20/02/2023
Affacciata dolcemente sul blu intenso del Mar Tirreno, nella provincia di Messina, sorge Villafranca Tirrena, un comune che racchiude in sé secoli di storia, un patrimonio artistico e religioso di notevole valore e tradizioni che affondano le radici in un passato lontano. Un luogo dove la bellezza del paesaggio costiero si fonde con il fascino discreto dei suoi monumenti e la vivacità delle sue feste popolari, offrendo al visitatore un'esperienza autentica e ricca di scoperte.

Un Viaggio nel Tempo: Dalle Origini a Villafranca Tirrena
La storia di questa cittadina è un affascinante intreccio di nomi e dominazioni. Anticamente conosciuta come Briosa, nome che alcuni testi riconducono addirittura all'epoca normanna, la località subì nel tempo diverse trasformazioni denominative, assumendo poi il nome di Bauso o Bavuso. È nel 1548 che la Baronia di Bauso entra in una fase di particolare rilievo storico ed economico con l'acquisto da parte di Giovanni Nicola Cottone. Questo periodo è considerato uno dei momenti di maggior lustro per l'antica Bauso.
La famiglia Cottone segnò profondamente il destino del luogo. Nel 1590, Stefano Cottone fece ricostruire il Castello, una struttura imponente che ancora oggi veglia sul centro abitato, testimone silente di epoche passate. La rilevanza del feudo crebbe ulteriormente nel 1591, quando l'imperatore Filippo II lo elevò a Contea. Successivamente, nel 1623, Filippo IV di Spagna conferì a Giuseppe Cottone il titolo di “Principe di Castelnuovo”, un altro nome associato al territorio di Bauso.
La proprietà passò di mano nel 1819, quando Carlo Cottone Cedronio vendette la terra di Bauso, il castello e il titolo a Domenico Marcello Pettini. Il cambiamento più significativo per l'identità del comune avvenne però nel XIX secolo. Nel 1825, Bauso divenne un comune autonomo, mantenendo il suo nome storico fino al 1929. Fu in quell'anno che, unendo i territori di Calvaruso e Saponara (quest'ultimo poi tornato autonomo nel 1952), il comune assunse l'attuale denominazione di Villafranca Tirrena, consolidando così la sua identità legata al mare che lo bagna.
Dall'Industria al Turismo: L'Evoluzione Economica
Per gran parte del XX secolo, Villafranca Tirrena ha giocato un ruolo di primo piano nell'economia provinciale, affermandosi come uno dei centri industriali più importanti della provincia di Messina. Aziende di grande calibro come l'Italcementi, insediatasi subito dopo il terremoto del 1908, e la Pirelli, hanno rappresentato pilastri produttivi fondamentali, affiancate da un tessuto di piccole e medie imprese attive in diversi settori, dalla produzione tessile (calzifici, maglifici) alla lavorazione della plastica.
Tuttavia, a partire dagli ultimi decenni del secolo scorso, dinamiche di mercato globale hanno portato a un progressivo ridimensionamento della grande industria locale. L'ultimo grande stabilimento, quello della Pirelli, ha cessato le attività nel 1992. Questo cambiamento ha imposto una necessaria riconversione economica per il comune, che ha saputo reinventarsi. Attualmente, l'economia locale si è orientata con successo verso i settori commerciale e turistico, sfruttando la posizione geografica e il patrimonio culturale. Le aree industriali storiche non sono state abbandonate, ma sono state oggetto di piani di rilancio e programmazione che hanno favorito l'insediamento di nuove realtà produttive, garantendo una diversificazione e una rinnovata vitalità al tessuto economico di Villafranca Tirrena.
Tesori d'Arte, Storia e Fede
Villafranca Tirrena e le sue frazioni custodiscono un patrimonio artistico e religioso di notevole interesse, testimonianza della profonda spiritualità e della ricca storia del territorio.
La Chiesa Madre di San Nicolò
Nel cuore del centro cittadino si erge la Chiesa Madre, dedicata a San Nicolò. Questo edificio sacro è un punto di riferimento per la comunità e conserva al suo interno opere di pregio. Tra queste spiccano una Croce dipinta risalente al Cinquecento e una suggestiva statua marmorea raffigurante la Madonna con il Bambino, espressioni artistiche che arricchiscono il patrimonio culturale e devozionale della chiesa.
Calvaruso: Un Borgo di Fede e Arte
Salendo verso le colline, si raggiunge la piccola frazione di Calvaruso, situata a circa 110 metri sul livello del mare. Questo borgo collinare è un vero scrigno di tesori.
Il Santuario di Gesù Ecce Homo
Il seicentesco Santuario di Gesù Ecce Homo è il fulcro della vita religiosa di Calvaruso. La sua fama è legata soprattutto alle straordinarie opere d'arte che custodisce. La più celebre è indubbiamente la statua lignea rappresentante l'Ecce Homo, scolpita nel 1634 da Frate Umile da Petralia (al secolo Giovan Francesco Pitorno), un frate artista dei padri osservanti la cui maestria si rivela nella toccante espressività dell'opera. Il santuario ospita anche una tela seicentesca raffigurante l'Immacolata con San Francesco, Santa Margherita, Santa Chiara e Sant'Anna, un dipinto che testimonia l'importanza del santuario nel contesto devozionale dell'epoca.
Il Museo della Devozione
Adiacente al santuario, accessibile dal chiostro seicentesco, si trova il Museo della Devozione. Questo spazio espositivo raccoglie una vasta collezione di ex-voto, testimonianze tangibili della fede e della gratitudine popolare. Il museo espone anche tele ottocentesche e arredi sacri di diverse epoche. Fiore all'occhiello della collezione è l'opera denominata "Strage degli Innocenti", un presepe composto da più di cinquanta statuette di origine ottocentesca, un capolavoro di arte popolare e devozionale che merita una visita approfondita.
La Chiesa di Santa Margherita
Sempre a Calvaruso, la Chiesa di Santa Margherita aggiunge un ulteriore tassello al ricco patrimonio artistico della frazione. Al suo interno si possono ammirare due affreschi che narrano episodi della vita di Santa Margherita. Di particolare pregio è una tavola dedicata a Santa Lucia, collocata sulla parete destra, dipinta da Marco Antonio Veneziano nel 1582, come attestato dall'iscrizione che recita "Marco Antonio Venetiano 1582 oc opus fieri fecit Pietrus Mortelliti". Nella cappella del Rosario è conservata un'altra pregevole tavola raffigurante la Vergine titolare. Sul soffitto, nel 1761, Scipio Manni dipinse la "Presentazione al Tempio". L'altare maggiore è impreziosito da una bellissima statua lignea moderna di Santa Margherita, scolpita nel 1871 dall'artista messinese Michele Cangeri.
Il Museo della Medicina Ottavio Badessa
Villafranca Tirrena ospita anche un museo unico nel suo genere: il Museo della Medicina e degli strumenti medicali Ottavio Badessa. Inaugurato nel 2004, frutto di una convenzione tra l'Amministrazione Comunale e il Dottore Paolo Badessa, il museo ha sede in una palazzina in stile liberty situata in via Rovere. Al suo interno sono esposti circa 200 reperti di alto valore scientifico e storico, databili tra la fine del Settecento e il 1940. Questi strumenti e oggetti, conservati in apposite teche, offrono uno spaccato affascinante sull'evoluzione della pratica medica nel corso di oltre un secolo e mezzo.
Feste e Tradizioni: Il Cuore Pulsante di Villafranca
Le tradizioni popolari sono un elemento fondamentale dell'identità di Villafranca Tirrena, momenti di forte aggregazione che esprimono la storia, la fede e la cultura della comunità. Tra queste, spicca per originalità e significato storico-culturale la festa de “U Bamparizzu”.
“U Bamparizzu”: L'Antico Rito del Fuoco
Il 5 dicembre, alla vigilia della festa del Santo Patrono, San Nicola, Villafranca Tirrena si anima per celebrare “U Bamparizzu”. Questo tradizionale falò commemora un rito antico che prevedeva l'incendio di barche trascinate dalla spiaggia in onore di San Nicola, protettore dei naviganti e della città. La manifestazione è un vero e proprio spettacolo che rievoca atmosfere d'altri tempi.
Nel pomeriggio, ragazzi vestiti da pescatori iniziano a trascinare a piedi nudi una barca addobbata con fiori e vecchie lanterne. Facendola scivolare sulle tipiche falanghe in legno, percorrono le vie del paese, dalla marina fino a Piazza Castello. Questo gesto simbolico è un augurio di buon auspicio e un omaggio al Santo Patrono. Nel frattempo, da Piazza Castello, antistante la Chiesa Madre e il Palazzo Baronale, parte la Corte Principesca, preceduta da ragazzi in costume da alabardiere e archibugiere e da cavalieri a cavallo.
L'incontro tra i pescatori e i nobili avviene davanti al Palazzo Municipale. Qui si svolge un momento altamente simbolico: il Principe consegna le chiavi del Castello di Bauso ai pescatori, un gesto che rappresenta benevolenza, rispetto e l'unione ideale tra le diverse componenti della comunità. Successivamente, la corte e i pescatori proseguono insieme il loro cammino fino a raggiungere nuovamente Piazza Castello. Qui, al loro arrivo, si assiste all'accensione del grande falò, il culmine della celebrazione de “U Bamparizzu”, un momento di condivisione e festa che scalda l'atmosfera in attesa della festa patronale.
Altre Festività
Villafranca Tirrena e Calvaruso celebrano diverse altre ricorrenze religiose e laiche che scandiscono l'anno:
| Data/Periodo | Evento | Descrizione |
|---|---|---|
| 2 Febbraio | Festa della Candelora | Processione di Maria SS della Candelora con benedizione delle candele. |
| Lunedì di Pasqua | Pellegrinaggio a Gesù Ecce Homo | Pellegrinaggio al Santuario di Gesù Ecce Homo nella frazione di Calvaruso. |
| 29 Luglio | Festa di Sant'Antonio | Celebrazioni in onore di Sant'Antonio. |
| 6 Dicembre | Festa di S. Nicola di Bari | Processione in onore del Patrono di Villafranca e giochi pirotecnici. |
| Febbraio-Marzo | Carnevale Villafranchese | Sfilata di carri allegorici per le vie del paese. |
| Agosto | Carnevale Estivo | Edizione estiva del Carnevale, con sfilate e intrattenimento. |
Tra Leggenda e Letteratura: Pasquale Bruno e Dumas
La storia di Villafranca Tirrena è legata anche a una figura leggendaria e a un celebre scrittore francese. La vicenda affonda le radici nella contrapposizione tra il popolo e i potenti signori del luogo, i Cottone, proprietari del Castello di Bauso. Un contadino, il cui nome non è esplicitato ma la cui famiglia divenne poi nota come Bruno, subì un grave torto dai signori, che gli violentarono la moglie. Mosso dalla rabbia, si ribellò, ferendo uno dei Cottone. Fu catturato e giustiziato, e come macabro monito, il suo teschio fu rinchiuso in una gabbia di ferro e appeso alle mura del castello per lungo tempo, visibile a tutti.
Anni dopo, il figlio di quest'uomo, Pasquale Bruno, cercò di vendicare l'onta subita dal padre. La sua vita, sebbene breve, fu costellata di gesta che lo resero una figura quasi mitologica, un difensore dei deboli e degli oppressi, che rubava ai ricchi per aiutare i poveri, una sorta di Robin Hood siciliano. Le sue imprese lo resero famoso, ma la sua esistenza avventurosa si concluse tragicamente sul patibolo di Piazza Marina a Palermo, in una calda mattina del 1801.
La fama delle gesta di Pasquale Bruno varcò i confini della Sicilia. Si narra che durante un suo soggiorno a Parigi, il celebre compositore Vincenzo Bellini abbia raccontato all'amico Alexandre Dumas padre le avventure di questo personaggio. Lo scrittore francese, incuriosito dalla storia, decise di approfondirla. Trovandosi in Sicilia qualche tempo dopo, si recò a Bauso, l'odierna Villafranca Tirrena, dove soggiornò e trasse l'ispirazione necessaria per scrivere uno dei suoi romanzi: "Pasquale Bruno", contribuendo così a immortalare la figura del leggendario bandito e a far conoscere la storia di questo angolo di Sicilia al grande pubblico internazionale.
Domande Frequenti su Villafranca Tirrena
Ecco alcune risposte a domande comuni che potrebbero sorgere su Villafranca Tirrena:
- Qual è l'origine del nome Villafranca Tirrena?
Il nome attuale risale al 1929, quando il comune, precedentemente chiamato Bauso (o Briosa/Bavuso in epoche ancora più antiche), assunse la nuova denominazione unendo i territori di Calvaruso e Saponara (quest'ultimo poi tornato autonomo). Il termine "Tirrena" specifica la sua posizione sul Mar Tirreno. - Quali sono i principali monumenti da visitare?
Tra i luoghi di maggior interesse ci sono la Chiesa Madre di San Nicolò, il Santuario di Gesù Ecce Homo e la Chiesa di Santa Margherita nella frazione di Calvaruso, il Castello (anche se non sempre visitabile internamente, è un punto panoramico importante) e il Museo della Medicina Ottavio Badessa. - Qual è la tradizione più famosa?
Sicuramente “U Bamparizzu”, il tradizionale falò che si svolge il 5 dicembre alla vigilia della festa di San Nicola, con la suggestiva processione della barca e l'accensione del fuoco in Piazza Castello. - Dove si trova il Museo della Medicina?
Il Museo della Medicina e degli strumenti medicali Ottavio Badessa si trova in una palazzina in stile liberty in via Rovere a Villafranca Tirrena. - Cosa lega Villafranca Tirrena ad Alexandre Dumas?
La leggenda di Pasquale Bruno, un personaggio locale ribelle, fu raccontata a Dumas da Vincenzo Bellini. Dumas visitò Bauso (l'antico nome di Villafranca) per trarre ispirazione e scrisse un romanzo intitolato "Pasquale Bruno".
Villafranca Tirrena si presenta dunque come una meta capace di offrire un'esperienza completa, che spazia dalla storia millenaria ai tesori d'arte nascosti nelle sue chiese, dalle tradizioni vivaci che animano le piazze alle leggende che ne popolano la memoria. Un luogo dove il passato dialoga costantemente con il presente, invitando il visitatore a scoprire le molteplici sfaccettature di un autentico gioiello siciliano affacciato sul mare.
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