Cosa costa un caffè in piazza San Marco a Venezia?

Venezia: Svelata Fortezza Sotto Piazza San Marco

28/04/2022

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Venezia, la città iconica che sorge sull'acqua, non smette mai di stupire e di rivelare i segreti custoditi nel suo sottosuolo, o meglio, sotto la sua superficie pavimentata. La celeberrima Piazza San Marco, cuore pulsante e vetrina mondiale della Serenissima, nasconde strati di storia profonda che gli scavi archeologici stanno pazientemente riportando alla luce. Un recente ritrovamento in quest'area ha acceso i riflettori su un passato insospettato, precedente all'immagine che tutti abbiamo della piazza e dei suoi monumenti più famosi.

Cosa c'è sotto piazza San Marco a Venezia?
Venezia, sotto piazza San Marco trovati i resti di un castello medievale. Potrebbe sembrare solo un muretto di pietre, ma in realtà il reperto venuto alla luce negli scavi in Piazza San Marco a Venezia è una porta che permette di viaggiare nel tempo e immaginare la fortezza che sorgeva lì sotto prima di Palazzo Ducale.
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Il Segreto Nascosto: Un Muro Che Parla di Antichi Castelli

Quello che a prima vista potrebbe sembrare un semplice accumulo di pietre è, in realtà, un reperto di straordinaria importanza storica e archeologica. Emerso a circa un metro di profondità dalla pavimentazione attuale, nella Piazzetta San Marco, precisamente davanti a Palazzo Ducale e di fronte all'ingresso della Biblioteca Marciana, si trova un segmento di quella che si rivelerà essere una struttura ben più complessa e significativa. Questo "muretto", lungo circa due metri ma notevolmente spesso, è stato costruito con pietre di recupero accatastate una sull'altra, una tecnica edilizia tipica e funzionale risalente a un periodo molto antico. La sua datazione lo colloca in un'epoca antecedente all'anno Mille, nel pieno Alto Medioevo. È un momento cruciale nella storia veneziana, ben prima che l'area assumesse la sua forma definitiva e che sorgessero i monumenti che oggi la caratterizzano, come il maestoso Palazzo Ducale e le celebri colonne di San Marco e San Todaro.

La natura del materiale utilizzato, frammentato e riutilizzato, non è casuale. Questo tipo di costruzione è indicativo delle pratiche edilizie dell'epoca, dove la disponibilità di materiali da cave vicine era limitata e si faceva ampio uso di quanto si poteva recuperare da strutture preesistenti o dalle stesse isole lagunari. La solidità e lo spessore di questa muratura suggeriscono che non fosse parte di una semplice abitazione o delimitazione, ma di una struttura ben più robusta, pensata per resistere e durare.

Venezia Prima della Serenissima: La Fortezza e la Darsena

L'interpretazione data dagli archeologi a questo ritrovamento è di quelle che riscrivono i libri di storia. Il muretto, infatti, è considerato parte di una possente struttura fortificata, un vero e proprio castello o fortezza che dominava l'area dove oggi sorge il Palazzo Ducale. Questa ipotesi non nasce dal nulla; le fonti scritte relative alle origini di Venezia hanno a lungo menzionato l'esistenza di un palazzo fortificato in questa posizione strategica, ma le evidenze fisiche erano finora scarse. Il ritrovamento di questo muro, unito a quello di resti di una piccola torretta emersa poco distante circa due mesi prima, fornisce la prova tangibile dell'esistenza di questa struttura difensiva altomedievale.

Immaginando la scena con l'aiuto di questi nuovi dati, il paesaggio di Piazza San Marco appare radicalmente diverso. Al posto dell'attuale piazza aperta e monumentale, si stagliava una struttura imponente, un castello che fungeva da centro di potere politico e militare per il nascente insediamento lagunare. E un altro dettaglio affascinante emerge: la darsena, il porto interno, arrivava molto vicino a questa fortificazione. Possiamo visualizzare galee e altre imbarcazioni che entravano e uscivano dalla laguna, con la fortezza a fare da sentinella e punto di riferimento. Era l'alba della Serenissima, un periodo in cui la difesa e il controllo delle vie d'acqua erano essenziali per la sopravvivenza e lo sviluppo.

La transizione da questa fortezza al magnifico Palazzo Ducale che conosciamo oggi è segnata dalla stratificazione archeologica. Le diverse pavimentazioni rinvenute una sopra l'altra testimoniano l'evoluzione dell'area nel corso dei secoli. È altamente probabile che la fortezza sia stata smantellata o distrutta per fare spazio alla costruzione del nuovo simbolo del potere ducale, i cui lavori iniziarono nella sua forma attuale a metà del Trecento. Il muretto si trova in una posizione che lo pone a ridosso di quella che sarebbe diventata la "casa" del Doge, un indizio ulteriore della sua appartenenza alla struttura precedente. Questa sequenza di eventi sottolinea come Venezia abbia letteralmente costruito la sua grandezza sugli strati della sua storia più antica.

Un Puzzle Storico: Canali, Campanili e Chiese Antiche

La fortezza non è l'unico elemento del paesaggio altomedievale di Piazza San Marco che differisce da quello odierno. Sappiamo che l'area era attraversata da un canale, il Rio Batario, che la divideva. Anche la presenza di un campanile è documentata molto presto, risalente all'VIII secolo, ma la sua esatta posizione rimane uno dei misteri irrisolti della topografia veneziana antica. L'attuale Campanile di San Marco, ricostruito dopo il crollo del 1902, sorge in una posizione ben precisa, ma il suo predecessore altomedievale potrebbe essere stato spostato nel corso dei secoli o trovarsi in un punto leggermente diverso.

La storia religiosa dell'area è altrettanto complessa e si intreccia con quella civile e difensiva. Prima della costruzione dell'attuale Basilica di San Marco, la cui forma risale principalmente al XII secolo, in quel luogo sorgeva una chiesa dedicata a San Todaro, edificata dopo l'arrivo delle reliquie di San Marco nell'828. Il campanile altomedievale potrebbe essere stato associato sia a questa chiesa primitiva di San Marco/San Todaro, sia a un'altra chiesa importante dell'epoca, quella di San Giminiano. Quest'ultima sorgeva inizialmente vicino all'attuale Caffè Quadri, prima di essere spostata e infine demolita in epoca napoleonica (1807) per fare spazio all'Ala Napoleonica. La scomparsa di queste antiche strutture rende la ricostruzione del paesaggio urbano altomedievale un'impresa difficile, un vero e proprio puzzle in cui ogni piccolo ritrovamento, come il muretto della fortezza o le tracce delle chiese, è un tassello prezioso.

Un dettaglio interessante che lega ulteriormente questi elementi è la somiglianza nel materiale da costruzione. Il materiale di recupero molto frastagliato utilizzato per il muretto della fortezza è della stessa tipologia riscontrata nei resti delle pareti di quella che si ritiene fosse la chiesa di San Giminiano. Questa concordanza nel tipo di pietra e nella tecnica costruttiva rafforza la datazione dei reperti all'Alto Medioevo e suggerisce una certa omogeneità nell'edilizia dell'epoca, oltre che una possibile vicinanza o interazione tra le diverse funzioni (civile, religiosa, militare) che caratterizzavano l'area di Piazza San Marco nelle sue fasi più antiche.

L'Importanza degli Scavi Attuali: Un Detective Story Archeologica

Questi importanti ritrovamenti sono il frutto di un progetto di ricerca sistematico e meticoloso, avviato nel 2023. L'occasione è stata offerta dai necessari lavori di messa in sicurezza di Piazza San Marco dall'annoso problema dell'acqua alta. L'archeologa Sara Bini ha intuito che questi interventi rappresentavano un'opportunità unica per indagare a fondo il sottosuolo della piazza, un'area che non veniva esplorata su larga scala dalla fine dell'Ottocento. Grazie a un finanziamento di quasi trecentomila euro da parte del Ministero della Cultura, è stato possibile strutturare la ricerca in numerosi lotti di scavo, circa una trentina, permettendo di analizzare in dettaglio i reperti e la stratigrafia.

Il lavoro delle archeologhe, che procedono come vere e proprie detective del passato, è fatto di pazienza, osservazione e interpretazione. Ogni strato di terreno, ogni frammento di materiale viene documentato, analizzato e messo in relazione con gli altri ritrovamenti e con le fonti storiche e cartografiche. Gli scavi attuali hanno anche permesso di ritrovare e studiare le tracce lasciate da interventi precedenti, come quelli documentati dall'archeologo Federico Berchet tra il 1885 e il 1889, o i lavori dell'ingegnere Eugenio Forcellini volti a consolidare la facciata di Palazzo Ducale in quegli stessi anni. Questo confronto tra il passato e il presente della ricerca archeologica a Venezia è fondamentale per costruire un quadro completo.

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L'importanza di queste indagini va oltre la semplice curiosità storica. Permettono di aggiungere tasselli fondamentali alla comprensione di come è nata e si è sviluppata una delle città più uniche al mondo. Piazza San Marco non è solo il palcoscenico di eventi e cerimonie che ammiriamo in superficie, ma un vero e proprio scrigno che custodisce le memorie materiali delle sue fasi più antiche. Gli scavi sotto la pavimentazione stanno dimostrando che, anche in un luogo apparentemente così conosciuto, c'è ancora tantissimo da scoprire e da raccontare sulle origini e l'evoluzione di Venezia.

Ricostruire il Passato: Immaginare la Venezia dell'Alto Medioevo

Grazie ai ritrovamenti come quello della fortezza, possiamo iniziare a costruire un'immagine mentale più precisa della Venezia altomedievale. Non era ancora la città sfarzosa e ricca del Rinascimento o del periodo barocco, ma un insediamento in crescita, pragmatico e votato alla difesa e al commercio via mare. La zona dell'attuale Piazza San Marco era un'area strategicamente cruciale, con una fortezza che simboleggiava il potere nascente, una darsena attiva che la collegava alla laguna e al mare, e la presenza di importanti edifici religiosi come le chiese di San Todaro e San Giminiano. Il paesaggio era probabilmente più frammentato, forse attraversato da canali come il Rio Batario, e dominato da strutture solide e funzionali piuttosto che monumentali ed estetiche.

Questi scavi ci ricordano che la storia di Venezia è un processo continuo, stratificato nel tempo. Sotto l'eleganza e la magnificenza visibili, si nascondono le fondamenta di un passato più antico e forse più rude, ma essenziale per comprendere l'unicità di questa città. Il lavoro delle archeologhe e degli studiosi continuerà ad analizzare i reperti e a interpretare i dati, aggiungendo sempre nuovi dettagli al fascino intramontabile di Venezia e della sua storia millenaria.

Domande Frequenti sulle Scoperte

Ecco alcune domande comuni riguardo ai recenti ritrovamenti sotto Piazza San Marco:

Cosa è stato scoperto recentemente sotto Piazza San Marco?
È stato rinvenuto un importante segmento di muro e resti associati che gli archeologi interpretano come parte di una possente struttura fortificata, un castello o fortezza risalente all'Alto Medioevo, precedente all'attuale Palazzo Ducale.

A che epoca risalgono questi ritrovamenti?
I reperti principali, come il muretto della fortezza, risalgono a un periodo precedente all'anno Mille, collocandosi pienamente nell'Alto Medioevo veneziano.

Cosa c'era nell'area di Piazza San Marco prima che fosse costruita nella sua forma attuale?
Nell'Alto Medioevo, l'area era un centro nevralgico con una fortezza o castello, probabilmente una darsena (porto interno) e importanti chiese come quelle dedicate a San Todaro (predecessore della Basilica) e San Giminiano. Era anche attraversata da un canale, il Rio Batario.

Dov'era situato il campanile originale di San Marco?
L'esistenza di un campanile altomedievale (dall'VIII secolo) è nota, ma la sua esatta posizione rispetto alle chiese dell'epoca (San Todaro/San Marco o San Giminiano) non è ancora stata determinata con certezza dagli scavi.

Perché questi scavi sono considerati così importanti?
Gli scavi attuali, resi possibili dai lavori di messa in sicurezza dall'acqua alta, offrono l'opportunità di esplorare il sottosuolo di Piazza San Marco in modo sistematico per la prima volta dal tardo Ottocento. Forniscono evidenze fisiche dirette che confermano e arricchiscono le informazioni provenienti dalle fonti scritte, permettendo di ricostruire con maggiore precisione il paesaggio urbano e la storia delle origini di Venezia.

Gli scavi sotto Piazza San Marco continueranno?
Sì, il progetto di ricerca è articolato in diversi lotti di scavo e proseguirà, con la speranza di portare alla luce ulteriori elementi che contribuiscano a svelare la storia millenaria nascosta sotto la piazza.

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