengono ottenuti dall'impasto di farina (talvolta con l'aggiunta di uova, acqua e sale) che viene poi passato attraverso uno strumento specifico chiamato bigolaro. Questo torchio, realizzato tipicamente in bronzo, è fondamentale per conferire alla pasta la sua forma caratteristica: spaghettoni lunghi circa 25-30 cm e con un diametro non inferiore ai 2,5 mm. La trafila in bronzo lascia sulla superficie della pasta una ruvidezza che la rende perfetta per raccogliere e trattenere i sughi.
La storia dei Bigoli è affascinante e ci porta indietro nel tempo fino ai tempi della Serenissima Repubblica di Venezia. Sono considerati un prodotto di tradizione contadina. Si narra che nel 1604, un pastaio di Padova di nome Abbondanza ottenne un brevetto dal Consiglio della città per un macchinario di sua invenzione. Questo torchio era capace di trafilare diversi tipi di pasta lunga, tra cui questi grossi spaghettoni che riscossero subito un enorme successo tra i clienti. Fu proprio questa pasta lunga dalla superficie ruvida a essere battezzata "bigolo", dando il nome anche all'attrezzo utilizzato per produrla, il bigolaro.
I Bigoli freschi, una volta prodotti, vanno tenuti a riposo su un tavolo cosparso di farina di mais e hanno una durata di 3-4 giorni, mantenendo la loro freschezza e la loro consistenza ideale per la cottura.
La Ricchezza della Pasticceria Padovana
Se i primi piatti vedono nei Bigoli il loro campione indiscusso, il capitolo dei dolci a Padova è sorprendentemente vasto e variegato. La pasticceria padovana è un mosaico di influenze: alcune creazioni sono nate proprio qui, altre derivano dalla tradizione veneziana, molte hanno origini umili e contadine, e un gruppo significativo è legato alla festa di Sant'Antonio, il patrono della città.
Dalle abili mani dei pasticcieri padovani sono nate creazioni raffinate come la Pazientina e i "Pazientini". I Pazientini sono biscotti che ricordano le "Lingue di gatto" veneziane, ma la Pazientina è un vero capolavoro. È un dolce prelibato e raffinatissimo, considerato una delle preparazioni dolciarie antiche più complesse. Si distingue per l'accuratezza della sua preparazione e per un gusto che, pur essendo delicato, è decisamente caratteristico. La tradizione colloca la sua nascita nel XVII secolo, forse all'interno delle mura monastiche di Padova. Si dice che la lunga e laboriosa preparazione stia all'origine del suo nome, suggerendo la pazienza necessaria per realizzarla.
La Pazientina è un dolce a strati composto da pasta bresciana e dalla "polenta di Cittadella", che non è la polenta che si mangia salata, bensì una sorta di pan di Spagna tipico del padovano. Questi strati sono legati da un ricco zabaione, granelle e sottili scaglie di cioccolata. È un dolce che richiede maestria e rispetto della ricetta originale per essere apprezzato appieno. Le pasticcerie padovane, in particolare quelle situate nelle zone centrali come piazza del Duomo o piazza della Frutta, sono i luoghi ideali per degustare la versione autentica di questo storico dolce.
Dolci di Origine Veneziana Diffusi a Padova
Anche se di origine totalmente veneziana, alcuni dolci sono così ampiamente diffusi nel padovano da essere considerati parte della tradizione locale. Tra questi spiccano gli "Zaéti" (o Zaleti) e i "Crostoli" (conosciuti in altre parti d'Italia come "chiacchiere" o con altri nomi regionali, ma in Veneto chiamati anche "Galani").
Gli Zaéti sono biscotti comuni che si trovano un po' ovunque: nelle osterie, nelle pasticcerie, dai fornai e nei ristoranti. Sono biscotti secchi, spesso arricchiti con uvetta, dalla consistenza friabile e dal sapore caratteristico dato dalla farina di mais. Una variante particolarmente tipica del padovano è lo zaléto con le giuggiole.
I Crostoli, invece, sono il dolce per eccellenza del Carnevale. Come in tutta la Penisola, si possono gustare solo durante questo periodo festivo. Si trovano, insieme alle frittelle (tradizionali, di mele o di riso), in quasi tutte le pasticcerie e forni durante le settimane carnevalesche. Sono sfoglie fritte, leggere e friabili, spesso spolverate di zucchero a velo.
Dolci Rustici e Contadini
Accanto alle preparazioni più elaborate, la tradizione contadina padovana offre dolci molto più semplici e "poveri", nati dall'utilizzo di ingredienti disponibili nelle campagne. Questi dolci riflettono la genuinità e la praticità della vita rurale.
- La Fugassa padovana: Questa focaccia dolce è un dolce tipico della cucina casalinga. Preparata con lievito, farina, latte, uova, zucchero, burro, buccia di limone e sale. Gli ingredienti vengono impastati, lasciati lievitare e poi cotti in forno. Originariamente era preparata in occasione di tutte le festività, sia religiose che private. Oggi, purtroppo, è quasi esclusivamente legata alla celebrazione della Pasqua.
- La Torta sgriesolona (o rosegòta o sbrisolona): Sebbene sia un dolce di tradizione mantovana, è molto presente e apprezzato anche in Veneto. È una torta da forno di forma rotonda, alta circa 1 cm, caratterizzata da una consistenza particolarmente dura ma allo stesso tempo molto friabile (da cui il nome "sbrisolona", che si sbriciola). È prodotta con farina "gries" (una farina di mais grossolana), mandorle sgusciate e tritate, burro, rosso d'uovo, zucchero, e talvolta ricoperta con un sottile foglio di pasta di mandorle scottata alla fiamma. Gli ingredienti vengono semplicemente amalgamati e cotti. Una volta pronta, viene lasciata riposare per un giorno. La sua caratteristica principale è che va mangiata "spezzandola" con le mani, senza l'uso di posate.
- La Torta figassa (torta di fichi): Un altro dolce da forno di tradizione contadina, di forma rotonda. È elaborato con ingredienti semplici e si presume risalga al periodo successivo alla Prima Guerra Mondiale. Gli ingredienti includono farina gialla di mais, rossi d'uovo, fichi secchi macerati in grappa, burro, zucchero, farina 00 e sale. I rossi d'uovo vengono impastati con zucchero e burro, amalgamati con le farine e infine arricchiti con i fichi secchi tagliati a pezzetti e precedentemente macerati nella grappa. Il composto viene cotto in apposite forme. Questo dolce non necessita di particolari metodi di conservazione e ha una buona durata.
- La Smegiassa: Questo dolce ha origine nelle campagne di Chioggia, ma si è diffuso anche nella pianura padovana sud-orientale. La ricetta tradizionale utilizzava farina di mais, farina di grano, acqua di cottura del musetto (un insaccato) e, nella variante della bassa padovana, i ciccioli di maiale. Altri ingredienti includono zucchero, miele, uva passita, fichi secchi, buccia d'arancia, grappa e zucca arrostita. Nelle realizzazioni attuali, l'acqua di cottura del musetto o i ciccioli vengono talvolta sostituiti con mele. Nella tradizione cittadina si usava lo strutto al posto dei ciccioli, mentre le moderne produzioni di pasticceria hanno spesso eliminato anche questo a favore del burro. Gli ingredienti vengono amalgamati e cotti al forno.
I Dolci del Santo
Un capitolo a parte meritano i dolci legati alla figura di Sant'Antonio e alla Basilica a lui dedicata. Da tempo immemore, i frati della Basilica avevano l'usanza di offrire un pane ai poveri e ai viandanti. Con il tempo, questo gesto di carità si è evoluto grazie ai maestri pasticcieri locali, trasformandosi in dolci particolarmente apprezzati che oggi sono emblema della pasticceria padovana legata al Santo.
- Il Pan del Santo: È un dolce da forno dalla forma tradizionale e caratteristica di "ciambella". È preparato con farina di grano tenero tipo 00, uova, zucchero, mandorle, gocce di cioccolato e granella di amaretto. È un dolce semplice ma gustoso, che incarna lo spirito della tradizione.
- Il Dolce del Santo (o Dolce Santantonio): Questo dolce è una preparazione più elaborata, farcita e avvolta in pasta sfoglia. La sua forma particolare, spesso rotonda o a ciambella, è pensata per ricordare l'aureola posta sul capo di Sant'Antonio. Gli ingredienti che compongono il ripieno includono marmellata di albicocche, buccia d'arancio candita, pan di Spagna e marzapane di mandorle o granella di amaretti. Gli ingredienti vengono disposti a mano in vari strati seguendo procedure codificate e con particolare cura. Dopo la cottura in forno e un giorno di riposo, il dolce viene confezionato. Ha una notevole durata, fino a tre mesi, senza necessità di particolari condizioni di conservazione. È prodotto in diversi formati, dal mignon da 70 gr a quelli più grandi da 400 gr e 700 gr.
- Gli Amarettoni di Sant'Antonio: Questi sono dolci da forno, tagliati a forma di grosso biscotto. La loro ricetta deriva direttamente dal "Dolce del Santo", del quale contengono molti degli stessi ingredienti. Sono composti da mandorle armelline, mandorle sgusciate e tritate, zucchero, canditi di arancia e albume d'uovo. L'albume viene montato a neve e poi unito agli altri ingredienti. L'impasto viene modellato in grossi biscotti, cotti e lasciati riposare per un giorno. Non necessitano di stagionatura e, per loro natura, si prestano a una lunga conservazione. Vengono prodotti a partire dagli anni '60.
- I Merletti Santantonio: Sono piccoli pasticcini preparati con uova, farina, burro, mandorle affettate e marsala. Gli ingredienti vengono amalgamati, all'impasto viene data la forma desiderata e il pasticcino viene poi ricoperto con mandorle affettate prima della cottura in forno.
Domande Frequenti sulla Cucina Padovana
Ecco alcune risposte a domande comuni sui piatti tipici di Padova:
- Cosa sono esattamente i Bigoli?
Sono una pasta fresca di grano tenero (o integrale/nera), a forma di spaghettoni spessi e ruvidi, tradizionalmente fatta in casa con un apposito torchio chiamato bigolaro. - La Pazientina è difficile da trovare?
Essendo un dolce complesso e raffinato, la Pazientina autentica si trova principalmente nelle pasticcerie storiche di Padova, soprattutto in centro città. - I "Dolci del Santo" hanno un significato religioso?
Sono legati alla tradizione caritatevole dei frati della Basilica di Sant'Antonio, che offrivano pane ai bisognosi. La pasticceria moderna ha evoluto questa tradizione in dolci specifici, mantenendo il legame con il Santo. - Qual è la differenza tra i dolci rustici e quelli di pasticceria?
I dolci rustici come la Fugassa o la Torta figassa sono nati in ambito contadino, con ingredienti semplici e tecniche casalinghe. I dolci di pasticceria come la Pazientina o il Dolce del Santo sono creazioni più elaborate, spesso con origini urbane o monastiche, che richiedono maggiore precisione e ingredienti talvolta più ricercati. - La Sbrisolona è un dolce tipico solo di Padova?
No, la Sbrisolona è originaria di Mantova, ma è diventata un dolce tradizionale e molto diffuso anche in Veneto, incluso il Padovano.
In conclusione, la cucina padovana offre un'esperienza culinaria ricca e diversificata. Dai robusti Bigoli, testimoni di una lunga storia e di un'antica arte pastaia, alla straordinaria varietà di dolci che raccontano storie di raffinatezza, semplicità contadina e profonda devozione. Esplorare i sapori di Padova significa intraprendere un viaggio attraverso la sua identità culturale, fatta di tradizione, storia e un gusto autentico che merita di essere scoperto e assaporato.
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