Chi fa il prato di San Siro?

San Siro: Oltre lo Stadio a Milano

06/07/2023

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Il quartiere di San Siro a Milano è universalmente noto per essere il tempio dello sport milanese, il luogo dove risuonano i cori dei tifosi e dove si sono scritte pagine indelebili della storia del calcio. Tuttavia, questa zona della città, situata nell'area nord-occidentale, nasconde una storia molto più antica e offre spunti di interesse che vanno ben oltre il celebre stadio. Se vi trovate a Milano e volete esplorare un volto diverso del capoluogo lombardo, San Siro merita sicuramente una visita.

Quanto costa il prato a San Siro?
Dopo l'operazione, il manto sarà composto per il 30% da erba artificiale, piantata a 20 cm di profondità. L'operazione costa circa 350.000 euro ed è stata portata a termine da una società olandese.

Quello che oggi è un quartiere prevalentemente residenziale e sinonimo di grandi eventi sportivi, un tempo era un piccolo borgo agricolo. La sua storia è legata a doppio filo a quella di Milano, evolvendosi da semplice villaggio a parte integrante della metropoli moderna. Andiamo alla scoperta dei suoi luoghi più iconici e della sua affascinante eredità.

Indice dei contenuti

La Storia del Quartiere San Siro

Le origini di San Siro affondano le radici in un passato remoto. Inizialmente era un modesto villaggio rurale, il cui nome deriva da un'antica chiesa dedicata a San Siro “alla Vepra”. Questo luogo di culto, intitolato al primo vescovo di Pavia e documentato fin dall'880, sorgeva vicino a un corso d'acqua, l'Olona, che ne influenzò la denominazione. Il borgo si sviluppò progressivamente, in particolare attorno all'attuale Piazzale Lotto.

Per lungo tempo, San Siro fece parte dei Corpi Santi di Milano, un'entità amministrativa istituita nel 1782 che raggruppava le cascine e le aree agricole esterne alle mura spagnole della città. Fu solo nel 1873, dopo l'Unità d'Italia, che il borgo venne formalmente annesso al comune di Milano, iniziando un percorso di trasformazione che lo avrebbe portato a diventare il quartiere che conosciamo oggi.

Nel corso del Novecento, l'area ha subito profonde modifiche urbanistiche. Molte delle testimonianze del suo passato agricolo sono scomparse, lasciando spazio a nuove costruzioni e infrastrutture dedicate allo sport. Oggi, le vestigia più evidenti della storia antica sono limitate, quasi esclusivamente, a ciò che resta dell'abside della chiesa originaria, inglobata in una proprietà privata. Questa dimora, nota per le sue tristi vicende belliche, è un promemoria silenzioso di un'epoca lontana.

Lo Stadio “Giuseppe Meazza”: La Scala del Calcio

Quando si pensa a San Siro, la prima immagine che viene in mente è quasi sempre quella del suo maestoso stadio. Inaugurato il 19 settembre 1926, lo Stadio Giuseppe Meazza è uno dei templi del calcio mondiale. Fu costruito per volere di Piero Pirelli, all'epoca presidente del Milan, come nuovo campo ufficiale per il club. Progettato dagli architetti Alberto Cugini e Ulisse Stacchini, inizialmente era proprietà del Milan.

Nel 1935, lo stadio fu acquistato dal Comune di Milano. Nel dopoguerra, con i primi lavori di ampliamento, divenne la casa di entrambe le squadre milanesi, il Milan e l'Inter. Questo consolidò la sua importanza nel panorama calcistico italiano. Soprannominato affettuosamente “La Scala del Calcio” per il suo prestigio e l'atmosfera unica che si respira durante le partite, in parallelo con il celebre teatro lirico cittadino, lo stadio era inizialmente noto semplicemente come “San Siro”.

Nel 1980, l'impianto fu intitolato a Giuseppe Meazza, leggendario campione che militò in entrambe le squadre milanesi e vinse due Mondiali con l'Italia nel 1934 e nel 1938. Meazza, figura iconica del calcio italiano, aveva esordito con l'Inter a soli diciassette anni.

Lo stadio ha subito diverse ristrutturazioni e ampliamenti nel corso degli anni per adeguarlo alle esigenze moderne e agli standard internazionali. Il secondo anello fu aggiunto negli anni Cinquanta, mentre il terzo anello e la copertura furono realizzati tra il 1987 e il 1990 in vista dei Mondiali di Italia '90. Con una capienza di quasi 76.000 posti a sedere, è attualmente lo stadio più capiente d'Italia.

Oggi, il futuro del Meazza è oggetto di dibattito. Mentre alcuni sostengono la necessità di una sua conservazione come bene storico, altri propendono per la demolizione e la costruzione di nuovi impianti più moderni. Indipendentemente dal suo destino, lo stadio è destinato a ospitare la cerimonia d'apertura delle Olimpiadi invernali del 2026. Oltre al calcio, il Meazza ha ospitato nel corso della sua lunga storia innumerevoli concerti di artisti di fama mondiale ed eventi sportivi di varia natura, confermando la sua versatilità.

Visitare lo Stadio e il Museo

Per chi desidera vivere l'emozione dello stadio anche al di fuori dei giorni di partita, sono disponibili tour guidati che permettono di esplorare ogni angolo del Stadio Giuseppe Meazza. È possibile accedere agli spogliatoi di entrambe le squadre, percorrere il tunnel che conduce al campo da gioco e ammirare le tribune da diverse prospettive, immaginando l'atmosfera di un match o di un grande concerto.

La visita include anche l'accesso al Museo di San Siro, inaugurato nel 1996. Questo museo è una vera miniera di ricordi per gli appassionati di calcio. Al suo interno sono esposti numerosi memorabilia, tra cui maglie storiche, trofei, fotografie, documenti ufficiali e articoli di giornale che ripercorrono la storia dello stadio, quella gloriosa di Inter e Milan e le imprese dei calciatori più celebri che hanno calcato questo prato. Il museo offre uno spaccato affascinante sull'evoluzione del calcio milanese e italiano.

I tour dello stadio e del museo sono organizzati regolarmente, con partenze scaglionate durante la giornata. L'ingresso si trova al Gate 8. Per i bambini sotto i 6 anni l'accesso è gratuito. È interessante notare come lo stadio venga spesso decorato con i colori della squadra che gioca in casa nei giorni immediatamente precedenti una partita, un dettaglio che aggiunge un tocco speciale all'esperienza di visita.

L'Ippodromo del Galoppo di San Siro

A poca distanza dallo stadio sorge un altro impianto sportivo di grande prestigio: l'Ippodromo del Galoppo. Noto anche come Ippodromo Snai San Siro, è dedicato alle corse di cavalli al galoppo. Fu inaugurato nell'aprile del 1920 e fu progettato dall'architetto Paolo Vietti Violi. La sua costruzione sostituì il più antico ippodromo Trotter, attivo fino al 1924 e oggi trasformato in un parco cittadino.

L'Ippodromo del Galoppo è un vero gioiello architettonico in stile Liberty e vanta un primato unico: è l'unico ippodromo al mondo ad essere stato dichiarato monumento di interesse nazionale. Questo riconoscimento sottolinea l'importanza storica e artistica della struttura, ben oltre la sua funzione sportiva.

Il complesso non comprende solo la pista e le tribune, ma anche scuderie, aree di allenamento e un vasto giardino botanico che si estende per oltre 1.400.000 metri quadrati. Questo polmone verde, con un laghetto che ospita diverse specie di uccelli acquatici, offre un ambiente sereno e inaspettato nel contesto urbano. All'interno dell'ippodromo si trova anche la Palazzina del Peso, un edificio cruciale dove si svolgono le operazioni di controllo del peso di fantini e selle prima di ogni corsa.

Un elemento distintivo all'ingresso dell'ippodromo è l'imponente statua equestre nota come Cavallo di Leonardo. Questa scultura monumentale ha permesso di realizzare a secoli di distanza uno dei grandi sogni incompiuti del genio rinascimentale Leonardo Da Vinci, che aveva progettato un colosso equestre per gli Sforza. L'ippodromo offre anche la possibilità di partecipare a visite guidate per scoprire l'intero complesso, ammirare la sua architettura e conoscere la storia delle corse.

L'Antica Chiesa di San Siro alla Vepra e Villa Triste

Come accennato, l'origine del nome del quartiere è legata all'antica chiesa di San Siro alla Vepra. Documentata fin dal IX secolo, la chiesa fu ricostruita tra il 1452 e il 1482. Successivamente, nel corso del Seicento, venne inglobata nella dimora privata della famiglia Pecchi, proprietaria dei terreni circostanti. Oggi, di questo luogo di culto, che si trova leggermente al di fuori dei confini attuali del quartiere, rimane visibile solo l'abside in cotto, un prezioso resto del passato, che conserva al suo interno degli affreschi.

Nel Novecento, la residenza che inglobava la chiesa fu oggetto di restauri per volere della famiglia Fossati. Tuttavia, la storia di questa dimora prese una piega drammatica durante la Seconda Guerra Mondiale. Abbandonata dai proprietari, nell'agosto del 1944 divenne la sede temporanea della Banda Koch, un gruppo tristemente noto per le efferate torture inflitte ai partigiani e a tutti coloro che si opponevano al regime nazifascista. Fu a causa di questi eventi che la dimora divenne conosciuta come Villa Triste.

La sua chiusura avvenne il 25 settembre 1944, grazie all'intervento del Ministro della Giustizia Piero Pisenti, sollecitato dalle pressioni dei cittadini e dell'arcivescovo. Oggi, la dimora e ciò che rimane dell'antica chiesa sono gestiti dalle Missionarie dell’Immacolata. Gli spazi sono accessibili su richiesta o in occasione di visite guidate organizzate da associazioni che promuovono la scoperta del patrimonio storico e culturale di Milano. Visitare questo luogo offre una prospettiva toccante sulla storia del quartiere e sugli eventi drammatici che hanno segnato l'Italia.

Il Museo Popoli e Culture – Centro PIME

Appena oltre i confini del quartiere San Siro, si trova un altro interessante punto di interesse culturale: il Museo Popoli e Culture. Questo spazio espositivo nacque nel 1910 all'interno del Centro dei missionari del PIME (Pontificio Istituto Missioni Estere) con il nome originale di “Museo etnografico indo-cinese”.

Il museo è dedicato alla conoscenza delle diverse culture incontrate dai missionari nel corso dei loro viaggi in giro per il mondo. Custodisce una ricca collezione di oggetti, opere d'arte e tessuti provenienti da Asia, Africa, Oceania e America Latina. La raccolta ebbe inizio con la collezione di Padre Carlo Salerio, uno dei primi missionari inviati in Papua Nuova Guinea nel 1852. Purtroppo, gran parte di questa preziosa collezione andò distrutta durante i bombardamenti che colpirono Milano nel 1943.

Nonostante le perdite subite, il museo offre ancora oggi uno spaccato significativo sulle tradizioni, l'arte e la vita quotidiana di popoli lontani, rappresentando un ponte tra culture diverse. La visita al museo richiede generalmente meno di un'ora, rendendola un'attività interessante e non impegnativa per chi esplora la zona.

Il museo si trova in Via Monte Rosa 81 ed è aperto dal lunedì al sabato, dalle 10:00 alle 18:00.

TariffaCostoNote
Intera5€
Ridotta3€Per associati “Gite in Lombardia”, possessori Artsupp card, adulti associati RadioMamma, over 65, ragazzi fino a 14 anni
Gratuito0€Persone con disabilità + accompagnatore, bambini sotto i 6 anni, guide turistiche e giornalisti (con tesserino), membri ICOM (con tesserino/certificazione), possessori Abbonamento Musei Lombardia

Come Raggiungere San Siro

Il quartiere San Siro confina a nord con Lampugnano e QT8, a est con l'area dell'ex Fiera, a ovest con il quartiere Trenno e a sud con Via Novara e Via Rembrandt. Raggiungerlo con i mezzi pubblici è semplice e comodo, grazie a un'ottima rete di trasporto.

La metropolitana è l'opzione più pratica. Potete utilizzare la linea M1 (rossa) scendendo alla fermata Piazzale Lotto, che serve la parte meridionale del quartiere. La linea M5 (lilla) è ancora più capillare nella zona, con fermate strategiche come San Siro Stadio (ideale per lo stadio), San Siro Ippodromo (vicina all'ippodromo) e Piazzale Segesta, oltre a Piazzale Lotto, coprendo efficacemente gran parte del quartiere e i suoi punti di interesse principali.

Domande Frequenti su San Siro

Domanda: San Siro è solo lo stadio?

Risposta: Assolutamente no. Sebbene lo stadio sia il suo punto più famoso, il quartiere San Siro ha una storia antica e ospita altri luoghi di interesse come l'Ippodromo del Galoppo, i resti di un'antica chiesa, la storica Villa Triste e il Museo Popoli e Culture.

Domanda: Posso visitare lo Stadio Giuseppe Meazza anche quando non ci sono partite?

Risposta: Sì, lo stadio è visitabile attraverso tour guidati che permettono di accedere a spogliatoi, tunnel e tribune. La visita include anche l'accesso al Museo di San Siro.

Domanda: Cos'è l'Ippodromo del Galoppo? È ancora in funzione?

Risposta: L'Ippodromo Snai San Siro è un impianto storico in stile Liberty dedicato alle corse di cavalli al galoppo ed è tuttora attivo. È considerato monumento nazionale e ospita anche il Cavallo di Leonardo.

Domanda: Cosa rappresenta Villa Triste?

Risposta: Villa Triste è una dimora storica che ingloba i resti dell'antica chiesa di San Siro. Purtroppo, è nota soprattutto per essere stata sede della Banda Koch durante la Seconda Guerra Mondiale. Oggi è gestita da missionarie ed è visitabile in occasioni speciali o su richiesta.

Domanda: Il Museo Popoli e Culture è nel quartiere San Siro? Cosa espone?

Risposta: Il museo si trova appena fuori dai confini del quartiere. Espone collezioni etnografiche provenienti da Asia, Africa, Oceania e America Latina, raccolte dai missionari del PIME.

Domanda: Qual è il modo migliore per raggiungere San Siro con i mezzi pubblici?

Risposta: La metropolitana è l'opzione più consigliata. Le linee M1 (fermata Lotto) e M5 (fermate San Siro Stadio, San Siro Ippodromo, Segesta, Lotto) servono ottimamente l'area.

Esplorare San Siro significa scoprire un quartiere che ha saputo evolversi, mantenendo vivi i segni del suo passato pur proiettandosi nel futuro, soprattutto come fulcro dello sport milanese. Una tappa imperdibile per chi visita Milano con occhi curiosi.

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