12/10/2025
Il nome Santa Caterina evoca immagini diverse: per alcuni è una data importante nel calendario, per altri una tradizione golosa, per altri ancora un luogo di profonda spiritualità. Questo nome unisce infatti la storia di un'antica ricorrenza legata a deliziosi biscotti che si preparano in una specifica città italiana e l'esistenza di un luogo di culto suggestivo affacciato su uno dei laghi più belli d'Italia. Un filo sottile lega queste realtà, tutte riconducibili, in modi diversi, alla figura di una santa.

Le Delizie del 25 Novembre: I Biscotti di Santa Caterina
A Ravenna, ogni anno, il giorno dedicato a Santa Caterina, il 25 novembre, si rinnova una tradizione culinaria molto amata, soprattutto dai più piccoli. Si preparano infatti dei biscotti speciali, noti semplicemente come le Caterine. Queste piccole prelibatezze non sono semplici dolcetti, ma vere e proprie opere d'arte in miniatura, modellate nelle forme di bamboline, galline o galli. La loro dolcezza e la forma simpatica li rendono irresistibili, un vero e proprio simbolo di questa giornata.
La decorazione è parte integrante della loro magia: vengono tradizionalmente ricoperti di cioccolato e arricchiti con zuccherini, palline colorate o piccoli cioccolatini. Questi biscotti vengono solitamente regalati ai bambini, portando gioia e colore in casa. Ogni forma ha un suo significato simbolico: il biscotto a forma di donna è un omaggio diretto alla santa, Santa Caterina d'Alessandria; le galline rappresentano un augurio di buon auspicio per una vita florida e serena, mentre i galli sono simbolo di rinascita, un messaggio di speranza e rinnovamento.
La Leggenda delle Caterine
Come molte tradizioni antiche, anche quella delle Caterine ha un'origine avvolta nel mistero e legata a una leggenda affascinante, che riguarda specificamente il centro della città di Ravenna. Si narra la storia di un amore ostacolato tra una giovane sarta e un pasticcere. La famiglia della ragazza, per motivi non specificati, impediva i loro incontri. Per superare la distanza e ricordarle i suoi sentimenti, il pasticcere ebbe un'idea romantica e originale: creò un biscotto a forma di bambola. Questo dolce dono era un modo per rincuorare la sua amata sarta, un simbolo tangibile del suo affetto e del suo desiderio di starle vicino. È così che, secondo questa leggenda, nacquero i biscotti a forma di bambola, le Caterine.
La scelta della forma a bambola e il legame con il 25 novembre non sono casuali. Santa Caterina d'Alessandria d'Egitto, la santa celebrata in questo giorno, è infatti considerata la patrona di diverse categorie, tra cui le sarte. Questo legame patronale rende ancora più significativa la leggenda del pasticcere e della sarta, ancorando la tradizione dei biscotti alla figura della santa e alle professioni a lei dedicate.
Il 25 novembre è una data dal significato plurimo. Se da un lato si ricorda il martirio di Santa Caterina, dall'altro, dal 1999, grazie a un'iniziativa dell'ONU, questa giornata ha assunto un'importanza globale ancora maggiore: è stata istituita come Giornata Internazionale Contro La Violenza Sulle Donne. Questa sovrapposizione di significati rende il 25 novembre una data ricca di riflessioni, in cui la dolcezza della tradizione dei biscotti si unisce al ricordo di una figura storica di forza e al monito contro la violenza.
La Ricetta Tradizionale dei Biscotti Caterine
Preparare le Caterine a casa è un modo meraviglioso per onorare questa tradizione. La ricetta è piuttosto semplice e alla portata di tutti. Ecco gli ingredienti necessari per circa 6 porzioni di questi deliziosi biscotti:
- 500 grammi di farina bianca
- 100 grammi di burro fuso
- 200 grammi di zucchero
- 2 uova intere
- 1 bustina di lievito per dolci
- Scorza di limone grattugiata
- Per decorare: granella di zucchero, palline colorate, cioccolatini colorati, glassa per dolci.
Il procedimento per la preparazione è il seguente:
- In una ciotola capiente, amalgamate accuratamente lo zucchero con le uova intere fino ad ottenere un composto omogeneo.
- Aggiungete il burro fuso, che deve essere intiepidito, e la scorza grattugiata di un limone per dare un tocco aromatico. Continuate a mescolare bene gli ingredienti liquidi.
- Incorporate gradualmente la farina bianca setacciata insieme al lievito per dolci. È importante setacciare questi ingredienti per evitare grumi e ottenere un impasto più leggero.
- Lavorate il composto con le mani fino ad ottenere un impasto liscio e omogeneo.
- Coprite l'impasto con pellicola trasparente o un panno pulito e lasciatelo riposare in frigorifero per almeno 20 minuti. Questo passaggio aiuta l'impasto a diventare più sodo e facile da lavorare.
- Nel frattempo, preriscaldate il forno a 180°C.
- Riprendete l'impasto dal frigorifero e stendetelo su una superficie infarinata con l'aiuto di un matterello fino a raggiungere uno spessore di circa mezzo centimetro (0,5 cm).
- Con un coltello affilato o, meglio ancora, con delle formine per biscotti a tema (bambola, gallina, gallo), ricavate le figure desiderate dall'impasto steso.
- Disponete delicatamente le figurine ottenute su una teglia ricoperta di carta da forno, lasciando un po' di spazio tra l'una e l'altra.
- Procedete con la decorazione dei biscotti crudi. Potete usare la glassa, la granella di zucchero o piccoli cioccolatini colorati per creare occhi, vestiti o piume, a seconda della forma del biscotto.
- Infornate la teglia nel forno preriscaldato e fate cuocere i biscotti per circa 10-12 minuti. Il tempo di cottura può variare leggermente a seconda del forno; saranno pronti quando avranno raggiunto una bella doratura sui bordi.
- Una volta cotti, sfornate i biscotti e lasciateli raffreddare completamente sulla teglia o su una gratella prima di maneggiarli o consumarli.
Preparare e condividere le Caterine è un modo delizioso per celebrare il 25 novembre, mantenendo viva una dolce tradizione e creando momenti di convivialità con amici e familiari.
Un Eremo Sospeso sul Lago Maggiore
Lasciamo ora i sapori dolci di Ravenna per spostarci in un luogo dove la natura e la spiritualità si fondono in un paesaggio mozzafiato: l'Eremo, o Santuario, di Santa Caterina del Sasso. Situato sulle rive orientali del Lago Maggiore, nel comune di Leggiuno, in provincia di Varese, questo eremo è una meta che non smette mai di sorprendere i visitatori con la sua posizione spettacolare, quasi incastonato nella roccia a picco sulle acque.
Affacciato su uno scoglio di roccia a strapiombo, il Santuario offre una vista panoramica semplicemente indimenticabile sul lago e sulle isole circostanti. Le sue antiche cappelle, costruite direttamente tra le pareti rocciose, testimoniano secoli di storia, fede e dedizione. Visitare questo luogo significa immergersi in un'atmosfera sospesa, carica di misticismo e pace, lontana dal trambusto della vita quotidiana. Ogni angolo dell'eremo sembra raccontare una storia, creando una profonda connessione con il passato e invitando alla contemplazione.
Come Raggiungere l'Eremo
Data la sua posizione suggestiva ma apparentemente impervia, molti si chiedono come sia possibile raggiungere il Santuario di Santa Caterina del Sasso. Fortunatamente, esistono diverse opzioni, adatte a diverse esigenze e capacità fisiche.
Il modo più tradizionale e forse più suggestivo per arrivare all'Eremo è attraverso una lunga scalinata. Questa scalinata panoramica collega la corte del Quicchio, una piccola località nelle vicinanze dove si trovano un parcheggio e un punto di ristoro, direttamente al Santuario. La scalinata maggiore è composta da ben 240 scalini di ampie dimensioni. Percorrerla in discesa permette di godere appieno della vista sul Lago Maggiore e sulle isole Borromee, immersi nella vegetazione rigogliosa e ordinata che circonda il percorso. È un cammino che invita alla calma e all'osservazione, perfetto per chi ama la fotografia e vuole assaporare lentamente l'atmosfera del luogo.
Per chi arriva via lago, magari in barca, l'accesso è altrettanto agevole, ma con un numero ridotto di gradini. Arrivando dal lago, gli scalini da affrontare sono solo un'ottantina, un percorso decisamente meno impegnativo rispetto alla scalinata superiore. È possibile raggiungere il santuario in barca da diverse località, come Stresa, grazie al servizio di Navigazione Lago Maggiore.
Per rendere l'accesso ancora più facile e inclusivo, è attivo anche un comodo ascensore. Scavato direttamente nella roccia, questo ascensore rappresenta un'alternativa pratica alla scalinata, permettendo a tutti di raggiungere il Santuario senza fatica, godendo comunque del fascino del luogo.
Durante i weekend estivi, per facilitare ulteriormente gli spostamenti, viene attivato anche un collegamento tramite bus dalla vicina località di Laveno. Per chi preferisce il treno, la stazione ferroviaria più vicina è quella di Sangiano, a circa 3 chilometri di distanza. Anche la stazione di Laveno Mombello Nord è in zona, sebbene leggermente più lontana. Entrambe le stazioni sono raggiungibili con collegamenti da Milano, rendendo l'eremo una meta accessibile anche per chi proviene dalla città.
La Storia e Cosa Vedere
La storia del Santuario di Santa Caterina del Sasso affonda le sue radici in un evento miracoloso e in un atto di fede. Secondo la tradizione, la sua costruzione ebbe inizio intorno al 1170 d.C. grazie a un voto fatto da un mercante usuraio di nome Alberto Besozzi. Si narra che Alberto scampò miracolosamente a un naufragio mentre attraversava il Lago Maggiore durante una tempesta. In segno di gratitudine per essere stato salvato, fece voto di dedicare il resto della sua vita alla preghiera e alla solitudine. Si ritirò così in una grotta sulle rive del bacino, dove in seguito costruì la Cappella Santa, ancora oggi visibile sul fondo dell'eremo. Dopo la sua morte, Alberto Besozzi fu fatto santo, e le sue spoglie riposano all'interno del santuario.

Il santuario è dedicato, nello specifico, a Santa Caterina d'Alessandria. Ma chi era questa santa e perché è così importante? Secondo la leggenda, Caterina era una giovane donna di grande erudizione che visse ad Alessandria d'Egitto. Fu sottoposta al martirio dopo essere riuscita a convertire al Cristianesimo l'intera corte di un imperatore romano che si trovava in città per celebrare Alessandria con riti pagani. La sua forza intellettuale e spirituale la rese una figura di riferimento.
Una curiosità interessante, menzionata nel testo, riguarda il nome Santa Caterina in generale. Quante Sante Caterina ci sono? Santa Caterina d'Alessandria non è l'unica figura venerata con questo nome. In tutto il mondo, se ne contano almeno quattordici diverse, ognuna con la sua storia e il suo culto.
Quando si visita il Santuario di Santa Caterina del Sasso, la struttura stessa del complesso conventuale è l'elemento di maggiore interesse architettonico e storico. Il fabbricato principale, disposto su due piani, presenta un magnifico prospetto rivolto verso il lago, caratterizzato da un porticato con sette arcate. Sopra il porticato si trova un loggiato che sembra quasi scolpito nella roccia viva, creando un effetto visivo di grande impatto.
All'interno del complesso, si accede a un cortile dove è ancora visibile un antico torchio risalente al 1759. Adiacente si trova il cosiddetto "conventino", che un tempo ospitava gli ambienti della vita monastica: la cucina, il refettorio (la sala da pranzo dei monaci) e le celle dove risiedevano. Il complesso include anche la torre campanaria e la chiesa annessa, cuore spirituale dell'eremo.
L'interno del Santuario di Santa Caterina del Sasso custodisce numerosi tesori artistici e spirituali. Nella sala capitolare del convento e nel refettorio si possono ammirare affreschi risalenti a diverse epoche storiche. Tra questi, spicca una "danza macabra", un tema iconografico classico dell'arte medievale, che invita alla riflessione sulla caducità della vita.
La chiesa è suddivisa in quattro cappelle, ognuna delle quali ospita opere d'arte di pregio. Particolarmente significative sono le numerose opere attribuite a Giovanni Battista De Advocatis. Da non perdere sono le vetrate istoriate, che raccontano storie sacre attraverso immagini colorate, e un pannello decorativo in scagliola di scuola lombarda risalente alla fine del Seicento, testimonianza dell'abilità artigianale dell'epoca. Nella chiesa si trova anche un organo realizzato da Domenico Antonio Rossi, diverse statue lignee e policrome che aggiungono un tocco di realismo e devozione, e la zona del "sacello". È proprio nel sacello che sono conservate le spoglie del beato Alberto Besozzi, fondatore dell'eremo, rendendo questo luogo un punto focale di pellegrinaggio e preghiera.
Anche il porticato esterno della chiesa è arricchito da cicli di affreschi. Questi affreschi raffigurano scene della vita di Santa Caterina d'Alessandria e sono attribuiti a un figlio del celebre pittore Bernardino Luini, a conferma dell'importanza artistica del luogo nel corso dei secoli.
Domande Frequenti su Santa Caterina
Ecco alcune domande comuni riguardo alle tradizioni e ai luoghi legati al nome Santa Caterina:
Cosa sono le Caterine di Ravenna?
Le Caterine sono deliziosi biscotti tradizionali a forma di bambolina, gallina o gallo, preparati a Ravenna il 25 novembre, giorno di Santa Caterina. Sono decorati con cioccolato e zuccherini e vengono regalati soprattutto ai bambini.
Quando si mangiano i biscotti di Santa Caterina?
I biscotti di Santa Caterina, le Caterine, vengono preparati e consumati tradizionalmente il 25 novembre, in occasione della festa di Santa Caterina.
Qual è la storia del Santuario di Santa Caterina del Sasso?
Il Santuario fu fondato intorno al 1170 d.C. da Alberto Besozzi, un mercante scampato a un naufragio sul Lago Maggiore. In voto, si ritirò in preghiera in una grotta e costruì la Cappella Santa. Il santuario è dedicato a Santa Caterina d'Alessandria.
Come si arriva al Santuario di Santa Caterina del Sasso?
Si può raggiungere l'eremo tramite una scalinata di 240 gradini dalla corte del Quicchio (dove c'è parcheggio), in barca dal lago (salendo circa 80 gradini), con un ascensore scavato nella roccia, o tramite bus da Laveno nei weekend estivi. Le stazioni treno più vicine sono Sangiano e Laveno Mombello Nord.
Quanti scalini ha l'Eremo di Santa Caterina del Sasso?
La scalinata principale dall'alto conta 240 gradini. Arrivando via lago, gli scalini da salire sono circa 80.
Chi era Santa Caterina d'Alessandria?
Secondo la leggenda, Santa Caterina d'Alessandria era una giovane erudita egiziana martirizzata dopo aver convertito al Cristianesimo la corte di un imperatore romano. È la santa a cui sono dedicati sia i biscotti di Ravenna (essendo patrona delle sarte) sia il santuario sul Lago Maggiore.
Che si tratti del sapore dolce e delle forme allegre dei biscotti di Ravenna, o della maestosità e della pace che si respirano nell'Eremo sul Lago Maggiore, il nome Santa Caterina unisce tradizioni, storia e spiritualità in modi unici e affascinanti. Entrambe le esperienze offrono un modo per connettersi con la ricchezza culturale e religiosa dell'Italia, ognuna a suo modo speciale e indimenticabile.
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