Quanta tartare si può mangiare?

Tartare: Cruda Si Può? Rischi, Storia e Gusto

09/05/2022

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In molte culture culinarie, la carne cruda occupa un posto d'onore, spesso elevata a prelibatezza per palati raffinati. Pensiamo al pesto di cavallo crudo tanto amato a Parma, servito in vari modi, o alla sofisticata tartare. Eppure, dietro il piacere di gustare la carne nella sua forma più pura, si nasconde un dibattito antico e cruciale: la carne cruda fa bene o fa male? È una questione complessa che merita un'analisi approfondita, che vada oltre il semplice sapore.

Quanta tartare per una persona?
Impiattare e servire la tartare Se stiamo presentando la tartare come antipasto, possiamo fare porzioni da circa 80-100 grammi. Se, invece, preferiamo servirla come secondo piatto, allora possiamo raggiungere anche i 200 grammi a persona!
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Il Dibattito sulla Carne Cruda: Piacere vs Rischio

La tentazione di gustare la carne cruda è forte per molti, attratti dalla sua consistenza unica e dal sapore intenso e 'pulito'. Piatto tipico come il pesto di cavallo a Parma, con la sua semplicità e velocità di preparazione, dimostra quanto questa pratica sia radicata in alcune tradizioni locali. Viene servito sia con contorni caldi che semplicemente tra due fette di pane con rucola, a testimonianza della sua versatilità e popolarità.

Tuttavia, il consumo di carne cruda apre un dibattito costante sui potenziali rischi per la salute. Non si tratta tanto di un discorso nutrizionale, quanto piuttosto di un fondamentale rischio igienico. Questo è il motivo principale per cui spesso medici e nutrizionisti mettono in guardia, in particolare determinate categorie di persone.

Rischi Igienici: Parassiti, Batteri e Virus

Il pericolo maggiore associato al consumo di carne cruda deriva dalla possibile presenza di agenti patogeni. Animali destinati al macello, specialmente suini e polli, possono essere portatori sani di parassiti, batteri (come Escherichia coli e Salmonella), virus e altri microrganismi nocivi. Questi agenti possono causare infezioni anche gravi nell'uomo.

È per questo motivo che alle donne in gravidanza viene fortemente sconsigliato il consumo di insaccati non cotti e carni crude. Il rischio di trasmissione di infezioni che potrebbero compromettere la salute del feto è concreto e non va sottovalutato.

È utile distinguere tra rischio batterico e virale. Il rischio batterico è il più comune e si lega spesso a condizioni igieniche non ottimali durante le fasi di allevamento, macellazione o conservazione della carne. Il rischio virale, meno diffuso, riguarda virus specifici che infettano le cellule dell'animale. Indipendentemente dalla tipologia, mangiare carne cruda espone a rischi che una corretta cottura è in grado di abbattere quasi completamente. Lo stesso principio di cautela si applica anche al consumo di pesce crudo.

La Tradizione della Carne Cruda a Tavola

Nonostante i rischi, la carne cruda è presente da secoli nelle nostre tavole in diverse forme. Sebbene non esistano tagli specifici 'pensati' solo per il consumo crudo, la carne viene preparata in modi che ne permettono il consumo senza cottura termica. Il carpaccio, la carne macinata e la tartare (tritata finemente al coltello) sono esempi lampanti.

Ma la presenza di carne cruda non si limita ai piatti 'freschi'. Moltissimi prodotti che consumiamo quotidianamente non subiscono cottura: salame, salsiccia secca, soppressata, prosciutto crudo, speck, culatello, bresaola. Questi prodotti si basano su processi di conservazione come salatura, essiccatura o affumicatura per garantire la sicurezza e la durabilità.

Perché la tartare si può mangiare cruda?
Si evitano rischi di infezioni alimentari causate da escherichia coli, un batterio che, come la salmonella, può nascondersi in tartare, carpacci o carne non cotta adeguatamente e che può provocare disturbi di carattere gastrointestinale.

Possiamo quindi dividere idealmente la carne cruda in due grandi gruppi:

  • Carne Cruda Conservata: Prodotti stagionati o salati (prosciutti, salami, bresaola), derivati principalmente da bovino, suino ed equino. I processi di conservazione riducono i rischi, ma non li annullano completamente.
  • Carne Cruda Fresca: Piatti come tartare, carpaccio, pesto di cavallo crudo, ottenuti da carne non trattata termicamente, proveniente soprattutto da bovino giovane (vitellone), cavallo e anatra. Questa tipologia richiede la massima attenzione alla provenienza e alla freschezza.

Benefici Nutrizionali Limitati

Arriviamo alla domanda cruciale: si può mangiare carne cruda? La risposta è sì, ma è fondamentale essere consapevoli dei rischi e prendere le dovute precauzioni. Quanto ai benefici nutrizionali, sono piuttosto limitati e spesso sopravvalutati.

I presunti vantaggi includono:

  • Maggiore Idratazione: La carne cruda mantiene una maggior quantità d'acqua rispetto a quella cotta, contribuendo all'apporto idrico.
  • Conservazione di Elettroliti: Si ritiene che il consumo crudo possa favorire un miglior assorbimento di sali minerali come ferro, potassio, sodio, magnesio e un po' di calcio, che tendono a disperdersi nell'acqua di cottura.
  • Integrità Vitaminica: Alcune vitamine, come la B1, B2, B5 e A, sensibili al calore, rimangono integre nella carne cruda.

Tuttavia, è importante notare che la cottura rende la carne più digeribile, poiché le fibre muscolari vengono ammorbidite dal calore. I benefici della conservazione di alcune vitamine o elettroliti nella carne cruda sono spesso minimi rispetto ai rischi igienici associati.

Perché la Cottura è Preferibile per la Sicurezza

Per garantire la massima sicurezza alimentare e dormire sonni tranquilli, la cottura della carne rimane il metodo più efficace per eliminare i rischi. Il calore è un potente agente patogeno in grado di uccidere batteri e parassiti.

Batteri come Escherichia coli e Salmonella possono annidarsi in tartare, carpacci o carne macinata non cotta adeguatamente. Questi batteri possono causare gravi disturbi gastrointestinali, a volte con conseguenze serie. La stagione calda è particolarmente critica, poiché le alte temperature ambientali favoriscono la proliferazione batterica.

Durante le grigliate, ad esempio, è fondamentale cuocere a fondo salsicce, spiedini, hamburger, e soprattutto la carne di pollo e quella macinata, che sono considerate igienicamente più delicate. Alcune precauzioni importanti da seguire:

  • Limitare al minimo la conservazione della carne a temperatura ambiente, sia prima che dopo la cottura.
  • Evitare di cuocere carne ancora congelata; il calore potrebbe non penetrare uniformemente, lasciando l'interno crudo e a rischio.
  • Assicurarsi cotture uniformi, verificando che non vi siano aree rosate, specialmente in tagli spessi o macinati.
  • Mantenere separati gli utensili e le superfici utilizzate per la carne cruda da quelli per la carne cotta o altri alimenti pronti al consumo.

Scegliere la Carne Giusta per il Consumo Crudo

Se, nonostante i rischi, si decide di gustare carne cruda (e, ammettiamolo, per molti è un piacere irrinunciabile), è fondamentale scegliere la materia prima con estrema cura. La carne deve essere di altissima qualità, freschissima e provenire da fonti affidabili.

È consigliabile optare per carne tenera e magra, proveniente da animali giovani e possibilmente sedentari. Le parti migliori sono i muscoli scheletrici, meno utilizzati nella deambulazione dell'animale e quindi più teneri. Perché giovane e sedentario?

  • Giovane: Un animale giovane non ha ancora sviluppato appieno la muscolatura come un adulto, risultando in tessuti più teneri.
  • Sedentario: L'attività fisica influenza la struttura muscolare. Un animale meno attivo ha muscoli meno tonici e con meno tessuto connettivo, il che si traduce in carne più morbida. Analogamente all'uomo: un impiegato sedentario ha generalmente più massa grassa e meno tonicità muscolare rispetto a un atleta.

La provenienza sicura della carne è un requisito essenziale quando la si consuma cruda. Affidarsi al proprio macellaio di fiducia, chiedendo esplicitamente carne adatta al consumo crudo, è la scelta migliore. Lo stesso vale per le uova, spesso utilizzate per condire la tartare; esistono in commercio uova specificamente testate e sicure per il consumo crudo.

La Storia della Tartare: Dai Tartari al Piatto Gourmet

Il nome 'tartare' evoca immediatamente un piatto raffinato, ma la sua origine è sorprendentemente legata a un popolo guerriero e nomade: i Tartari. Fu questo popolo, noto per le sue lunghe cavalcate attraverso le steppe, a inventare un metodo pratico per consumare la carne durante i viaggi.

Secondo la tradizione, i Tartari usavano posizionare pezzi di carne cruda tra il dorso del cavallo e la sella. Durante le ore di galoppo, la carne veniva naturalmente macinata e battuta dall'attrito e dal movimento del cavallo. Al termine del viaggio, la carne era pronta per essere consumata immediatamente, rappresentando un pasto veloce ed energetico per i guerrieri.

Perché si dice tartare?
I tartari, popolo nomade e guerriero abituato a galoppare per molti chilometri, per sostentarsi durante i viaggi usavano mettere della carne cruda tra il dorso e la sella del cavallo. In questo modo, durante le cavalcate, la carne veniva macinata e battuta ed era quindi pronta per il consumo immediato.

Dalle necessità di un popolo nomade, la tartare si è evoluta fino a diventare un piatto gourmet apprezzato in tutto il mondo, simbolo di eleganza e tradizione culinaria.

Perché la Tartare Va 'Battuta al Coltello'

Una delle caratteristiche distintive della vera tartare è che la carne deve essere 'battuta al coltello', ovvero tritata finemente a mano con un coltello affilato, e non macinata con un tritacarne. Questa non è una semplice preferenza estetica, ma una pratica che influisce profondamente sulla qualità del piatto.

La differenza tra una tartare battuta al coltello e una macinata è evidente sia alla vista che al palato.

CaratteristicaBattuta al ColtelloMacinata
ConsistenzaPezzetti più grossolani, richiede masticazioneImpasto fine, quasi una 'polpetta schiacciata'
SaporeI sapori della carne e dei condimenti sono distinti e si apprezzano masticandoI sapori si mescolano eccessivamente, si perde la distinzione
NutrientiProprietà nutrizionali e organolettiche meglio preservateLa carne si scalda durante la lavorazione, alterando parzialmente sapore e proprietà
Esperienza di GustoRichiede di 'sentire' i vari ingredienti sotto i dentiSi tende a inghiottire senza un'adeguata masticazione

Battere la carne con il coltello preserva l'integrità delle fibre muscolari, mantenendo una consistenza più 'viva' e permettendo di apprezzare meglio il sapore della carne e degli altri ingredienti. La carne macinata tende a scaldarsi durante il processo, compromettendo la freschezza e trasformandosi in una pasta che non offre la stessa esperienza tattile e gustativa.

Servire la Tartare: Temperatura e Porzioni Ideali

Un altro aspetto cruciale per gustare al meglio la tartare è la temperatura di servizio. La tartare deve essere servita fresca, ma non fredda di frigorifero. La temperatura ideale si aggira sui 12-15 gradi Celsius. Se troppo fredda, si perdono gli aromi delicati della carne e dei condimenti.

Quanto alle porzioni, dipendono da come la tartare viene servita:

  • Come antipasto: una porzione ideale si aggira intorno agli 80-100 grammi per persona.
  • Come secondo piatto: si può aumentare la quantità, arrivando anche a 120-200 grammi per persona.

La tartare è spesso presentata con un tuorlo d'uovo fresco intero appoggiato sopra, che il commensale può rompere e mescolare alla carne. L'uovo aggiunge ricchezza e cremosità. Assicurarsi che l'uovo sia adatto al consumo crudo è, come per la carne, fondamentale per la sicurezza.

I condimenti per la tartare sono una questione di gusto personale e creatività. Le combinazioni classiche includono tuorlo d'uovo, senape, acciughe, capperi, cipolla tritata finemente, succo di limone, olio extravergine d'oliva, sale, pepe, tabasco o salsa Worcestershire. Molte ricette moderne sperimentano con ingredienti diversi per creare variazioni uniche.

Perché la tartare si può mangiare cruda?
Si evitano rischi di infezioni alimentari causate da escherichia coli, un batterio che, come la salmonella, può nascondersi in tartare, carpacci o carne non cotta adeguatamente e che può provocare disturbi di carattere gastrointestinale.

Domande Frequenti sulla Tartare e la Carne Cruda

Ecco alcune risposte alle domande più comuni riguardo il consumo di carne cruda e la tartare:

Perché la tartare si può mangiare cruda?

Si può mangiare cruda perché la sua preparazione (battitura al coltello) e la scelta di carni tenere e fresche da animali giovani e sani la rendono più adatta a questo tipo di consumo rispetto ad altri tagli o preparazioni. Tuttavia, è fondamentale che la carne sia di provenienza sicura e di altissima qualità per minimizzare i rischi igienici.

Quali sono i rischi principali del consumo di carne cruda?

I rischi principali sono legati alla presenza di batteri (come E. coli e Salmonella), parassiti e virus che possono causare infezioni gastrointestinali e altri disturbi. Questi rischi sono maggiori per categorie vulnerabili come donne in gravidanza, bambini, anziani e persone con sistema immunitario compromesso.

Perché la tartare va battuta al coltello e non macinata?

La battitura al coltello mantiene l'integrità strutturale della carne, preservando meglio le proprietà organolettiche e nutrizionali. Offre una consistenza più piacevole e permette di apprezzare distintamente i sapori della carne e dei condimenti. La macinatura, invece, scalda la carne e la trasforma in una pasta meno interessante al palato.

Quanta tartare servire per persona?

Come antipasto, una porzione tipica è di 80-100 grammi. Se servita come secondo piatto, la quantità può variare da 120 a 200 grammi per persona, a seconda dell'appetito e degli altri piatti serviti.

Qual è l'origine storica della tartare?

L'origine della tartare è attribuita ai Tartari, un popolo nomade e guerriero. Si narra che ponessero pezzi di carne cruda sotto la sella del cavallo durante le lunghe cavalcate; il movimento e l'attrito sminuzzavano la carne, rendendola pronta per il consumo immediato.

Quale tipo di carne è migliore per la tartare?

È preferibile utilizzare carne magra e molto tenera, proveniente da animali giovani e possibilmente sedentari. Tagli dai muscoli scheletrici sono ideali. La qualità e la freschezza della materia prima sono essenziali, così come la provenienza da allevamenti e macelli affidabili.

Conclusioni

Il consumo di carne cruda, e in particolare della tartare, è un'esperienza culinaria che affonda le radici nella storia e nelle tradizioni. Sebbene offra un gusto e una consistenza unici, è fondamentale approcciarsi ad essa con consapevolezza dei potenziali rischi igienici. Scegliere carne di altissima qualità, proveniente da fonti sicure, prepararla correttamente (battuta al coltello) e rispettare le norme igieniche sono passaggi cruciali per godersi questo piatto con maggiore serenità. Mentre la cottura rimane il metodo più sicuro per eliminare i patogeni, comprendere la storia e le tecniche dietro la tartare ci permette di apprezzare ancora di più questa affascinante preparazione.

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