Quanti calabresi vivono a Roma?

Calabresi a Roma: Numeri, Cultura e Percezioni

09/02/2022

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Roma, la Città Eterna, non è solo il cuore pulsante d'Italia ma anche il crocevia di culture e provenienze diverse. Tra le comunità che hanno contribuito a plasmare il volto moderno della Capitale, quella calabrese spicca per dimensioni e radicamento. Le ultime stime dipingono un quadro sorprendente, rivelando una presenza massiccia che incide profondamente sul tessuto sociale e culturale romano.

Quanti calabresi vivono a Roma?
Sono ben 500 mila i calabresi che vivono a Roma, una cifra enorme ed inaspettata. Circa il 16 percento della popolazione romana dunque, è composta da calabresi: studenti, lavoratori o di 'seconda e terza generazione' stabilitisi cioè dopo che i padri o i nonni erano migrati nella Capitale.

Secondo i dati più recenti, si contano ben 500 mila calabresi residenti a Roma. Questa cifra, enorme e per molti versi inaspettata, significa che circa il 16 percento dell'intera popolazione romana ha origini calabresi. Non si tratta solo di migranti di prima generazione, ma di un mix variegato che include studenti universitari, lavoratori in cerca di opportunità e, in una percentuale significativa, individui di 'seconda e terza generazione', nati e cresciuti a Roma ma con radici saldamente ancorate alla terra dei padri e dei nonni.

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Numeri Sorprendenti: Quanti Calabresi Vivono a Roma?

La portata di questa migrazione interna è tale da rendere la comunità calabrese una delle più numerose e influenti nella Capitale. L'idea comune di una migrazione prevalentemente diretta verso il Nord Italia o l'estero viene ribaltata da questi numeri che mostrano Roma come una meta privilegiata, quasi naturale, per chi lascia la Calabria. Cinquecentomila persone rappresentano una città nella città, una presenza che non può passare inosservata e che, inevitabilmente, porta con sé tradizioni, abitudini e dinamiche sociali proprie.

Little Calabria: Il Cuore Calabrese nella Capitale

Ogni grande metropoli ha i suoi quartieri simbolo delle diverse comunità che la abitano. Se a New York 'Little Italy' è diventata quasi una leggenda, a Roma esiste un'area che viene comunemente definita 'Little Calabria': Piazza Bologna e i suoi dintorni. È qui che si concentra la maggior parte dei calabresi residenti, creando un vero e proprio avamposto culturale e sociale.

Passeggiando per le strade attorno a Piazza Bologna, non è raro imbattersi in scene che sembrano trasportate direttamente dalla Calabria. Anziane signore che dialogano animatamente in dialetto calabrese sono una presenza familiare, così come la possibilità di trovare nelle botteghe locali prodotti tipici difficilmente reperibili altrove a Roma. Tra questi, un simbolo della cultura popolare calabrese trasferitosi intatto nella Capitale è la 'Brasilena', la gassosa al caffè che evoca sapori e ricordi legati alla terra d'origine.

Perché Roma? Le Ragioni di una Migrazione Massiccia

Le motivazioni che spingono migliaia di calabresi a trasferirsi a Roma sono molteplici e spesso interconnesse. Al primo posto vi è sicuramente l'imponente offerta universitaria della Capitale, che attira giovani in cerca di formazione e specializzazione. L'Università La Sapienza, in particolare, è da decenni una meta ambita da studenti provenienti da tutta Italia, inclusa la Calabria.

Accanto all'attrattiva accademica, gioca un ruolo fondamentale la crisi del lavoro che da anni affligge la Calabria, spingendo i giovani e meno giovani a cercare opportunità altrove. Roma, in quanto Capitale e grande centro economico e amministrativo, rappresenta una 'metropoli a portata di mano', geograficamente più vicina rispetto alle città del Nord Italia, e percepita come un luogo dove è più facile trovare impiego e costruirsi un futuro solido. La voglia di assicurarsi una stabilità economica e professionale è un motore potente che alimenta questo flusso migratorio continuo.

Cultura e Tradizioni: Lo 'Scatolo' e Oltre

La comunità calabrese a Roma non si limita a esistere, ma vive e mantiene vive le proprie tradizioni, creando ponti culturali con la terra d'origine. Uno degli avamposti culturali più radicati e toccanti è il cosiddetto “Scatolo”.

Lo 'Scatolo' non è un luogo fisico, ma un vero e proprio rito d'amore familiare. Si tratta di una fornitura variegata di cibi e specialità tipiche calabresi (dalla celebre 'nduja ai prodotti sott'olio, passando per dolci, conserve e salumi) che i genitori preparano e spediscono con cura ai figli che vivono a Roma. Ricevere lo 'Scatolo' è per i fuorisede un momento di gioia immensa, un legame tangibile con casa, un carico non solo di prelibatezze, ma di affetto, ricordi e senso di appartenenza. È un modo per non sentirsi completamente sradicati e per condividere con coinquilini o amici romani i sapori autentici della propria terra.

Oltre allo 'Scatolo', la lingua, o meglio, i dialetti calabresi, continuano a risuonare nelle strade e nelle case di 'Little Calabria'. La 'Brasilena', menzionata in precedenza, è un altro piccolo ma significativo simbolo di questa cultura che si ripropone e si rende visibile anche lontano dalla Calabria.

Il Rapporto Tra Romani e Calabresi: Tra Stereotipi e Realtà

Una presenza così numerosa e radicata non può non generare interazioni e, talvolta, attriti con la popolazione autoctona. Delineare un quadro lineare dei rapporti tra romani e calabresi a Roma è quasi impossibile, poiché le percezioni e le esperienze variano notevolmente.

Esiste una narrazione, spesso alimentata da stereotipi, che descrive un rapporto non sempre idilliaco. Aldo Pecora, noto per il suo impegno antimafia, ha toccato questo punto, scrivendo sul suo sito: “Avete mai provato a chiedere ai romani cosa pensano dei calabresi? Ci odiano. Dicono che siamo una tribù, una cosca, un ghetto.” Questa frase, forte e provocatoria, evidenzia una percezione negativa che alcuni romani possono avere nei confronti dei calabresi, visti talvolta come un gruppo chiuso, quasi separato dal resto della società romana.

Lo slogan “Più case meno calabresi” viene citato come un esempio emblematico di questa ostilità percepita, un'espressione che, secondo alcuni, farebbe parte di un repertorio consolidato di luoghi comuni romani. Questa visione contrasta con l'idea romantica di una Roma accogliente e inclusiva, rivelando una realtà più complessa fatta di diffidenze e pregiudizi.

La Prospettiva Studentesca: Affitti e Comunità Chiuse

Un dossier pubblicato dal portale VICE ha esplorato ulteriormente questo rapporto, offrendo la prospettiva di uno studente calabrese a Roma. La sua analisi fornisce una spiegazione socio-economica delle tensioni percepite.

“Credo che i romani ci odino perché pensano che facciamo salire i prezzi delle case,” afferma lo studente. La logica è che gli studenti fuori sede, spesso supportati economicamente dalle famiglie, possono permettersi affitti più alti, come una singola a 600 euro al mese, alterando il mercato immobiliare e creando difficoltà per gli studenti o i residenti romani con minori disponibilità economiche. Questa percezione, vera o presunta che sia, contribuisce a creare risentimento.

Un altro aspetto evidenziato è la tendenza dei calabresi a fare molto gruppo. “Siamo una comunità un po’ chiusa,” continua lo studente. Questa chiusura, sebbene comprensibile come forma di supporto reciproco e mantenimento delle tradizioni in un ambiente nuovo, può essere interpretata dall'esterno come una mancanza di volontà di integrarsi o di aprirsi al confronto con altre realtà. Nelle università, ad esempio, i contatti tendono a rimanere prevalentemente all'interno della comunità calabrese o, al limite, con quella pugliese, mentre lo scambio con gli studenti provenienti dal Nord Italia o con i romani stessi è limitato.

Un Paradosso Storico: Radici Comuni?

Tuttavia, come spesso accade nelle dinamiche migratorie, la realtà è sfaccettata e presenta un paradosso affascinante. La stessa imponente migrazione che ha portato centinaia di migliaia di calabresi a Roma negli ultimi decenni suggerisce una riflessione profonda.

Molti degli individui che oggi esprimono, talvolta con veemenza, slogan come “Più case meno calabresi”, potrebbero non essere consapevoli, o forse lo sono fin troppo, che le loro stesse radici affondano in quella stessa terra che criticano. Le grandi ondate migratorie del passato hanno portato a Roma persone da ogni parte d'Italia, inclusa la Calabria. È probabile che la generazione attuale di romani, o almeno una parte significativa di essa, abbia padri, nonni o bisnonni che a loro volta provenivano dalla Calabria o da altre regioni del Sud. Questo paradosso storico mette in luce la complessità dell'identità romana, che è il risultato di continue stratificazioni e contaminazioni culturali.

Domande Frequenti sulla Comunità Calabrese a Roma

Ecco alcune delle domande più comuni riguardo la presenza calabrese nella Capitale, con risposte basate sulle informazioni disponibili:

  • Quanti calabresi vivono a Roma?
    Secondo le ultime stime, circa 500 mila calabresi risiedono a Roma, rappresentando circa il 16 percento della popolazione totale.

  • Dove si concentra la comunità calabrese a Roma?
    La maggiore concentrazione di calabresi si trova nell'area di Piazza Bologna, tanto da essere informalmente chiamata 'Little Calabria'.

  • Quali sono le principali ragioni della migrazione dalla Calabria a Roma?
    Le motivazioni includono l'ampia offerta universitaria, la ricerca di opportunità lavorative a causa della crisi in Calabria, la vicinanza geografica rispetto ad altre grandi città e il desiderio di costruirsi un futuro solido.

  • Cosa si intende per 'Scatolo'?
    Lo 'Scatolo' è una tradizione per cui i genitori calabresi spediscono pacchi pieni di cibi e specialità tipiche della Calabria ai figli che vivono a Roma, come segno di affetto e legame con la terra d'origine.

  • Come viene percepita la comunità calabrese dai romani?
    Le percezioni sono varie e complesse. Esistono stereotipi negativi e talvolta si riscontra una certa ostilità, espressa anche con slogan come 'Più case meno calabresi'. Questo può essere legato a percezioni sull'impatto sul mercato immobiliare o sulla tendenza della comunità calabrese a fare gruppo.

  • È vero che molti romani hanno origini calabresi?
    Sì, data la lunga storia di migrazione interna verso Roma, è probabile che molte famiglie romane abbiano radici in Calabria o in altre regioni del Sud Italia, creando un interessante paradosso storico rispetto a certe percezioni negative attuali.

In conclusione, la presenza calabrese a Roma è una realtà demografica, culturale e sociale di primaria importanza. I numeri parlano chiaro, e le storie individuali e collettive dipingono un quadro complesso fatto di integrazione, mantenimento delle tradizioni, sfide e, talvolta, incomprensioni. 'Little Calabria' a Piazza Bologna è solo la punta dell'iceberg di una comunità vasta e vibrante che continua a contribuire alla ricchezza e alla diversità di Roma, una città che, in fondo, è la somma di tutte le Italie che la abitano.

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