In che quartiere si trova via Foria a Napoli?

Via Foria: Un Viaggio nel Cuore di Napoli

25/04/2022

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Se Napoli fosse un libro aperto, allora Via Foria sarebbe senza dubbio uno dei suoi capitoli più affascinanti e ricchi di storia. Questa strada, che funge da confine settentrionale per l'antico nucleo urbano della città partenopea, è un vero e proprio scrigno dove si custodiscono secoli di storia, cultura e profonde tradizioni radicate nel tessuto cittadino.

Cosa vedere in via Foria a Napoli?
MONUMENTI, EDIFICI STORICI E LUOGHI DI INTERESSEPalazzo in via Foria nn.68-73.Palazzo Montemajor.Chiesa di Santa Maria delle Grazie a Piazza Cavour.Porta San Gennaro.Palazzo dello Schiantarelli.Chiesa di San Carlo all'Arena.Palazzo Manzi.Palazzo De Luteziis.

Con una lunghezza precisa di un chilometro, Via Foria si snoda con eleganza e vivacità attraversando tre quartieri distinti e storici: Stella, San Carlo all’Arena e San Lorenzo. Percorrerla significa intraprendere un viaggio immersivo nel cuore pulsante e autentico di Napoli, scoprendo ad ogni passo nuove sfaccettature del suo carattere unico.

Indice dei contenuti

Le Origini Segrete e il Significato del Nome

Il nome stesso di Via Foria nasconde una storia curiosa e affascinante, le cui radici affondano nei secoli passati, ben oltre l'aspetto odierno della strada. In origine, questa via era conosciuta con un nome completamente diverso: la “strada di San Carlo all’Arena”. Fu solo nel corso del XVIII secolo che acquisì la denominazione attuale, legata a un personaggio di spicco dell'epoca: il principe di Forino.

Fu proprio il principe a commissionare la costruzione dell'omonimo palazzo, un edificio che segnò l'inizio di una serie di nuove costruzioni che avrebbero gradualmente definito il profilo urbanistico della zona. Ma cosa si celava veramente dietro il nome “Forino” e la scelta di edificarvi un palazzo?

La risposta è sorprendente e rivela una realtà geologica e idrografica peculiare: in origine, prima di diventare una strada edificata, quest'area era occupata da un grande lavinaio. Questo termine indica un collettore naturale di acque, un fossato o un canale a cielo aperto, che correva in prossimità delle mura settentrionali dell'antica città. Questo fossato, noto anche con il nome arcaico di “carbonarius”, aveva la funzione vitale di raccogliere le acque piovane e torrentizie che scendevano impetuose dalle colline circostanti, come la Stella, il Moiariello, l'Infrascata, e la Veterinaria, e dai valloni profondi della Sanità e dei Vergini. L'accumulo e il deflusso di queste acque davano vita a un fenomeno naturale spesso impetuoso, chiamato appunto “lava”.

La "lava dei Vergini" era particolarmente temuta per la sua violenza e per le numerose vittime che causava durante le piene. Questo fenomeno naturale caratterizzò l'area per secoli, terminando solo nel 1871, quando le acque piovane furono finalmente regolarizzate attraverso la costruzione di un sistema di collettori adeguato, sebbene si siano verificati in seguito alcuni straripamenti dovuti a manutenzioni insufficienti.

Rinascimento, Barocco e Trasformazioni Urbane: L'Evoluzione di Via Foria

Se le pietre potessero parlare, quelle di Via Foria racconterebbero una storia di continue trasformazioni, di rinascita urbanistica e di splendore architettonico che ha attraversato diverse epoche cruciali per lo sviluppo di Napoli.

Il XVI Secolo: L'Espansione sotto Don Pedro di Toledo

Nel corso del XVI secolo, sotto il dominio del viceré Don Pedro di Toledo, la città di Napoli conobbe un'importante fase di espansione urbanistica. Le mura cittadine furono ampliate significativamente verso nord. Questa estensione comportò cambiamenti radicali nella zona di Via Foria: la storica Porta San Gennaro venne spostata e fu costruita una nuova porta, la Porta di Costantinopoli, modificando l'accesso alla città da questa direzione.

Il XVII Secolo: Primi Segni di Edificazione

Durante il Seicento, l'area iniziò a popolarsi con le prime costruzioni di rilievo lungo quella che allora era ancora la "strada di San Carlo all'Arena". Tra gli edifici che videro la luce in questo periodo spiccano la Chiesa di San Carlo all’Arena e il Palazzo Caracciolo di Forino, testimonianze della crescente importanza della zona.

Il XVIII Secolo: Il Boom Edilizio e lo Splendore Barocco

È nel XVIII secolo, tuttavia, che Via Foria conosce il suo vero e proprio "boom" edilizio, trasformandosi da area marginale legata al lavinaio in un'arteria prestigiosa. Grazie ai lavori di lastricazione della strada, avvenuti precisamente tra il 1767 e il 1768, la zona divenne appetibile per la nobiltà e la borghesia. Ciò portò alla costruzione di sontuosi palazzi e alla ristrutturazione o edificazione di magnifiche chiese.

Lo stesso Palazzo Forino, pur avendo perso parte dei suoi estesi e splendidi giardini originali (espropriati per consentire la costruzione di edifici privati), fu sottoposto a un'importante ristrutturazione in stile barocco, l'aspetto che in larga misura conserva ancora oggi. La maggior parte dei palazzi che ammiriamo oggi lungo Via Foria, così come il rifacimento di chiese preesistenti come quella di Sant'Antonio Abate, risalgono a questo periodo di grande fermento edilizio.

Il XIX Secolo: Interventi Murattiani e Borbonici

Il volto di Via Foria continuò a evolversi nel corso del XIX secolo grazie agli interventi promossi prima durante il regno di Gioacchino Murat e successivamente con il ritorno dei Borboni.

Tra il 1810 e il 1812, Murat ordinò ulteriori lavori di sistemazione e rettificazione della strada, inclusa l'importante opera di riempimento dei fossati rimanenti. Questi lavori furono affidati a ingegneri di spicco come Stefano Gasse e Gaetano Schioppa. Tra il 1811 e il 1814, si lavorò anche al prolungamento della strada fino a Poggioreale, un progetto ambizioso (la “strada nuova del campo”) curato da Giuliano De Fazio sotto la supervisione di Luigi Malesci.

Con la Restaurazione Borbonica, gli interventi proseguirono. Tra il 1846 e il 1849, su progetto di Francesco De Cesare, fu costruito un mercato di commestibili all'angolo con Via Duomo. Questo mercato sorse sul luogo un tempo noto come “villa dei pezzenti”, una passeggiata pubblica realizzata all'inizio del secolo ma caduta in rovina. Per circa cinquant'anni, l'edificio ospitò la vendita di alimentari, per poi diventare un mercato di fiori nel XX secolo fino al 1958. In quell'anno fu purtroppo demolito per fare spazio a un enorme edificio-torre moderno, realizzato dall'imprenditore edile Mario Ottieri, che alterò significativamente l'altezza lineare e l'armonia degli edifici preesistenti.

Sempre su progetto del De Cesare, coadiuvato da Giuseppe Settembre, fu aperta tra il 1845 e il 1856 la strada della Pietatella (oggi Via Domenico Cirillo), un collegamento fondamentale con Via Carbonara, migliorando ulteriormente la viabilità della zona.

Via Foria: Un Itinerario tra Luoghi d'Interesse

Percorrere Via Foria oggi significa intraprendere un vero e proprio viaggio nel tempo e nell'arte. Ecco un itinerario suggerito per scoprire i suoi tesori:

Il punto di partenza ideale è la maestosa Piazza Carlo III, dominata dall'imponente facciata del Real Albergo dei Poveri, una delle opere più significative commissionate proprio da Carlo III di Borbone. Fermati ad ammirare i giardini della piazza, un tempo sede di una stazione ferroviaria.

Proseguendo lungo la via, incontrerai la storica Chiesa di Sant'Antonio Abate, le cui origini risalgono ai tempi di Roberto d’Angiò. Nelle vicinanze, potresti ancora trovare tracce o la memoria del celebre “buvero di Sant’Antuono”, uno degli ultimi mercati popolari e caratteristici della città, legato alla festività del santo.

Poco più avanti, sulla tua destra, si apre il vasto e affascinante Orto Botanico di Napoli. Fondato da Giuseppe Bonaparte durante il periodo del dominio francese (il “decennio francese”), questo luogo ha accolto nel corso dei secoli illustri scienziati come Michele Tenore e Friedrich Dehnhardt, e persino il giovane Francesco I di Borbone, che qui studiò botanica e fu autore di due libri sull'argomento.

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Continuando la passeggiata, incrocerai l'edificio che un tempo ospitava la Real Facoltà di Veterinaria, fondata da Ignazio Dominelli nel XVIII secolo e successivamente trasformata nella Scuola di Veterinaria nel 1815.

Sulla sinistra, con il suo aspetto robusto che ricorda quasi un castello, si trova la Caserma Garibaldi. Originariamente destinata all'addestramento militare, oggi ospita gli uffici del Giudice di Pace, rappresentando un interessante esempio di riconversione urbana.

L'itinerario ti condurrà infine verso Piazza Cavour, uno snodo cruciale. Questa piazza, come accennato, un tempo rappresentava un punto di confluenza per le acque provenienti dalla Via della Sanità. Qui potrai ammirare l'antica Porta San Gennaro e la sua edicola votiva, in parte nascoste tra i palazzi settecenteschi. E se guardi attentamente dietro gli imponenti edifici grigi costruiti negli anni '50 da Mario Ottieri, potrai scorgere ciò che rimane delle antiche mura greche di Neapolis, un contrasto affascinante tra epoche lontanissime.

Il tuo percorso ideale su Via Foria può concludersi con la visita di due luoghi emblematici situati nelle vicinanze: l'area un tempo occupata dall'ex “Largo della Nuova Cavallerizza”, che ospitava le fosse del Grano e dove oggi sorge la suggestiva Galleria Principe, e il celeberrimo Museo Archeologico Nazionale di Napoli, uno dei più importanti al mondo, che custodisce tesori inestimabili.

Da Via Foria a Capodimonte: Un Affascinante Itinerario in Salita

Via Foria non è solo una strada da percorrere in piano, ma è anche il punto di partenza per esplorare un lato meno battuto e sorprendentemente panoramico di Napoli: l'itinerario in salita che conduce fino a Capodimonte. Questo percorso offre un'esperienza unica, mescolando storia, arte, architettura minore e natura rigogliosa.

Proprio da Via Foria si diparte l'accesso a un percorso considerato insolito e di grande fascino: il Moiariello. Addentrandosi tra vicoli stretti e scorci inaspettati, questo itinerario rivela la “Napoli Gentile”, un volto della città fatto di quiete, giardini pensili e panorami mozzafiato. Il percorso si snoda attraverso la Salita Montagnola e una serie di affascinanti scale che conducono gradualmente verso l'alto, puntando verso la storica Torre del Palasciano e l'Osservatorio Astronomico.

I celebri Gradini Piazzi, immortalati in scene indimenticabili del film “Ieri Oggi e Domani” di Vittorio De Sica, rappresentano un collegamento pittoresco tra il Moiariello e Via Foria, arricchendo questo itinerario di una dimensione cinematografica e popolare.

Salendo ancora, si incontra l'incantevole Via Morisani, soprannominata affettuosamente la “Posillipo dei poveri”. Da qui si gode una vista mozzafiato e impareggiabile sul Golfo di Napoli, con il Vesuvio che domina l'orizzonte, un panorama che non ha nulla da invidiare a quello più celebre.

L'itinerario culmina raggiungendo la Torre del Palasciano. Questo luogo è avvolto da una suggestiva leggenda che narra come il fantasma dell'illustre medico napoletano Ferdinando Palasciano si affacci ancora oggi dalla torre per contemplare il magnifico panorama che si estende ai suoi piedi, aggiungendo un tocco di mistero e fascino al luogo.

Infine, si giunge alla Porta Grande di Capodimonte, l'accesso principale al magnifico Bosco voluto da Carlo di Borbone. Questo vasto parco, che circonda la reggia (la prima grande opera reale voluta dai Borboni a Napoli), è un capolavoro di fusione tra natura e architettura paesaggistica, con aree che richiamano sia lo stile del giardino francese che quello inglese, offrendo un'oasi di pace e bellezza dopo la salita.

Punti di Interesse Lungo Via Foria: Una Tabella Riassuntiva

Punto d'InteresseBreve DescrizioneEpoca/Note
Real Albergo dei PoveriImponente palazzo monumentaleIniziato XVIII sec., voluto da Carlo III
Chiesa di Sant'Antonio AbateChiesa storicaOrigini angioine, rifacimento barocco
Orto BotanicoVasto giardino scientifico e ricreativoFondato inizi XIX sec. da G. Bonaparte
Real Facoltà di Veterinaria (ex)Edificio storico universitarioFondata XVIII sec.
Caserma GaribaldiEdificio con aspetto di castelloOriginariamente per addestramento militare
Porta San GennaroAntica porta cittadinaSpostata nel XVI sec., con edicola votiva
Resti Mura GrecheAntiche vestigia della città grecaVisibili dietro edifici moderni in Pz. Cavour
Galleria PrincipeGalleria commerciale storicaSorta sull'area dell'ex Cavallerizza
Museo Archeologico NazionaleUno dei musei archeologici più importantiRicca collezione di reperti

Domande Frequenti su Via Foria

Ecco alcune risposte alle domande più comuni su Via Foria:

In quali quartieri si trova Via Foria a Napoli?

Via Foria si estende e attraversa tre quartieri storici di Napoli: il quartiere Stella, il quartiere San Carlo all’Arena e il quartiere San Lorenzo. Questa sua posizione la rende una strada di confine e collegamento tra diverse aree della città, inclusa l'antica area nord.

Cosa significa il nome Foria?

Il nome "Foria" deriva dal principe di Forino che vi fece costruire un palazzo nel XVIII secolo. Tuttavia, l'origine più profonda del nome è legata alla natura del luogo prima che fosse urbanizzato: l'area era un grande lavinaio, un collettore naturale delle acque che scendevano dalle colline, un fenomeno chiamato "lava". Il nome Forino o Foria potrebbe quindi avere una correlazione con questa caratteristica idrografica originaria.

Quali sono i luoghi più importanti da vedere in Via Foria?

Via Foria e le sue immediate vicinanze offrono numerosi punti di interesse. Tra i principali figurano il Real Albergo dei Poveri e Piazza Carlo III, la Chiesa di Sant'Antonio Abate (e il ricordo del mercato "buvero"), l'Orto Botanico, la Caserma Garibaldi, Piazza Cavour con Porta San Gennaro e i resti delle mura greche, la Galleria Principe e, soprattutto, il Museo Archeologico Nazionale di Napoli, che si trova proprio alla fine della via.

È possibile raggiungere Capodimonte a piedi da Via Foria?

Sì, è assolutamente possibile e consigliato per chi ama camminare ed esplorare. Da Via Foria partono diversi percorsi in salita che conducono verso la zona di Capodimonte. L'itinerario del Moiariello, con i suoi vicoli, scale (inclusi i Gradini Piazzi) e panorami (come da Via Morisani), è un modo affascinante per raggiungere il Bosco e la Reggia di Capodimonte a piedi, immergendosi in un'atmosfera autentica e meno turistica.

L'esplorazione dei luoghi d'interesse lungo Via Foria offre un'immersione affascinante nella storia complessa e nell'architettura stratificata di questa vibrante città. Ogni palazzo, ogni chiesa, ogni angolo racconta un frammento del passato di Napoli, dalla sua fondazione greca fino alle trasformazioni più recenti.

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