Quali sono i nuovi Ristoranti del Buon Ricordo nella Guida 2025?

Nuovi Tesori del Buon Ricordo 2025

11/05/2024

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L'Unione dei Ristoranti del Buon Ricordo rappresenta da quasi sessant'anni un faro per la cucina tradizionale italiana di qualità. Nata con l'obiettivo di valorizzare le ricette tipiche regionali e offrire ai commensali un'esperienza autentica e memorabile, questa associazione si arricchisce ogni anno di nuove insegne che sposano la medesima filosofia. Per la Guida 2025, sei nuovi ristoranti si uniscono alla prestigiosa unione, portando in dote le loro storie, le loro passioni e, naturalmente, le loro inconfondibili specialità, destinate a diventare il prossimo ambito Piatto del Buon Ricordo.

Quali sono i nuovi Ristoranti del Buon Ricordo nella Guida 2025?
SEI NUOVI RISTORANTI DEL BUON RICORDO NELLA GUIDA 2025Trattoria Taiocchi, Curno (Bg) ...Ristorante & Enoteca Darì, Verona. ...Regina Bistecca, Firenze. ...L'Ostaria Pignatelli, Napoli. ...Pancrazio Locanda Cilentana, Castellabate (Sa) ...Taverna del Marchese.

Il concetto del Piatto del Buon Ricordo è tanto semplice quanto geniale, un vero e proprio esempio di marketing esperienziale ante litteram. Ideato nel lontano 1964 da Dino Villani, figura eclettica e visionaria (suo anche il merito di aver dato vita a Miss Italia e alla Festa della Mamma), l'idea era quella di legare indissolubilmente la memoria di un pasto eccellente a un oggetto tangibile e artistico. In un'epoca in cui molti ristoranti di alto livello guardavano alla cucina francese e le trattorie si limitavano al casalingo, il Buon Ricordo puntava sulla tradizione locale, sui prodotti del territorio e sulla ricerca di nicchia, anticipando temi oggi centrali come il chilometro zero.

Il meccanismo è rimasto invariato nel tempo: ogni ristorante aderente seleziona una specialità che è emblematica della propria cucina e del territorio in cui opera. Questo piatto viene mantenuto in carta ogni giorno dell'anno, garantendo così ai clienti la possibilità di assaporare quella specifica eccellenza. Coloro che ordinano questa specialità ricevono in omaggio un piatto in ceramica dipinto a mano, che riproduce il nome del ristorante, la località e l'illustrazione del piatto stesso. Non si tratta di una semplice stampa industriale, ma di un vero e proprio oggetto d'arte, realizzato da ceramisti di Vietri sul Mare, noti per la loro maestria. Questo piatto diventa un "buon ricordo", un souvenir prezioso che il cliente porta a casa, da appendere o esporre, testimonianza di un'esperienza gastronomica indimenticabile. Un oggetto che, collezionato nel tempo, crea un legame duraturo tra il cliente, il ristorante e la ricetta. Molti ricorderanno questi piatti nelle cucine delle nonne o dei genitori, simbolo di un'epoca in cui la cucina regionale iniziava a essere valorizzata in modo sistematico.

L'Unione conta oggi 103 ristoranti associati, di cui 10 situati all'estero (tra Europa e Giappone), a dimostrazione di come il concetto di cucina tradizionale italiana di qualità sia apprezzato ben oltre i confini nazionali. Queste insegne si impegnano a tutelare e promuovere le ricette del Bel Paese, reinterpretandole a volte in chiave contemporanea, ma sempre nel rispetto delle radici. Alcune delle ricette del Buon Ricordo sono diventate talmente celebri da entrare nel patrimonio culinario nazionale, a volte perdendo persino la traccia del ristorante d'origine, come nel caso del famoso risotto alla barbabietola. Un altro esempio celeberrimo è il Risotto alle rape rosse e salsa gorgonzola dello chef Enrico Bartolini, nato come piatto del Buon Ricordo a Le Robinie a Montescano.

Indice dei contenuti

Le Nuove Entrate nella Guida 2025

L'attesa per la Guida 2025 è stata ripagata dall'ingresso di sei nuove insegne che promettono di arricchire ulteriormente il panorama della ristorazione tradizionale italiana. Dalla Lombardia alla Campania, passando per Veneto, Toscana e Molise, questo nuovo gruppo offre un assaggio della straordinaria varietà gastronomica del nostro paese. Scopriamo più da vicino questi ristoranti e le specialità che hanno scelto per rappresentarsi.

Trattoria Taiocchi, Curno (Bergamo)

Fondata nel lontano 1928 da Angelo Taiocchi, questa trattoria bergamasca è un pezzo di storia locale. Oggi è gestita con passione da Elisa Taiocchi, che rappresenta la quarta generazione della famiglia alla guida del locale, affiancata dallo chef Werner. La loro missione è chiara: mantenere viva l'autentica tradizione gastronomica bergamasca. Il piatto scelto come Piatto del Buon Ricordo non poteva che essere un classico intramontabile della cucina lombarda: i Casoncelli di nonna Alda. Una ricetta che affonda le radici nella memoria familiare, un omaggio alla tradizione e ai sapori di un tempo, preparati con cura e rispetto delle ricette originali. Un vero comfort food che racconta storie di casa e di territorio.

Ristorante & Enoteca Darì, Verona

Situato nel cuore pulsante di Verona, all'interno dello storico e suggestivo Palazzo Ca' Rezzonico, il Ristorante & Enoteca Darì è un luogo dove storia e gastronomia si incontrano. Gestito con dedizione da Corinna e Giuliano Darì, vede Corinna in cucina e Giuliano nell'accoglienza e nella curatissima selezione di vini. La cucina di Corinna si ispira alle tradizioni e ai ricordi personali, reinterpretando vecchie ricette con tecniche moderne e innovative. Il piatto che rappresenta il Ristorante Darì per il Buon Ricordo 2025 è un'icona del territorio veneto: il Risotto all’Amarone della Valpolicella DOCG. Un piatto che unisce la ricchezza del riso alla profondità e ai profumi intensi del celebre vino locale, un inno al gusto e all'eccellenza della Valpolicella.

Regina Bistecca, Firenze

A pochi passi dall'imponente Duomo di Firenze, il ristorante Regina Bistecca ha trovato casa nei locali che per oltre 170 anni hanno ospitato la storica Libreria Gonnelli. Un luogo intriso di cultura e storia, ora trasformato in un tempio della cucina toscana. Gestito da Simone Arnetoli, Matteo Perduca e Vincenzo Dilorenzo, il locale è arricchito da una straordinaria collezione di dipinti e da circa 400 libri di cucina, a testimonianza della passione per l'arte e la gastronomia. La loro proposta culinaria si concentra sui piatti della tradizione toscana più autentica. Il Piatto del Buon Ricordo scelto non poteva che essere Sua Maestà la Bistecca alla fiorentina di Chianina. Simbolo indiscusso della cucina fiorentina, preparata con carne di altissima qualità proveniente da allevamenti di Chianina, cotta alla perfezione per esaltarne il sapore e la tenerezza. Un piatto che da solo vale il viaggio.

L’Ostaria Pignatelli, Napoli

Affacciata sulla suggestiva Riviera di Chiaia, a breve distanza da Villa Pignatelli e dai giardini della Villa Comunale, L'Ostaria Pignatelli porta in tavola l'autentica cucina partenopea. Gli chef Filippo Esposito e Mario Laudieri propongono un menu che spazia tra le ricchezze del mare e i sapori della terra campana, nel rispetto della tradizione culinaria di Napoli. Il piatto che li rappresenta nell'Unione del Buon Ricordo è un classico della cucina povera napoletana, reinterpretato con maestria: la Pasta mista con patate e provola. Un piatto confortante e saporito, che unisce ingredienti semplici in un equilibrio di sapori che racconta la storia e la genuinità della cucina campana.

Pancrazio Locanda Cilentana, Castellabate (Salerno)

Nel cuore del Cilento, terra ricca di storia, cultura e prodotti eccellenti, si trova Pancrazio Locanda Cilentana, gestita da Chiara Fontana e Giovanni Riccardi. La cucina è affidata alle sapienti mani dello chef Pietro Parisi, noto per il suo impegno nell'utilizzare esclusivamente prodotti stagionali e a chilometro zero, valorizzando così le eccellenze del territorio cilentano. La sua cucina è un omaggio alla tradizione locale, reinterpretata con creatività. Il Piatto del Buon Ricordo scelto è un esempio perfetto di questa filosofia: lo Spaghettone al ragù di fico. Un piatto audace e innovativo che unisce la pasta, elemento base della cucina italiana, a un ingrediente sorprendente come il fico, tipico del Cilento, trasformato in un ragù dolce-salato che stupisce e conquista il palato.

Taverna del Marchese, San Giorgio La Molara (Benevento)

Immersa nel verde rigoglioso di una collina a circa 600 metri di altitudine, la Taverna del Marchese offre un'esperienza gastronomica che coniuga creatività e rispetto per la tradizione. La cucina è guidata dalla chef Mariantonietta Caraccio e da Antonio Di Polvere, che propongono piatti che attingono al ricettario locale, ma con un tocco di innovazione. Il loro Piatto del Buon Ricordo è la Punta di petto di vitella marchigiana su crema di patate. Un piatto che esalta la qualità della materia prima, una carne pregiata come la vitella marchigiana, abbinata alla semplicità e alla cremosità delle patate, creando un connubio di sapori equilibrato e appagante, radicato nella tradizione ma presentato in chiave moderna.

Oltre all'ingresso di queste sei nuove insegne, la Guida 2025 ha anche assegnato l'importante riconoscimento del Piatto del Buon Ricordo d’Oro al Ristorante Dal Pescatore di Canneto sull'Oglio (Mantova), un'eccellenza della ristorazione italiana tristellata Michelin, guidata con passione dalla famiglia Santini. Un premio che celebra l'altissima qualità e la costante ricerca dell'eccellenza.

Come funziona il piatto del buon ricordo?
Ed ecco la grande idea, uguale da sempre: ogni ristorante aderente deve avere in lista una specialità esemplare del territorio. Chi la ordina, riceve in omaggio un piatto in ceramica che ricorda il ristorante e la specialità stessa: un “buon ricordo” che diventa strumento di marketing virale antelitteram.

La Varietà e l'Evoluzione nella Tradizione

Sebbene l'Unione dei Ristoranti del Buon Ricordo sia fortemente legata alla tradizione, l'associazione non è immune all'evoluzione della cucina. Accanto a piatti che sono veri e propri monumenti intoccabili della storia culinaria italiana, come la Cima ripiena alla genovese di Manuelina a Recco, il Risotto con i filetti di lavarello dell'Hotel Villa Carlotta a Belgirate, o il Coniglio con le olive del Ristorante da Delfina in Toscana, si trovano anche proposte che riflettono il cambiamento dei tempi e l'influenza delle nuove generazioni di chef.

Bavaresi di caprino, trancetti, panur, confit sono solo alcuni esempi di come l'innovazione possa inserirsi nel solco della tradizione, reinterpretandola senza stravolgerla. Questo dimostra che la tradizione non è un concetto statico, ma un flusso vivo che si adatta e si arricchisce. L'obiettivo rimane sempre lo stesso: offrire un'esperienza gastronomica autentica e di alta qualità, legata al territorio e alle sue eccellenze.

È interessante notare come i ristoranti del Buon Ricordo siano spesso situati in provincia, lontano dai grandi centri urbani e dalle mode effimere. Sono locali da cercare, da scoprire lungo le strade di una gita fuori porta, di una vacanza, o semplicemente deviando dal percorso abituale per concedersi un momento di pausa e piacere. Sono luoghi dove si può ancora assaporare un vero galletto alla diavola, un involtino alla romana, un tortino di alici, piatti che raccontano storie di cucina casalinga ma eseguita con maestria professionale. Sono luoghi che invitano a rallentare, a godersi il pasto e a portare a casa non solo un sapore, ma un vero e proprio ricordo tangibile.

L'ingresso di queste sei nuove insegne nella Guida 2025 conferma la vitalità dell'Unione dei Ristoranti del Buon Ricordo e il suo ruolo fondamentale nella promozione della ricchezza e della diversità della cucina regionale italiana. Un invito a mettersi in viaggio, scoprire nuovi sapori e arricchire la propria collezione di piatti, un pezzo alla volta, un buon ricordo dopo l'altro.

Tabella Riassuntiva Nuovi Ristoranti Buon Ricordo 2025

RegioneCittà/ProvinciaRistorantePiatto del Buon Ricordo 2025
LombardiaCurno (Bg)Trattoria TaiocchiCasoncelli di nonna Alda
VenetoVeronaRistorante & Enoteca DarìRisotto all’Amarone della Valpolicella DOCG
ToscanaFirenzeRegina BisteccaBistecca alla fiorentina di Chianina
CampaniaNapoliL’Ostaria PignatelliPasta mista con patate e provola
CampaniaCastellabate (Sa)Pancrazio Locanda CilentanaSpaghettone al ragù di fico
MoliseSan Giorgio La Molara (Bn)Taverna del MarchesePunta di petto di vitella marchigiana su crema di patate

Domande Frequenti sul Buon Ricordo

Cos'è l'Unione dei Ristoranti del Buon Ricordo?

È la prima associazione di ristoratori nata in Italia, fondata nel 1964 da Dino Villani. Ha l'obiettivo di promuovere e valorizzare la cucina tradizionale regionale italiana di alta qualità.

Come funziona il Piatto del Buon Ricordo?

Ogni ristorante associato sceglie una specialità tipica del proprio territorio che mantiene sempre in carta. Chi ordina questa specialità riceve in omaggio un piatto in ceramica dipinto a mano che raffigura il ristorante e il piatto stesso, come "buon ricordo" dell'esperienza.

Dove vengono realizzati i piatti in ceramica?

I piatti sono realizzati artigianalmente e dipinti a mano dai maestri ceramisti di Vietri sul Mare, noti per la loro tradizione nella lavorazione della ceramica.

Quanti ristoranti fanno parte dell'Unione?

Attualmente l'Unione conta 103 ristoranti associati, inclusi 10 locali all'estero.

I piatti del Buon Ricordo sono sempre ricette antiche?

Principalmente si tratta di ricette della tradizione regionale, ma alcuni chef reinterpretano i classici in chiave moderna o propongono piatti che, pur radicati nel territorio, presentano elementi di innovazione, dimostrando l'evoluzione continua della cucina italiana.

Posso trovare i ristoranti del Buon Ricordo nelle grandi città?

Alcuni ristoranti sono presenti anche nelle grandi città, ma molti si trovano in provincia, in piccoli centri o in località turistiche, luoghi ideali per riscoprire la cucina più autentica e legata al territorio.

Il viaggio nel gusto e nella tradizione continua con queste nuove entrate, un invito a scoprire l'Italia attraverso i suoi sapori più autentici e a collezionare esperienze memorabili, un piatto alla volta.

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