24/06/2022
Immaginate un luogo dove il verde regna sovrano, dove l'acqua purissima sgorga incessante dalla terra e dove il tempo sembra rallentare, avvolgendovi in un'atmosfera di pace e serenità. Questo luogo esiste ed è uno degli angoli più suggestivi e romantici dell'Umbria: le Fonti del Clitunno. Situate a brevissima distanza da gioielli come Spoleto e Trevi, queste sorgenti non sono solo un fenomeno naturale di rara bellezza, ma anche un parco intriso di storia, letteratura e leggenda, un vero e proprio miraggio verde capace di far dimenticare, anche solo per un'ora, le fatiche e gli affanni della vita quotidiana.

Entrare nel parco delle Fonti del Clitunno significa fare un passo in un mondo a parte, un'oasi naturalistica e letteraria che offre un'esperienza sensoriale completa. Qui, il colore dominante è il verde, presente in infinite sfumature: quello intenso degli alberi secolari, quello brillante della rigogliosa vegetazione che incornicia le rive, e persino quello, tenue o smeraldino, dell'acqua cristallina del laghetto, colorata dai riflessi degli alberi sovrastanti e dalla presenza di muschi. È un luogo che invita alla contemplazione, dove il silenzio è rotto solo dal fruscio delle foglie mosse dal vento, dallo sciabordio delle acque e dall'allegro starnazzare dei numerosi palmipedi che popolano il laghetto.
Un'Oasi di Pace e Bellezza Naturale
Il cuore del parco è il laghetto, alimentato dalle abbondanti acque sorgive che sgorgano copiose da polle e fenditure delle rocce, ben visibili nella parte più vicina alla Via Flaminia. Queste acque purissime, descritte già nell'antichità per la loro limpidezza, creano un ecosistema unico. Il laghetto ha una circonferenza di circa 400 metri e raggiunge una profondità massima di 6 metri, ma la sua bellezza non risiede nelle dimensioni, quanto nella sua atmosfera fiabesca. Attorno ad esso si snoda un sentiero che permette di ammirarne ogni angolazione, con panchine strategicamente posizionate per offrire momenti di sosta e riflessione. La vegetazione è lussureggiante e varia, popolata da specie come i salici piangenti, i carici, i pioppi cipressini, che creano un vero e proprio "giardino d'acqua" di straordinario fascino. Questa ricchezza botanica, unita alla presenza di fauna acquatica (carpe, trote) e di numerosissimi uccelli (anatre, germani, folaghe, persino cigni), rende il parco un luogo di grande valore ecologico, tanto da rientrare tra i beni e i siti tutelati dal FAI. La presenza costante e vivace dei palmipedi, con le loro "buffe evoluzioni", aggiunge un tocco di allegria e vitalità all'ambiente, rendendo la passeggiata ancora più piacevole, soprattutto per chi ha con sé un po' di becchime.
Echi di Storia e Voci di Poeti
Le Fonti del Clitunno non sono solo un paradiso naturale, ma un luogo intriso di storia millenaria. La loro fama risale già all'epoca romana, quando le acque del Clitunno erano ben note per la loro abbondanza. Erano così copiose che consentivano la navigazione fluviale, permettendo a piccole imbarcazioni di raggiungere il Tevere e arrivare fino a Roma, passando per il fiume Topino. Ma il valore delle fonti era anche profondamente sacrale. Lungo il fiume Clitunno venivano allevati i magnifici buoi bianchi destinati ai sacrifici rituali, utilizzati per celebrare le vittorie militari. È affascinante pensare a questa antica tradizione e a come le sorgenti fossero considerate un luogo sacro, forse legato al culto del dio Giove Clitunno, venerato nell'antico tempietto poco distante. Purtroppo, la portata delle sorgenti subì una drastica diminuzione a seguito del terremoto del 446 d.C., un evento che cambiò in parte la conformazione del luogo.
Nonostante i cambiamenti nel corso dei secoli, il fascino delle Fonti è rimasto immutato, ispirando una lunga schiera di poeti e letterati. Fin dall'epoca romana, figure come Plinio il Giovane, Properzio e Virgilio rimasero incantati dalla bellezza perfetta di questo ambiente naturale, descrivendone la purezza delle acque e l'atmosfera idilliaca. Plinio, in particolare, ne esaltò la limpidezza, affermando che si potevano contare le monetine sul fondo. In tempi più recenti, le Fonti hanno continuato a esercitare il loro potere evocativo. Nel XIX secolo, il poeta inglese George Byron, durante il suo pellegrinaggio in Italia, fu così colpito da questo "paradiso naturale" da dedicarvi versi nella sua opera "Childe Harold’s Pilgrimage". Anche il pittore Jean-Baptiste-Camille Corot ne fu ispirato. Ma forse il legame più forte e celebrato è quello con Giosuè Carducci. Giunto in Umbria per un'ispezione scolastica, Carducci volle assolutamente visitare questo luogo cantato dai classici. L'esperienza fu così intensa da ispirargli una delle sue più celebri "Odi Barbare", intitolata proprio "Alle Fonti del Clitunno", in cui invoca il nume del fonte e celebra l'Umbria verde. Ancora oggi, una stele di marmo in stile classico posta all'interno del parco ricorda la visita del poeta, testimoniando il legame indissolubile tra questo luogo e l'ispirazione letteraria.
L'attuale conformazione del parco, con il laghetto artificiale e la piantumazione di numerosi alberi di alto fusto, si deve all'intervento del Conte Paolo Campello della Spina, che nella seconda metà del XIX secolo trasformò l'area nel suggestivo parco che ammiriamo oggi, rendendola un perfetto esempio di giardino romantico all'inglese.
Pianifica la Tua Visita: Info Utili e Suggerimenti
Visitare le Fonti del Clitunno è un'esperienza piacevole e accessibile. Il parco si trova in località Fonti di Campello sul Clitunno, facilmente raggiungibile percorrendo la Via Flaminia. Arrivando da Spoleto, si trova a circa 10 chilometri dall'uscita della superstrada. È possibile parcheggiare l'auto comodamente negli appositi spazi: ci sono parcheggi gratuiti proprio davanti all'ingresso e altri leggermente più distanti in direzione Spoleto, nel caso i primi fossero pieni.

L'accesso al parco è a pagamento. La biglietteria, situata all'ingresso, è un luogo un po' particolare, fungendo anche da negozietto di souvenir, punto informativo e rivendita di becchime per i palmipedi, un dettaglio che aggiunge un tocco di genuinità all'esperienza. Il costo del biglietto d'ingresso è di 3 €. È prevista una tariffa ridotta di 2 € per gli over 65 e i gruppi di oltre 15 persone. L'ingresso è gratuito per i bambini fino a 10 anni e per le persone con disabilità, inclusi i loro accompagnatori.
Quanto tempo dura la visita alle Fonti del Clitunno? Per godervi appieno la bellezza e l'atmosfera del luogo, calcolate circa un'ora. Il parco si estende su 10.000 metri quadrati e il percorso attorno al laghetto è agevole. Tuttavia, il consiglio più importante è: prendetevela con calma. L'ansia di vedere tutto e subito non si addice a questo luogo. Le Fonti del Clitunno invitano alla lentezza terapeutica. Sedetevi su una panchina, osservate il gioco di luci sull'acqua, ascoltate i suoni della natura, divertitevi a guardare le anatre e i cigni. Lasciatevi avvolgere dall'ambiente, dal suo potere rilassante. Non abbiate fretta, è così che si assapora veramente la magia di questo posto.
Gli orari di apertura del parco variano in base alla stagione, quindi si consiglia di verificare gli orari aggiornati prima della visita. Ad esempio, nei mesi invernali come novembre e dicembre, il parco è solitamente aperto dalle 10:00 alle 13:00 e dalle 14:00 alle 16:30, con orario continuato nei giorni festivi e prefestivi. Pianificare la visita in base agli orari stagionali è fondamentale per non perdere l'occasione di immergersi in questa oasi.
Tesori nei Dintorni: Dal Sacro al Medievale
La visita alle Fonti del Clitunno può essere il punto di partenza per esplorare altre meraviglie nelle vicinanze, tutte legate alla storia e al paesaggio umbro. A circa un chilometro dalle Fonti, in direzione Trevi e nella frazione di Pissignano, si trova un vero gioiello dell'arte e dell'architettura: il Tempietto del Clitunno. Questo piccolo edificio, risalente probabilmente all'epoca longobarda (IV-V secolo d.C., con affreschi dell'VIII secolo), si erge sopra il fiume ed è stato adibito a chiesa. La sua peculiarità sta nell'aspetto, che richiama un tempio corinzio classico, nonostante sia una costruzione altomedievale. All'interno, conserva preziosi affreschi con immagini del Cristo, dei Santi e della croce gemmata, tipici dell'arte longobarda e paleocristiana. Il suo valore è tale che nel 2011 è stato inserito tra i beni patrimonio UNESCO nell'ambito del circuito dei Longobardi in Italia. La gestione e la tutela sono affidate alla Direzione Regionale dei Musei dell'Umbria. Anche in questo caso, per gli orari di apertura si consiglia di consultare le informazioni aggiornate, poiché possono variare.
Non lontano dalle Fonti si trovano anche due interessanti castelli medievali. Il Castello di Campello Alto, situato sull'antica collina che domina la zona, è il più antico centro abitato della zona, costruito nel lontano 921 da Rovero di Champeaux. Presenta una caratteristica forma ellittica e conserva ancora intatte le possenti mura difensive e la porta d'ingresso, offrendo uno spaccato affascinante della vita medievale.
Poco distante sorge anche il Castello di Pissignano Alto, edificato tra l'XI e il XII secolo per volontà di una comunità benedettina con lo scopo di proteggere il piccolo nucleo abitativo sottostante. Nonostante sia stato devastato e saccheggiato dalle truppe francesi nel 1799, è stato recentemente restaurato e, pur essendo oggi adibito a centro residenziale, conserva l'imponenza della sua struttura originaria, testimoniando la storia turbolenta della regione.
Domande Frequenti sulle Fonti del Clitunno
Quanto tempo è necessario per visitare le Fonti del Clitunno?
Per godersi la visita con la dovuta calma e apprezzare l'atmosfera, si consiglia di dedicare circa un'ora.

Calcolate circa un'ora per la vostra visita delle Fonti del Clitunno, un parco naturalistico e letterario. Quanto costa l'ingresso al parco delle Fonti?
Il biglietto d'ingresso intero costa 3 €. Sono previste riduzioni a 2 € per over 65 e gruppi, e l'ingresso è gratuito per bambini fino a 10 anni e persone con disabilità.
Ci sono parcheggi disponibili?
Sì, ci sono parcheggi gratuiti proprio di fronte all'ingresso del parco e altri nelle immediate vicinanze, in direzione Spoleto.
Cosa rende le acque delle Fonti del Clitunno così speciali?
Le acque sono note fin dall'antichità per la loro purezza e limpidezza. Sgorgano abbondanti da polle e fenditure, alimentando il laghetto e il fiume Clitunno, e la loro trasparenza, unita al riflesso della vegetazione, crea suggestive sfumature di verde.
Quali specie animali si possono vedere nel parco?
Il laghetto e le rive sono popolati da diverse specie ittiche come carpe e trote, e numerosi uccelli acquatici tra cui anatre, germani, folaghe e cigni.
Quali poeti e scrittori sono stati ispirati dalle Fonti?
Molti, fin dall'antichità, tra cui Plinio il Giovane, Virgilio, Properzio, Byron, Corot e Giosuè Carducci, che dedicò loro una celebre Ode.
È possibile visitare il Tempietto del Clitunno vicino alle Fonti?
Sì, il Tempietto si trova a circa 1 km di distanza ed è un sito di grande interesse storico e artistico, patrimonio UNESCO. Si consiglia di verificare gli orari di apertura aggiornati prima della visita.
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