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Esplorando Corso Vittorio Emanuele II a Torino

13/02/2026

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Corso Vittorio Emanuele II, conosciuto affettuosamente dai torinesi come "corso Vittorio", non è una semplice strada, ma una vera e propria colonna vertebrale che attraversa Torino, raccontandone la storia, l'evoluzione e l'anima. Con i suoi 4,2 chilometri di lunghezza, si snoda da sud-est a nord-ovest, costeggiando la parte sud-est del centro storico e collegando punti nevralgici della città.

Cosa c'è in Corso Vittorio Emanuele Torino?
IN QUESTO TRATTO SI PUÒ AMMIRARE:sulla sinistra, ville e palazzi in liberty torinese dello storico quartiere Crocetta.all'angolo di corso Galileo Ferraris, l'imponente Monumento a Vittorio Emanuele II, in largo Vittorio Emanuele, opera di Pietro Costa del 1899.

La sua importanza risale al XIX secolo, un periodo cruciale in cui Torino superava i confini delle sue antiche mura e iniziava la sua trasformazione in città industriale. Fu proprio in questa fase di espansione che il corso prese forma, diventando un'arteria fondamentale per la nuova configurazione urbana.

Indice dei contenuti

Le Origini e lo Sviluppo di un Viale Reale

La parte più antica del corso, quella che si estende dalla stazione ferroviaria di Porta Nuova fino al fiume Po, vide la luce nel 1814. Inizialmente fu chiamata Viale del Re, un nome che subito sottolineava la sua importanza e il legame con la monarchia sabauda. Successivamente, il nome fu modificato in Corso del Re. Ma fu con la reggenza di Carlo Felice di Savoia che questa nuova arteria periferica assunse la sua forma più definita e imponente. L'architetto Carlo Promis ebbe un ruolo chiave in questo sviluppo, contribuendo all'ampliamento e alla strutturazione del corso in occasione del piano di sviluppo urbano tra il 1835 e il 1845.

Come molti dei corsi torinesi, anche il "corso Vittorio" è caratterizzato da una notevole rettilineità, un tratto distintivo dell'urbanistica sabauda. In origine, l'asse viario iniziava in prossimità di quello che oggi è il ponte Umberto I e terminava nell'area adiacente alla grande piazza di Porta Nuova, che un tempo ospitava la Piazza d'Armi.

Nel corso degli anni, con l'ulteriore crescita della città, il corso fu progressivamente prolungato verso ovest. Questo processo continuò fino agli anni dell'immediato dopoguerra, quando il suo tracciato raggiunse e si congiunse con Corso Francia, sfociando nella grande rotatoria di Piazza Rivoli. È interessante notare come, anticamente, il corso proseguisse anche oltre il fiume Po, attraversando quello che allora era noto come Borgo del Rubatto, poi Borgo Crimea. Tuttavia, dopo la Prima Guerra Mondiale, questo tratto oltre il ponte Umberto I, compreso tra il ponte e piazza Crimea, fu intitolato alla città di Fiume, diventando l'attuale Corso Fiume.

Un Percorso tra Storia, Architettura e Natura: Da Est a Ovest

Il "corso Vittorio" offre un percorso variegato, dove si alternano aree verdi, palazzi storici, importanti edifici pubblici e zone commerciali. Partendo dall'est, il corso ha inizio dal Ponte Umberto I, un ponte che risale al 1840 (allora Ponte Maria Teresa) e che fu rinominato nel 1907. Questo ponte collega la sponda opposta del Po, dove si trova il Borgo Crimea.

Poco dopo l'inizio, il corso si apre su uno dei polmoni verdi della città: il Parco del Valentino. Sorto tra il 1630 e il 1660 come giardino reale della residenza sabauda del Castello del Valentino (opera di Carlo e Amedeo di Castellamonte), il parco fu significativamente abbellito nel XIX secolo grazie al progetto romantico del paesaggista francese Barrillet-Dechamps. È un luogo ideale per una passeggiata rigenerante o per godersi la natura in piena città.

Vicino al ponte e immerso nel verde del Valentino, spicca l'imponente Arco monumentale all'Arma di Artiglieria, un'opera realizzata da Pietro Canonica nel 1930. Sotto l'arco si trova la statua dedicata a Santa Barbara, patrona degli artiglieri. Proseguendo, all'angolo con Corso Massimo d'Azeglio, si incontra la statua dedicata a D'Azeglio, scolpita da Alfonso Balzico nel 1873 e qui posizionata nel 1936, dopo essere stata in precedenza in piazza Carlo Felice.

In questa zona, si trovano anche edifici di rilievo come il Palazzo Gualino, considerato uno dei più importanti esempi di architettura razionalista a Torino, sebbene sia stato oggetto di ristrutturazioni per diversi anni. Un tempo, all'angolo tra il corso e corso Massimo d'Azeglio, sorgeva la Palazzina Torielli, una residenza in stile Tudor progettata nel 1870, purtroppo demolita nel 1959 per far posto a un moderno edificio residenziale. Allontanandosi dal Valentino, meritano una menzione la chiesa di San Giovanni Evangelista (costruita nel 1882) e il Tempio Valdese (risalente al 1851).

Il percorso continua mostrando la ricchezza architettonica di Torino con palazzi come il Palazzo Rossi di Montelera e il Palazzo Priotti. Quest'ultimo, realizzato da Carlo Ceppi nel 1900, è considerato uno dei più importanti esempi del Liberty torinese, con le sue linee eleganti e le ricche decorazioni.

Nel tratto orientale, il corso delimita due quartieri distinti: sulla sinistra si trova il vivace quartiere di San Salvario, noto per la sua atmosfera multiculturale e i numerosi locali; sulla destra, invece, si estende lo storico Borgo Nuovo. Quest'ultimo quartiere, sorto dopo la Restaurazione (post-1814), era originariamente destinato alla nobiltà torinese e ancora oggi conserva tracce della sua elegante storia, con palazzi signorili e vie tranquille.

Il Cuore del Corso: Porta Nuova e i Portici

Proseguendo verso occidente, si raggiunge uno dei punti focali del "corso Vittorio": la storica Stazione di Torino Porta Nuova. Qui il corso incontra la grande e scenografica Piazza Carlo Felice, che un tempo era conosciuta come Largo del Re. La piazza fu progettata nel 1861 dall'architetto francese Jean-Pierre Barillet-Deschamps, in concomitanza con la costruzione della stazione ferroviaria stessa (opera di Alessandro Mazzucchetti e Carlo Ceppi tra il 1853 e il 1864).

Uno degli elementi più caratteristici di questo tratto del corso e della piazza sono i celebri portici torinesi. La continuità dei portici tra la piazza e il corso fu un progetto già avviato da Carlo Promis, con successive collaborazioni di architetti come Giuseppe Leoni, Giuseppe Frizzi e Barnaba Panizza. Questi portici offrono un riparo prezioso nelle giornate di pioggia o sole intenso e ospitano una miriade di negozi, caffè storici e attività commerciali, rendendo la passeggiata particolarmente piacevole.

Dall'angolo con via Rattazzi, il corso prosegue porticato creando un percorso pedonale continuo. È qui che si può ammirare l'elegante ingresso porticato di via XX Settembre, dove una curiosa statua raffigura un mitologico Toro a tre teste, un simbolo che richiama l'emblema della città.

Cosa c'è in Corso Vittorio Emanuele Torino?
IN QUESTO TRATTO SI PUÒ AMMIRARE:sulla sinistra, ville e palazzi in liberty torinese dello storico quartiere Crocetta.all'angolo di corso Galileo Ferraris, l'imponente Monumento a Vittorio Emanuele II, in largo Vittorio Emanuele, opera di Pietro Costa del 1899.

Verso Occidente: Monumenti, Istituzioni e Architettura Moderna

I portici continuano verso occidente, adattandosi allo stile eclettico tipico dell'Ottocento e mescolandosi con il Liberty torinese degli anni '10. Questo tratto del corso, che si estende fino a corso Vinzaglio (e al suo speculare corso Duca degli Abruzzi), costituisce un anello pedonale che si chiude nei pressi della Stazione di Torino Porta Susa (la cui struttura originaria risale al 1856).

Lungo questo percorso, all'incrocio con Corso Galileo Ferraris, la strada si allarga per ospitare il celebre Monumento a Vittorio Emanuele II. Completato nel 1900, questo monumento è notevole non solo per la sua imponenza, ma anche perché ospita la statua equestre più alta della città. Più avanti, il corso costeggia le Carceri "Le Nuove", l'antico complesso carcerario di Torino, che oggi è stato trasformato in un importante museo, testimonianza della storia penitenziaria. Accanto alle "Nuove", si erge il moderno Palazzo di Giustizia torinese. Costruito nel 1995 sull'area della demolita caserma "Pugnani e Sani", l'imponente edificio è opera dell'architetto Pierluigi Spadolini ed è dedicato al magistrato Bruno Caccia.

L'area all'incrocio con corso Bolzano ha subito una profonda trasformazione negli anni recenti a causa dell'imponente scavo per l'interramento della ferrovia Torino-Milano e la costruzione della nuova Stazione di Porta Susa, i cui lavori sono terminati nel 2008. Questa riorganizzazione del tessuto urbano ha liberato spazio e cambiato il volto della zona.

A partire dal 2007, ha preso forma un altro elemento distintivo del panorama torinese in prossimità del corso: il Grattacielo Intesa Sanpaolo. Opera del celebre architetto Renzo Piano, questo edificio alto 167,25 metri (pochi centimetri in meno della Mole Antonelliana) è stato completato nel 2015 ed è un simbolo della Torino contemporanea. Accanto al grattacielo, sono stati realizzati i giardini pubblici dedicati a Nicola Grosa.

L'Ultimo Tratto verso Ovest

Il "corso Vittorio" prosegue oltre l'area di Porta Susa, estendendosi ulteriormente verso occidente. Nel 1952, sulle rovine dei capannoni del Birrificio Boringhieri, fu creata l'attuale Piazza Adriano. Il corso fu quindi prolungato fino a raggiungere l'attuale Piazza Rivoli, uno slargo (oggi trasformato in rotatoria) costruito negli anni cinquanta. Piazza Rivoli segna la confluenza del "corso Vittorio" con un'altra importante arteria cittadina, Corso Francia, e rappresenta il suo capolinea occidentale.

Nel 2017, un ulteriore intervento urbanistico ha interessato l'area: Corso Inghilterra è stato allargato a due corsie, completando così un lungo progetto di riorganizzazione della viabilità. Questo intervento ha permesso alle auto di circolare nello spazio che era stato liberato dall'interramento dei binari ferroviari, migliorando la fluidità del traffico in una zona cruciale della città.

Punti di Interesse Lungo Corso Vittorio Emanuele II

Punto d'InteresseTratto del CorsoNote
Ponte Umberto IEstremo EstConnette al Borgo Crimea
Parco del ValentinoEst (vicino Po)Importante parco cittadino
Arco all'Arma di ArtiglieriaEst (vicino Po/Valentino)Monumento storico del 1930
Statua di Massimo d'AzeglioEst (angolo C. Massimo d'Azeglio)Opera di Alfonso Balzico
Palazzo GualinoEst (vicino Valentino)Esempio di architettura razionalista
Chiesa di San Giovanni EvangelistaEstEdificio religioso del 1882
Tempio ValdeseEstEdificio religioso del 1851
Palazzo Rossi di MonteleraEstPalazzo storico
Palazzo PriottiEstImportante esempio di Liberty torinese
Stazione di Torino Porta NuovaCentralePrincipale stazione ferroviaria
Piazza Carlo FeliceCentrale (vicino Porta Nuova)Piazza storica con portici
PorticiVari tratti (soprattutto centro)Caratteristica distintiva, con negozi e attività
Monumento a Vittorio Emanuele IIOvest (incrocio C. Galileo Ferraris)Statua equestre più alta della città
Carceri "Le Nuove"OvestEx complesso carcerario, ora museo
Palazzo di GiustiziaOvestEdificio moderno del 1995
Grattacielo Intesa SanpaoloOvest (vicino Porta Susa)Edificio moderno di Renzo Piano
Piazza RivoliEstremo OvestConfluenza con Corso Francia, fine del Corso

Domande Frequenti su Corso Vittorio Emanuele II

Cos'è Corso Vittorio Emanuele II a Torino?
È una delle principali e più lunghe arterie stradali di Torino, che attraversa la città da est a ovest, passando a sud del centro storico.

Quanto è lungo Corso Vittorio Emanuele II?
Il corso è lungo 4,2 chilometri.

Quali sono i punti di interesse principali lungo il corso?
Tra i principali punti di interesse si trovano il Parco del Valentino, l'Arco all'Arma di Artiglieria, la Stazione di Porta Nuova, Piazza Carlo Felice con i suoi portici, il Monumento a Vittorio Emanuele II, le ex Carceri "Le Nuove" (ora museo), il Palazzo di Giustizia e il Grattacielo Intesa Sanpaolo, fino ad arrivare a Piazza Rivoli.

Dove inizia e finisce Corso Vittorio Emanuele II?
Inizia ad est in prossimità del Ponte Umberto I sul fiume Po e termina ad ovest in Piazza Rivoli, dove confluisce con Corso Francia.

Perché Corso Vittorio Emanuele II è considerato importante per Torino?
È importante per la sua lunghezza, per la sua storia legata all'espansione ottocentesca della città, per la presenza dei caratteristici portici e per i numerosi punti di interesse storici, architettonici e istituzionali che vi si trovano lungo il suo percorso.

Ci sono portici lungo Corso Vittorio Emanuele II?
Sì, ampi tratti del corso, in particolare nella parte più antica e centrale vicino a Porta Nuova, sono costeggiati dai tipici portici torinesi che ospitano negozi e attività.

Conclusione

Corso Vittorio Emanuele II è molto più di una strada; è un percorso che offre uno spaccato completo della storia, dell'architettura e della vita torinese. Dalle atmosfere ottocentesche del Valentino e dei suoi palazzi signorili, passando per il dinamismo della zona di Porta Nuova con i suoi iconici portici e la vitalità commerciale, fino al volto moderno e istituzionale dell'area di Porta Susa con il suo grattacielo e il palazzo di giustizia, il "corso Vittorio" è un asse fondamentale che merita di essere esplorato con attenzione. È un luogo dove la storia incontra la contemporaneità, e dove ogni passo rivela una nuova prospettiva su questa affascinante città.

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