Quanto si paga la consegna a domicilio?

Il Ristorante Take Away: Guida Completa

27/10/2023

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Il concetto di "take away", o più semplicemente "cibo da asporto" in italiano, è diventato parte integrante delle nostre abitudini alimentari, specialmente negli ultimi anni. Questo modello di servizio, che permette di gustare i sapori del ristorante comodamente altrove, ha visto un'accelerazione significativa, in particolare durante periodi come il lockdown imposto dalla pandemia globale. Inizialmente nato come soluzione di emergenza per garantire ai consumatori l'accesso a beni essenziali (come piatti pronti o semilavorati) e agli imprenditori un minimo di entrata economica, il take away si è rapidamente consolidato come un'opzione valida e apprezzata, affiancandosi o sostituendo la tradizionale somministrazione nel locale. Ma cosa significa esattamente avere un ristorante take away? Come funziona? E quali sono le differenze fondamentali rispetto al servizio di delivery?

Quella che segue è una guida pensata per fare chiarezza sul mondo del cibo da asporto, analizzando non solo l'aspetto pratico e culinario, ma anche le implicazioni organizzative, legali e fiscali che un'attività di questo tipo comporta. Non si tratta di una disamina esaustiva di tutte le normative possibili (che possono variare a livello regionale), ma di un supporto per orientarsi e comprendere i punti cruciali da considerare prima di intraprendere o espandere un servizio di take away.

Cosa vuol dire ristorante take away?
– Locale che prepara cibo da asporto: un t. cinese. Per estens., il servizio offerto da alcuni ristoranti, pizzerie ecc., per cui il cibo viene servito anche in confezioni da asporto: una tavola calda con il t.; anche in funzione attributiva: cibo t., pizza take-away.
Indice dei contenuti

Cos'è Esattamente il Take Away?

Con il termine "take away", o più semplicemente "cibo da asporto" in italiano, ci si riferisce all'acquisto di piatti pronti, prodotti di pasticceria, gelati o altri alimenti presso un esercizio commerciale (come un ristorante, una pizzeria, una gastronomia, un bar) con l'intenzione di consumarli fuori dal locale. La caratteristica distintiva è che il cliente ritira personalmente la merce nel punto vendita. Non c'è un servizio di consegna fornito dal venditore; il trasporto del cibo dal locale al luogo di consumo finale è interamente a carico dell'acquirente.

Questa modalità d'acquisto presuppone che il cibo sia adeguatamente confezionato per il trasporto, in modo da preservarne il più possibile la temperatura, la qualità e l'integrità. I contenitori utilizzati giocano un ruolo cruciale in questo senso. La finalità principale del take away è la praticità: consente di avere un pasto preparato da altri in situazioni o luoghi dove la cucina non è disponibile o desiderata, come la pausa pranzo in ufficio, un picnic al parco, una cena a casa senza dover cucinare, o uno spuntino veloce mentre si è in giro.

Take Away vs. Delivery: Le Differenze Cruciali

Sebbene spesso associati e talvolta offerti dallo stesso esercizio, il take away e il delivery (consegna a domicilio) presentano differenze sostanziali, soprattutto in termini logistici e di responsabilità. La comprensione di queste distinzioni è fondamentale sia per il consumatore che per l'operatore del settore alimentare (O.S.A.).

Il delivery implica che sia l'operatore del settore alimentare (O.S.A.) o un incaricato esterno (come i rider delle piattaforme online) a trasportare il cibo fino al domicilio del cliente o in un altro luogo concordato. In questo caso, la responsabilità relativa al trasporto, alla conservazione della temperatura e all'integrità del cibo durante il tragitto ricade sull'O.S.A. o sul soggetto terzo incaricato. Se l'O.S.A. utilizza mezzi e personale propri, la responsabilità è diretta. Se si affida a piattaforme esterne, è cruciale esaminare attentamente i contratti per definire chiaramente dove finisce la responsabilità dell'O.S.A. e dove inizia quella del trasportatore. È inoltre importante verificare l'idoneità dei contenitori e dei mezzi utilizzati per il trasporto da parte di terzi.

Nel caso del take away, la situazione è diversa e, per certi aspetti, più semplice per l'O.S.A. Il cliente si reca direttamente presso l'esercizio per ritirare l'ordine. La responsabilità dell'O.S.A. per gli aspetti legati al trasporto cessa, di fatto, nel momento in cui il cibo viene consegnato al cliente. Naturalmente, l'O.S.A. è responsabile della qualità, della sicurezza e del corretto confezionamento del prodotto fino al momento della consegna. È buona prassi, anche se non sempre obbligatorio, informare il cliente sull'importanza di rispettare le norme di buona prassi igienica e di conservazione durante il trasporto e fino al consumo, per non vanificare gli sforzi fatti per garantire la salubrità del cibo.

Confronto Veloce: Take Away vs. Delivery

CaratteristicaTake AwayDelivery
Ritiro/ConsegnaCliente ritira al localeRistorante o terzo trasporta al cliente
Responsabilità Trasporto (dopo ritiro/consegna)ClienteRistorante (se con propri mezzi/personale) o terzo (verificare contratto)
InterazioneCliente si reca al localeInterazione a distanza (telefono/app) e al punto di consegna
Praticità per il ClienteRichiede spostamento al localeComodità di ricevere a casa/lavoro
Gestione Logistica per RistorantePiù semplice (solo confezionamento)Più complessa (gestione trasporti, rider, tempi)
Implicazioni Fiscali (IVA)Cessione di beni (IVA per prodotto)Cessione di beni (IVA per prodotto) - Nota: La somministrazione in loco è prestazione di servizi (IVA 10%)

Adattare il Menù al Servizio da Asporto

Non tutti i piatti si prestano allo stesso modo al servizio take away o delivery. Pensiamo a preparazioni delicate come un fritto misto, che rischia di perdere croccantezza e temperatura, o a un risotto, che potrebbe scuocere o diventare colloso durante il trasporto. È fondamentale per un ristoratore rivedere il menù proposto per l'asporto, selezionando piatti che mantengano il più possibile la loro qualità organolettica anche dopo essere stati confezionati, trasportati e, spesso, riscaldati a casa.

Questo significa che potrebbe essere necessaria una revisione delle ricette. Alcuni piatti potrebbero richiedere ingredienti leggermente diversi o tecniche di cottura modificate per resistere meglio al tempo e al trasporto. Ad esempio, l'uso di tecnologie come l'abbattimento di temperatura (per raffreddare rapidamente cibi caldi e bloccare la proliferazione batterica), la cottura sottovuoto (che preserva sapori e consistenze) o il confezionamento in atmosfera protettiva (che prolunga la shelf life) possono migliorare significativamente la qualità del prodotto da asporto. Tuttavia, è importante notare che queste tecniche amplificano anche le caratteristiche di partenza: un ingrediente di bassa qualità si sentirà ancora di più nel prodotto finale.

Quali sono le migliori guide per ristoranti in Italia?
La guida sui ristoranti più famosa è certamente la Guida Michelin, detta “La Rossa”. Il suo sistema di classificazione - le Stelle - è così celebre da essere diventato anche un modo di dire: “È un ristorante/chef stellato” è una frase che ricorre spesso sui giornali o in tv.

La "rigenerazione" è un altro aspetto chiave. Il cliente dovrà quasi certamente riscaldare o riportare a temperatura il piatto a casa. Fornire istruzioni chiare e semplici su come farlo (tempi, temperature, metodi consigliati) è essenziale per garantire che l'esperienza di degustazione sia il più vicino possibile a quella in loco. Queste istruzioni possono essere stampate sull'etichetta o su un foglietto allegato.

Una revisione del menù può anche portare a una sua semplificazione. Un numero eccessivo di varianti può complicare il lavoro in cucina, soprattutto in spazi non progettati per la produzione intensiva di cibo da asporto. Ridurre la complessità può migliorare l'efficienza, ridurre i tempi di preparazione e minimizzare il rischio di errori o contaminazioni.

Aspetti Organizzativi e Gestionali

Oltre al menù, l'implementazione di un servizio take away richiede un'attenta riorganizzazione interna. Misure come il distanziamento tra gli operatori in cucina (reso necessario dalle normative sanitarie ma utile anche per l'efficienza), la semplificazione delle operazioni di produzione e la riduzione dei tempi di lavorazione e delle manipolazioni sono cruciali non solo per rispettare le normative igienico-sanitarie, ma anche per migliorare l'efficienza e ridurre i rischi di contaminazioni crociate (microbiologiche e chimiche, ad esempio allergeni).

La rintracciabilità è un obbligo normativo fondamentale nel settore alimentare (Reg CE 178/2002). Per il take away, è più semplice garantire la rintracciabilità a monte (chi fornisce le materie prime) e a valle (a chi viene venduto il prodotto finito, anche se non nominativamente per il take away, ma per lotto di produzione). Ma è altrettanto utile, anche se non obbligatorio per legge, gestire la rintracciabilità interna, ovvero collegare le materie prime utilizzate ai prodotti finiti preparati in un determinato momento. Questo aiuta in caso di problemi di qualità o sicurezza.

Un concetto spesso frainteso è quello dei "semilavorati". Lungi dall'essere sinonimo di bassa qualità, l'uso di semilavorati (prodotti in proprio in lotti più grandi o acquistati da fornitori affidabili) è spesso un passaggio obbligato per garantire la necessaria standardizzazione qualitativa ed economica. La qualità, secondo definizioni standard come la UNI EN ISO 8402:1995, è l'insieme delle proprietà che conferiscono a un prodotto la capacità di soddisfare esigenze espresse o implicite. L'uso strategico di semilavorati può aiutare a mantenere questa standardizzazione anche in un servizio come il take away, dove la rapidità e l'efficienza sono importanti.

Implicazioni Legali, Fiscali e Amministrative

L'introduzione o l'espansione di un servizio take away non è solo una questione operativa o culinaria, ma ha risvolti importanti a livello legale e fiscale che non possono essere ignorati. Un aspetto cruciale riguarda i codici ATECO, che identificano l'attività economica svolta. Mentre i ristoranti rientrano generalmente nel gruppo 56 (Attività dei servizi di alloggio e di ristorazione), attività come pasticcerie, gelaterie o pizzerie al taglio possono avere codici diversi all'interno del gruppo 10 (Industrie alimentari). Le gastronomie, per loro natura orientate all'asporto, hanno spesso il codice 10.85. È possibile per un'azienda avere più codici ATECO, e alcuni potrebbero considerare l'aggiunta di codici legati al commercio al dettaglio di prodotti alimentari (come 47.29.90) o alla gastronomia per riflettere meglio l'attività di take away. La corretta identificazione dell'attività è fondamentale per molti adempimenti amministrativi e fiscali.

La distinzione fondamentale, con rilevanti conseguenze fiscali, è tra "prestazione di servizi" (la somministrazione, cioè il consumo nel locale con tutti i servizi annessi) e "cessione di beni" (la vendita di prodotti da portare via, sia take away che delivery). La somministrazione è soggetta a un'aliquota IVA agevolata del 10%. La cessione di beni (take away/delivery), invece, richiede l'applicazione dell'aliquota IVA specifica per ogni singolo prodotto venduto. Questo significa che su una birra venduta da asporto si applicherà l'IVA al 22%, su salumi o formaggi l'IVA al 10%, sulla frutta l'IVA al 4%, e su un piatto pronto (considerato bene) l'IVA al 22%. Questa non è una novità normativa introdotta con la pandemia, ma una distinzione già presente nel DPR 633/72 che disciplina l'IVA. Chi effettuava già take away o delivery (come bar o ristoranti che offrivano pizze da asporto) probabilmente aveva già configurato i propri registratori di cassa telematici per gestire le diverse aliquote.

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È indispensabile anche verificare lo statuto dell'azienda, in particolare l'oggetto sociale dichiarato. Questo documento definisce le attività che l'azienda è autorizzata a svolgere. Se non è esplicitamente prevista la possibilità di svolgere attività di take away o delivery, potrebbe essere necessario modificarlo. Inoltre, le normative regionali sul commercio presentano differenze significative sul territorio nazionale, rendendo la situazione ancora più complessa e richiedendo una verifica specifica in base alla regione in cui si opera.

Affrontare questi aspetti senza l'aiuto di un esperto può essere rischioso e portare a sanzioni. La consulenza di un commercialista qualificato, esperto nel settore della ristorazione e del commercio, è pertanto fondamentale per assicurarsi di essere in regola con tutti i requisiti legali, fiscali e amministrativi vigenti.

Cosa Mangiare Quando Si Sceglie il Take Away?

La scelta del cibo da asporto è vastissima e fortemente influenzata dalla cultura culinaria locale e dalla tipologia di esercizio. Se pensiamo al take away, l'immagine più immediata potrebbe essere quella di una pizza, un hamburger, un kebab, o del cibo etnico come sushi o piatti cinesi. Questi alimenti si prestano bene al trasporto e al consumo informale.

Tuttavia, il concetto di take away si estende a qualsiasi piatto che possa essere adeguatamente confezionato per essere consumato altrove. Molti ristoranti, anche quelli che offrono cucina tradizionale o gourmet, hanno adattato il proprio menù per includere opzioni da asporto. Si possono trovare primi piatti (come paste o zuppe in contenitori termici), secondi (carne, pesce, verdure), contorni, insalate, panini gourmet, dolci e bevande.

L'essenziale è la praticità: il cibo deve essere facile da trasportare e da mangiare senza l'attrezzatura completa di un ristorante (piatti, posate elaborate, ecc.). Questo non significa limitarsi al "cibo spazzatura"; molti ristoranti offrono piatti di alta qualità adattati per l'asporto, fornendo contenitori idonei, a volte compostabili, e istruzioni precise per la rigenerazione (riscaldamento) a casa.

Dalle insalate fresche ai piatti unici, dai secondi che mantengono bene la temperatura ai dolci che viaggiano senza rovinarsi, quasi tutto può diventare "take away" con la giusta preparazione, il corretto confezionamento e l'attenzione a preservare la qualità e la sicurezza alimentare dal momento del ritiro fino al consumo. La scelta dipende dal tipo di esercizio e dalle preferenze del cliente, offrendo un'alternativa comoda e versatile al pasto consumato nel locale.

Domande Frequenti sul Take Away

Ecco alcune risposte rapide alle domande più comuni relative al servizio di cibo da asporto:

Il take away è solo per fast food?
Assolutamente no. Sebbene spesso associato a pizzerie, paninoteche e ristoranti etnici veloci, il servizio take away è offerto da una vasta gamma di esercizi, inclusi ristoranti di cucina tradizionale e gourmet che adattano il proprio menù e il confezionamento per l'asporto.
Qual è la differenza principale tra take away e delivery?
La differenza principale riguarda chi effettua il trasporto. Nel take away, il cliente ritira personalmente il cibo presso l'esercizio. Nel delivery, il cibo viene consegnato al cliente a domicilio o in altro luogo concordato dal ristorante stesso o da un servizio di consegna terzo.
L'IVA sul take away è sempre il 10%?
No. L'IVA al 10% si applica alla somministrazione (consumo nel locale, considerato prestazione di servizi). Per il take away e il delivery (considerati cessione di beni), si applicano le aliquote IVA specifiche dei singoli prodotti venduti (che possono essere 4%, 10% o 22%) secondo la normativa vigente.
Devo cambiare il mio codice ATECO per fare take away?
Dipende dalla tua attività principale e da cosa è dichiarato nello statuto della tua azienda (l'oggetto sociale). Attività come le gastronomie o le pizzerie al taglio hanno già codici ATECO adatti (es. 10.85 o specifici per pizzeria). Altri esercizi potrebbero dover aggiungere codici relativi al commercio al dettaglio di prodotti alimentari o verificare che l'attività di asporto sia già contemplata nell'oggetto sociale. È fondamentale consultare un commercialista.
Chi è responsabile della conservazione del cibo durante il trasporto nel take away?
Nel servizio take away, la responsabilità dell'O.S.A. (il ristorante) per gli aspetti legati al trasporto cessa generalmente nel momento in cui il cibo viene consegnato al cliente. La responsabilità della corretta conservazione durante il tragitto e fino al consumo passa al cliente. È buona norma per il ristorante fornire indicazioni su come trasportare e conservare al meglio il cibo.

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