18/08/2023
Un'emozione unica ha percorso le strade incantate di Alberobello quando il verdetto di Alessandro Borghese ha incoronato il vincitore della settima puntata di 4 Ristoranti - Estate. Tra i coni in pietra che rendono unica questa cittadina pugliese, a trionfare è stato Gianvito Matarrese con il suo Evo Ristorante. Una vittoria che celebra un perfetto connubio tra innovazione e tradizione, una filosofia che non è sfuggita all'occhio esperto dello Chef Borghese.

Gianvito si è detto incredulo e felicissimo per il successo ottenuto, pronto ad affrontare nuove sfide con l'entusiasmo di chi ha realizzato un sogno. Ha definito l'esperienza a 4 Ristoranti come bellissima, qualcosa che rifarebbe senza esitazioni. Un ringraziamento speciale va ad Alessandro Borghese, una persona che lo ha subito messo a suo agio e con cui desidererebbe tornare a lavorare in futuro. Secondo Gianvito, la chiave della sua vittoria risiede proprio nel bilanciamento tra sperimentazione e rispetto delle origini che caratterizza la cucina di Evo Ristorante.
Il Percorso del Vincitore: Dalla Ragioneria ai Fornelli
La vittoria non era affatto scontata per Gianvito, che confessa di non essersela aspettata inizialmente. Ha grande stima per i suoi concorrenti: Davide Girolamo del Trullo d'Oro, considerato una vera istituzione, e Francesco Laera di Fè Ristorante, definito uno dei cuochi più bravi che conosca. Gianvito si considera ancora un "nuovo arrivato" in questo mondo, il che rende il suo trionfo ancora più significativo.
Cucinare per Chef Borghese è stato sicuramente un momento di grande ansia, come ammette Gianvito. L'adrenalina era a mille e la paura di sbagliare era forte. Tuttavia, la gestione dell'ansia è parte della sua routine quotidiana durante il servizio, quindi è allenato a mantenere la calma e a evitare errori anche sotto pressione.
La passione per la cucina è nata molto presto, fin da bambino, ma Gianvito ha iniziato a dedicarsi seriamente alla professione solo più tardi. Il suo percorso iniziale è stato infatti molto diverso: un diploma in Ragioneria seguito da una laurea in Scienze della Formazione. Poi, la decisione coraggiosa di abbandonare tutto per inseguire il suo vero sogno, quello di stare ai fornelli. Avrebbe voluto frequentare la scuola alberghiera già dopo le medie, ma la presenza di un'azienda di famiglia lo ha spinto inizialmente verso studi economici, nella speranza di poter contribuire in quel modo.
Fortunatamente, la sua famiglia ha sempre sostenuto le sue scelte, rappresentando un punto fermo fondamentale nella sua vita. Questo supporto gli ha permesso di intraprendere la strada che sentiva davvero sua.
I Sapori di Evo Ristorante e le Ispirazioni di Gianvito
Quali sono, quindi, le specialità che hanno conquistato Chef Borghese e i commensali? Evo Ristorante propone diversi "piatti forti" che riflettono la filosofia di Gianvito. Tra questi spiccano le bombette ripiene di formaggio e prezzemolo, glassate con una sorprendente salsa al caffè e pomodoro. Un altro piatto distintivo sono le orecchiette XXL, realizzate a mano, servite con speck, pesto di pistacchio, verdure di stagione e cacioricotta. Questi piatti rappresentano bene l'equilibrio tra ingredienti della tradizione pugliese e tocchi innovativi.
Ma qual è il piatto preferito di Gianvito? Nonostante la sua cucina affondi le radici in Puglia, confessa di non stancarsi mai di mangiare la pasta alla Carbonara, un classico della cucina romana.
Parlando di influenze esterne, Gianvito si è formato professionalmente in Campania, lavorando in un ristorante stellato. Considera la Campania un territorio ricchissimo dal punto di vista gastronomico. Il piatto che ha amato di più in assoluto è il sugo alla genovese, preparato alla maniera napoletana, con tre parti di cipolla e una di carne, lasciato cuocere lentamente per ore. Un esempio di come la tradizione, anche al di fuori della Puglia, possa essere una fonte di grande ispirazione.

Riguardo alla cucina fusion, Gianvito la apprezza e la sperimenta spesso, soprattutto nell'impiattamento. Ribadisce che l'innovazione è cruciale per lui, ma deve sempre partire da una solida base tradizionale. La tradizione non è un limite, ma un punto di partenza per creare qualcosa di nuovo e sorprendente.
Le persone che lo ispirano maggiormente nel suo lavoro sono sua nonna e Maria Cicorella, chef del suo ristorante preferito, il Pashà Ristorante. Maria, una signora di sessant'anni con una stella Michelin, è un esempio di come si possa rivisitare la tradizione con un tocco personale e inconfondibile. Tra i suoi coetanei, ammira la tecnica perfetta di Francesco Laera, con cui condivide anche una carissima amicizia nata proprio durante l'esperienza di 4 Ristoranti. Condividere la vittoria con un amico è stato un momento speciale.
Il tratto distintivo di Gianvito in cucina è la precisione. Crede fermamente che una cucina ben organizzata riduca al minimo gli errori e permetta di tenere tutto sotto controllo. Nella vita, invece, si descrive come un "pazzo", un "pagliaccio", l'anima del gruppo, quello che coinvolge sempre gli altri. Un contrasto interessante tra la serietà professionale e la leggerezza personale.
Se potesse cucinare per un personaggio famoso, non ha dubbi: gli piacerebbe cucinare di nuovo per Alessandro Borghese, o magari cucinare insieme a lui. Ha apprezzato enormemente la sua professionalità e la sua capacità di mettere subito a proprio agio i partecipanti.
Alberobello: La Cornice Fiabesca dei Trulli
Il trionfo di Gianvito Matarrese si è svolto nella suggestiva cornice di Alberobello, la Capitale dei Trulli. Questa cittadina, incastonata nella fertile e profumata Valle d’Itria, è un luogo dove l'atmosfera sa di genuino e dove le celebri costruzioni contadine a forma di cono creano un panorama davvero fiabesco.
Alberobello, Patrimonio Mondiale dell'Umanità UNESCO dal 1996, fu fondata nel XV secolo dai conti di Conversano. La particolare forma dei trulli e l'assenza di malta nella loro costruzione avevano un motivo ben preciso: i conti imponevano ai contadini di costruire i loro ripari "a secco", in modo che potessero essere smantellati velocemente in caso di ispezioni regie, evitando così le tasse sui nuovi insediamenti imposte dal Regno di Napoli. Solo nel 1797, con il decreto che rese Alberobello città regia, fu possibile costruire edifici stabili con l'uso della calce, come testimonia la storica Casa d’Amore.
Un Itinerario tra Coni e Storia
Una visita ad Alberobello, anche di poche ore, permette di immergersi nella sua atmosfera unica. L'itinerario classico parte dalla collinetta del Rione Monti, il cuore storico con oltre mille trulli. Oggi molti trulli qui ospitano botteghe di souvenir, laboratori artigianali o strutture ricettive. Tra le particolarità, il Trullo Siamese con la sua struttura doppia e la suggestiva Chiesa a Trullo dedicata a Sant'Antonio.
Meno affollato ma altrettanto affascinante è il Rione Aia Piccola, considerato il nucleo abitativo più autentico. Qui si trovano circa 400 trulli e un dedalo di stradine tranquille, senza negozi di souvenir, che offrono scorci unici. Il nome deriva dall'antica usanza di battere il grano nelle aie pubbliche.
Durante la passeggiata, non si può perdere la Casa d’Amore, il primo edificio costruito con malta nel 1797, oggi Monumento Nazionale e sede dell'Ufficio del Turismo. Poco distante si trova il Trullo Sovrano, il più imponente della cittadina, risalente al '700 e caratterizzato da ben 12 coni e due piani, visitabile come casa museo.

Per ammirare al meglio la distesa di coni, ci sono diversi punti panoramici, come la terrazza in fondo a Piazza Giangirolamo o i Giardini Pubblici di Villa Belvedere, che offrono una prospettiva diversa e una "cornice" verde. La vista dei trulli illuminati di sera è particolarmente magica.
I Sapori Autentici di Alberobello
L'esperienza di Alberobello non sarebbe completa senza assaggiare le sue specialità gastronomiche. Che sia in un ristorante o passeggiando, i sapori tipici conquistano il palato. Immancabili le orecchiette fatte a mano, le fave e cicorie, i salumi, le carni e i formaggi della Murgia.
Una vera tradizione locale è il Fornello Pronto: si scelgono vari tipi di carne che vengono cotti in un forno a legna su spiedi. Un'esperienza di street food autentico da gustare subito.
Un vero "cult" tipicamente alberobellese è il panino "Pasqualino". Prende il nome dal suo ideatore e sorprende per l'accostamento apparentemente insolito: tonno, capperi, salame e provola. Un assaggio che, anche per i gourmet più rigorosi, si rivela una piacevole sorpresa.
Nella prima periferia di Alberobello si trova l'Azienda Olio Intini, la prima in Puglia a ricevere la Chiocciola Slow Food. È il luogo ideale per scoprire i segreti dell'olio extravergine d'oliva pugliese, con possibilità di visite guidate e degustazioni con assaggiatori professionisti. L'azienda ha anche ripreso un'antica tradizione di famiglia producendo vini pugliesi di qualità IGT, come il Verdeca e il Primitivo Rosato, da vigne locali.
Informazioni Pratiche per la Visita
Raggiungere Alberobello è semplice, si arriva tramite la SS 172, detta "dei Trulli". Per il parcheggio, i posti in centro sono a pagamento, ma è possibile trovare soluzioni gratuite appena fuori dalla zona centrale, come in Largo Filippo Turati.
Per chi desidera un'esperienza indimenticabile, è possibile dormire in un vero trullo. Ci sono diverse strutture che offrono questa possibilità.
Per una pausa caffè o colazione, un suggerimento è il "Bar Pasticceria Dulcis" vicino al Trullo Sovrano. Per gustare le tipiche bombette, un locale consigliato è il "Ristorante Trattoria Largo Trevisani".
La visita del Trullo Sovrano ha un costo di ingresso (attualmente 2,00€ a persona, che salirà a 2,50€ dal 2025) e segue orari stagionali specifici (generalmente 10.00-12.45 e 15.30-18.00/18.30 a seconda del periodo).

Breve Sguardo alla Vita Notturna
Anche la sera Alberobello offre qualche opzione per trascorrere del tempo. Il testo menziona alcuni bar e pub con recensioni e valutazioni varie, tra cui Bagià, Crash Bar, Central Bar, Clara Petra e Delizie Nel Trullo. Queste opzioni offrono la possibilità di concludere la giornata con un drink.
Domande Frequenti su Alberobello e 4 Ristoranti
Qui di seguito alcune risposte alle domande più comuni basate sulle informazioni disponibili.
Chi ha vinto 4 Ristoranti ad Alberobello?
La puntata di 4 Ristoranti ad Alberobello è stata vinta da Gianvito Matarrese di Evo Ristorante.
Qual è la specialità di Evo Ristorante?
Tra i piatti forti di Evo Ristorante menzionati ci sono le bombette ripiene con salsa al caffè e pomodoro e le orecchiette XXL con speck, pesto di pistacchio, verdure di stagione e cacioricotta.
Perché i trulli sono costruiti a secco?
I trulli furono costruiti "a secco", ovvero senza malta, per ordine dei conti di Conversano nel XV secolo. Questo permetteva di smantellarli rapidamente in caso di ispezioni da parte del Regno di Napoli, evitando così il pagamento delle tasse sui nuovi insediamenti.
Quanto costa entrare ad Alberobello?
L'ingresso alla cittadina di Alberobello è libero e gratuito. Solo la visita di alcuni monumenti specifici, come il Trullo Sovrano, prevede un biglietto d'ingresso (attualmente 2,00€).
Cosa si mangia di tipico ad Alberobello?
La cucina tipica di Alberobello e dintorni include orecchiette fatte a mano, fave e cicorie, carni e formaggi della Murgia, il Fornello Pronto (carne cotta al forno a legna) e il caratteristico panino "Pasqualino" (tonno, capperi, salame, provola).
Quali sono i rioni storici di Alberobello?
I principali rioni storici di Alberobello sono il Rione Monti, con il maggior numero di trulli turistici, e il Rione Aia Piccola, considerato più autentico e residenziale.
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