21/01/2022
Ascoli Piceno, città ricca di storia e arte, vanta anche una tradizione culinaria profondamente radicata nel suo territorio, un mix affascinante di influenze montane, rurali e un legame ancestrale con il vicino Mar Adriatico, mediato dal fiume Tronto. La cucina ascolana è un inno alla genuinità dei prodotti locali e alla sapienza antica nel trasformarli in piatti ricchi di sapore e significato, spesso legati alle feste e ai ritmi della vita contadina.
Partiamo da un viaggio attraverso i piatti che rappresentano il cuore della tavola ascolana, esplorando la varietà e la ricchezza che questa terra offre.
- I Primi Piatti: Un Tripudio di Pasta e Fantasia
- Secondi: Dalla Terra al Mare, Sapori Intensi
- Verdura e Legumi: La Ricchezza dell'Orto e dei Prati
- Pane, Pizze e Dolci: La Conclusione Golosa
- Il Re della Tavola Ascolana: Il Fritto Misto
- Altri Ingredienti e Prodotti del Territorio: Tesori del Piceno
- Domande Frequenti sulla Cucina Ascolana
I Primi Piatti: Un Tripudio di Pasta e Fantasia
Nella cucina ascolana, i primi piatti occupano un posto d'onore, con una varietà di formati di pasta che testimoniano la ricchezza della tradizione casalinga. Si spazia dai classici ravioli e cannelloni a tagliatelle e pappardelle, fino a formati più particolari come maltagliati e cappelletti. La pasta fresca, tirata a mano, è la base per sughi che esaltano i sapori del territorio.
Accanto alla pasta, troviamo gnocchi soffici, risotti cremosi, minestre confortanti e zuppe nutrienti, tra cui spicca quella di farro, un cereale antico e prezioso tipico dell'area. I condimenti sono vari e legati alle stagioni e alle disponibilità: sughi a base di pomodoro fresco o conservato, ragù di carne di maiale, condimenti di pesce che richiamano il vicino mare, e salse leggere a base di verdure di stagione.
Il sugo più identitario, quello che porta il nome della città, è il sugo di magro, detto appunto "all'ascolana". Questo condimento unico e saporito si realizza con ingredienti semplici ma sapientemente combinati: oliva tenera locale, tonno di buona qualità, pomodoro, alici e prezzemolo fresco tritato. Tradizionalmente, questo sugo leggero ma gustoso accompagna i bucatini, creando un connubio perfetto che rappresenta l'anima marinara e contadina della cucina ascolana.
Il Timballo Ascolano: Il Piatto delle Grandi Occasioni
Un capitolo a parte merita il Timballo ascolano. Non è una semplice lasagna, ma una preparazione più ricca e stratificata che ne condivide la struttura a strati di pasta. La particolarità del timballo ascolano risiede nell'aggiunta di ingredienti come la mozzarella filante e un ragù preparato esclusivamente con carne di manzo. Questo piatto elaborato e sostanzioso è il protagonista indiscusso delle feste più solenni e importanti dell'anno, come il Natale e la celebrazione del santo patrono, Sant'Emidio. La sua preparazione richiede tempo e cura, rendendolo un simbolo dell'ospitalità e dell'abbondanza nelle ricorrenze speciali.
Secondi: Dalla Terra al Mare, Sapori Intensi
La tavola ascolana offre un'ampia gamma di secondi piatti, con una netta prevalenza di carni, ma anche interessanti proposte a base di pesce, eredità del legame con l'Adriatico.
La Carne: Tradizione e Interiora
La tradizione contadina ha insegnato a non sprecare nulla, e questo si riflette nei piatti a base di interiora, che sono parte integrante della cucina ascolana. La coratella d'agnello, preparata con fegato, polmoni, cuore e altre interiora, arricchita con uova e spesso servita come antipasto, è un esempio perfetto. Troviamo anche frattaglie di vitello, le spëndatùrë (pagliata cotta al forno), la trippa, spesso cucinata in un ricco sugo di pomodoro, e i fagioli con le cotiche, un piatto povero ma gustosissimo, insaporito con sugo e pezzi di prosciutto.
Tra i salumi, la provincia di Ascoli Piceno è rinomata per il ciauscolo, un salume spalmabile unico nel suo genere, ma anche per i tradizionali salami, le lonze (il nome locale per i capocolli), prosciutti stagionati e salsicce, incluse quelle di fegato, dal sapore più intenso.
Un piatto che evoca l'immediatezza della cottura in padella è il Ngip 'ngiap. Questo termine dialettale descrive la preparazione della carne (principalmente pollo, coniglio e agnello), spezzata in piccoli pezzi e rosolata vivacemente in padella. È una tecnica semplice che esalta il sapore della carne fresca.
Completano il panorama dei secondi di carne l'arrosto (localmente chiamato pëluóttë), il sanguinaccio, la pancetta ('rassëmmàgrë, che significa letteralmente "grasso e magro"), i piccioni (cucinati allo spiedo o ripieni per le occasioni), il tordo e le lumache (li ciammarìchë), un classico della cucina rurale.
Immancabile, come in gran parte dell'Italia centrale, è la porchetta, presente in modo particolare durante feste di paese e fiere, con il suo profumo inconfondibile e la cotenna croccante.
Il Pesce: Un Assaggio di Mare
Nonostante non sia una città costiera, Ascoli Piceno ha sempre avuto un legame con il mare Adriatico grazie al fiume Tronto. Questo rapporto si riflette in una discreta presenza di piatti a base di pesce nella tradizione locale. Tra i più tipici e radicati ci sono l'aringa, il baccalà e lo stoccafisso, preparati in vari modi che ne esaltano il sapore intenso e sapido.
Non mancano piatti a base di molluschi, come seppie e calamari, spesso cucinati in umido o fritti. La frittura di pesce, con calamari e pesce azzurro, è un piatto che si associa alle feste di paese, portando sulla tavola il profumo del mare.
Verdura e Legumi: La Ricchezza dell'Orto e dei Prati
La terra generosa del Piceno offre una grande varietà di verdure e legumi che sono alla base di piatti semplici ma saporiti. Troviamo zuppe rustiche, insalate fresche e verdure grigliate che accompagnano le portate principali.
Gli odori e le erbe aromatiche della macchia mediterranea giocano un ruolo fondamentale nell'insaporire i piatti: rosmarino, aglio, cipolla, prezzemolo, peperoncino, origano, salvia sono presenze costanti in cucina.
Un piatto emblematico della cucina povera della campagna ascolana è la mëstëcànza. Si tratta di un'insalata composta da un misto di erbe e verdure spontanee o coltivate nell'orto, raccolte fresche. La sua composizione è variabile a seconda della stagione e della disponibilità, ma può includere lattuga, radicchio, cicoria, indivia, rucola, sedano, finocchio, pomodori verdi e borragine, tra le altre. Viene condita con la semplicità di sale, olio extravergine d'oliva e aceto, esaltando la freschezza e la varietà dei sapori erbacei.
Alcune verdure come carciofi, broccoli e zucchine trovano la loro massima espressione quando fritte, diventando parte integrante del famoso Fritto Misto all'Ascolana, di cui parleremo diffusamente più avanti. Anche le foglie di salvia, impastellate e fritte, sono una delizia semplice e profumata.
Un'usanza legata alla verdura e alla tradizione religiosa è quella del basilico durante la festa di Sant'Emidio, il 5 agosto. Tradizionalmente, piantine di basilico vengono vendute di fronte al Duomo, un gesto che affonda le sue radici in una leggenda secondo cui una pianta di basilico sarebbe nata sulla tomba del santo, simboleggiando la sua protezione e benedizione.
Pane, Pizze e Dolci: La Conclusione Golosa
Anche l'arte bianca e la pasticceria hanno un ruolo di rilievo nella tradizione ascolana.
La focaccia bianca per eccellenza è la Cacciannanzë. Condita semplicemente con aglio, olio d'oliva e rosmarino, deve il suo nome (che in dialetto significa "cacciare avanti", "tirare fuori prima") a un'antica pratica: quando si infornava il pane nel forno a legna, si cuoceva per prima una pizza bianca ottenuta dallo stesso impasto per testare la temperatura del forno. Una volta pronta, veniva "cacciata 'nnanzë", gustata calda e fragrante. Altri tipi di focaccia tradizionale includono la pizza con gli sfricoli (pezzetti di lardo) o con le olive.
Tra i dolci, la Zuppa Inglese è molto diffusa e viene chiamata popolarmente "pizza dolce", a dimostrazione di quanto il termine "pizza" possa assumere significati diversi nel dialetto locale. Una specialità locale è la "pierina", un bignè ripieno di crema pasticcera, arricchito da gocce di cioccolato e spolverato di zucchero a velo.
Altri dolci tradizionali includono biscotti preparati con il mosto d'uva, i maritozzi (soffici panini dolci, spesso farciti) e le crostate, classici intramontabili.
Da non confondere con le crespelle abruzzesi (simili alle crêpes), le crispelle ascolane sono grandi dischi croccanti di pastella fritta, a base di uova, sale e farina. Sono spesso servite come antipasto o stuzzichino, accompagnate da fette di prosciutto crudo, creando un contrasto interessante tra il salato del salume e il leggero sapore fritto della pastella.
Il Re della Tavola Ascolana: Il Fritto Misto
Se c'è un piatto che incarna lo spirito festoso e l'identità gastronomica di Ascoli Piceno, è senza dubbio il Fritto Misto all'Ascolana. Non si tratta di una semplice frittura, ma di un assortimento preciso di delizie impanate e fritte, un vero e proprio rito culinario, immancabile nel pranzo della domenica e protagonista assoluto delle celebrazioni, dal Natale alla festa del patrono Sant'Emidio.
Questo insieme di fritti comprende diverse componenti, ognuna con la sua specificità:
- Le regine indiscusse: le Olive all'Ascolana.
- I cremini: cubetti di crema pasticcera densa, impanati e fritti, un contrasto dolce e cremoso all'interno della frittura salata.
- Verdure fritte: carciofi, broccoli e zucchine, tagliati a pezzi e impanati o semplicemente pastellati e fritti, che aggiungono una nota vegetale e croccante.
- Cotolette d'agnello: piccoli pezzi di agnello con l'osso, impanati e fritti, che apportano un sapore più deciso alla composizione.
La frittura mista è un piatto conviviale, un simbolo di festa e abbondanza che riunisce la famiglia e gli amici attorno alla tavola.
Approfondimento: Le Olive all'Ascolana
Tra tutti i componenti del fritto misto, le Olive all'Ascolana meritano un'attenzione particolare, essendo il piatto più celebre e riconosciuto, un vero e proprio simbolo della città e della sua tradizione culinaria. Si utilizzano olive verdi della pregiata varietà "tenera ascolana", caratterizzate da grandi dimensioni e polpa delicata.
Il processo di preparazione è laborioso e artigianale: le olive vengono denocciolate a spirale, mantenendo intatta la loro forma. Vengono poi riempite con un ricco impasto di carne mista: manzo, maiale e pollo, che viene prima cotta e poi macinata finemente. Al ripieno di carne si aggiungono altri ingredienti che conferiscono sapore e legante, come parmigiano grattugiato, rossi d'uovo e una spolverata di noce moscata, le cui quantità possono variare leggermente a seconda della ricetta familiare.
Una volta riempite, le olive vengono passate nella farina, poi immerse nell'uovo sbattuto e infine ricoperte abbondantemente di pangrattato, per ottenere una panatura perfetta. Vengono quindi fritte in olio caldo fino a raggiungere una doratura uniforme e croccante. Il risultato è un bocconcino saporito e irresistibile, un equilibrio sublime tra il sapore dell'oliva, la ricchezza del ripieno di carne e la croccantezza della frittura.
Altri Ingredienti e Prodotti del Territorio: Tesori del Piceno
La ricchezza della cucina ascolana si basa su ingredienti di alta qualità provenienti dal territorio circostante. Patate, funghi (tra cui spiccano i pregiati porcini), tartufi (neri e bianchi, a seconda delle stagioni) e frutta secca sono ampiamente utilizzati in diverse preparazioni.
I formaggi e i latticini, sia di mucca che di pecora, occupano una posizione di rilievo. La caciotta, il pecorino (fresco, semistagionato o stagionato) e la ricotta fresca sono presenze fisse nelle tavole e negli ingredienti di molti piatti tipici.
Il territorio ascolano è anche terra di vini eccellenti. Tra i più rappresentativi troviamo il Rosso Piceno, nelle sue versioni novello e Superiore, il Falerio dei Colli Ascolani (un bianco aromatico) e il Vino Pecorino, ottenuto dall'omonimo vitigno autoctono, riscoperto e valorizzato negli ultimi anni. Nelle zone rurali e montane è ancora diffuso il vino cotto, un prodotto tradizionale ottenuto dalla lenta riduzione del mosto, dal sapore dolce e intenso, tipico di tutte le Marche meridionali e di parte dell'Abruzzo.
Un altro derivato del mosto è la sapa (o mosto cotto), uno sciroppo denso e dolce utilizzato principalmente nella preparazione di dolci tradizionali.
Un simbolo liquido della città è l'Anisetta Meletti, un liquore all'anice prodotto dalla storica Ditta Silvio Meletti. Con il suo gusto aromatico e la sua storia centenaria, è un digestivo perfetto per concludere un pasto ricco o un accompagnamento ideale per i dolci secchi.
Tra i frutti della terra, meritano una menzione speciale i Marroni piceni. Il castagno, frutto autunnale per eccellenza, ha rappresentato per secoli una fonte vitale di sostentamento per le popolazioni dell'alto Piceno. Non solo per i suoi frutti, ma anche come terreno da pascolo, alimento per animali e legna da ardere. Dai castagni locali, grazie a innesti secolari, derivano cultivar particolari che caratterizzano il territorio, come il Marrone Biondo, il Marrone di Tallacano, il Marrone Tallacano di razza, il Pallante, il Marroncino dell'Ascensione e il Marrone delle Piagge. Questi marroni provengono principalmente dai boschi dei Monti della Laga e dei Monti Sibillini.
Un altro tesoro del sottobosco sono i Funghi porcini piceni. Questi funghi prelibati si trovano in diverse aree boschive, nascondendosi tra le querce (roverelle, cerro, carpino nero) e il loro sottobosco (ginestre, ginepri), nei boschi di castagno e, a quote più elevate (oltre i 1000 metri), tra i faggi.
Domande Frequenti sulla Cucina Ascolana
Qual è il piatto simbolo di Ascoli Piceno?
Senza dubbio, il piatto più iconico e rappresentativo di Ascoli Piceno sono le Olive all'Ascolana, ripiene di carne mista e fritte.
Cosa include il Fritto Misto all'Ascolana?
Il Fritto Misto all'Ascolana è un assortimento che comprende le Olive all'Ascolana, i cremini (cubetti di crema fritta), verdure fritte (come carciofi, broccoli, zucchine) e cotolette impanate e fritte di agnello.
Ci sono opzioni vegetariane tipiche?
Sebbene la cucina ascolana sia ricca di piatti di carne, si possono trovare opzioni vegetariane. La sezione dedicata a Verdura e Legumi descrive piatti come la Mesticànza (un'insalata di erbe miste), zuppe di legumi o verdure e verdure fritte che fanno parte del fritto misto o possono essere gustate singolarmente. Molti primi piatti con sughi a base di pomodoro o verdure possono essere adatti.
Quali dolci devo assolutamente provare?
Tra i dolci tipici da non perdere ci sono le crispelle (frittelle tonde e croccanti), la "pierina" (un bignè ripieno) e la Zuppa Inglese (localmente chiamata "pizza dolce").
Ci sono bevande locali caratteristiche?
Certamente. Oltre ai vini tipici della zona come Rosso Piceno, Falerio e Pecorino, è tradizionale il Vino Cotto e la Sapa. La bevanda simbolo della città, perfetta come digestivo, è l'Anisetta Meletti.
La cucina di Ascoli Piceno è un viaggio affascinante attraverso sapori autentici e tradizioni antiche, un'esperienza che nutre il corpo e l'anima, raccontando la storia e la cultura di questa splendida città marchigiana.
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