01/05/2024
Immersa nel cuore della Toscana, a breve distanza dalla magnificenza di Firenze, sorge Lastra a Signa, un comune che custodisce secoli di storia, cultura e tradizioni. La sua posizione, strategicamente cruciale fin dal Medioevo, l'ha resa testimone e protagonista di eventi che hanno plasmato il territorio e la sua identità, offrendo oggi ai visitatori un affascinante percorso tra arte, architettura e paesaggi fluviali e collinari.

Le Origini Antiche e il Nome
Le prime tracce di insediamenti nel territorio di Lastra a Signa risalgono alla fine del I secolo a.C., in piena epoca romana. Fu in questo periodo che i Romani procedettero alla centuriazione del terreno, a seguito della creazione di una colonia militare. Già nel 13 a.C., le iscrizioni documentano l'esistenza di una strada che seguiva un percorso simile all'attuale Strada statale 67 Tosco-Romagnola, costeggiando l'Arno e attraversando la suggestiva stretta della Gonfolina in direzione del mare. Questa antica viabilità sottolinea fin da subito l'importanza di Lastra a Signa come crocevia e punto di passaggio.
Il nome stesso del comune racchiude parte della sua storia e delle sue caratteristiche geologiche. Lastra a Signa deve infatti il suo toponimo alla presenza, sul suo territorio, di cave di pietra arenaria, da cui si estraevano le preziose “lastre” utilizzate in edilizia e scultura. La seconda parte del nome, "a Signa", deriva semplicemente dalla sua vicinanza geografica con l'adiacente comune di Signa. È interessante notare come, fino al XIII secolo, l'area fosse conosciuta prevalentemente come Lastra a Gangalandi, prendendo il nome dall'importante famiglia feudale che dominava la zona, i Conti di Gangalandi, e dall'antico borgo di Gangalandi, il cui nome dal tedesco significa “terra o paese di passaggio”, confermando la vocazione del luogo come snodo viario.
Il Medioevo: Feudi, Borghi e l'Ascesa di Firenze
Nel Medioevo, il territorio lastrigiano era parte dei possedimenti dei Conti Cadolingi di Fucecchio. Le prime comunità significative sorsero intorno alle chiese di San Michele e San Martino, proprio nel borgo di Gangalandi. Lo sviluppo del borgo si concentrò ai piedi della chiesa di San Michele Arcangelo a Castello e attorno alla chiesa di San Martino. Fu da questa zona che ebbe origine la potente famiglia dei Gangalandi, il cui capostipite adottò tale cognome, legandosi alla nobiltà dei Cadolingi e imparentandosi con gli Adimari, altra influente famiglia fiorentina con interessi nella regione.
La chiesa di San Martino a Gangalandi è documentata fin dal 1108, sebbene si ipotizzi una fondazione precedente, forse di epoca carolingia, data l'intitolazione a San Martino di Tours e il patronato della famiglia Adimari, di origine franca. L'insediamento fortificato del capoluogo, l'antico Castello della Lastra, esisteva già prima dell'XI secolo, nato probabilmente come stazione di sosta per i viaggiatori che percorrevano la Via Pisana. Anche se alcune fonti identificano il Castello della Lastra con il Castello di Gangalandi, altri documenti suggeriscono che quest'ultimo fosse situato sul poggio di Gangalandi, dove si trova l'attuale pieve, distinguendolo dalla fortificazione più antica del capoluogo, che sarebbe stata dotata di mura solo in un secondo momento.
La posizione favorevole sulla Valdarno attirò presto le mire espansionistiche di Firenze. La zona era difesa da tre fortificazioni: il castello di Monte Orlando, il castello di Monte Cascioli e il fortilizio principale nel centro abitato. Firenze iniziò la sua conquista nel 1107 prendendo Monte Orlando, e nel 1108 è attestata la donazione di possedimenti degli Adimari a Firenze. Nel 1119 cadde anche Monte Cascioli, e ben presto seguì il castello di Lastra, tanto che già nel 1365 le sue mura furono assediate dai pisani durante la guerra contro Firenze.
Gangalandi è documentato come comune nel 1260. La realizzazione di una cinta muraria più robusta per Lastra avvenne nel 1377, con torri e merlature. Agli inizi del XV secolo, Firenze decise di fortificare anche Malmantile, posto sulle colline, per controllare non solo il Valdarno circostante ma anche la Val di Pesa.
L'Arno, i Porti e il Ponte Strategico
L'importanza strategica di Lastra a Signa era strettamente legata alla navigabilità del fiume Arno. Il comune fungeva di fatto da vero e proprio "porto di Firenze", grazie alla presenza di diversi scali fluviali utilizzati per scopi commerciali. I tre principali porti erano il Porto di Sopra a Brucianesi, il Porto di Mezzo (il più grande e importante) nell'omonima frazione, e il Porto di Sotto in corrispondenza di Ponte a Signa. Questo sistema portuale evidenzia il ruolo cruciale di Lastra a Signa come centro di scambio e collegamento tra Firenze e il mare.
Un altro elemento fondamentale per le comunicazioni era il ponte sull'Arno. Lastra a Signa fu sede, al momento della sua costruzione, dell'unico ponte pedonale che permetteva l'attraversamento del fiume tra Firenze e Pisa. Le Memorie di Pescia narrano di un ponte in legno costruito nel 1120. Il suo crollo nel 1278 ebbe conseguenze significative: interrotta la comunicazione tra le due sponde, permise alla pieve di San Martino a Gangalandi di ottenere il fonte battesimale dall'arcidiocesi di Firenze, un privilegio che fino ad allora le era stato negato perché presente nella vicina pieve di San Giovanni Battista a Signa. Un ponte in pietra fu poi costruito nel 1287, raffigurato sullo stemma di Signa con sette archi.
La Rivalità con Signa e la Chiesa di San Martino
La pieve di San Martino a Gangalandi, affettuosamente soprannominata "San Martinone" dalla popolazione locale, divenne un punto di riferimento religioso fondamentale per gli abitanti dell'Oltrarno lastrigiano. Nonostante fosse giurisdizionalmente suffraganea della pieve di San Giovanni Battista a Signa fino al primo Novecento, la posizione di San Martino sulla principale via per Pisa, che di fatto aggirava Signa, le conferì un'importanza pratica pari, se non superiore, a quella della pieve di Signa, specialmente per la ricchezza derivante dalle decime e dai commerci della sua comunità. Questa situazione generò una forte rivalità tra il pievano di Signa e il sacerdote di San Martino.

Gli attriti tra le due comunità si protrassero per secoli, con San Martino che rivendicava il titolo di pieve per affrancarsi definitivamente dal clero signese. La disputa arrivò a tal punto che il pievano di San Giovanni minacciò più volte la scomunica del parroco di Gangalandi, e si verificò persino un caso di scomunica effettiva intorno al 1210. L'episodio del crollo del ponte sull'Arno nel 1278, interrompendo la comunicazione tra le rive, fu il pretesto che permise a San Martino di ottenere il fonte battesimale, un elemento teoricamente riservato alle pievi. Nonostante questo, il titolo di pieve fu riconosciuto a San Martino solo nel 1926, dopo essere stata elevata a propositura nel 1745. Questa storica rivalità, nota anche come campanilismo, è alla base dell'astio tra signesi e lastrigiani, in particolare tra signesi e i pontigiani, che nei secoli scorsi erano chiamati gangalandini.
Nel 1322, per statuto del Capitano del Popolo di Firenze, fu costituita la Lega di Gangalandi, con sede presso la casa torre collegata alla canonica della pieve di San Martino. Ne facevano parte i popoli dei pievieri di Sant'Ippolito, San Giuliano a Settimo e San Giovanni Battista a Signa.
Personaggi Illustri e Architetture Rinascimentali
La storia di Lastra a Signa è costellata dalla presenza di figure di rilievo. Intorno al 1360, Filippo Pandolfini acquistò una vecchia torre di guardia presso l'antico ponte e la trasformò nella sua residenza di campagna. Suo figlio, Agnolo Pandolfini, amico di Cosimo il Vecchio e letterato di spicco, ospitò nella Torre Pandolfini personalità come Leon Battista Alberti, Benedetto da Rovezzano, Papa Eugenio IV, Renato D'Angiò e Francesco Sforza.
Leon Battista Alberti fu rettore della chiesa di San Martino dal 1432 al 1472. A lui si devono gli interventi di ammodernamento in stile rinascimentale della vecchia pieve romanica. L'elemento di maggiore interesse è l'abside, terminata tra il 1472 e il 1478, dopo la sua morte. Quest'opera, chiusa da un arco a tutto sesto con decorazioni a candelabro e lesene in pietra serena, è l'unica di cui l'Alberti fu sia progettista che committente, come ricordato nel suo testamento.
Alla fine del XV secolo (1485-1488) fu costruita, di fronte alla torre, Villa Pandolfini, su progetto attribuito a Desiderio da Settignano e commissione di Battista di Pandolfo Pandolfini. Questa villa ebbe un ospite d'eccezione nel novembre 1494: il re di Francia Carlo VIII, in procinto di entrare a Firenze.
Tra Assedi, Granduchi e Produzioni Artigianali
Nel 1325-1326, il condottiero lucchese Castruccio Castracani, dopo aver occupato Signa, distrusse il suo castello e il ponte per timore di attacchi fiorentini. Giovanni Villani, nella sua Nova Cronica, racconta di un'idea di Castracani, mai realizzata, di sbarrare la strettoia dell'Arno presso il Masso della Gonfolina per allagare Firenze. Un'epigrafe moderna sul masso ricorda una citazione di Leonardo da Vinci, che frequentava questi luoghi nei suoi spostamenti tra Vinci e Firenze, riflettendo sulla tradizione lacustre della zona e descrivendo come la Gonfolina potesse aver trattenuto l'Arno formando grandi laghi che coprivano l'area delle attuali Firenze, Prato e Pistoia. Leonardo si fermava spesso vicino alla Gonfolina per studiare i movimenti dell'acqua.
Come accennato, il vecchio castello di Lastra fu espugnato dai pisani nel 1365 e nuovamente nel 1369. La resistenza di Lastra a Signa fu messa a dura prova anche nel 1529, durante l'assedio di Firenze da parte delle truppe imperiali di Carlo V. Sotto il comando di Francesco Ferrucci, la cittadina oppose una strenua resistenza, ma il 5 dicembre fu presa e saccheggiata dalle truppe spagnole guidate dal Principe d'Orange. Le cronache di Bernardo Segni e Giorgio Vasari narrano l'episodio, descrivendo la valorosa difesa e il successivo saccheggio.
Con la nascita del Ducato di Firenze (1532) e successivamente del Granducato di Toscana (1569) sotto i Medici, Lastra a Signa rientrò stabilmente nell'orbita fiorentina. Nel 1538 fu istituita la Podesteria di Gangalandi e Lastra, con i podestà medicei residenti nel Palazzo del Podestà.
Sotto i Medici e, dal 1737, sotto gli Asburgo-Lorena, il territorio conobbe un nuovo impulso. Nel 1585 iniziò la costruzione di Villa Bellosguardo (Villa Pucci), e nel 1595 fu fondata la Misericordia di Lastra a Signa. Un'attività economica di grande rilevanza storica fu la produzione dei famosi cappelli di paglia di Firenze, avviata nel XVII secolo e potenziata dall'esportazione attraverso il porto di Livorno.
Le riforme illuminate del Granduca Pietro Leopoldo di Toscana portarono, nel 1774, alla soppressione della podesteria e all'unione della Lega e del Comune di Gangalandi nella Comunità della Lastra, o Lastra a Gangalandi. Il nome Lastra a Signa apparve ufficialmente per la prima volta nel 1821. Le politiche dei Lorena diedero nuovo impulso alla mezzadria, modellando il caratteristico paesaggio rurale toscano che ancora oggi ammiriamo.

L'Età Contemporanea e la Valorizzazione del Patrimonio
L'avvento della ferrovia Leopolda negli anni '40 dell'Ottocento segnò un declino per il trasporto fluviale, pur rimanendo attivo per molti anni. Nel 1848 Lastra divenne sede di una pretura del Tribunale di Firenze, ospitata nel vecchio palazzo del Podestà, da allora noto anche come Palazzo Pretorio.
Dopo l'Unità d'Italia (sancita per la Toscana nel 1860), la produzione dei cappelli di paglia conobbe un nuovo boom grazie all'industrializzazione. Nel 1866 fu completato il Palazzo Comunale, nuova sede del governo locale. Tra il 1881 e il 1921 fu attiva la Tranvia Firenze-Lastra a Signa, una linea interurbana che, a vapore prima ed elettrica poi, collegava Lastra a Signa a Firenze, raggiungendo Porto di Mezzo nel 1895.
Un capitolo importante del XX secolo è legato a Villa Bellosguardo. Acquistata nel 1906 dal celebre tenore Enrico Caruso, divenne nota come Villa Caruso. Rapito dalla bellezza e dalla pace del luogo, Caruso la fece restaurare e arricchire, conferendole l'aspetto attuale secondo lo stile classico delle ville toscane. Oggi la villa ospita il Museo Enrico Caruso, inaugurato nel 2012 dopo l'acquisto da parte del Comune nel 1995.
Il comune subì gravi danni durante la Seconda Guerra Mondiale. Porta Fiorentina fu distrutta, e il Portone di Baccio danneggiato dai bombardamenti. Il 3 agosto 1944, il vecchio ponte sull'Arno fu fatto saltare in aria dai tedeschi in ritirata. Il nuovo ponte, costruito più a monte e completato nel 1948, permise il ripristino della viabilità, sebbene la vicina chiesa di Sant'Anna fosse anch'essa andata distrutta.
Nel dopoguerra, Lastra a Signa vide la presenza di importanti realtà industriali come l'Alfa Columbus (automotive) e l'Adica Pongo (produttrice di giocattoli come Pongo e DAS), quest'ultima attiva fino agli anni novanta. Negli anni recenti, il comune si è impegnato nella valorizzazione del proprio patrimonio. Oltre a Villa Caruso, l'ex stabilimento Alfa Columbus è stato trasformato nella sede dell'Azienda Sanitaria Locale, ed è stato inaugurato il parco fluviale "Di là d'Arno". Lo Stadio Comunale è stato intitolato a due storici calciatori lastrigiani, Fulvio Nesti ed Egisto Pandolfini.
I Simboli del Comune
Lo stemma e il gonfalone di Lastra a Signa, concessi con decreto nel 2005, raccontano anch'essi la storia del luogo. Lo stemma storico presenta due scaglioni rossi su campo argenteo, simboli che rappresentano le squadre dello scalpellino, un chiaro riferimento all'antica attività estrattiva della pietra serena. Originariamente sormontato da una corona dorata, lo stemma attuale utilizza gli ornamenti tipici dei comuni italiani.
Il gonfalone è un drappo rosso riccamente ornato di ricami d'argento, su cui campeggia lo stemma e l'iscrizione "Comune di Lastra a Signa" in argento. Il gonfalone precedente, con il vecchio stemma recante la corona ducale e scritte d'oro, è conservato nel Palazzo Comunale.
Clima e Territorio
Il clima di Lastra a Signa, come quello di gran parte dell'Italia centrale, è tipicamente mediterraneo, caratterizzato dall'alternanza di estati calde e inverni relativamente miti. Le precipitazioni medie annue si attestano sui 900 mm, distribuite in circa 92 giorni. La parte più bassa del comune, data la presenza di laghi d'acqua dolce e la vicinanza dei fiumi Arno e Pesa, presenta generalmente una maggiore umidità.
Secondo i dati della stazione meteorologica di Peretola, la più vicina, il mese più freddo è gennaio, con una temperatura media di +5,8 °C, mentre il mese più caldo è luglio, con una media di +24,3 °C. Sono state registrate significative escursioni termiche stagionali, con picchi che vanno dai +42,6 °C di massima ai -13,2 °C di minima.
Il territorio comunale si estende tra il fiume Arno a nord e il torrente Pesa a sud-ovest, includendo una parte della dorsale collinare che separa le due valli. Questa conformazione geografica contribuisce alla varietà del paesaggio, che spazia dalle aree pianeggianti lungo i fiumi alle zone collinari più elevate.

Di particolare interesse geologico e paesaggistico è il Masso della Gonfolina, un rilievo composto principalmente da pietra arenaria, ai cui piedi si trova l'ultima cava artigianale di pietra serena del territorio. Chiamato anche masso delle Fate, è legato a una vecchia leggenda locale.
Lastra a Signa Oggi: Un Punto di Partenza Ideale
Lastra a Signa, con i suoi circa 20.000 abitanti, si presenta oggi come una cittadina che coniuga la tranquillità della campagna toscana con la vicinanza ai grandi centri d'arte. La sua posizione la rende una meta privilegiata per chi desidera esplorare la Toscana, offrendo un soggiorno rilassante a breve distanza dalle principali attrazioni. Firenze è raggiungibile in meno di 30 minuti, mentre città come Siena, San Gimignano, Arezzo, Pisa e Livorno sono a meno di un'ora di viaggio, rendendola una base logistica eccellente per itinerari turistici diversificati.
Il clima favorevole, le ricchezze storiche e artistiche, i paesaggi naturali e la posizione strategica fanno di Lastra a Signa una destinazione interessante per chi cerca un'esperienza autentica in Toscana, lontano dalla frenesia delle grandi città ma comunque ben collegato.
Trasporti: Come Arrivare a Firenze
Per chi desidera spostarsi tra Lastra a Signa e Firenze, esistono diverse opzioni di trasporto pubblico comode ed efficienti:
| Mezzo di Trasporto | Durata Media | Costo Medio |
|---|---|---|
| Autobus (Linea 72) | 14 minuti | Variabile (generalmente economico) |
| Treno | 18 minuti | €2 - €4 |
L'autobus della linea 72 offre un collegamento rapido con Firenze, mentre il treno, pur impiegando leggermente più tempo, rappresenta un'alternativa valida e confortevole, utilizzando il nuovo tratto ferroviario che evita il percorso via Signa.
Domande Frequenti su Lastra a Signa
Per cosa è famosa Lastra a Signa?
Lastra a Signa è famosa per la sua grande importanza strategica fin dal Medioevo e per il suo interesse a livello artistico e culturale, legato alla sua ricca storia, alle sue architetture storiche (come la Pieve di San Martino con l'intervento di Leon Battista Alberti, Villa Caruso), e alla presenza di personaggi illustri che vi hanno soggiornato.
Perché Lastra a Signa si chiama così?
Il nome Lastra a Signa deriva dalla presenza di cave di pietra arenaria sul territorio, da cui si ricavavano le “lastre”, e dalla sua vicinanza con il territorio di Signa. Anticamente era nota anche come Lastra a Gangalandi, dal nome della famiglia feudale e del borgo di Gangalandi.
Come andare da Lastra a Signa a Firenze?
Il modo migliore per arrivare da Lastra a Signa a Firenze è in autobus con la linea 72, che richiede circa 14 minuti. In alternativa, è possibile prendere il treno, che impiega circa 18 minuti e costa tra i €2 e i €4.
Dove si trova la stazione di Lastra a Signa?
La stazione di Lastra a Signa si trova sul nuovo tratto Bivio/PC Samminiatello e il Bivio/PC Renai della linea ferroviaria Firenze-Livorno, inaugurato nel 2006 per evitare il tratto via Signa. È dotata di due binari, banchine e pensiline. Vi fermano solo i treni Regionali. La stazione dispone di una biglietteria automatica e non è presenziata da personale.
In conclusione, Lastra a Signa offre un'esperienza autentica e completa per chi desidera scoprire una parte meno battuta ma altrettanto affascinante della Toscana. Un luogo dove la storia millenaria, le tradizioni artigianali e la bellezza del paesaggio si fondono, creando un'atmosfera unica e indimenticabile.
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