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Gubbio: Tra Storia Millenaria e San Francesco

30/06/2023

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La città di Gubbio, incastonata alle falde del monte Ingino nel cuore dell'Umbria, è un luogo dove la storia si respira in ogni vicolo. La sua fama è indissolubilmente legata a un passato ricchissimo, che affonda le radici in epoche remotissime e si snoda attraverso vicende cruciali per l'Italia centrale, lasciando un'eredità culturale e spirituale di inestimabile valore.

Quali sono i piatti tipici da mangiare a Gubbio?
COSA MANGIARE A GUBBIO: PIATTI TIPICI DA ASSAGGIAREBruschette.Strangozzi al tartufo e lasagna al tartufo.Friccò all'eugubina.Baccalà alla Ceraiola.Crescia al panaro di Gubbio.Brustengolo.

Le prime tracce di insediamento umano nel territorio eugubino risalgono addirittura al paleolitico. La presenza di un villaggio neolitico in località San Marco e di un abitato dell'età del bronzo sul monte Ingino testimoniano una frequentazione antichissima. Gubbio, conosciuta nell'antichità come Ikuvium o Iguvium, fu un importante centro umbro, posizionato strategicamente sulle vie che collegavano il Tirreno all'Adriatico. Di questo periodo pre-romano, la testimonianza più straordinaria e fondamentale è rappresentata dalle Tavole Eugubine.

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Le Misteriose Tavole Eugubine: Un Tesoro dell'Antichità

Scoperte a metà del XV secolo e acquisite dal comune nel 1456, le Tavole Eugubine sono sette tavole in bronzo, redatte in parte in alfabeto umbro e in parte in alfabeto latino, ma sempre nella lingua umbra. Queste tavole, ritrovate nei pressi del Teatro Romano e oggi custodite nel museo civico del Palazzo dei Consoli, costituiscono il più importante testo rituale di tutta l'antichità classica. Come sottolineato dallo studioso Giacomo Devoto, non possediamo nulla di simile né in latino né in greco; per trovare paralleli, è necessario rivolgersi a letterature del Vicino o Lontano Oriente. La loro importanza per comprendere la religione, la lingua e la società degli Umbri è incalcolabile, rendendole uno dei pilastri della fama storica di Gubbio.

Gubbio nell'Età Romana

La storia di Gubbio si intreccia con quella di Roma a partire dal 295 a.C., quando la città si alleò con la potenza emergente. Nel 167 a.C. Gubbio ebbe l'onore di ospitare Genzio, l'ultimo re dell'Illiria, fatto prigioniero. La piena integrazione avvenne nell'89 a.C. con l'ottenimento della cittadinanza romana e l'elevazione a municipium, ascritta alla tribù Clustumina. Questo periodo consolidò la posizione di Gubbio nel tessuto politico e sociale dell'Italia romana.

Tra Invasioni e Rinascita Bizantina

L'Alto Medioevo fu un'epoca turbolenta. Invasa dagli Eruli, Gubbio fu distrutta nel 552 dai Goti di Totila. Tuttavia, la città risorse per volere dei Bizantini di Narsete, generale di Giustiniano, che la ricostruirono non più in pianura, ma alle pendici del monte Ingino, dotandola di due potenti torri difensive. Nel corso dell'VIII secolo, Gubbio fu più volte interessata dall'espansione dei re longobardi Liutprando, Astolfo e Desiderio nei territori bizantini dell'Italia centrale, segno della sua continua importanza strategica.

San Francesco e il Legame Indissolubile con Gubbio

Una delle ragioni più profonde della fama di Gubbio è il suo stretto legame con la figura di San Francesco. I Fioretti di san Francesco narrano il celebre episodio dell'incontro con il "lupo" (o la lupa) avvenuto nei pressi della chiesa di Santa Maria della Vittoria, detta della Vittorina. Questo miracoloso evento, che vede il lupo ammansirsi al comando del santo, è conosciuto in tutto il mondo e simboleggia la capacità di Francesco di portare pace e armonia, anche tra l'uomo e la natura selvaggia. Sebbene sulla sua veridicità storica si sia dibattuto, con l'ipotesi che il "lupo" potesse essere metafora di un bandito, molte fonti e studiosi propendono per l'animale reale, rendendo l'episodio ancora più suggestivo.

Gubbio fu anche un luogo di rifugio per Francesco dopo essersi allontanato da Assisi. Trovò asilo presso la famiglia degli Spadalonga. Proprio in questa città avvenne la sua vera e profonda conversione, maturata vivendo a contatto con i poveri e i lebbrosi del luogo. Questa esperienza trasformò radicalmente la sua vita e la sua spiritualità. Per questo motivo, Gubbio è oggi attraversata da diversi sentieri percorsi ogni anno da migliaia di pellegrini, tutti sulle orme del santo, tra cui il noto Cammino di Assisi. Il legame con San Francesco rende Gubbio una meta spirituale di primaria importanza.

L'Epoca d'Oro del Libero Comune

Dopo essere stata ceduta alla Chiesa con le donazioni di Pipino il Breve e Carlo Magno, Gubbio, pur assoggettata ai vescovi, si costituì in Libero Comune. Di fazione ghibellina, nell'XI secolo iniziò un'ambiziosa politica espansionistica. Questo portò alla distruzione di Luceoli e all'inglobamento del suo vasto territorio, con la successiva fondazione di Pergola in posizione più strategica. L'espansionismo eugubino generò inevitabilmente conflitti con le città vicine, in particolare con Cagli e soprattutto con Perugia, allarmata dalla crescente potenza di Gubbio.

Il culmine di questi scontri si ebbe nel 1151, quando undici città confederate, guidate da Perugia, attaccarono Gubbio con l'intento di annientarla. La città non solo resistette, ma sbaragliò le forze assedianti in una schiacciante vittoria. Questo evento fu attribuito all'intervento miracoloso di Sant'Ubaldo (1080-1160), all'epoca vescovo della città. La figura del vescovo nel Medioevo, in un'epoca di invasioni e instabilità, aveva assunto un ruolo cruciale di difensore civico e militare, oltre che religioso. La vittoria del 1151, guidata da Sant'Ubaldo, è un episodio fondante dell'identità eugubina e un altro elemento chiave della sua fama storica.

Nel XIII secolo, superate le crisi dei conflitti, Gubbio prosperò in pace. La città crebbe notevolmente dal punto di vista urbanistico, economico e demografico. Sebbene ci fossero alternanze al potere tra guelfi e ghibellini, con episodi come l'occupazione del 1300 e la successiva riconquista da parte delle milizie di Cante Gabrielli travestite da pellegrini, il comune mantenne una forte vitalità. La forza dei cittadini derivava anche dalle loro organizzazioni, le Corporazioni delle Arti. Tra queste, quella dei Fabbri era considerata la più importante, la "madre" di tutte le altre, poiché forniva gli strumenti essenziali a molte altre attività. Il Breve dei Fabbri di Gubbio del 1346 è il più antico dell'Alta Umbria e l'unico consultabile in originale, testimonianza della solidità e dell'organizzazione della società eugubina medievale.

Dalle Signorie al Periodo Moderno

La fase del Libero Comune si concluse con la signoria di Giovanni Gabrielli nel 1350, seguita dall'assoggettamento alla Chiesa da parte del cardinale Albornoz nel 1354. Tuttavia, il governo pontificio non mantenne le promesse, portando a un'insurrezione cittadina nel 1376 e all'instaurazione di un autogoverno. La successiva rivendicazione del potere da parte del vescovo Gabriello Gabrielli portò gli eugubini a "consegnarsi" spontaneamente ai Montefeltro, duchi di Urbino, nel 1384. Questo passaggio segnò la fine dell'indipendenza comunale, ma garantì a Gubbio un lungo periodo di tranquillità e un nuovo splendore.

I Montefeltro, signori illuminati e amanti dell'arte, restituirono a Gubbio i suoi antichi privilegi e ordinamenti. Sotto il loro dominio, la città rifiorì culturalmente e artisticamente. Fu in questo periodo che venne ricostruito il magnifico Palazzo dei Consoli, simbolo del potere e della grandezza comunale. Federico da Montefeltro, definito uno dei più grandi capitani del suo tempo, era originario di Gubbio, dove aveva celebrato il suo primo matrimonio. Egli istituì il Monte di Pietà per contrastare l'usura, un'opera benefica fondamentale. A Gubbio morì anche Federigo Fregoso, vescovo e cardinale, figura di spicco nella questione della lingua all'inizio del Cinquecento, le cui riflessioni furono immortalate nel Cortegiano di Baldassarre Castiglione ambientato alla corte di Urbino.

Dopo brevi interruzioni, il dominio dei Montefeltro durò fino al 1508, quando subentrarono i Della Rovere, che governarono fino al 1631. Con la morte dell'ultimo erede Della Rovere, Gubbio passò per volontà testamentaria allo Stato Pontificio, rimanendovi fino all'Unità d'Italia.

Nel 1860 Gubbio fu annessa al Regno d'Italia e, per effetto del decreto Minghetti, venne distaccata dalle Marche e aggregata all'Umbria, entrando a far parte della neonata Provincia di Perugia. La fine del XIX secolo e gran parte del XX furono segnati da un forte fenomeno migratorio, dovuto alla crisi agraria e alle conseguenze delle guerre mondiali. Migliaia di eugubini emigrarono in Europa, nelle Americhe, in Sudafrica e in Australia, cercando lavoro e migliori condizioni di vita.

La città fu anche teatro di tragici eventi durante la Seconda Guerra Mondiale, tra cui l'uccisione di giovani ebrei e la feroce rappresaglia tedesca del 22 giugno 1944, che portò al massacro di 40 cittadini innocenti, oggi ricordati da un mausoleo. La città subì anche pesanti bombardamenti fino alla sua liberazione il 25 luglio 1944.

Geografia e Simboli

Il territorio comunale di Gubbio è prevalentemente montuoso e collinare, influenzato dalla vicinanza dell'Appennino. La città stessa è posta alle falde del monte Ingino ed è attraversata dai torrenti Camignano e Cavarello. Il clima invernale è rigido a causa delle montagne, con possibili nevicate, mentre l'estate è calda ma ventilata. La regione è di rilevante importanza geologica, includendo parte della Serra di Burano e l'area del Monte Cucco.

I simboli della città, riconosciuti ufficialmente nel 1934, riflettono la sua storia. Lo stemma comunale presenta un monte d'argento a cinque cime su campo rosso, caricato di un lambello azzurro a sei pendenti con cinque gigli d'oro. Il gonfalone comunale è un drappo di colore rosso.

Domande Frequenti su Gubbio

Quali sono le origini più antiche di Gubbio?
Le prime forme di insediamento nel territorio eugubino risalgono al paleolitico, con resti di un villaggio neolitico e un abitato dell'età del bronzo sul monte Ingino. Fu un importante centro umbro con il nome di Ikuvium o Iguvium.

Cosa sono le Tavole Eugubine e perché sono importanti?
Sono sette tavole in bronzo del periodo umbro, scoperte nel XV secolo. Scritte in lingua umbra con alfabeti umbro e latino, sono considerate il più importante testo rituale dell'antichità classica e fondamentali per la conoscenza della civiltà umbra.

Qual è il legame tra Gubbio e San Francesco?
San Francesco soggiornò a Gubbio, trovando rifugio presso gli Spadalonga. Qui avvenne la sua vera conversione a contatto con poveri e lebbrosi. È famosa la leggenda del suo incontro con il "lupo" (o bandito) ammansito. Gubbio è oggi tappa di importanti cammini francescani.

Chi era Sant'Ubaldo e qual è il suo ruolo nella storia di Gubbio?
Sant'Ubaldo fu vescovo di Gubbio nel XII secolo. È venerato per aver guidato la città alla vittoria contro una coalizione di undici città nel 1151. La sua figura è legata alla difesa della città in un'epoca di instabilità.

Quali signorie hanno governato Gubbio dopo il Libero Comune?
Dopo il Libero Comune, Gubbio passò sotto la signoria di Giovanni Gabrielli, poi sotto il controllo pontificio, e successivamente sotto i Montefeltro (dal 1384), che portarono un periodo di fioritura culturale e artistica. Seguirono i Della Rovere e infine la città tornò stabilmente sotto lo Stato Pontificio fino all'Unità d'Italia.

Quali eventi tragici hanno segnato Gubbio nella Seconda Guerra Mondiale?
Gubbio fu teatro dell'uccisione di tre giovani ebrei nel 1944 e, in una tragica rappresaglia tedesca, del massacro di 40 cittadini innocenti il 22 giugno 1944, oggi ricordati nel mausoleo della Madonna del Prato. La città subì anche bombardamenti.

La fama di Gubbio deriva dunque da un intreccio unico di storia millenaria, testimonianze archeologiche di valore inestimabile, un legame spirituale profondo con una delle figure più importanti del Cristianesimo e un patrimonio architettonico che racconta le vicende di un comune fiero e di signorie illuminate. Visitare Gubbio significa immergersi in un passato che vive ancora oggi.

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