11/03/2023
Parigi, la Ville Lumière, è da sempre una meta ambita per gli amanti della buona cucina. Ma come sfuggire alle trappole per turisti e scoprire i veri gioielli gastronomici frequentati dalla gente del posto, o meglio ancora, dagli chef stessi? Abbiamo avuto l'occasione di chiacchierare con Mauricio Zillo, lo stimato chef italo-brasiliano noto per la sua cucina 'istintiva' e legata alle materie prime, già protagonista a Milano con Rebelot e poi a Parigi con A Mere. Mauricio, che ha vissuto e lavorato nella capitale francese, ci ha svelato i suoi indirizzi del cuore, cinque locali che incarnano un'idea di ristorazione autentica, appassionata e lontana dai cliché.

Mauricio Zillo è un nome che risuona nella scena gastronomica per il suo approccio libero e profondo alla cucina. La sua esperienza milanese e parigina gli ha permesso di sviluppare un palato e una conoscenza unici, capaci di individuare quei luoghi dove il cibo è espressione di passione e ricerca. Non sorprende che i suoi consigli parigini riflettano questa filosofia: una selezione eterogenea che spazia dal bistrot più schietto al ristorante stellato, ma sempre unita da un filo conduttore fatto di qualità, personalità e un'attenzione particolare al vino, spesso naturale.
I Tesori Nascosti di Parigi Secondo Mauricio Zillo
La lista di Mauricio non è quella che trovereste in una guida turistica convenzionale. Sono luoghi scelti per la loro anima, per lo chef che li anima, per la qualità senza compromessi. Ecco i cinque indirizzi imperdibili che ci ha confidato, veri e propri angoli di autenticità nella vastità dell'offerta parigina.
1. Les Arlots: Il Bistrot Verace con l'Anima del Sommelier
Il nostro viaggio inizia nel Xº arrondissement, non lontano dalla Gare du Nord, con Les Arlots. Questo bistrot è stato per Mauricio un punto di riferimento. Lo descrive come un luogo dalla cucina francese *molto saporita*, *ruspante*. È un indirizzo noto agli appassionati e ha ricevuto riconoscimenti importanti, come quello de Le Guide Fooding nel 2017 per la loro salsiccia fatta in casa accompagnata da un purè di patate memorabile.
Il locale è piccolo, accogliente ma con pochi coperti. Questo significa che la prenotazione non è semplicemente consigliabile, ma, a detta di Mauricio, è *obbligatoria* se si vuole avere la certezza di trovare posto. Lo chef Thomas Brachet propone una cucina francese solida che va oltre la celebre salsiccia. In menu si possono trovare piatti come polpo, trippa, animelle di vitello, terrine di fegato d'anatra e maiale, tutti eseguiti con maestria e proposti con un servizio informale e simpatico che mette subito a proprio agio.
Un altro punto di forza, evidenziato con entusiasmo da Mauricio, è la selezione di vini. Il socio dello chef, un sommelier appassionato, cura una carta che è un vero e proprio elogio ai vini naturali. Secondo Zillo, sono *quelli perfetti, che non hanno difetti, non hanno sentori strani*. L'offerta vinicola è così apprezzata che i due soci stanno per aprire un bar dedicato proprio accanto al bistrot. I prezzi sono definiti da Mauricio *correttissimi*, nel gergo francese *caviste*, indicando un ottimo rapporto qualità-prezzo anche per le bottiglie.
- Indirizzo: 136 Rue du Faubourg Poissonnière, Parigi
- Metro: Barbès – Rochechouart, Poissonnière, Gare du Nord
- Chiuso: Domenica e lunedì
- Prezzi: Formula pranzo 18-22 €, Carta 28-53 €
2. Amarante: Il Rifugio degli Chef con Cucina Senza Compromessi
Ci spostiamo verso la fine dell'XIº arrondissement, quasi all'inizio del XIIº, nei pressi di Bastille, per scoprire Amarante. Questo locale è considerato da molti chef parigini un vero e proprio *loro* bistrot, un posto dove rifugiarsi e mangiare bene, specialmente perché spesso è aperto quando gli altri sono a riposo.
Amarante è un luogo che si distingue per non seguire alcuna moda. Non lo fa nella cucina e non lo fa neanche negli arredi, che sono descritti come *assolutamente vintage*. Il suo sito internet è essenziale, di puro *servizio*, riportando unicamente il menu e la carta dei vini. Questa semplicità e focalizzazione sulla sostanza riflette perfettamente la filosofia del locale.
I segni distintivi di Amarante sono una grande *classicità* nei piatti, un'ottima selezione di vini (naturali e non) e la presenza imponente dello chef, Christophe Philippe, descritto da Mauricio come *enorme in tutti i sensi*. Philippe è uno chef che *se ne frega delle mode*, concentrandosi su piatti che ama e che esegue alla perfezione. Mauricio cita alcuni esempi: la sogliola con le frittelle di ceci, l'animella che definisce *la migliore di Parigi per me*, l'anatra di Dombes, una *mousse al cioccolato unica, intensissima*, e una crema al limone altrettanto notevole.
Lo chef è noto anche per essere piuttosto schivo. Non ama i complimenti e, se lo si incontra in sala, tende ad abbozzare con timidezza. Abita vicino al ristorante e spesso esce dal retro per una passeggiata a fine servizio. Per Mauricio, è *uno come piace a me, di quelli che fanno la cucina perché gli piace cucinare, e vorrebbero fare solo quello*. Una figura autentica e dedicata.
- Indirizzo: 4 Rue Biscornet, Parigi
- Metro: Bastille
- Chiuso: Mercoledì e giovedì
- Prezzi: Pranzo 22 €, Carta 38-58 €
3. Mokonuts Cafè e Bakery: Sapori Lievemente Libanesi e Dolci Divini
Restiamo tra l'XIº e il XIIº arrondissement, non lontano da Amarante, per un indirizzo che ha un'origine diversa: Mokonuts cafè e bakery. Nati come un semplice caffè e panetteria, si sono evoluti fino a diventare a tutti gli effetti un bistrot, pur mantenendo le loro radici legate al mondo della panificazione e dei dolci.
La particolarità di Mokonuts è legata alla vita dei suoi proprietari, Moko Hirayama e Omar Koreitem. Avendo due figli e gestendo tutto da soli, hanno scelto di aprire solo per colazione e a pranzo, per poter essere a casa con i bambini quando non sono a scuola. Questo orario ristretto rende il locale ancora più speciale e ricercato.
Il menu cambia ogni giorno, basandosi sulla disponibilità delle materie prime. Si possono trovare piatti come vongole, merluzzi, ceci, anguille, carciofi, patate, in una varietà che segue il mercato. La cucina è accompagnata da una bella selezione di vini naturali.
Ma Mokonuts è famoso anche per la sua parte 'bakery'. I biscotti e gli altri dolci preparati da Moko, di origine giapponese con un passato nella finanza londinese, sono considerati da molti *i migliori di Parigi*. Omar Koreitem, di origine libanese, è un amico di Mauricio e si distingue per una scelta dei prodotti quasi *maniacale*. I due chef si sono conosciuti proprio grazie a fornitori comuni.
La cucina di Omar è descritta da Mauricio come *molto fresca e leggera, ma saporitissima*. C'è un tocco libanese che arricchisce i piatti francesi, con l'uso di ingredienti come hummus, baba ganush, labneh, spesso impreziositi da spezie come sumac o za’atar. Un mix culturale che si traduce in sapori unici e avvolgenti.
- Indirizzo: 5 Rue Saint-Bernard, Parigi
- Metro: Faidherbe – Chaligny
- Chiuso: Sabato e domenica
- Prezzi: Carta 26-40 €
4. Quinsou: La Stella che Mantiene i Prezzi da Bistrot
Ci spostiamo nel VIº arrondissement per scoprire Quinsou, un locale piccolo ma significativo sulla scena parigina. Alla guida c'è lo chef Antonin Bonnet, che ha recentemente ottenuto una stella Michelin. Bonnet è un nome noto a Parigi, forte di esperienze importanti, tra cui un periodo al fianco del leggendario Michel Bras e una lunga militanza in cucine anglosassoni di rilievo.
Chi apprezza la cucina di Bonnet sottolinea la sua capacità di fondere la formazione classica francese con il rispetto per l'importanza del cliente appreso nelle cucine anglosassoni. Questo si traduce in piatti che non sono fini a sé stessi, ma pensati per il piacere di chi li mangia. Anche qui, il menu cambia giorno dopo giorno, una sfida che lo chef affronta grazie a un ristretto gruppo di fornitori fidati che gli garantiscono materie prime di alta qualità: ostriche, pomodori vesuviani (un tocco italiano!), agnello, carote, asparagi, patate, piselli, ma anche ingredienti più ricercati come piccione e aragosta.
La notizia dell'ottenimento della stella Michelin è recente, ma, come sottolinea Mauricio, *ancora i prezzi sono da bistrot*. Questo rende Quinsou un'opportunità eccezionale per provare una cucina stellata a un costo più accessibile rispetto agli standard parigini.
Mauricio descrive la cucina di Bonnet come *pulita, decisa, di buon prodotto*. Ma c'è un altro elemento che rende Quinsou speciale per Zillo: ha una *gran bella carta dei vini*. Per Mauricio, il vino è importante tanto quanto il cibo, e ammette che se un menu lo attrae ma la carta dei vini lo delude, spesso rinuncia ad andare. La cura nella selezione dei vini a Quinsou è quindi un fattore determinante.
- Indirizzo: 33 Rue de l’Abbé Grégoire, Parigi
- Metro: Rennes, Saint-Placide
- Chiuso: Domenica e lunedì
- Prezzi: Pranzo 28, 35 e 48 €, Carta 48 e 65 €
5. Yam'Tcha: L'Eleganza Fusion e L'Istinto Creativo
L'ultimo consiglio di Mauricio ci porta a pochi passi dal Louvre, nel Iº arrondissement, per un'esperienza di altissimo livello: Yam'Tcha. Questo ristorante, da tempo insignito di una stella Michelin, è il frutto del talento di Adeline Grattard e di suo marito Chi Wah Chan. Lei è la chef, con un passato in cucine prestigiose come quelle di Yannick Alléno e Pascal Barbot; lui è il sommelier e un maestro del tè.
Yam'Tcha significa *bere il tè* in mandarino, e questo nome racchiude una parte fondamentale dell'esperienza offerta. Chi Wah Chan non solo cura un'eccellente selezione di vini, ma propone anche raffinati abbinamenti di tè per accompagnare i piatti complessi e creativi della moglie. Adeline Grattard è descritta come precisa, elegante e sicura nella sua creatività. La sua cucina presenta molte influenze cinesi, sapientemente integrate con tecniche e prodotti francesi.
Prenotare da Yam'Tcha è notoriamente difficile, a testimonianza del suo successo e della sua reputazione. Mauricio stesso racconta di esserci stato 7-8 volte e di aver trovato il menu sempre diverso. Questo è possibile grazie a una struttura importante, con almeno 5 o 6 chef in cucina, e un servizio elegante e *inappuntabile*. L'attenzione al dettaglio si vede anche nella selezione di vini e nei bicchieri utilizzati, come i rinomati Zalto.
La cucina di Adeline Grattard, con le sue influenze cinesi e la sua esecuzione impeccabile, colpisce Mauricio per il suo approccio istintivo. Come lui, la chef non segue ricette predefinite, ma crea i piatti sul momento, basandosi sulle materie prime e sull'ispirazione. Questa affinità di stile è un forte richiamo per Mauricio: *dove trovi la tua idea di cucina ci vai con più voglia*.
Sebbene Yam'Tcha non sia un ristorante da frequentare ogni mese, data la fascia di prezzo elevata, Mauricio lo considera la scelta ideale quando si vuole spendere per un'esperienza culinaria di altissimo livello. È un luogo dove l'innovazione, la tecnica e l'istinto si fondono in un'armonia perfetta, offrendo ogni volta un viaggio culinario unico e memorabile.
- Indirizzo: 121 Rue Saint Honoré, Parigi
- Metro: Louvre-Rivoli
- Chiuso: Domenica, lunedì e martedì
- Prezzi: Pranzo 70 €, Carta 150 €
Confronto Rapido: I Ristoranti Consigliati da Mauricio Zillo
| Ristorante | Arrondissement | Fascia Prezzo (Carta) | Vibe / Stile | Highlight Culinario (secondo Zillo) | Giorni Chiusura |
|---|---|---|---|---|---|
| Les Arlots | Xº | 28-53 € | Bistrot francese autentico, informale | Salsiccia e purè, animelle, terrine, vini naturali | Dom, Lun |
| Amarante | XIº/XIIº | 38-58 € | Bistrot classico, vintage, senza mode | Animella (la migliore), mousse cioccolato, anatra, vini curati | Mer, Gio |
| Mokonuts | XIº/XIIº | 26-40 € | Bistrot con influenze libanesi, focus su prodotti | Cucina fresca/leggera/saporita, biscotti (i migliori), hummus, labneh | Sab, Dom |
| Quinsou | VIº | 48-65 € | Stella Michelin con prezzi da bistrot, cucina pulita e decisa | Menu che cambia, prodotti d'eccellenza, ottima carta vini | Dom, Lun |
| Yam'Tcha | Iº | 150 € | Stella Michelin, fusion franco-cinese elegante, alta cucina istintiva | Menu sempre diverso, abbinamenti tè/vino, servizio inappuntabile | Dom, Lun, Mar |
Perché Questi Indirizzi Sono Speciali?
La selezione di Mauricio Zillo va oltre il semplice elenco di buoni ristoranti. Riflette una precisa idea di cosa significhi mangiare bene e in modo autentico. Il filo conduttore che unisce questi cinque locali, pur nella loro diversità, è l'enfasi sulla qualità delle materie prime e sulla passione di chi sta dietro ai fornelli e in sala. Sono luoghi dove il cibo non è solo nutrizione, ma espressione di cultura, ricerca e dedizione.
L'importanza del vino, in particolare quello naturale, è un altro elemento cruciale. Per Mauricio, una grande cucina merita di essere accompagnata da grandi vini, scelti con cura e capaci di esaltare i sapori senza sovrastarli. L'attenzione alla carta dei vini è un segnale della serietà e della cura che il locale dedica all'intera esperienza gastronomica.
Infine, c'è il fattore umano: chef con personalità, come Christophe Philippe di Amarante o Adeline Grattard di Yam'Tcha, che mettono il proprio *istinto* e la propria visione nel piatto, creando esperienze uniche e memorabili. Sono luoghi dove si percepisce l'amore per il mestiere e il desiderio di offrire un'esperienza genuina e appagante, lontano dalla standardizzazione tipica di molti locali turistici.
Domande Frequenti sui Ristoranti Consigliati
Ecco alcune risposte a possibili domande che potreste avere su questi indirizzi parigini:
Questi ristoranti sono molto difficili da prenotare?
Alcuni sì. Mauricio sottolinea che a Les Arlots la prenotazione è *obbligatoria* a causa dei pochi coperti. Yam'Tcha, essendo un ristorante stellato molto apprezzato, è notoriamente difficile da prenotare. Per gli altri, è comunque sempre consigliabile prenotare in anticipo, specialmente per cena o nei giorni più richiesti, per evitare delusioni.
Sono tutti ristoranti molto costosi?
No, la selezione spazia. Mokonuts e Les Arlots offrono opzioni a prezzi da bistrot, specialmente a pranzo. Amarante e Quinsou si collocano in una fascia intermedia, con Quinsou che offre un rapporto qualità-prezzo eccezionale considerando la stella Michelin. Yam'Tcha è l'unico ristorante di alta gamma con prezzi significativamente più elevati, adatto per un'occasione speciale, come suggerito da Mauricio.
Che tipo di cucina aspettarsi?
La cucina varia molto. Troviamo bistrot francesi classici (Les Arlots, Amarante), un mix franco-libanese (Mokonuts), una cucina francese moderna con influenze internazionali e grande attenzione al prodotto (Quinsou), e un'elegante fusione franco-cinese (Yam'Tcha). La costante è l'alta qualità delle materie prime e l'approccio personale e appassionato dello chef.
Sono davvero "non turistici"?
Secondo la prospettiva di uno chef che ha vissuto a Parigi, sì. Sono luoghi frequentati da parigini, da addetti ai lavori, scelti per la loro qualità intrinseca e la loro autenticità, piuttosto che per la loro posizione in zone ad altissimo traffico turistico. Offrono un'esperienza più genuina e legata alla vera scena culinaria parigina.
C'è un focus particolare sui vini naturali?
Sì, l'attenzione ai vini, e in particolare ai vini naturali, è un tema ricorrente nella selezione di Mauricio. Les Arlots ha una *bellissima selezione di vini naturali*, Mokonuts ne offre *tanti*, Amarante ha *buoni vini (naturali e non)*, Quinsou ha una *gran bella carta dei vini* e Yam'Tcha ha una *bellissima selezione di vini*. Questo indica una preferenza per vini che esprimono il territorio e il lavoro del vignaiolo, in linea con la filosofia di rispetto per le materie prime.
Conclusione: Un Viaggio nel Gusto Autentico di Parigi
Esplorare una città attraverso gli occhi e il palato di uno chef come Mauricio Zillo offre una prospettiva unica e preziosa. I suoi consigli ci guidano lontano dai sentieri battuti, verso locali dove la cucina è espressione di passione, ricerca e autenticità. Che siate alla ricerca di un bistrot sincero, di sapori inattesi o di un'esperienza gastronomica di alto livello, questa selezione offre spunti preziosi per scoprire il volto più genuino e delizioso di Parigi. Preparatevi a prenotare e a lasciarvi sorprendere!
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