Cosa si mangia a Cento?

Cento: Un Viaggio nei Sapori dell'Emilia

28/04/2022

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Cento, la città che ha dato i natali al grande pittore Guercino e che ogni anno si anima con il suo celebre Carnevale, non è solo storia e cultura. Dominata dalla suggestiva rocca trecentesca, questa cittadina emiliana custodisce un patrimonio gastronomico di inestimabile valore, profondamente radicato nella tradizione contadina e capace di offrire sapori autentici e indimenticabili. Un viaggio a Cento è un'immersione totale nell'anima culinaria dell'Emilia, dove ogni piatto racconta una storia di terra, passione e maestria.

Cosa si mangia a Cento?
Patria del Guercino e del famoso Carnevale, la cittadina è dominata dalla rocca trecentesca. In tavola si gustano i tipici sapori emiliani come tagliatelle, tortellini, paste ripiene, tortelloni di zucca, zampone e cotechino (Igp), pane ferrarese e salama da sugo.

La cucina centese è un tripudio dei sapori tipici dell'Emilia-Romagna, ma con sfumature e specialità che la rendono unica. Preparatevi a un percorso di gusto che parte dalla pasta fresca e arriva a salumi robusti, passando per ricette antiche e vini d'eccellenza.

Indice dei contenuti

I Primi Piatti: Il Trionfo della Sfoglia

Come in gran parte dell'Emilia, la pasta fresca fatta in casa, la 'sfoglia', è la regina della tavola. A Cento, la tradizione delle 'azdore' (le donne di casa esperte nella preparazione della pasta) è ancora viva e si manifesta in primi piatti ricchi e succulenti.

Le tagliatelle sono un classico intramontabile, solitamente servite con un ricco ragù di carne alla bolognese, lento e saporito. Ma è nelle paste ripiene che la creatività e la generosità della cucina emiliana si esprimono al meglio.

I tortellini, piccoli e preziosi, sono un vero simbolo. A Cento, come nella vicina Bologna e Modena, la ricetta tradizionale li vuole rigorosamente in brodo di carne, un concentrato di sapore e conforto, ideale soprattutto nei mesi più freddi. Non mancano, tuttavia, varianti al ragù o con panna, amate dai più giovani o da chi preferisce sapori più decisi.

Accanto ai tortellini, troviamo i tortelloni di zucca. Questo piatto, tipico del ferrarese ma molto diffuso anche a Cento data la vicinanza e l'influenza culturale, prevede un ripieno dolce e delicato a base di zucca (spesso la varietà violina), noce moscata, parmigiano reggiano e talvolta amaretti o mostarda per un tocco di contrasto. Vengono tradizionalmente conditi con burro fuso e salvia, o con un leggero ragù.

In generale, tutte le 'paste ripiene' (come ravioli, anolini, ecc.) trovano spazio sulle tavole centesi, ognuna con le sue specificità di forma e ripieno, ma unite dalla comune base della sfoglia tirata a mano, sottile e porosa, perfetta per raccogliere il sugo.

Secondi Piatti e Salumi: Gusto Robusto e Tradizione Contadina

Passando ai secondi, la carne di maiale domina la scena, con alcune specialità che vantano il prestigioso riconoscimento IGP (Indicazione Geografica Protetta), a garanzia della loro origine e qualità.

Lo zampone IGP e il cotechino IGP sono due pilastri della gastronomia emiliana, legati soprattutto al periodo invernale e alle feste. Entrambi sono insaccati a base di carne e cotenna di maiale, ma si differenziano per l'involucro: lo zampone utilizza la zampa anteriore del maiale come 'contenitore', mentre il cotechino è insaccato in budello. Vengono tradizionalmente serviti bolliti, accompagnati da lenticchie o fagioli in umido, un abbinamento che porta fortuna e delizia il palato con il suo contrasto di sapori e consistenze.

Ma Cento vanta anche specialità uniche, meno conosciute fuori dai confini locali ma altrettanto affascinanti. La salama da sugo è una di queste. Originaria della provincia di Ferrara, ma profondamente radicata anche nella cucina centese, è un insaccato complesso, preparato con diverse parti del maiale macinate grossolanamente, insaporite con sale, pepe, aglio, vino rosso (spesso Fortana) e altri aromi. La sua particolarità sta nella cottura, che avviene per lunghe ore (anche 4-5) in acqua bollente, e nella modalità di consumo: una volta cotta, viene tagliata o sbriciolata e servita caldissima, tipicamente accompagnata da purè di patate, che ne accoglie il succulento 'sugo'. È un piatto dal sapore intenso e deciso, un vero concentrato di tradizione.

Un'altra specialità legata alla tradizione contadina è il salame alla brace. Questo metodo di cottura, meno diffuso rispetto alla tradizionale stagionatura, prevede che il salame, avvolto in cartocci di foglie di mais, venga cotto lentamente sotto la cenere calda. Il risultato è un salame dal sapore affumicato e una consistenza morbida, che conserva l'umidità e gli aromi in un modo unico. È un piatto semplice ma evocativo, che parla direttamente delle radici rurali del territorio.

Ricette Antiche: Anatra e Lumache

La cucina centese non si ferma alla tradizione contadina più recente. Affonda le sue radici anche in ricette di origine antica, dove trovano spazio ingredienti oggi meno comuni ma un tempo molto diffusi.

Le ricette con protagonista l'anatra sono un esempio. L'anatra, animale da cortile molto presente nelle campagne, veniva cucinata in vari modi: in umido, arrosto o utilizzata per condire la pasta fresca, creando ricchi ragù d'anatra dal sapore intenso e selvatico.

Ancor più affascinanti sono le ricette a base di lumache. Le lumache, raccolte nei campi dopo la pioggia, erano un alimento povero ma nutriente. Vengono preparate in umido, con pomodoro, aglio, prezzemolo e peperoncino, o in altre salse aromatiche. Un piatto che richiede pazienza nella preparazione ma che ripaga con un sapore unico e una connessione diretta con le abitudini alimentari del passato.

Il Pane Ferrarese: Un Compagno Indispensabile

Ogni pasto che si rispetti in questa zona non può prescindere dal pane. E a Cento, l'influenza ferrarese si sente anche qui, con la presenza del famoso pane ferrarese, noto anche come 'coppia ferrarese'. La sua forma inconfondibile, con le 'corna' intrecciate, non è solo estetica ma funzionale: permette una maggiore croccantezza e una migliore conservazione. Preparato con farina di grano tenero, lievito madre, acqua, sale e strutto, ha un sapore unico e una consistenza che lo rendono perfetto per accompagnare salumi, formaggi o semplicemente per fare la 'scarpetta' nei sughi.

I Vini: Abbinamenti del Territorio

Ad accompagnare questa ricchezza gastronomica, ci sono i vini del territorio e delle zone limitrofe, che si sposano perfettamente con i sapori decisi della cucina emiliana.

Le Doc Colli Bolognesi offrono una varietà di vini, dai bianchi come il Pignoletto (perfetto con paste ripiene delicate o piatti di pesce di acqua dolce, se presenti) ai rossi come il Sangiovese, ideali per accompagnare carni rosse e ragù robusti.

Le Doc Colli Modenesi sono famose soprattutto per i Lambruschi, vini frizzanti e vivaci che, con la loro acidità e la loro schiuma, sgrassano il palato e si abbinano splendidamente con piatti ricchi e grassi come zamponi, cotechini e salumi in generale. Troviamo anche Trebbiano e altri bianchi.

Infine, la Doc Bosco Eliceo, più legata alla zona costiera ma la cui influenza arriva anche nell'entroterra, propone vini come la Fortana (spesso usata anche per la salama da sugo), un rosso leggero e frizzante, perfetto per accompagnare piatti di carne di maiale o salumi, e il Merlot e il Sauvignon.

L'abbinamento tra cibo e vino a Cento è un'esperienza che valorizza entrambi, esaltando i sapori del territorio in un connubio armonioso.

Un'Esperienza Culinaria Autentica a Cento

Gustare i sapori di Cento significa non solo mangiare bene, ma anche connettersi con la storia e le tradizioni di una comunità. Significa apprezzare la cura nella preparazione della pasta fresca, la sapienza antica dietro la cottura del salame alla brace, la complessità e l'unicità della salama da sugo. Ogni trattoria, osteria o agriturismo del luogo offre l'opportunità di scoprire queste delizie, spesso preparate seguendo ricette tramandate di generazione in generazione.

Una visita a Cento non è completa senza aver assaggiato i suoi piatti simbolo, un vero e proprio viaggio sensoriale che arricchisce la conoscenza del territorio e lascia un ricordo indelebile nel palato.

Categoria PiattoEsempi Tipici a CentoNote / Abbinamenti
Primi PiattiTagliatelle al ragù, Tortellini in brodo, Tortelloni di zuccaBase di sfoglia fresca, condimenti classici emiliani
Secondi Piatti / SalumiZampone IGP, Cotechino IGP, Salama da sugo, Salame alla braceSpesso serviti con lenticchie/fagioli o purè. Sapori intensi.
Ricette AnticheAnatra (in umido, ragù), Lumache in umidoLegate alla tradizione rurale e antica
PanePane Ferrarese (Coppia)Forma unica, ideale per accompagnare i salumi
ViniDOC Colli Bolognesi, DOC Colli Modenesi, DOC Bosco EliceoBianchi, rossi, frizzanti. Abbinamenti con carni e paste.

Domande Frequenti sulla Cucina Centese

Ecco alcune risposte a quesiti comuni per chi si appresta a scoprire i sapori di Cento.

Quali sono i piatti assolutamente da non perdere a Cento?
Sicuramente le paste ripiene come i tortellini e i tortelloni di zucca, la salama da sugo (una vera unicità!), lo zampone IGP o il cotechino, e per i più avventurosi, le antiche ricette a base di anatra o lumache.

Dove posso gustare queste specialità in modo autentico?
La migliore esperienza si ha nelle trattorie e osterie tradizionali del centro storico o nelle aree limitrofe. Molti agriturismi offrono piatti legati alla tradizione contadina, inclusa la salame alla brace.

C'è un periodo dell'anno migliore per assaggiare i piatti tipici?
Molti piatti sono disponibili tutto l'anno. Zampone e cotechino sono particolarmente legati al periodo invernale e alle feste. La salama da sugo è un piatto robusto, ideale per i mesi più freddi, ma si trova spesso anche in altre stagioni. Il Carnevale di Cento è un'ottima occasione per visitare la città e gustare le sue specialità.

La salama da sugo è la stessa cosa della salama da taglio?
No, la salama da sugo è specifica per la cottura e il consumo caldo, spesso accompagnata da purè. La salama da taglio è un insaccato stagionato, consumato freddo a fette.

Cento vi aspetta con i suoi monumenti, il suo Carnevale e, soprattutto, con una tavola ricca e sincera, pronta a raccontarvi la vera essenza della gastronomia emiliana.

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