24/06/2022
Roma, la Città Eterna, non è solo monumenti gloriosi e storia imperiale. Celato dietro l'imponenza dei suoi palazzi e la sacralità delle sue chiese, si nasconde un lato più oscuro, popolato da leggende e misteri che affondano le radici in tempi lontani. Tra le figure più enigmatiche e temute che hanno popolato l'immaginario popolare romano, spiccano senza dubbio le streghe.

Ma come venivano chiamate queste figure a Roma? E quali storie si celano dietro la loro fama sinistra?
Chi Erano le Streghe a Roma? Nomi e Percezione
Nell'antica Roma e nel corso dei secoli successivi, le figure associate alla magia e alle pratiche occulte venivano chiamate con diversi nomi. Il termine più comune e diffuso era, ovviamente, “streghe”. Tuttavia, si faceva spesso riferimento a loro anche come “fattucchiere”, per sottolineare la loro presunta capacità di preparare filtri, pozioni e incantesimi (le “fatture”), o “maghe”, un termine forse più generico che poteva includere anche praticanti di magie considerate meno oscure, sebbene comunque viste con sospetto.
La percezione di queste donne era quasi universalmente negativa. Erano considerate creature malvagie e diaboliche, spesso accusate delle peggiori nefandezze e dei crimini più feroci e terribili. Questa visione era alimentata da un mix di superstizione, paura dell'ignoto e una profonda diffidenza verso figure femminili che osavano uscire dai rigidi schemi sociali dell'epoca.
Le streghe, fattucchiere e maghe romane furono a lungo vittime di maldicenze e calunnie, oggetto di vere e proprie persecuzioni e violenze. Erano solitamente accusate dei peggiori delitti e dei più orrendi abomini. Ma perché tanto odio e tanta paura? Spesso la loro “colpa” era semplicemente quella di possedere un'eccessiva libertà o indipendenza di pensiero e comportamento. Avevano condotte morali o stili di vita reputati inaccettabili o disdicevoli per una società all'epoca estremamente retrograda e oscurantista. Erano donne che non si conformavano, che magari possedevano conoscenze erboristiche o mediche scambiate per magia, o semplicemente che vivevano ai margini della società.
In un clima di sospetto e ostilità, fatto di delazioni e accuse spesso infondate, queste donne venivano accusate di stregoneria e perseguitate ingiustamente. Spesso si trattava di soggetti deboli ed emarginati, un ottimo capro espiatorio. Proprio per questo motivo, venivano sacrificate facilmente per scacciare via la sfortuna o addirittura il male percepito nella comunità.
Magia, Sabba e la Caccia alle Streghe a Roma
Il mondo associato alle streghe romane non si limitava alle sole figure femminili e alle loro presunte malefatte. Si parlava diffusamente anche di pratiche magiche, distinguendo, almeno a livello teorico, tra magia nera e magia bianca. La magia nera era quella legata a sortilegi dannosi, malefici e patti col diavolo. La magia bianca, invece, era talvolta vista (anche se con grande sospetto) come una forma di guarigione o protezione, sebbene il confine fosse estremamente labile e pericoloso da attraversare.
Uno degli elementi più terrificanti nell'immaginario collettivo era il “Sabba”. Il Sabba era descritto come un raduno notturno di streghe e demoni, un convegno diabolico dove si celebravano riti blasfemi, si ballava sfrenatamente e si pianificavano malefici. Questi incontri erano visti come l'incarnazione stessa del male e della sovversione dell'ordine divino e sociale.
La credenza nei Sabba e nella stregoneria portò, anche a Roma, a episodi di vera e propria caccia alle streghe. Sebbene forse meno celebri e su vasta scala rispetto ad altre regioni europee, i roghi furono appiccati anche nella Capitale. Le donne accusate, spesso sotto tortura, “confessavano” di aver partecipato a questi riti e venivano condannate al fuoco. Era un viaggio attraverso i secoli, un percorso affascinante ma terribile che ci conduce lungo il confine tra il Bene e il Male, scoprendo l'anima più enigmatica e impenetrabile della Capitale.
Luoghi e Leggende: Dove Agivano (o si Diceva Agissero) le Streghe a Roma?
La memoria delle streghe e delle loro leggende romane è rimasta impressa in alcuni luoghi della città, spesso legati a storie di mistero e eventi insoliti. Questi luoghi diventano tappe fondamentali per chi vuole scoprire il lato più tenebroso di Roma.
Uno dei luoghi tradizionalmente associati ai raduni delle streghe è l'area che oggi ospita la Basilica di Santa Croce in Gerusalemme. Secondo la leggenda, proprio qui, un tempo, si tenevano i Sabba. Questa zona era un tempo parte del vasto complesso imperiale noto come Sessorium, iniziato da Eliogabalo e terminato sotto Costantino. Oggi rimangono solo vestigia archeologiche e la basilica, che custodisce reliquie cristiane, creando un contrasto potente tra il sacro e il profano, il bene e il male.
Vicino a Santa Croce, si trova un altro luogo carico di mistero: la Basilica di San Giovanni in Laterano. È qui che si lega una delle leggende più famose e suggestive, quella della Notte di San Giovanni (il 24 giugno). Si diceva che, durante quella notte magica e carica di presagi, le ombre di Salomé e di sua madre Erodiade, figure bibliche associate alla perdizione, venissero avvistate in volo. Fino agli anni Cinquanta, i romani celebravano questa festa con grande partecipazione, mangiando lumache (simbolo scaramantico contro la sfortuna) e accendendo fuochi purificatori in giro per la città, un rito che mescolava elementi pagani e cristiani per scacciare via gli influssi negativi, streghe comprese.
Oltre ai luoghi, ci sono figure leggendarie che popolano il folklore romano legato alla stregoneria. Si narra della strega Finnicella, una figura che, come molte altre, incarna la donna potente e temuta. E come non citare la figura quasi mitica della Papessa Giovanna? Sebbene la sua esistenza storica sia dibattuta e spesso considerata una leggenda, la storia della donna che, travestita da uomo, sarebbe diventata Papa (l'unica papessa donna) e la sua misteriosa fine, si lega perfettamente al tema del femminile potente, trasgressivo e quindi pericoloso, spesso associato alla magia o comunque a forze oscure.

Questi episodi, storie e personaggi citati durante un ipotetico itinerario ci riportano indietro nel tempo ad un'epoca di sospetti e ostilità, in un clima di paura e odio, fatto di delazioni e accuse, dove le donne venivano accusate di stregoneria e perseguitate ingiustamente.
Ecco una breve tabella riassuntiva di alcuni luoghi e figure chiave:
| Luogo/Figura | Leggenda Associata alle Streghe |
|---|---|
| Santa Croce in Gerusalemme | Presunto luogo di ritrovo per i Sabba. |
| Basilica di San Giovanni in Laterano | Avvistamenti di Salomé ed Erodiade nella Notte di San Giovanni. |
| Notte di San Giovanni (24 Giugno) | Notte magica associata a riti scaramantici e presenze stregonesche. |
| Finnicella | Figura leggendaria di strega romana. |
| Papessa Giovanna | Figura (probabilmente leggendaria) di donna potente e trasgressiva, associata a misteri. |
Queste storie ci mostrano come la figura della strega a Roma fosse complessa, un mix di realtà storica (le persecuzioni), credenze popolari, superstizione e misoginia. Erano il lato oscuro e negativo del femminile, tanto da essere additati e perseguitati.
Il Mistero Perenne delle Streghe Romane
Ancora oggi, il tema delle streghe a Roma mantiene intatto il suo fascino e il suo mistero. Queste figure, sospese tra mito e realtà, continuano a popolare l'immaginario, offrendo uno spaccato unico sulla mentalità, le paure e le credenze di epoche passate. Esplorare le loro storie significa addentrarsi nelle pieghe più nascoste della storia romana, scoprendo come la superstizione e la paura abbiano potuto plasmare la vita e il destino di molte persone, specialmente donne.
Le streghe di Roma non sono solo personaggi di fiabe oscure, ma simboli di una lotta secolare contro l'ignoranza, il pregiudizio e la repressione della libertà individuale, specialmente quella femminile. Il loro ricordo vive nelle strade, nelle piazze e nelle leggende che ancora oggi sussurrano storie di magia, Sabba e roghi.
Domande Frequenti sulle Streghe di Roma
Ecco alcune delle domande più comuni sul tema delle streghe nella Capitale:
Come venivano chiamate le streghe a Roma?
Oltre al termine "streghe", venivano comunemente chiamate anche "fattucchiere" (per la loro presunta capacità di creare filtri e fatture) e "maghe". Questi termini erano spesso usati in modo intercambiabile per indicare donne ritenute in possesso di poteri magici, generalmente usati per scopi malvagi.
Le streghe venivano bruciate a Roma?
Sì, durante l'epoca della caccia alle streghe, anche a Roma si verificarono processi e condanne per stregoneria che potevano culminare nel rogo. Sebbene i casi specifici e la loro frequenza siano oggetto di studi storici, la pratica del rogo come punizione per la stregoneria non fu estranea alla città.
Dove si diceva che le streghe si riunissero a Roma?
Secondo le leggende, uno dei luoghi associati ai raduni notturni delle streghe (i Sabba) era l'area intorno all'attuale Basilica di Santa Croce in Gerusalemme, che un tempo faceva parte del complesso del Sessorium.
Ci sono leggende famose legate alle streghe a Roma?
Sì, tra le più note vi sono le leggende legate alla Notte di San Giovanni (con gli avvistamenti di Salomé ed Erodiade presso San Giovanni in Laterano), la figura della strega Finnicella e la storia (probabilmente leggendaria) della Papessa Giovanna, spesso associata a misteri e poteri occulti nell'immaginario popolare.
Perché le donne erano spesso accusate di stregoneria?
Le accuse di stregoneria colpivano spesso donne considerate marginali, indipendenti, che non si conformavano alle norme sociali o che possedevano conoscenze (come quelle erboristiche) mal interpretate. Erano facili bersagli e capri espiatori in tempi di crisi, paura o superstizione, viste come una minaccia all'ordine costituito a causa della loro presunta libertà e autonomia.
La visita guidata “Streghe di Roma” (o qualsiasi percorso tematico simile) offre la possibilità di immergersi in queste storie e scoprire i luoghi che le hanno viste nascere, un modo per connettersi con il lato più inquietante ed enigmatico, ma al tempo stesso affascinante e conturbante, della Città Eterna.
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