24/02/2025
L'Alpago si presenta come una conca incantevole, abbracciata dolcemente dalle maestose Prealpi Bellunesi. Questa regione, situata strategicamente tra la verde Valle del Piave e la suggestiva Val Lapisina, è un vero gioiello del Veneto, capace di offrire paesaggi variegati e una ricchezza storica e culturale sorprendente.

Il territorio dell'Alpago è caratterizzato dalla presenza di elementi naturali di grande pregio. La parte sud-ovest è dominata dalle placide acque del Lago di Santa Croce, un vasto specchio lacustre che attrae appassionati di sport acquatici e amanti della tranquillità. Spostandosi verso sud-est, si incontra l'imponente Altopiano del Cansiglio, una vasta area boschiva nota per la sua foresta secolare e per la sua importanza storica ed ecologica. L'idrografia del comune è segnata principalmente dal torrente Tesa, a cui si affiancano i canali artificiali Cellina e Rai, che contribuiscono a definire il paesaggio e a fornire risorse idriche vitali per la zona.
Un Viaggio nel Tempo: Il Museo Regionale dell’Uomo in Cansiglio
Per chi desidera comprendere a fondo il legame tra l'uomo e questo territorio, una tappa fondamentale è il Museo Regionale dell’Uomo in Cansiglio e Centro Etnografico e di Cultura Cimbra. Gestito con cura da Veneto Agricoltura, questo museo non è solo un luogo di esposizione, ma un vero e proprio scrigno che raccoglie documenti e testimonianze preziose della presenza umana sull'Altopiano del Cansiglio, partendo dalle epoche più remote, fin dalla preistoria.
L'allestimento museale è pensato per guidare il visitatore attraverso le diverse fasi storiche che hanno plasmato il Cansiglio e la sua comunità. Ampio spazio è dedicato ai documenti storici che narrano la dominazione veneziana, un periodo cruciale in cui la foresta del Cansiglio assunse un'importanza strategica vitale per la Serenissima Repubblica. Ma il museo pone un accento particolare anche sulla presenza della minoranza etnico-linguistica dei Cimbri, arrivati in queste terre alla fine del Settecento su invito della Repubblica di Venezia.
La Cultura Cimbra e l'Arte del Legno
La sezione dedicata ai Cimbri è particolarmente affascinante. Attraverso pannelli esplicativi e schede dettagliate, si scoprono le loro tradizioni, la loro lingua di origine germanofona e, soprattutto, le attività che li hanno caratterizzati e che li legano indissolubilmente alla foresta: le attività forestali, la preparazione del carbone e l'intensa lavorazione del legname. La foresta del Cansiglio, composta in gran parte da magnifici faggi, forniva la materia prima essenziale per la loro sussistenza e per le loro produzioni artigianali.
Il museo espone numerosi attrezzi che venivano utilizzati, e in alcuni casi vengono ancora oggi adoperati, per la trasformazione del legno. Questi strumenti raccontano storie di fatica, abilità e un profondo rispetto per la natura. Il legname del Cansiglio non era un legno qualunque: la sua qualità era tale da renderlo indispensabile per produzioni di altissimo valore strategico ed economico.
Dai Faggi alle Galee Veneziane
Uno degli esempi più eclatanti dell'importanza del legno del Cansiglio è legato alla produzione dei famosi remi che equipaggiavano le grandiose “galee” veneziane. Queste enormi imbarcazioni erano il nerbo della flotta della Repubblica di Venezia, temute e rispettate in tutto il Mediterraneo. La robustezza e la flessibilità del legno di faggio del Cansiglio lo rendevano ideale per realizzare remi lunghi e resistenti, capaci di imprimere la potenza necessaria a muovere queste maestose navi da guerra e commerciali. Il museo documenta questo legame storico, mostrando come la foresta bellunese contribuisse direttamente alla potenza marittima di Venezia.
Gli Scatoi: Un'Arte Cimbra Unica
Un'altra produzione artigianale legata alla lavorazione del legno, tipica della popolazione cimbra, è la realizzazione degli “Scatoi”. Si tratta di contenitori circolari, tradizionalmente utilizzati per la conservazione del formaggio e di altri cibi. Realizzati con tecniche specifiche che sfruttano la flessibilità del legno sottile, gli scatoi rappresentano un esempio perfetto di artigianato funzionale e legato alle esigenze quotidiane della comunità. La loro produzione è una testimonianza della cultura materiale dei Cimbri e della loro capacità di adattarsi all'ambiente circostante e di sfruttarne le risorse in modo ingegnoso.
Visitare il museo offre quindi una prospettiva completa non solo sulla storia dell'insediamento umano in Cansiglio, ma anche sulle specifiche attività che hanno caratterizzato la vita sull'altopiano, con un focus speciale sulla cultura materiale della comunità cimbra e sul ruolo cruciale della foresta nel contesto storico della Repubblica di Venezia.
La Nascita del Comune di Alpago: Un Percorso di Unione
La storia amministrativa recente dell'Alpago è segnata da un importante processo di fusione che ha portato alla creazione dell'attuale comune unico. L'idea di unire i comuni della conca non è recente. Il primo tentativo significativo fu proposto nel 1997 e mirava a coinvolgere tutti e cinque i comuni all'epoca presenti nell'Alpago: Chies d'Alpago, Tambre, Puos d'Alpago, Farra d'Alpago e Pieve d'Alpago.
Il percorso verso l'unione è stato graduale e non privo di ostacoli. Un primo referendum fu indetto nel 2001. Sebbene l'esito fosse favorevole nei comuni di Chies d'Alpago, Puos d'Alpago e Pieve d'Alpago, il mancato consenso negli altri comuni non permise il completamento dell'iter amministrativo e la fusione non si realizzò in quell'occasione.
L'idea di un comune unico rimase tuttavia viva. Nel 2014, il progetto fu ripreso con rinnovato slancio. Questa volta, la proposta di fusione fu accolta favorevolmente solo dalle amministrazioni di tre comuni: Puos d'Alpago, Farra d'Alpago e Pieve d'Alpago. Dopo un consiglio comunale congiunto tenutosi il 9 maggio 2015, che sancì la volontà di procedere, la proposta ricevette anche il via libera dal Consiglio Regionale del Veneto, con il provvedimento numero 71 del 20 ottobre 2015.
Il passo decisivo fu il referendum popolare che coinvolse la popolazione dei tre comuni proponenti, tenutosi il 17 gennaio 2016. L'esito referendario fu favorevole alla fusione, confermando la volontà dei cittadini di unirsi in un'unica entità amministrativa. L'iter si concluse infine con l'attuazione della fusione attraverso la legge regionale numero 7 del 2016, che istituì ufficialmente il nuovo Comune di Alpago, unendo le storie e i territori di Puos, Farra e Pieve.

I Simboli dell'Alpago Unito
Ogni comune ha i propri simboli che ne raccontano la storia e l'identità. Anche il nuovo Comune di Alpago ha definito i propri emblemi, che sono stati concessi con decreto del Presidente della Repubblica il 12 luglio 2018. Lo stemma e il gonfalone rappresentano l'unione delle comunità che lo compongono, incorporando elementi tratti dagli stemmi preesistenti dei comuni fusi.
Lo stemma del Comune di Alpago è descritto araldicamente come "Semitroncato partito". Questa complessa definizione si traduce visivamente in uno scudo diviso in tre sezioni distinte. La prima sezione, su campo d'oro, presenta un drago di colore rosso. Questo elemento è ripreso direttamente dallo stemma dell'ex Comune di Farra d'Alpago.
La seconda sezione dello stemma, su campo azzurro, raffigura un cipresso al naturale, radicato su una pianura di verde. Questo albero è accompagnato nella parte superiore da tre stelle a sei raggi di colore argento, disposte in fascia. Il cipresso e le stelle provengono dallo stemma dell'ex Comune di Pieve d'Alpago.
La terza sezione, su campo di cielo, mostra un'aquila al naturale, rappresentata nell'atto di atterrare. Questo maestoso rapace era l'elemento centrale dello stemma dell'ex Comune di Puos d'Alpago.
L'unione di questi tre simboli nello stemma unico di Alpago non è casuale, ma intende rappresentare visivamente la fusione e l'integrazione delle identità dei comuni di Farra, Pieve e Puos, creando un nuovo emblema che racchiude la storia e le tradizioni di tutta la conca.
Il gonfalone del comune, ovvero il drappo ufficiale, è di colore bianco e presenta una bordatura azzurra. Questo design semplice ed elegante completa l'identità visiva del nuovo ente territoriale.
Domande Frequenti sull'Alpago
Ecco alcune risposte alle domande più comuni su questa affascinante regione.
Dove si trova esattamente l'Alpago?
L'Alpago si trova nella provincia di Belluno, in Veneto, nel nord-est Italia. Occupa una conca naturale circondata dalle Prealpi Bellunesi, posizionata tra la Valle del Piave e la Val Lapisina.
Cosa posso vedere al Museo dell'Uomo in Cansiglio?
Il museo offre un percorso espositivo sulla storia dell'uomo in Cansiglio, con testimonianze dalla preistoria, documenti sulla dominazione veneziana e un'ampia sezione dedicata alla cultura cimbra, con attrezzi per la lavorazione del legno, informazioni sulla produzione di remi per le galee veneziane e sulla realizzazione degli “scatoi”.
Chi sono i Cimbri dell'Alpago?
I Cimbri dell'Alpago sono una minoranza etnico-linguistica di origine germanofona che si stabilì sull'Altopiano del Cansiglio su invito della Repubblica di Venezia nel tardo Settecento. Sono storicamente legati alle attività forestali e alla lavorazione del legno.
Quando è nato il comune unico di Alpago?
Il comune unico di Alpago è stato istituito ufficialmente nel 2016, a seguito della fusione dei precedenti comuni di Puos d'Alpago, Farra d'Alpago e Pieve d'Alpago, sancita da una legge regionale dopo un referendum popolare favorevole.
Tabella Riassuntiva: Comuni Originari e Simboli Nello Stemma Attuale
| Ex Comune | Simbolo nello Stemma Alpago |
|---|---|
| Farra d'Alpago | Drago Rosso |
| Pieve d'Alpago | Cipresso al Naturale con Stelle |
| Puos d'Alpago | Aquila Atterrante |
In conclusione, l'Alpago è una destinazione che offre un mix unico di bellezze naturali, storia profonda e tradizioni culturali vivaci. Dal fascino del Lago di Santa Croce alla maestosità della Foresta del Cansiglio, passando per le ricchezze custodite nel Museo dell'Uomo e le tracce della comunità Cimbra, c'è molto da scoprire e da vivere in questa splendida conca veneta. Un luogo dove la natura e la storia si intrecciano in un racconto affascinante e indimenticabile.
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