Quando apre la seconda parte del To Dream?

Nuovi Ristoranti a To Dream e il Mondo di Jamie Oliver

23/05/2024

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Il panorama della ristorazione è in costante evoluzione, con nuove aperture che ridisegnano le mappe del gusto nelle città e chef di fama internazionale che continuano a espandere la loro presenza globale nonostante le sfide. Due esempi lampanti di questa dinamicità emergono dalle informazioni a nostra disposizione: il vasto progetto del distretto urbano To Dream a Torino, che include una significativa offerta culinaria, e la resilienza e la diffusione mondiale dello chef britannico Jamie Oliver.

Quali negozi apriranno a To Dream?
Nel dettaglio, nell'open mall, ci saranno Conte Calzature, Douglas, H&M, Kasanova King, Kiabi, Mango, Mondadori, NewYorker, Ovs, Portobello e molti altri. Nel food, Billy Tacos, Ichi Station, Kebhouze, Vàsame, e realtà legate al territorio.

To Dream si prefigura come un vero e proprio distretto urbano integrato nel tessuto cittadino di Torino. L'obiettivo è creare un ambiente unico dove shopping, divertimento, food, vita all'aria aperta, accoglienza e business si fondono per generare socialità e un'esperienza condivisa di valore. Con una Superficie Lorda Affittabile (GLA) complessiva di 85.000 mq dedicata al retail, servizi, accoglienza e intrattenimento, di cui 45.000 mq costituiscono un open mall di ultima generazione, il progetto si distingue per la sua ampiezza e la varietà dell'offerta.

La concezione architettonica di To Dream, firmata da L22 Retail, trae ispirazione dai portici storici di Torino, reinterpretandoli in chiave contemporanea. Una lunga passeggiata protetta da questi portici collega i diversi lotti, guidando i visitatori attraverso aree dedicate alla moda, all'intrattenimento, allo sport e al tempo libero. Questo percorso è sapientemente intervallato da altre funzioni essenziali, tra cui spiccano le aree dedicate al cibo e alla ristorazione. Le food court e gli spazi adibiti a dehors dei ristoranti sono protetti da strutture progettate per garantire comfort e piacevolezza, arricchite da elementi di design ispirati al tema floreale e naturalistico, come ombrelloni metallici a forma di fiore che facilitano il passaggio coperto tra un portico e l'altro.

Il progetto To Dream non si limita a essere un centro commerciale a cielo aperto, ma ambisce a diventare un vero e proprio 'villaggio' del divertimento e dell'esperienza per tutte le età, offrendo un'ampia gamma di attività indoor e outdoor. In un contesto così vasto e orientato all'esperienza completa, l'offerta food&beverage assume un ruolo cruciale, contribuendo in modo determinante a invogliare i visitatori a trascorrere un'intera giornata all'interno del distretto. Sebbene l'informazione generale indichi la presenza delle più note insegne del food&beverage fin dalla prima fase dell'open mall, le notizie più dettagliate sulle nuove aperture si concentrano sulla seconda parte del progetto.

La Fase 2 di To Dream ha segnato un importante passo avanti nello sviluppo del distretto. Inaugurata l'8 maggio 2024, questa sezione aggiunge ulteriori 20.000 mq di attività commerciale (portando la GLA commerciale totale a 45.000 mq tra Fase 1 e Fase 2) con merceologie e caratteristiche complementari rispetto alla Fase 1. Oltre a negozi di moda, sport e servizi, la Fase 2 arricchisce significativamente l'offerta di ristorazione con l'arrivo di nuovi locali che si aggiungono a quelli già operativi dal 2023, come La Piadineria e Caffè Vergnano, situati nella stessa 'piazzetta'.

I nuovi ristoranti che hanno aperto o sono in arrivo con la Fase 2 offrono una varietà di opzioni per soddisfare diversi gusti. Tra le insegne annunciate figurano Signorvino, noto per la sua proposta che unisce enoteca e ristorazione, Old Wild West, un format affermato nel campo degli hamburger e della cucina tex-mex, Rossopomodoro, punto di riferimento per gli amanti della vera pizza napoletana, Lowengrube, che porta l'atmosfera e i sapori dei pub bavaresi, e KFC (Kentucky Fried Chicken), colosso del pollo fritto. Questa concentrazione di marchi noti conferma l'intenzione di To Dream di posizionarsi come un polo di attrazione regionale anche per quanto riguarda la ristorazione.

Quanti ristoranti ha Jamie Oliver?
Nonostante la perdita di milioni di sterline, in questi anni lo chef britannico con il suo Jamie Oliver Group ha continuato a espandersi in giro per il mondo, con oltre 70 locali in 23 paesi.

Parallelamente a questi sviluppi su scala urbana, il mondo della ristorazione internazionale vede figure come Jamie Oliver continuare il proprio percorso, fatto di successi, sfide e rinascita. Nonostante il collasso della sua catena di ristoranti nel Regno Unito, 'Jamie's Italian', avvenuto quattro anni fa e che ha portato alla chiusura di 25 locali e alla perdita di mille posti di lavoro, lo chef britannico ha dimostrato grande resilienza.

La chiusura di 'Jamie's Italian' è stata indubbiamente uno dei momenti più difficili nella vita professionale dello chef, un evento che ha avuto un impatto significativo. Tuttavia, questo non ha fermato l'espansione globale del Jamie Oliver Group. Attualmente, Jamie Oliver conta oltre 70 locali distribuiti in 23 paesi in tutto il mondo, un numero che testimonia la forza del suo marchio e l'attrattiva della sua proposta culinaria su scala internazionale. Oltre alla presenza fisica con i ristoranti, Oliver rimane una figura onnipresente nel panorama mediatico, con numerosi programmi televisivi e una prolifica attività editoriale che conta più di 27 libri pubblicati.

La sua carriera, iniziata alla fine degli anni '90 con il successo di 'The Naked Chef', lo ha visto diventare il primo chef inglese a raggiungere una popolarità da celebrity, promuovendo un approccio alla cucina basato su ingredienti freschi e sani, spesso ispirato alla dieta mediterranea e italiana. Al culmine del suo impero, Oliver gestiva oltre 28 ristoranti tra Regno Unito e Australia e vantava un patrimonio netto stimato in cifre elevatissime, prima del crack del 2019. Recentemente, l'apertura di 'Catherina Street' a Covent Garden, Londra, segna un ritorno alle origini per lo chef, un omaggio al pub gestito dai suoi genitori dove ha trascorso l'infanzia e da cui ha tratto ispirazione per la sua formazione culinaria. Questo nuovo locale celebra i piatti che lo hanno formato, rappresentando un capitolo di rinascita e riscoperta personale e professionale.

Questi due scenari, l'apertura di un vasto polo di ristorazione all'interno di un nuovo distretto urbano come To Dream a Torino e la continua espansione globale di un brand personale come quello di Jamie Oliver, illustrano la duplice natura del settore: da un lato, la creazione di destinazioni culinarie integrate in grandi progetti urbani; dall'altro, la forza del marchio personale e la capacità di superare le avversità per mantenere una presenza significativa su scala mondiale. Entrambi i casi contribuiscono a definire il dinamico e variegato panorama della ristorazione contemporanea.

Ecco un riepilogo dei ristoranti menzionati in arrivo o già presenti nella Fase 2 di To Dream:

Nome RistoranteTipologia (Indicativa)Status (Fase 2)
SignorvinoEnoteca con RistorazioneIn arrivo
Old Wild WestSteak house / BurgerIn arrivo
RossopomodoroPizzeria / Cucina NapoletanaIn arrivo
LowengrubeBirreria / Pub BavareseIn arrivo
KFC (Kentucky Fried Chicken)Fast Food (Pollo Fritto)In arrivo
La PiadineriaPiadineriaGià operativo (dal 2023)
Caffè VergnanoCaffetteria / BarGià operativo (dal 2023)

Domande Frequenti:

Che cos'è To Dream?

To Dream è un nuovo e ampio distretto urbano situato a Torino. È concepito come un open mall che integra shopping, intrattenimento, ristorazione, spazi verdi, accoglienza e aree business su una vasta superficie. L'obiettivo è creare un luogo di socialità e un'esperienza completa per i visitatori, con un design ispirato ai portici torinesi.

Quali negozi apriranno a To Dream?
Nel dettaglio, nell'open mall, ci saranno Conte Calzature, Douglas, H&M, Kasanova King, Kiabi, Mango, Mondadori, NewYorker, Ovs, Portobello e molti altri. Nel food, Billy Tacos, Ichi Station, Kebhouze, Vàsame, e realtà legate al territorio.

Quali ristoranti specifici sono stati annunciati per la Fase 2 di To Dream?

Per la Fase 2 di To Dream, che ha aperto a maggio 2024, sono stati annunciati diversi nuovi locali di ristorazione che si aggiungono a quelli preesistenti nella stessa area. I nomi menzionati includono Signorvino, Old Wild West, Rossopomodoro, Lowengrube e KFC. La Piadineria e Caffè Vergnano erano già operativi nella stessa 'piazzetta' dal 2023.

Quanti ristoranti ha Jamie Oliver attualmente nel mondo?

Nonostante la chiusura della sua catena 'Jamie's Italian' nel Regno Unito, Jamie Oliver continua ad avere una significativa presenza globale nel settore della ristorazione. Attualmente, il suo gruppo gestisce oltre 70 locali distribuiti in 23 paesi in tutto il mondo.

Quando ha aperto la seconda fase di To Dream?

La seconda fase del distretto urbano To Dream a Torino è stata inaugurata l'8 maggio 2024.

In conclusione, sia l'ambizioso progetto di To Dream a Torino, con la sua vasta e variegata offerta di ristorazione in espansione con la Fase 2, sia la storia di perseveranza e successo globale di chef come Jamie Oliver, dimostrano la vitalità e la capacità di adattamento del settore della ristorazione. Nuove destinazioni culinarie prendono forma, mentre i brand affermati continuano a evolversi e a raggiungere un pubblico sempre più ampio, offrendo esperienze diverse ma ugualmente significative ai consumatori.

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