Cosa fare ad Apice Vecchia?

Apice Vecchia: Viaggio nella Città Fantasma

13/09/2024

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Avete mai sentito parlare delle città fantasma? Sono luoghi carichi di storia, dove il tempo sembra essersi fermato, spesso a causa di eventi drammatici che hanno costretto i loro abitanti ad abbandonare tutto in fretta. Noi non avevamo mai visitata una prima d’ora ed è stata un’esperienza incredibilmente suggestiva e toccante. In questo articolo vi porteremo con noi alla scoperta di Apice Vecchia, un borgo abbandonato in provincia di Benevento, la cui storia è profondamente legata a una serie di eventi sismici che ne hanno cambiato per sempre il destino.

Cosa è successo ad Apice Vecchia?
Nell'agosto del 1962, una scossa di terremoto cambierà il destino della città di Apice: la maggior parte della popolazione abbandonò le proprie abitazioni per mettersi in salvo dando vita così all'attuale città di Apice.

Entrare ad Apice Vecchia è come fare un salto indietro nel tempo. Le strade silenziose, le case vuote, gli oggetti lasciati dove si trovavano: tutto racconta una storia di vita interrotta bruscamente. È un luogo che invita alla riflessione, che ci fa pensare alla fragilità delle nostre esistenze e alla forza implacabile della natura. Ma è anche un luogo di inaspettata bellezza, dove la natura sta lentamente riprendendo il suo spazio e dove le vestigia del passato si ergono con una dignità malinconica. Preparatevi a un viaggio emozionante, che tocca le corde dell'anima e che vi lascerà un ricordo indelebile.

Indice dei contenuti

La Storia Tragica di un Abbandono Forzato

La storia di Apice Vecchia, o meglio, del suo abbandono, è segnata da due date cruciali, due momenti in cui la terra ha tremato con violenza, costringendo una comunità a lasciare le proprie radici. Il primo evento catastrofico si verificò nell’agosto del 1962. Una scossa di terremoto, in particolare quella del 21 agosto, fu così forte da rendere inagibile gran parte degli edifici storici del borgo. La paura e il pericolo imminente spinsero la quasi totalità della popolazione, oltre 6000 abitanti, a cercare rifugio altrove. Diedero così vita a quello che oggi è il nuovo insediamento di Apice, costruito a poca distanza dal vecchio borgo, in una posizione ritenuta più sicura.

Dopo il sisma del 1962, solo pochissime persone coraggiose, o forse semplicemente troppo legate alla loro terra e alle loro case, decisero di rimanere nel vecchio borgo. La vita riprese, seppur in modo precario e con una popolazione drasticamente ridotta. Ma il destino aveva in serbo un altro colpo. Nel 1980, un secondo e potentissimo terremoto, quello tristemente noto dell'Irpinia, colpì nuovamente l'area con estrema violenza. Questa volta, anche quei pochi residenti rimasti furono costretti ad abbandonare definitivamente le loro abitazioni, i loro averi e i loro ricordi. L'abbandono divenne totale, e Apice Vecchia si trasformò in una vera e propria città fantasma, congelata in quel preciso istante del 1980, dopo il primo, devastante stop del 1962. Da quella sera di agosto del 1962, il borgo è rimasto quasi immutato, testimone silenzioso di una vita che non c'è più.

Passeggiando tra i Ricordi Congelati

Addentrarsi tra i vicoli di Apice Vecchia è un'esperienza quasi surreale. Sebbene molti edifici siano crollati o siano ridotti a ruderi a causa dei terremoti e del passare del tempo, molti altri restano ancora in piedi, come scheletri di un passato vivido. La cosa che colpisce di più è la presenza di oggetti e mobili all'interno delle case abbandonate. Sedie rovesciate, tavoli impolverati, letti disfatti, armadi semiaperti: sembra quasi che gli abitanti siano usciti un momento prima, con l'intenzione di tornare. Questa sensazione rende la visita incredibilmente intima e, a tratti, inquietante. Si ha l'impressione di invadere la privacy di chi un tempo abitava queste mura.

Le strade conservano ancora le tracce della vita quotidiana. Notiamo le antiche insegne dei negozi, sbiadite ma ancora leggibili, che ci parlano di botteghe artigiane, alimentari, osterie. Particolarmente suggestiva è un'insegna molto grande esposta fuori da quella che doveva essere la chiesa principale del borgo, un punto di riferimento per la comunità di un tempo. Anche i resti di automobili abbandonate nei garage o lungo le strade acciottolate contribuiscono a creare questa atmosfera di sospensione temporale. Tutto è rimasto così, fermo a decenni fa, un'istantanea di un'epoca ormai lontana. Passeggiare qui, sapendo la storia che si cela dietro ogni angolo, genera un senso di profonda malinconia e riflessione sulla fragilità della vita e delle opere umane di fronte alla potenza della natura.

I Tesori del Borgo e Dintorni

Nonostante l'abbandono, Apice Vecchia e i suoi dintorni conservano importanti testimonianze storiche e culturali che meritano una visita. Il punto più alto del borgo è dominato dal maestoso Castello dell'Ettore. Questa antica fortezza normanna, che si erge in cima alla collina, domina l'intera valle circostante offrendo una vista panoramica mozzafiata. Fortunatamente, il castello è stato oggetto di recenti lavori di restauro che lo hanno reso nuovamente accessibile al pubblico. Oggi ospita un interessante Museo di arte contemporanea e contadina, creando un affascinante contrasto tra antico e moderno, tra storia e creatività. Il castello è anche un centro culturale attivo, dove vengono regolarmente organizzate manifestazioni, eventi e incontri. La visita al Castello dell'Ettore è gratuita, ma è richiesta la prenotazione per garantirne la fruizione in sicurezza.

Cosa è successo ad Apice Vecchia?
Nell'agosto del 1962, una scossa di terremoto cambierà il destino della città di Apice: la maggior parte della popolazione abbandonò le proprie abitazioni per mettersi in salvo dando vita così all'attuale città di Apice.

Ma la storia di Apice affonda le sue radici ancora più indietro nel tempo, fino all'epoca romana. Nei dintorni del borgo, in località Morroni, è possibile ammirare i resti del Ponte Rotto. Questo imponente ponte-viadotto faceva parte dell'antica Via Appia, una delle strade consolari romane più importanti, che collegava Roma a Brindisi e, da lì, all'Oriente. Visitare il Ponte Rotto significa toccare con mano la grandezza ingegneristica dei Romani e immaginare il viavai di mercanti, soldati e viaggiatori che percorrevano questa via millenni fa.

Un altro luogo di grande significato storico e religioso è il Convento di Sant'Antonio. Questo convento è un simbolo della religiosità apicese e testimonia la devozione verso il Santo. Secondo la tradizione, Sant'Antonio fu ospitato proprio nel Castello dell'Ettore, legando indissolubilmente la figura del santo al territorio. Sebbene il convento sia anch'esso segnato dal tempo e dagli eventi sismici, rimane un luogo di pace e spiritualità, un'ulteriore tessera nel complesso mosaico della storia di Apice.

Dove Concludere l'Esperienza: Sapori e Viste

Dopo un'immersione così intensa nella storia e nelle emozioni che Apice Vecchia sa suscitare, è naturale desiderare un momento di ristoro e di ritorno alla vita di tutti i giorni. Sebbene l'antico borgo sia disabitato, nella vicina Apice Nuova o nei dintorni è possibile trovare luoghi dove fermarsi a mangiare e rilassarsi. L'area è nota per offrire una cucina casareccia, legata alle tradizioni contadine e ai prodotti del territorio. Questo tipo di cucina, semplice ma genuina e saporita, si sposa perfettamente con l'atmosfera rurale e storica della zona.

La cucina casareccia ad Apice si basa su ingredienti freschi e ricette tramandate di generazione in generazione. Ci si può aspettare piatti robusti, legati alla terra, come paste fatte in casa condite con sughi ricchi, carni alla brace o in umido, legumi e verdure di stagione preparati secondo le antiche ricette. Spesso, i luoghi dove si può gustare questa cucina offrono anche un ottimo rapporto qualità prezzo, rendendo l'esperienza culinaria accessibile e piacevole. Immaginate di sedervi a tavola dopo aver esplorato i vicoli della città fantasma, gustando piatti autentici che parlano della stessa terra che avete appena visitato.

Un altro elemento spesso citato riguardo ai luoghi dove mangiare in zona è la possibilità di godere di una vista mozzafiata. Data la posizione collinare del territorio, molti ristoranti o agriturismi offrono panorami spettacolari sulla valle circostante. Concludere la giornata con una cena che unisce i sapori della tradizione a una vista suggestiva è il modo ideale per elaborare le emozioni vissute ad Apice Vecchia e apprezzare la bellezza del paesaggio campano.

AspettoApice Vecchia (Oggi)Apice Nuova (Oggi)
StatoAbbandonata, Borgo FantasmaAbitata, Città Moderna
Sensazione DominanteMalinconia, Storia CongelataVita Quotidiana, Comunità Attiva
Principali AttrazioniCase abbandonate, Oggetti dimenticati, Atmosfera unicaServizi, Attività commerciali, Residenze
Punti di Interesse Storico/CulturaleCastello dell'Ettore, Resti borgo antico, Ponte Rotto (dintorni), Convento Sant'Antonio (dintorni)Edifici moderni, Centro civico
Possibilità di RistoroNessuna all'internoPresenti ristoranti, bar, ecc.

Domande Frequenti su Apice Vecchia

Cosa è successo ad Apice Vecchia?
Apice Vecchia è stata abbandonata quasi completamente a seguito del terremoto del 1962 e definitivamente dopo quello del 1980, che hanno reso inagibile gran parte del borgo storico.
È sicuro visitare Apice Vecchia?
Sì, il borgo è stato messo in sicurezza e i vicoli principali sono accessibili. Tuttavia, è fondamentale prestare attenzione e non avventurarsi all'interno degli edifici che potrebbero essere pericolanti.
Cosa posso vedere ad Apice Vecchia?
È possibile passeggiare tra le strade abbandonate, vedere le case vuote con oggetti lasciati dagli abitanti, le insegne dei vecchi negozi, il Castello dell'Ettore (visitabile su prenotazione), e nei dintorni il Ponte Rotto e il Convento di Sant'Antonio.
Il Castello dell'Ettore è visitabile?
Sì, il Castello è stato restaurato ed è visitabile. Ospita un museo e organizza eventi. La visita è gratuita ma è richiesta la prenotazione.
Dove posso mangiare quando visito Apice Vecchia?
Non ci sono ristoranti all'interno del borgo abbandonato. È possibile trovare posti dove mangiare cucina casareccia, con buon rapporto qualità-prezzo e talvolta con vista panoramica, nella vicina Apice Nuova o nelle aree circostanti.
Apice Vecchia è davvero una città fantasma?
Sì, è considerata una delle città fantasma più suggestive d'Italia in quanto completamente disabitata e con molti edifici ancora in piedi che conservano tracce della vita passata.

Visitare Apice Vecchia è un'esperienza che va oltre la semplice esplorazione di un luogo abbandonato. È un viaggio nella storia, nelle emozioni umane di fronte a eventi catastrofici, e un promemoria della resilienza e della fragilità. È un luogo che merita di essere scoperto, rispettato e ricordato, magari concludendo la visita con un pasto che celebra i sapori autentici della terra che ha visto sorgere e poi svuotarsi questo affascinante borgo.

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