Che zona è Monte Mario a Roma?

Monte Mario Alto: Storia e Segreti di un Colle Romano

26/03/2022

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Monte Mario Alto rappresenta un angolo di Roma carico di storia, un'area che, pur essendo relativamente giovane nella sua configurazione urbana moderna, affonda le sue radici in un passato remotissimo. Situato sulla propaggine nordoccidentale dell'altura di Monte Mario, questo quartiere offre una prospettiva unica sull'evoluzione del territorio romano, testimoniando presenze umane fin dall'epoca etrusca e accogliendo nel corso dei secoli viandanti, pellegrini e, infine, i suoi attuali abitanti.

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L'idea di un insediamento moderno in quest'area prese forma nei primi decenni del Novecento, precisamente a partire dagli anni venti. Fu l'iniziativa di una lungimirante cooperativa composta principalmente da impiegati e funzionari delle Poste e Telegrafi. Il loro desiderio era quello di creare una 'città giardino' a breve distanza dal centro pulsante di Roma, ma immersa nella tranquillità collinare. L'ispirazione per questo progetto venne dai modelli coevi, in particolare dalla Città Giardino Aniene, e più in generale dalle idee di 'garden city' di ispirazione anglosassone. Il progetto prevedeva la realizzazione di eleganti villini circondati da giardini, un modello abitativo che poneva l'accento sulla qualità della vita e sul contatto con la natura. Questo primo nucleo abitativo fu inizialmente conosciuto con il nome di 'Case Nostre'.

Indice dei contenuti

Le Radici Antiche: Dagli Etruschi ai Romani

Ciò che rende Monte Mario Alto particolarmente affascinante è il contrasto tra la sua genesi moderna come quartiere residenziale e la profondità del suo passato storico, rivelato in modo sorprendente proprio durante i lavori di edificazione del Novecento. Gli scavi e gli sterri per la costruzione dei villini portarono infatti alla luce importanti testimonianze archeologiche che riscrivevano la storia del colle.

L'Oppidum Etrusco e le Sue Necropoli

Le scoperte più significative risalgono all'epoca orientalizzante (VIII-VII secolo a.C.) e arcaica (VI secolo a.C.). Furono individuate tracce di un esteso abitato fortificato, un vero e proprio oppidum, che si estendeva su una superficie di circa 10 ettari. Questo insediamento era protetto da grandi fossati, larghi tra i 5 e gli 8 metri, affiancati da un camminamento perimetrale e, quasi certamente, da una palizzata lignea su aggere. I limiti di questo abitato antico sono stati individuati tra via Giuseppe Taverna e via Giuseppe Allievo / via Floridiana, con il confine meridionale lungo la via Trionfale e quello settentrionale nel giardino di via Allievo.

La presenza di questo insediamento fortificato è stata collegata dagli studiosi al racconto tradizionale della conquista dei Septem pagi, i sette villaggi situati sulla sponda etrusca del Tevere (il cosiddetto litus Tuscus), da parte di Romolo. Monte Mario, per la sua posizione elevata e strategica, rappresentava un punto ideale per un avamposto nel territorio controllato dalla potente città etrusca di Veio, prima della sua conquista da parte di Roma.

Intorno all'abitato fortificato si estendevano le necropoli, secondo la consuetudine etrusca di collocare i luoghi di sepoltura al di fuori del perimetro urbano. Numerose tombe di varia fattura sono state rinvenute nell'area, in particolare negli isolati attorno all'attuale Chiesa di Nostra Signora di Guadalupe. Tra queste, sono state documentate tombe a camera scavate nel tufo, alcune anche monumentali con lungo dromos (corridoio d'accesso), tombe a forno, a fossa e a corridoio. Questi ritrovamenti, emersi a partire dal 1921, richiesero l'intervento della Soprintendenza, con indagini condotte dall'ispettore Innocenzo dall'Osso e pubblicate solo molti anni dopo, nel 1954, da Catia Caprino. Oltre alle sepolture, l'area ha restituito anche abbondanti tracce di canalizzazioni, fossati (forse agricoli o difensivi) e resti di murature in opera quadrata di tufo, la cui funzione rimane in parte incerta.

Le Testimonianze di Epoca Romana

Anche l'epoca romana ha lasciato le sue impronte su Monte Mario Alto, sebbene in modo meno imponente rispetto alle vestigia etrusche scoperte. Sulla Carta Storica Archeologica Monumentale e Paesistica del Suburbio e dell'Agro Romano sono segnalati resti di una villa romana in prossimità dell'incrocio tra via delle Benedettine e via Siro Conti. Altri materiali archeologici sporadici sono stati individuati lungo l'asse di via delle Benedettine, suggerendo una frequentazione del colle anche in questo periodo.

Un edificio che potrebbe essere stato una villa o, più probabilmente, una struttura adibita alla sosta dei viandanti è stato riconosciuto lungo l'antica Via Trionfale, in prossimità dell'attuale stazione ferroviaria di Roma Monte Mario. La Via Trionfale, una delle importanti vie consolari romane che collegava Roma a Veio e oltre, rappresentava un asse viario fondamentale che ha plasmato la storia del territorio di Monte Mario.

Un'altra testimonianza significativa dell'ingegneria romana ancora visibile (sebbene non monumentalmente esposta) è lo speco dell'Acquedotto Traiano (aqua Traiana). Questo acquedotto, costruito dagli ingegneri romani senza ricorrere alle imponenti arcuazioni tipiche degli acquedotti orientali di Roma, fu realizzato all'altezza del piano di campagna e corre parallelo alla Via Trionfale nella parte meridionale di Monte Mario Alto. Danneggiato dai Goti di Vitige nel VI secolo d.C. durante l'assedio di Roma, fu ripristinato agli inizi del XVII secolo da papa Paolo V, assumendo il nome moderno di Acquedotto Paolo o, più popolarmente, Acqua Paola. Ancora oggi in funzione, l'acquedotto giace poco al di sotto del piano stradale ed è accessibile per la manutenzione tramite piccole costruzioni moderne in mattoni. Un esempio di queste strutture di accesso si conserva in via Ottavio Assarotti.

Monte Mario Alto nel Medioevo: Il Percorso dei Pellegrini

Il Medioevo vide Monte Mario Alto assumere un ruolo di primaria importanza lungo uno degli assi viari più vitali per l'Europa: la Via Francigena. Questo percorso rappresentava il principale collegamento tra Roma e l'Europa centro-occidentale ed era la via preferita dai pellegrini diretti alla Città Eterna, in particolare verso la Basilica di San Pietro in Vaticano, meta spirituale fondamentale dell'epoca.

Dopo aver seguito l'antica Via Cassia fino alla località oggi nota come Tomba di Nerone, la Via Francigena piegava a sud, attraversando l'area che oggi corrisponde alla Riserva naturale dell'Insugherata, per poi risalire sulla collina di Monte Mario. Il percorso medievale attraverso l'attuale Monte Mario Alto corrispondeva approssimativamente alle attuali via Augusto Conti, via Achille Mauri e via Vincenzo Troya. Da qui, la Via Francigena si riconnetteva alla Via Trionfale, proseguendo verso il Borgo e il Vaticano. La presenza di Monte Mario lungo questo itinerario conferisce al colle un'importanza storica che va oltre la sua dimensione locale, inserendolo in un contesto di mobilità e spiritualità di respiro europeo.

L'Età Moderna e la Nascita del Quartiere

La configurazione attuale di Monte Mario Alto prese forma in modo significativo all'inizio del XX secolo, con due grandi interventi che ne hanno definito l'identità.

Il Complesso di Santa Maria della Pietà

Tra il 1909 e il 1914, in quest'area del suburbio romano, fu realizzato il complesso dell'ex manicomio provinciale di Santa Maria della Pietà. Questa struttura divenne uno degli ospedali psichiatrici più celebri e vasti d'Europa, un punto di riferimento per la cura delle malattie mentali per decenni. Negli anni più recenti, il vasto patrimonio edilizio del manicomio è stato oggetto di un importante processo di recupero e riqualificazione. Molti padiglioni sono stati riconvertiti per ospitare altre funzioni di pubblica utilità, mentre l'ampio giardino che circonda il complesso, caratterizzato da una pineta, è stato reso liberamente fruibile come parco pubblico, offrendo un importante spazio verde per il quartiere e per l'intera città.

La Città Giardino 'Case Nostre'

Parallelamente alla costruzione del manicomio, sull'altro lato della Via Trionfale, prese avvio il progetto abitativo della cooperativa di impiegati statali, denominato 'Case Nostre'. Come accennato, l'idea era quella di creare una zona residenziale basata sul modello della città giardino, con villini signorili circondati da ampi spazi verdi. Questo progetto, iniziato negli anni venti del Novecento, prevedeva inizialmente la realizzazione di circa 300 lotti, ma ne furono effettivamente edificati solo una cinquantina. Nonostante ciò, molti di questi villini storici si conservano ancora oggi, testimonianza dell'idea urbanistica originale, e sono integrati nel tessuto urbano che si è sviluppato successivamente.

L'edificazione dell'area è proseguita nel corso del XX secolo, ma in gran parte con palazzine di ridotta altezza, contribuendo a mantenere, almeno in parte, l'idea di una periferia non eccessivamente intensiva e caratterizzata dalla presenza di aree verdi tra le abitazioni. Questa scelta ha evitato una completa snaturazione del progetto iniziale.

Al centro del quartiere moderno, come suo fulcro sociale e religioso, si erge la Chiesa di Nostra Signora di Guadalupe a Monte Mario. Realizzata in stile neoromanico tra il 1928 e il 1932, la chiesa si affaccia su un'ampia piazza lastricata che rappresenta il vero cuore pulsante dell'area di Monte Mario Alto.

Negli anni più recenti, l'accessibilità del quartiere è stata notevolmente migliorata. L'apertura nel 2004 della Galleria Giovanni XXIII e la sua conseguente connessione con la Tangenziale Est di Roma hanno permesso una drastica riduzione dei tempi di percorrenza e un miglior collegamento con le altre zone della città per la mobilità privata.

Oggi, l'area è ufficialmente riconosciuta con la denominazione di Monte Mario Alto, un nome che evoca la sua posizione elevata e la sua identità distintiva all'interno del vasto territorio romano.

Un Confronto tra Epoche: Monte Mario Alto attraverso i Secoli

EpocaCaratteristiche PrincipaliTestimonianze Archeologiche / Storiche
Etrusca (VIII-VI sec. a.C.)Insediamento fortificato (oppidum) nel territorio di VeioFossati, camminamento, palizzata, necropoli con tombe a camera
RomanaFrequentazione del colle, strutture lungo la Via TrionfaleResti di villa, materiali sporadici, speco dell'Acquedotto Traiano (Acqua Paola)
MedioevoPunto di passaggio fondamentale della Via FrancigenaPercorso storico corrispondente a vie attuali (Via A. Conti, Via A. Mauri, Via V. Troya)
Età Moderna (Inizio XX sec.)Realizzazione Manicomio S. Maria della Pietà; Nascita Città Giardino 'Case Nostre'Complesso manicomiale (oggi parco/servizi); Villini della cooperativa, primi ritrovamenti archeologici
Età ContemporaneaSviluppo urbano con palazzine; Miglioramento accessibilitàTessuto urbano misto (villini/palazzine); Galleria Giovanni XXIII

Domande Frequenti su Monte Mario Alto

Cos'è Monte Mario Alto?
È un'area residenziale di Roma situata sulla propaggine nordoccidentale dell'altura di Monte Mario, nota per la sua storia millenaria e il suo sviluppo come 'città giardino' nel XX secolo.

Quando è iniziato lo sviluppo moderno del quartiere?
L'edificazione moderna iniziò negli anni venti del Novecento per iniziativa di una cooperativa di impiegati statali, che realizzarono il nucleo originario noto come 'Case Nostre'.

Quali importanti scoperte archeologiche sono state fatte a Monte Mario Alto?
Durante i lavori di costruzione del Novecento sono state scoperte significative tracce di un oppidum etrusco fortificato risalente all'VIII-VI secolo a.C., con fossati, mura e vaste necropoli con tombe a camera. Sono stati trovati anche resti di epoca romana, tra cui quelli di una villa e lo speco dell'Acquedotto Traiano (Acqua Paola).

La Via Francigena attraversava Monte Mario Alto?
Sì, nel Medioevo la Via Francigena, importante percorso di pellegrinaggio per Roma, passava per Monte Mario Alto, seguendo un tracciato che corrisponde in parte a vie moderne come Via Augusto Conti, Via Achille Mauri e Via Vincenzo Troya, prima di ricongiungersi alla Via Trionfale verso il Vaticano.

Cosa rappresenta il complesso di Santa Maria della Pietà per l'area?
L'ex manicomio provinciale di Santa Maria della Pietà, costruito tra il 1909 e il 1914, è stato per decenni uno dei più grandi ospedali psichiatrici d'Europa. Oggi, il suo vasto complesso è stato in parte riqualificato e ospita servizi pubblici, mentre l'ampio parco circostante è un'importante area verde pubblica a disposizione del quartiere.

Come è l'accessibilità di Monte Mario Alto oggi?
L'accessibilità è notevolmente migliorata nel tempo. L'apertura della Galleria Giovanni XXIII nel 2004 ha connesso l'area alla Tangenziale Est, riducendo significativamente i tempi di spostamento verso altre zone di Roma.

In conclusione, Monte Mario Alto non è solo un quartiere residenziale di Roma, ma un luogo dove la storia affiora dal sottosuolo, raccontando secoli di vita, da un antico avamposto etrusco a un fondamentale crocevia medievale, fino alla moderna visione di una città giardino. Un colle che continua a custodire i suoi segreti mentre guarda al futuro.

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