21/09/2021
Finalmente un soffio di novità sui binari torinesi. Dopo un periodo di attesa, i tanto discussi e attesi nuovi tram Hitachi Rail sono pronti a fare il loro ingresso nel tessuto urbano della città. Questo evento segna un passo significativo nel percorso di ammodernamento del trasporto pubblico locale, proiettando Torino verso un futuro di mobilità sostenibile e accessibile, ma si inserisce anche in una storia tranviaria che affonda le radici molto lontano nel tempo.

L'Arrivo dei Nuovi Giganti Verdi
La domanda che molti torinesi si sono posti è stata: “Che fine hanno fatto i nuovi tram di Torino?”. La risposta è ora concreta e visibile: i primi esemplari entreranno ufficialmente in servizio a partire dall'11 settembre, debuttando sulla linea 9. Questi moderni convogli, prodotti da Hitachi Rail nello stabilimento di Napoli, rappresentano l'avanguardia della tecnologia tranviaria.
Con una lunghezza di 28 metri, sono progettati per ospitare fino a 200 passeggeri, offrendo una capacità adeguata a gestire i flussi tipici delle linee cittadine più frequentate. Le caratteristiche tecniche e di design sono state pensate per garantire efficienza, sicurezza e il massimo comfort per i viaggiatori. Il loro aspetto è moderno e innovativo, con ampie vetrate che non solo conferiscono luminosità interna ma offrono anche una piacevole vista panoramica sull'ambiente circostante, trasformando il viaggio in un'esperienza più gradevole.
Un Piano di Rinnovamento Ambitioso
L'arrivo di questi nuovi tram non è un evento isolato, ma parte di un piano ben più ampio. GTT, l'azienda che gestisce il trasporto pubblico a Torino, potrà contare su un totale di 70 di questi nuovi mezzi. Questo acquisto è stato reso possibile grazie a importanti risorse economiche destinate alla Città di Torino direttamente dal Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili, a testimonianza dell'importanza strategica del progetto a livello nazionale.
I 70 nuovi tram saranno progressivamente inseriti sulle linee più strategiche della rete: la linea 9 (dove inizieranno l'11 settembre), la linea 3, la linea 10 e, nel corso del 2024, anche sulla linea 4. L'immissione in servizio di questi moderni mezzi permetterà a GTT di avviare un graduale processo di sostituzione dei tram più datati, in particolare i caratteristici tram “arancioni” della serie 2800. Tuttavia, per garantire la flessibilità operativa e preservare un legame con la storia del trasporto pubblico torinese, si prevede di mantenere in esercizio una riserva di circa 10 veicoli della serie 2800, oltre a ulteriori 2 unità destinate alla salvaguardia del parco storico aziendale.
Accessibilità e Sostenibilità al Centro
Uno degli aspetti fondamentali nella progettazione dei nuovi tram Hitachi Rail è l'attenzione verso l'accessibilità universale. Le dotazioni dedicate alle persone con disabilità o a mobilità ridotta sono all'avanguardia e sono state definite anche in seguito a confronti e condivisioni con le Associazioni del settore che operano sul territorio.
Tra le soluzioni adottate spiccano la doppia postazione per sedia a rotelle, che consente di ospitare contemporaneamente più utenti in carrozzina, e una pulsantiera per la prenotazione della fermata e l'assistenza posizionata fuori sagoma, studiata appositamente per agevolare i passeggeri con una ridotta mobilità degli arti superiori. I sedili destinati alle persone con mobilità ridotta (come anziani, genitori con bambini piccoli o donne incinte) sono evidenziati in giallo, per una maggiore visibilità. È previsto uno spazio dedicato e segnalato con un adesivo per il cane guida, posizionato in prossimità del primo ingresso. Infine, un sistema avanzato di annuncio di prossima fermata e di linea, sia interno che esterno, migliora l'orientamento e l'informazione per tutti i passeggeri, in particolare per quelli con disabilità sensoriali.
Questo sforzo verso l'accessibilità è parte integrante della visione congiunta di GTT e Comune di Torino per un modello di mobilità urbana che sia non solo efficiente ma anche inclusivo ed equo per tutti i cittadini.
Il Futuro della Mobilità a Torino: Verso il 2026
L'inserimento dei nuovi tram Hitachi Rail rappresenta un pilastro fondamentale nella strategia di rinnovamento del parco veicoli di GTT, con l'obiettivo di raggiungere traguardi ambiziosi entro il 2026. Entro quella data, con l'integrazione dei 70 nuovi tram e di ben 437 nuovi autobus urbani (molti dei quali a trazione elettrica), GTT prevede di aver concretizzato un significativo ammodernamento della flotta. Questo si tradurrà in un'altissima percentuale di viaggi effettuati con alimentazione elettrica, stimata all'81%.
Le ricadute positive di questo rinnovamento sono evidenti soprattutto sul fronte ambientale: si prevede una drastica riduzione delle emissioni, con un calo del 59% delle emissioni di CO2 e un impressionante -97% di particolato. Questo significa aria più pulita per la città e viaggi più salubri e sostenibili per i cittadini. L'investimento non riguarda quindi solo il comfort e l'efficienza, ma è un impegno concreto per affrontare le sfide del cambiamento climatico e migliorare la qualità della vita urbana.
Una Storia Lunga Oltre un Secolo: Le Radici del Tram Torinese
Per comprendere appieno l'importanza di questo rinnovamento, è essenziale guardare alla storia della rete tranviaria più antica d'Italia. I tram a Torino non sono una novità recente; la loro storia inizia molto prima delle moderne tecnologie. Le prime linee a trazione equina risalgono addirittura al 1871. Questa lunga tradizione fa di Torino un punto di riferimento storico nel panorama del trasporto pubblico su ferro in Italia.
La rete torinese, gestita oggi da GTT e integrata nel sistema di trasporto del capoluogo piemontese, si estende attualmente per 88,5 km di percorso, con 167 km di binari attivi, servendo la città con 8 linee ordinarie di tram e due linee speciali (la 7 e la 9/).
Dai Cavalli all'Elettricità: Una Storia di Evoluzione
Nel periodo risorgimentale, già circolavano omnibus a cavalli (dal 1845), ma la vera storia del tram su binari inizia nel 1871 con la concessione all'ing. Zaverio Avenati, a capo della Societè Belge-Turinoise de Tramways (SBT). In pochi anni, la SBT sviluppò nove linee. Nel 1881 nacque un'altra società, la Società Torinese di Tramways e ferrovie economiche (STT), che gestì ulteriori linee.
Verso la fine dell'Ottocento, si fece pressante la necessità di modernizzare la rete con l'elettrificazione. Il dibattito fu acceso: c'era chi sosteneva l'uso degli accumulatori e chi, come il celebre scienziato Galileo Ferraris (all'epoca anche consigliere comunale), promuoveva la linea aerea. La scelta ricadde su quest'ultima, e nel 1897, la Società Anonima Elettricità Alta Italia (SAEAI), legata alla Siemens, ottenne la concessione per installare le prime linee elettriche con alimentazione aerea. Dal 1901 furono introdotte le fermate fisse, un elemento fondamentale per la regolarità del servizio. Nel 1907, l'Alta Italia venne municipalizzata, dando vita all'ATM (Azienda Tranvie Municipali), che nel 1922 incorporò la STT-STB, avviando un processo di unificazione della rete che durò un paio d'anni.
La Seconda Guerra Mondiale rappresentò un duro colpo per la rete, bloccando ogni sviluppo e imponendo limitazioni al servizio a causa dei bombardamenti.
Espansione, Declino e Riforme
Il 1949 segnò l'anno di massima espansione della rete, che contava ben ventitré linee. Tuttavia, gli anni '50 videro l'inizio di un declino, dovuto in parte all'avvento della motorizzazione privata. Nonostante un forte aumento della popolazione e l'introduzione delle prime motrici articolate (serie 2700, lunghe oltre 18 metri), sei linee furono soppresse.
Negli anni '60, con la motorizzazione di massa che prendeva sempre più piede, il servizio tranviario segnò il passo. Una "riforma" attuata nel 1966 portò alla soppressione di ulteriori sei linee, lasciandone in esercizio tredici che coprivano comunque quasi tutti i quartieri cittadini.
Gli anni '70 videro una timida ripresa e alcune espansioni di linea (la 5, la 3, la 10, la 15, la 19), oltre alla nascita di una nuova linea 7 storica. D'altro canto, altre linee furono limitate o soppresse, come la 14, sostituita da un autobus.
La Riforma del 1982 e il Sogno della Metropolitana Leggera
Un cambiamento epocale avvenne il 2 maggio 1982 con una profonda riforma della rete voluta dal Comune. L'obiettivo era passare da una struttura radiale a una "a griglia", eliminando sovrapposizioni considerate antieconomiche. La rete fu completamente ridisegnata, fondendo alcune linee preesistenti (come la nuova linea 18, derivata dalle vecchie 1 e 8). Contemporaneamente, anche diverse linee autobus subirono modifiche.
Questa riforma prevedeva la costruzione di 5 linee di "metropolitana leggera", numerate da 1 a 5, con lunghi tratti in sede riservata, che avrebbero dovuto costituire l'ossatura principale della rete, affiancate da linee tranviarie tradizionali. Nella pratica, solo la linea 3 fu realizzata secondo questo concetto, attivata parzialmente nel 1987 e completata nel 1989. Per questa linea e per le altre previste, furono realizzate dalla Fiat Ferroviaria le moderne elettromotrici bidirezionali serie 7000. L'acquisto, inizialmente previsto per 100 unità, si ridusse a 51 a causa della mancata realizzazione delle altre linee di metropolitana leggera. Le linee 2 e 5, previste come metrotranvie, rimasero linee autobus fin dall'inizio, così come le linee tranviarie tradizionali 14 e 17.
Nel 1988 fu creata la linea 12 per coprire i vuoti lasciati dalla soppressione delle linee 9 e 19, utilizzando impianti preesistenti. Anch'essa divenne automobilistica nel 1998 e nel 2002 fu divisa nelle attuali linee autobus 11 e 12.

Un'iniziativa particolare fu l'inaugurazione del primo Ristotram torinese nel 1988, utilizzando una carrozza storica restaurata. Il servizio fu soppresso ma ripristinato negli anni 2020 con le nuove vetture Gustotram e Ristocolor.
In occasione dei Mondiali di Calcio del 1990, fu istituita la linea 9, utilizzando parte dei binari della linea 3 e parte di impianti esistenti adeguati per farne una seconda linea di "metropolitana leggera". Inizialmente gestita con le motrici a pianale parzialmente ribassato serie 5000 (acquistate in 54 unità a completamento dell'ordine delle 7000), passò poi alle 7000 fino al 2002 per consentire l'impiego delle 5000 sulle linee 4 e 10. La linea 9 collegava l'ex Torino Esposizioni con Barriera di Lanzo e, durante le partite, raggiungeva l'ex Stadio delle Alpi tramite un percorso protetto con tunnel. Tra il 2002 e il 2007, la linea 9 fu gestita con autobus a causa dei cantieri della linea metropolitana.
Gli Anni Recenti: Trasformazioni e Adattamenti
I primi anni 2000 sono stati caratterizzati da importanti lavori e adattamenti della rete. La linea 4 ha subito una profonda trasformazione e un notevole allungamento alle due estremità, passando da 10 a 18 km, molti dei quali in sede protetta. A sud è stata estesa da piazza Caio Mario a strada del Drosso, mentre a nord è stata portata fino al quartiere Falchera, superando ferrovia e autostrada tramite un nuovo tunnel tranviario.
L'avvio dei cantieri per la linea metropolitana ha avuto un impatto significativo sulla rete tranviaria. Dal 2002, la linea 1 tranviaria è stata sostituita provvisoriamente da autobus, con il percorso limitato progressivamente fino ad essere definitivamente sostituita dalla linea 1 della metropolitana. Anche la linea 18, dal 2007, è stata gestita con autobus a causa dei lavori in via Nizza. Nel 2011 è stata limitata a piazzale Caio Mario e modificata per servire la stazione Lingotto, unificando il percorso feriale e festivo. Il tratto di corso Settembrini, lasciato scoperto dalla 18, è stato poi utilizzato dalla linea 10.
La linea 10 ha visto anch'essa diverse modifiche. Dal 2006, a causa dei lavori per il passante ferroviario, nei giorni feriali è stata limitata al Rondò della Forca, con un tratto servito da autobus navetta (10N). Nei giorni festivi, l'intero percorso (sebbene limitato tra via Massari e piazzale Caio Mario) era servito da autobus. Nell'autunno 2019, per ragioni ambientali, i tram sono tornati sulla linea. L'attestamento nord è stato spostato prima al Rondò della Forca e poi in piazza Statuto, dove effettua inversione. A sud, nel 2011, la linea è stata prolungata lungo corso Settembrini.
In anni recenti, la linea 13 tranviaria è stata soppressa nel 2013 e sostituita da autobus, con un prolungamento fino a via Servais. Tuttavia, nel dicembre 2015 è stato annunciato il ritorno dei tram su parte della linea (Piazza Gran Madre - Piazza Campanella), ripristinata dal 7 gennaio 2016 con gestione mista (serie 2800 e 5000). Il tratto finale da via Servais a Piazza Campanella è ora coperto dalla linea bus 71.
La linea 3, a causa della dismissione delle motrici bidirezionali serie 7000, è stata limitata a largo Regina Margherita dal dicembre 2013, utilizzando solo motrici monodirezionali e l'anello di inversione sui corsi Tortona e Belgio.
Per servire nuovamente il quartiere Borgo Po-Val San Martino, nel 2015 fu inaugurata la nuova linea 6 tranviaria (Piazza Statuto-Piazza Hermada), utilizzando motrici bidirezionali serie 6000 sul percorso dismesso della linea 3 oltre il Po. Questa linea tram è stata però soppressa nell'ottobre 2017 e sostituita dalla linea 6 bus (elettrica, su un percorso diverso) per ottimizzare costi e intercettare più utenti. Curiosamente, dal settembre 2020 al settembre 2023, la parte centrale di questo asse tranviario è stata trasformata nel Precollinear Park, un parco lineare. La decisione di liberare l'area è stata presa per consentire, dal 2025, il ripristino della linea 3 tram fino a piazza Hermada, utilizzando le motrici serie 6000.
Altri lavori infrastrutturali hanno impattato la rete, come la riqualificazione di piazza Baldissera (dal 2016), che però non ha portato al ripristino dei binari per la linea 10, o lo spostamento provvisorio della sede tranviaria in corso Grosseto (2018) per la demolizione di un cavalcavia, risolto con la creazione di una rotonda tranviaria.
Infine, la linea 18 (quella storica dal 1982, già bus) è stata soppressa nel luglio 2021 e parzialmente sostituita dalla linea bus 8. Una nuova linea 18 bus è stata istituita dal dicembre 2023 con un percorso diverso per migliorare i collegamenti nell'area nord-est.
Tabella Riassuntiva: Le Serie di Tram a Torino
| Serie | Periodo/Ruolo Principale | Note |
| Serie 2800 | Dal dopoguerra in poi | I classici tram 'arancioni', in via di sostituzione |
| Serie 5000 | Dagli anni '90 | Motrici a pianale parzialmente ribassato |
| Serie 6000 | Dagli anni 2000 | Motrici bidirezionali, utilizzate su Linea 4, 6 (passata a bus, futuro ripristino su 3) |
| Serie 7000 | Dagli anni '80/'90 | Motrici bidirezionali per 'metropolitana leggera', dismesse/limitate |
| Nuovi Hitachi Rail | Dal 2023 in poi | Nuovi tram moderni, accessibili, efficienti |
| Vetture storiche | Varie epoche | Utilizzate per linee speciali (es. Linea 7 storica, Ristotram/Gustotram) |
Domande Frequenti sui Tram di Torino
Q: Quando entrano in servizio i nuovi tram Hitachi Rail?
A: I primi nuovi tram entreranno in servizio a partire dall'11 settembre 2023.
Q: Su quale linea debuttano i nuovi tram?
A: I nuovi tram faranno il loro debutto sulla linea 9.
Q: Su quali altre linee verranno utilizzati i nuovi tram in futuro?
A: Oltre alla linea 9, verranno inseriti progressivamente sulle linee 3, 10 e, nel corso del 2024, anche sulla linea 4.
Q: Quanti nuovi tram riceverà Torino?
A: GTT riceverà un totale di 70 nuovi tram Hitachi Rail.
Q: I vecchi tram “arancioni” (serie 2800) verranno tutti sostituiti?
A: I nuovi tram sostituiranno gradualmente la maggior parte della serie 2800, ma una riserva di circa 10 veicoli e 2 veicoli storici verranno mantenuti in esercizio.
Q: I nuovi tram sono accessibili per le persone con disabilità?
A: Sì, i nuovi tram sono dotati di numerose soluzioni per l'accessibilità, tra cui doppia postazione per sedia a rotelle, pulsantiera dedicata, sedili gialli per mobilità ridotta, spazio per cani guida e sistemi di annuncio vocale.
Q: Quanto è antica la rete tranviaria di Torino?
A: La rete tranviaria di Torino è la più antica d'Italia, con le prime linee a trazione equina risalenti al 1871.
Q: Cosa significa il rinnovamento del parco veicoli per l'ambiente?
A: Entro il 2026, il rinnovamento porterà all'81% dei viaggi con alimentazione elettrica e a significative riduzioni delle emissioni (-59% CO2, -97% particolato).
Conclusione
L'arrivo dei nuovi tram Hitachi Rail a Torino è molto più di un semplice aggiornamento della flotta. È il simbolo di una città che guarda avanti, investendo in mobilità sostenibile, tecnologia e accessibilità, senza dimenticare la sua ricca e complessa storia tranviaria che va avanti da oltre 150 anni. Dal primo tram a cavalli del 1871 ai moderni convogli elettrici, il percorso è stato lungo e pieno di trasformazioni. I 70 nuovi tram rappresentano il capitolo più recente di questa evoluzione continua, promettendo viaggi più efficienti, confortevoli e rispettosi dell'ambiente per tutti i torinesi.
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