Chi era Rugantino a Roma?

Rugantino: Maschera e Spirito Romanesco

24/01/2024

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Rugantino è una delle maschere più iconiche e rappresentative della cultura popolare romana. Non si tratta di un semplice personaggio teatrale, ma di un vero e proprio simbolo dello spirito romanesco, incarnando la figura del "bullo de Trastevere". È un personaggio complesso, caratterizzato da un'apparente arroganza e sfrontatezza, celando però un fondo di bontà e amabilità. La sua essenza è racchiusa nella parola che gli dà il nome: la "ruganza".

Chi era Rugantino a Roma?
Rugantino è una maschera del teatro romano. Questa maschera impersona un tipico personaggio romanesco, er bullo de Trastevere, svelto co' le parole e cor cortello, il giovane arrogante e strafottente ma in fondo buono e amabile.

La "ruganza", termine tipico del dialetto romanesco, significa precisamente "arroganza". È questo tratto distintivo a definire Rugantino, rendendolo un personaggio immediatamente riconoscibile e profondamente legato all'identità di Roma e dei suoi abitanti, in particolare quelli dei rioni più popolari.

Indice dei contenuti

Le Origini di Rugantino

Le radici di Rugantino affondano probabilmente nella Roma di fine Settecento. Questa ipotesi nasce dalla sua forte associazione con il Ghetanaccio, il più celebre burattinaio romano dell'epoca. Il fatto che il Ghetanaccio fosse noto soprattutto per i suoi spettacoli con Rugantino come protagonista principale suggerisce che la maschera fosse già ben consolidata e popolare in quel periodo, indicando un'origine che precede la sua documentazione formale. Le storie raccontate con i burattini contribuirono a plasmare l'immaginario collettivo attorno a questa figura, rendendola un punto di riferimento per il pubblico romano.

La Prima Apparizione Documentata: 1848

La storia scritta di Rugantino inizia ufficialmente il 13 settembre 1848. Fu in questa data che Odoardo Zuccari lo presentò al pubblico sulle pagine del primo numero di un foglio satirico romano. La presentazione avvenne attraverso alcuni versi che ne descrivevano l'aspetto e il carattere in modo vivido, ponendo le basi per la sua rappresentazione visiva e caratteriale nell'immaginario popolare.

Il Ritratto di Zuccari nei Versi

I versi di Zuccari ci offrono una vivida e umoristica immagine del Rugantino originale, quasi una caricatura:

"Cor cappello a du' pizzi, cor grugno lungo du' parmi, co' 'na scucchia rivortata 'nsù a uso de cucchiaro, co' no' spadone che nun ce la po' quello der sor Radeschio, e co' le cianche come l'Arco de Pantano, se presenta, Signori mia, Rugantino er duro, nato 'nsto piccolo castelluccio e cresciuto a forza de sventole, perché ha avuto 'gni sempre er vizio de rugà e d'arilevacce"

Questa descrizione è ricca di dettagli che ne delineano l'aspetto fisico in modo esagerato: un cappello a due punte (un bicorno), un viso molto lungo ("du' parmi"), un mento sporgente e rivolto all'insù ("'na scucchia rivortata 'nsù a uso de cucchiaro"), uno spadone smisurato e gambe storte ("cianche come l'Arco de Pantano"). Viene presentato come "er duro", suggerendo forza e resistenza. Le sue origini sono umili e difficili, "nato 'nsto piccolo castelluccio" (forse un riferimento a una località modesta o a un ambiente povero) e cresciuto tra le botte e le difficoltà ("a forza de sventole"). Il suo carattere è definito dal "vizio de rugà e d'arilevacce", ovvero dall'essere costantemente arrogante e pronto a rispondere per le rime o a reagire con prepotenza. In questa prima incarnazione, Rugantino era concepito come una caricatura pungente del gendarme dell'epoca, simbolo dell'autorità spesso prepotente, ma veniva anche identificato, per contrasto o affinità, con la figura del capo dei briganti, un fuorilegge anch'esso temuto e rispettato a modo suo.

L'Evoluzione del Personaggio nel Tempo

Nel corso del tempo, l'immagine iniziale di Rugantino, legata al gendarme o al capo brigante, subì una significativa e duratura trasformazione. Si evolse nella figura più riconoscibile e amata oggi: quella del giovane bullo di quartiere. Questo nuovo Rugantino manteneva l'atteggiamento da duro e sfrontato, tipico di chi vuole imporsi nel proprio ambiente, ma la sua natura si rivelava spesso più vicina a quella di uno spaccone. Era pronto con le parole, abile nel battibecco e nella bravata verbale, ma spesso pavido nei fatti, incline a tirarsi indietro di fronte al pericolo reale. L'arroganza ("ruganza") rimaneva la sua cifra distintiva, ma si colorava di una certa inefficacia pratica, rendendolo un personaggio comico, a volte patetico, ma in fondo più umano e, come suggerito dalla descrizione originale, "buono e amabile" nel profondo, nonostante la facciata da duro.

Questa evoluzione lo ha reso un personaggio più adatto a rappresentare la vivacità, l'arguzia e anche le contraddizioni del popolo romano. Non più solo una figura di autorità o di criminalità, ma un giovane del popolo che cerca di farsi strada con la spavalderia, un po' per necessità e un po' per indole, ma senza una vera malvagità.

I Costumi Tipici di Rugantino

La maschera di Rugantino è tradizionalmente rappresentata con due varianti di costume, che riflettono le diverse sfaccettature del suo personaggio, la sua evoluzione storica o le specifiche rappresentazioni teatrali. Queste vesti contribuiscono a definire visivamente il suo ruolo e il suo status.

Il Costume da Sgherro

Una delle vesti tipiche lo raffigura come uno "sgherro", un sorta di picchiatore, scagnozzo o servo di un signorotto. In questo caso, l'abbigliamento è appariscente e vistoso, pensato per attirare l'attenzione e incutere un certo timore superficiale. Il colore dominante è il rosso, simbolo di forza o aggressività. Elemento immancabile e distintivo è il cappello, che conserva la caratteristica forma a due punte, riprendendo il dettaglio fornito dai versi di Zuccari del 1848. Questo costume sottolinea l'aspetto più aggressivo e sfrontato del personaggio.

Il Costume da Povero Popolano

L'altra versione del costume lo presenta come un povero popolano romano, un ragazzo del popolo. Questo abbigliamento è decisamente più dimesso, semplice e logoro, a testimonianza delle sue origini umili e della sua vita nei rioni popolari. Consiste tipicamente in calzoncini consunti o rammendati, una fascia legata intorno alla vita (che poteva servire da cintura o da portamonete improvvisato), una camicia su cui è indossata una casacca (una sorta di giacca corta o gilet) e un fazzoletto annodato al collo. Questa rappresentazione sottolinea le sue origini umili, il suo legame con il popolo di Roma e la sua natura di ragazzo di strada, rendendolo più vicino e comprensibile al pubblico popolare.

Entrambi i costumi, pur nella loro diversità, contribuiscono a creare l'immagine di un personaggio legato alla strada, al popolo e a un certo modo di affrontare la vita, sia esso quello dello sgherro spaccone o del popolano irriverente.

Rugantino: Tra Arroganza e Cuore Nascosto

La ruganza non è solo un tratto superficiale per Rugantino, ma il fulcro della sua identità. È l'atteggiamento di chi sfida il mondo a testa alta, di chi non teme il confronto verbale ("svelto co' le parole") e si atteggia a uomo d'azione. Sebbene la menzione del "cortello" sia data "senza fonte", l'idea di essere "svelto co' le parole e cor cortello" rafforza l'immagine di un personaggio che non ha paura di farsi valere, sia verbalmente che, potenzialmente, con la forza. Tuttavia, come l'evoluzione del personaggio ha mostrato, la sua arroganza è spesso una facciata che nasconde una realtà diversa.

Il testo sottolinea che, nonostante l'atteggiamento "strafottente" (sfacciato, irriverente) e arrogante, egli è "in fondo buono e amabile". Questa dualità è ciò che lo rende un personaggio affascinante e duraturo: la maschera del duro che nasconde una vulnerabilità o, nella sua evoluzione successiva, una codardia celata dietro la spavalderia verbale. È la contraddizione tra l'apparenza e la sostanza a definire la profondità di Rugantino.

Il suo essere "er duro" nella descrizione originale di Zuccari, "nato 'nsto piccolo castelluccio e cresciuto a forza de sventole", suggerisce un'origine difficile e un'infanzia segnata dalle avversità. Questo background potrebbe spiegare l'atteggiamento difensivo e aggressivo, la costante necessità di "rugà e d'arilevacce" come meccanismo di sopravvivenza e affermazione in un mondo ostile. La sua arroganza diventa così una corazza, un modo per non mostrare le proprie debolezze.

Rugantino Simbolo di Romanità

In definitiva, Rugantino trascende il teatro per diventare un simbolo vivente del carattere romanesco. Incarna una certa irriverenza, una spiccata abilità oratoria, un senso dell'onore (anche se spesso mal interpretato o esibito) e, soprattutto, quella capacità di affrontare la vita con sfrontatezza, tipica di chi è cresciuto "a forza de sventole" nei rioni popolari di Roma come Trastevere. La sua figura, con le sue contraddizioni – l'arroganza che cela bontà o codardia, la spavalderia verbale che non sempre corrisponde ai fatti – continua a vivere nell'immaginario collettivo, rappresentando un aspetto autentico, viscerale e inconfondibile dell'anima romana, un mix di spavalderia, arguzia e umanità profonda.

Domande Frequenti su Rugantino

Chi è Rugantino?

Rugantino è una maschera tradizionale del teatro romano. Rappresenta un tipico personaggio romanesco, il "bullo de Trastevere", noto per la sua arroganza ("ruganza") e sfrontatezza, ma descritto anche come in fondo buono e amabile.

Cosa significa la parola "ruganza"?

"Ruganza" è una parola del dialetto romanesco e significa "arroganza". È il tratto caratteriale più distintivo e che dà il nome alla maschera di Rugantino.

Quando è apparso per la prima volta Rugantino?

Le sue origini sono probabilmente alla fine del 1700, legate al burattinaio Ghetanaccio. La sua prima apparizione documentata in un foglio satirico risale al 13 settembre 1848, per opera di Odoardo Zuccari.

Come si è evoluto il personaggio di Rugantino nel tempo?

Inizialmente (1848) era una caricatura del gendarme o del capo brigante. Successivamente, si è trasformato nel giovane bullo di quartiere, che si atteggia a duro ed è svelto con le parole, ma è in realtà uno spaccone e pavido nei fatti.

Quali sono i costumi tipici di Rugantino?

Ci sono due costumi principali: uno da sgherro, appariscente e di colore rosso con un cappello a due punte, e uno da povero popolano, con calzoncini logori, una fascia intorno alla vita, una camicia con casacca e un fazzoletto al collo.

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