29/11/2023
Piazza Grande ad Arezzo non è solo uno spazio urbano di straordinaria bellezza, ma un vero e proprio libro di storia a cielo aperto, i cui capitoli sono scritti nelle facciate degli edifici che la circondano. Tra questi, spicca per la sua complessità storica e architettonica il Palazzo della Fraternita dei Laici. Questo edificio non è un semplice palazzo, ma la sede di un'istituzione che per secoli ha rappresentato un pilastro fondamentale nella vita sociale, assistenziale e culturale della città di Arezzo. La sua storia è intessuta di fasi costruttive diverse, interventi di grandi artisti e maestri artigiani, e trasformazioni d'uso che ne riflettono l'evoluzione e l'importanza.

Il Palazzo della Fraternita dei Laici affonda le sue radici nella seconda metà del XIII secolo, periodo in cui sorse l'istituzione stessa. Un'istituzione votata all'assistenza e al sostegno dei bisognosi, che rapidamente divenne un punto di riferimento imprescindibile per la comunità aretina. L'idea di dotare questa importante realtà di una sede degna della sua funzione prese forma nel 1375, anno in cui si diede avvio alla costruzione dell'edificio che oggi ammiriamo. Le prime fasi costruttive videro all'opera maestranze locali e artisti chiamati a definire l'impianto iniziale.
La facciata, elemento di grande rappresentanza, fu affidata inizialmente a Baldino di Cino e Niccolò di Francesco. Tuttavia, come spesso accadeva nei grandi cantieri medievali e rinascimentali, i lavori non procedettero spediti e subirono un arresto già nel 1377. Nonostante la pausa nella costruzione muraria, l'attività artistica non si fermò del tutto. Tra il 1395 e il 1396, un pittore di grande rilievo per l'epoca e per il territorio aretino, Spinello Aretino, fu incaricato di affrescare la lunetta del portale principale. La sua opera, raffigurante "Cristo in pietà tra Maria e San Giovanni dolenti", testimonia l'importanza spirituale e devozionale legata all'istituzione e all'edificio sin dalle sue origini.
Una Nuova Spinta Costruttiva e l'Arrivo del Rinascimento
La svolta che permise la ripresa e il completamento del palazzo avvenne grazie a un evento significativo per la città e per la Fraternita: la morte di Lazzaro di Giovanni di Feo Bracci nel 1410. Lazzaro Bracci era un ricco mercante aretino, la cui generosità postuma si manifestò attraverso un testamento che destinava ingenti risorse economiche a favore della Fraternita dei Laici. Questo lascito fu fondamentale, poiché fornì i mezzi finanziari necessari per superare l'impasse e rilanciare il cantiere.
Con le nuove risorse disponibili, la costruzione del secondo piano fu affidata, a partire dal 1433, a uno dei grandi maestri del Rinascimento fiorentino: Bernardo Rossellino. La scelta di un artista di tale calibro segnò un momento cruciale, introducendo ad Arezzo il nuovo linguaggio architettonico e scultoreo rinascimentale. Rossellino non si limitò a progettare la struttura del secondo livello, ma realizzò anche opere scultoree di grande pregio per la facciata. Tra queste spicca il bassorilievo della "Madonna della Misericordia con il Bambino, tra i protomartiri Lorentino e Pergentino", un'iconografia cara alla Fraternita che poneva l'istituzione sotto la protezione divina e dei santi patroni aretini. Ai lati del bassorilievo, furono collocate due edicole contenenti le statue di "San Donato", patrono della città, e del "Beato Gregorio". Questi interventi, realizzati da Rossellino e dalla sua bottega, contribuirono in modo determinante a definire l'aspetto rinascimentale della parte superiore della facciata.
I lavori, sotto la direzione di Rossellino e successivamente di altri maestri, proseguirono fino al 1461. Il completamento del secondo ordine culminò con la realizzazione del ballatoio, attribuito a Giuliano da Settignano. Questa fase costruttiva fu particolarmente significativa perché realizzò una fusione architettonica di straordinario interesse: l'impianto gotico preesistente si sposò armoniosamente con il nuovo e rivoluzionario linguaggio rinascimentale introdotto da Rossellino. Il risultato è un edificio dalla facciata unica, che racconta le diverse epoche e gli stili che si sono succeduti nella sua lunga storia costruttiva.
Il Simbolo Orologiaio: Il Campanile e l'Orologio Astronomico
Un elemento che caratterizza in modo inconfondibile il Palazzo della Fraternita dei Laici, e che attira l'attenzione di ogni visitatore di Piazza Grande, è il suo campanile. A differenza di una torre massiccia, si tratta di un elegante campanile a vela, aggiunto in un'epoca successiva e su progetto di un altro gigante dell'arte aretina e italiana: Giorgio Vasari. L'intervento vasariano risale al 1549 e rappresentò l'ultimo tocco significativo all'architettura esterna del palazzo.
Ma il campanile a vela non è solo un elemento architettonico; custodisce al suo interno un vero e proprio tesoro di meccanica e astronomia: il prezioso orologio astronomico. Realizzato nel 1552 da Felice Salvatore da Fossato, questo orologio è una meraviglia di ingegneria cinquecentesca. Non si limita a segnare l'ora, ma fornisce anche indicazioni astronomiche, mostrando la posizione del sole, della luna e le fasi lunari, un vero e proprio planetario meccanico. La sua complessità e la sua precisione lo rendono un esempio eccezionale di orologeria storica. Ciò che lo rende ancora più straordinario è il fatto che, a distanza di quasi cinque secoli dalla sua creazione, l'orologio di Felice Salvatore da Fossato è ancora oggi perfettamente funzionante. Questa longevità testimonia l'abilità e la maestria del suo creatore e la cura con cui è stato preservato nel tempo.
L'orologio astronomico non è solo uno strumento di misurazione del tempo e dei corpi celesti, ma è diventato una delle principali attrazioni per i visitatori del palazzo e della piazza. La possibilità di entrare nella sala degli ingranaggi, accessibile durante la visita al Museo di Palazzo di Fraternita, offre un'esperienza unica. Poter osservare da vicino il complesso meccanismo che anima l'orologio, i suoi ingranaggi, le leve e i pesi che da secoli scandiscono il tempo sopra Piazza Grande, è un'immersione affascinante nella storia della scienza e della tecnologia.
| Fase Costruttiva | Anni | Maestri Coinvolti | Elementi Realizzati | Stile Prevalente |
|---|---|---|---|---|
| Avvio e Prima Interruzione | 1375-1377 | Baldino di Cino, Niccolò di Francesco | Impianto iniziale, facciata inferiore | Gotico |
| Decorazione Iniziale | 1395-1396 | Spinello Aretino | Affresco lunetta portale | Gotico |
| Ripresa Lavori (Grazie lascito Bracci) | Dal 1433 | Bernardo Rossellino | Secondo piano, bassorilievo, statue | Rinascimento |
| Completamento Strutturale | Fino al 1461 | Bernardo Rossellino, Giuliano da Settignano | Completamento secondo piano, ballatoio | Fusione Gotico/Rinascimento |
| Aggiunta Campanile e Orologio | 1549-1552 | Giorgio Vasari (campanile), Felice Salvatore da Fossato (orologio) | Campanile a vela, orologio astronomico | Rinascimento (Tardo) |
| Ampliamento Laterale | Seconda metà '600 | Maestranze Seicentesche | Facciata ampliamento sinistro | Barocco (Tardo) |
Le Trasformazioni d'Uso: Da Sede Istituzionale a Museo
La storia del Palazzo della Fraternita dei Laici non si limita alla sua costruzione e alle sue decorazioni artistiche. L'edificio ha vissuto diverse vite, adattandosi alle esigenze e ai cambiamenti della società aretina. Dal 1786, per un lungo periodo, il palazzo divenne la sede del tribunale. Questa trasformazione riflette l'importanza civica acquisita dall'edificio nel corso dei secoli, ponendolo al centro dell'amministrazione della giustizia cittadina.
In tempi più recenti, a partire dal 2010, il palazzo ha intrapreso una nuova e significativa evoluzione, venendo adeguato a Museo di Palazzo di Fraternita. Questa conversione ha permesso di valorizzare il patrimonio storico-artistico custodito all'interno dell'edificio e di renderlo accessibile al pubblico. Anno dopo anno, il museo si è arricchito di nuovi tesori artistici e di sale tematiche, offrendo un percorso espositivo che racconta non solo la storia del palazzo e dell'istituzione, ma anche aspetti della storia e dell'arte aretina.

Oltre al Museo di Palazzo di Fraternita, il piano terra dell'edificio ospita anche il Museo dell'Oro. Questa sezione espositiva mette in luce un altro aspetto fondamentale dell'economia e dell'artigianato aretino: la lavorazione dell'oro. Arezzo è infatti un importante centro orafo, e il Museo dell'Oro all'interno del palazzo celebra questa tradizione secolare, esponendo manufatti e raccontando le tecniche e la storia di questo settore.
Domande Frequenti sul Palazzo della Fraternita dei Laici e la Sua Torre
Che cos'è la Fraternita dei Laici?
È un'antica istituzione aretina, sorta nel XIII secolo, dedicata all'assistenza e alla beneficenza, che ha sempre avuto un ruolo centrale nella vita sociale e culturale della città.
Quando è iniziata la costruzione del Palazzo della Fraternita?
La costruzione è iniziata nel 1375, ma i lavori hanno proceduto per fasi distinte nel corso dei secoli, con importanti riprese grazie a lasciti e interventi di maestri rinascimentali.
Chi ha progettato il secondo piano del palazzo?
Il progetto del secondo piano, iniziato nel 1433, è attribuito al celebre maestro rinascimentale Bernardo Rossellino.
Chi ha aggiunto il campanile e l'orologio?
Il campanile a vela è stato aggiunto su disegno di Giorgio Vasari nel 1549. L'orologio astronomico al suo interno è opera di Felice Salvatore da Fossato, realizzato nel 1552.
L'orologio astronomico funziona ancora?
Sì, l'orologio di Felice Salvatore da Fossato, risalente al 1552, è ancora oggi perfettamente funzionante ed è una delle principali attrazioni del palazzo.
Cosa si può vedere visitando il Palazzo della Fraternita?
Oggi il palazzo ospita il Museo di Palazzo di Fraternita, con sale tematiche e tesori artistici, e il Museo dell'Oro al piano terra. È inoltre possibile visitare la sala degli ingranaggi dell'orologio astronomico.
Che stili architettonici presenta il palazzo?
Il palazzo presenta una fusione di stili, dal Gotico delle prime fasi al Rinascimento introdotto da Rossellino e Vasari, con un ampliamento seicentesco in stile Barocco.
La storia del Palazzo della Fraternita dei Laici è un esempio affascinante di come un edificio possa evolversi nel tempo, riflettendo i cambiamenti sociali, economici e culturali di una città. Dalla sua funzione originaria di sede di un'istituzione assistenziale, passando per il suo ruolo di tribunale, fino alla sua attuale vocazione museale, il palazzo ha sempre rappresentato un punto fermo nel cuore di Arezzo, testimone di secoli di storia e custode di inestimabili tesori artistici e meccanici, come il suo celebre orologio astronomico. Visitare il palazzo e ammirare la sua facciata su Piazza Grande significa compiere un viaggio attraverso le epoche, scoprendo le mani sapienti che lo hanno costruito e decorato e l'ingegno che ha dato vita al suo straordinario orologio.
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