Quanto tempo ci vuole per salire sulla pietra di Bismantova?

Pietra di Bismantova: Salita, Fascino e Storia

30/01/2024

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Immersa nel cuore dell'Appennino Reggiano, la Pietra di Bismantova si staglia nel paesaggio con un profilo unico e inconfondibile, quasi come una gigantesca nave arenatasi tra le colline. Questa imponente formazione rocciosa non è solo un simbolo del territorio, ma anche una meta affascinante per escursionisti, amanti della natura e appassionati di storia. Raggiungere la sua sommità è un'esperienza gratificante, ma quanto tempo ci vuole e quali sono i percorsi migliori?

Indice dei contenuti

Quanto Tempo per Raggiungere la Cima?

La domanda più frequente per chi si avvicina alla Pietra di Bismantova è sicuramente legata ai tempi di percorrenza per raggiungere la sua sommità. Fortunatamente, esistono diverse opzioni, adatte a vari livelli di allenamento e preferenze. Il tempo necessario varia notevolmente a seconda del sentiero scelto.

Dove si trova Pietra di Bismantova?
La Pietra di Bismantova è quel massiccio roccioso dall'inconfondibile ed isolato profilo a forma di nave che contraddistingue il paesaggio dell'Appennino Reggiano. Con una lunghezza di 1 km, una larghezza di 240 m ed un'altezza di 300 m, sull'altopiano che le fa da base, è un gigantesco esempio di erosione residuale.
ItinerarioPunto di PartenzaTempo StimatoNote
Classico (CAI 697)Piazzale Dante (Castelnovo)Circa 25 minutiPiù breve, ma ripido nel tratto finale e richiede attenzione.
Variante (CAI 697A + 697B)Vicino Rifugio / Deposito AgacCirca 50 minutiPiù lungo, aggira la parete sud, sentiero a tratti impervio ma ben segnalato.
Da Cà PavoniCà Pavoni (vicino Castelnovo)Circa 55 minutiPendenze non troppo accentuate, mix di bosco e aperto.
Da Casa Pattino (Ippovia)Dopo Casa Pattino (Castelnovo)Circa 35 minutiLargo, con pendenze non eccessive, coincide con l'Ippovia.

È importante considerare che questi tempi sono stime medie per un passo normale. Le condizioni del sentiero (asciutto o bagnato) e il proprio livello di allenamento possono influenzare significativamente la durata dell'escursione.

Gli Itinerari per Salire sulla Rupe

Esplorare la Pietra di Bismantova significa scegliere tra sentieri che offrono prospettive e sfide diverse. L'itinerario classico, il CAI 697, è il più diretto e rapido. Parte dal comodo Piazzale Dante (872 m s.l.m.), facilmente raggiungibile in circa 3 km dal centro di Castelnovo ne' Monti, dove è disponibile un parcheggio. Dopo aver superato il Piazzale dell'Eremo e una suggestiva fonte, il sentiero si avvicina gradualmente alla parete rocciosa, scorrendo sotto i grandi costoni di arenaria. Questo tratto attraversa zone con materiale franato, richiedendo cautela. Il tratto conclusivo è più ripido, intagliato nella roccia e si sviluppa in area boschiva prima di sbucare sul pianoro sommitale. Data la presenza di rocce strapiombanti e il rischio di caduta massi, questo tracciato, sebbene messo in sicurezza in diversi punti, è consigliabile affrontarlo con l'attrezzatura necessaria e la dovuta attenzione.

Per chi preferisce una salita più lunga ma potenzialmente percepita come più agevole o panoramica, esistono varianti e altri percorsi. Una di queste è la combinazione dei sentieri CAI 697A e 697B (circa 50 minuti complessivi). Il 697A parte a lato del Rifugio della Pietra (o da un bivio sulla strada per Piazzale Dante circa un chilometro prima del parcheggio), proseguendo nel bosco con saliscendi fino al deposito Agac. Da qui, il ripido tratto 697B, ben segnalato, aggira la parete sud e riporta a quota 968 metri, dove una scalinata rocciosa conduce al pianoro sommitale.

Sono possibili anche altri itinerari, semplici e suggestivi, che partono da Castelnovo o dai borghi che circondano la base della Pietra. Ad esempio, salendo da via Bismantova e poi via Pavoni, si raggiunge l'abitato di Cà Pavoni (accessibile anche in auto). Da qui parte un sentiero (circa 55 minuti) con pendenze non troppo accentuate, che alterna tratti nel bosco e aree più aperte. Questo imbocco è raggiungibile anche dal centro di Castelnovo (via Comici civico 34) tramite una carraia di 5 minuti.

Un'altra opzione parte sempre da via Comici a Castelnovo. Proseguendo fino alla fine dell'asfalto, oltre Casa Pattino, inizia un sentiero (circa 35 minuti) che è parte dell'Ippovia Appennino Reggiano. Questo tracciato è descritto come abbastanza largo e con pendenze non eccessive, percorribile a piedi o a cavallo. Per questo percorso, è consigliabile lasciare l'auto prima di raggiungere il nucleo di Casa Pattino.

Infine, tutti i borghi che compongono l'anello del Giro della Pietra alla base della rupe sono connessi alla sommità da sentieri, generalmente di facile percorribilità. Le bacheche informative presenti all'inizio di questi sentieri nei borghi forniscono dettagli utili per l'escursionista.

Dove si Trova la Pietra di Bismantova?

La Pietra di Bismantova è un elemento iconico e inconfondibile nel paesaggio dell'Appennino Reggiano. Situata nel territorio del comune di Castelnovo ne' Monti, in provincia di Reggio Emilia, si presenta come un massiccio roccioso isolato con un profilo unico, spesso descritto come a forma di nave. Le sue dimensioni sono notevoli: circa 1 km di lunghezza, 240 metri di larghezza e un'altezza di 300 metri rispetto all'altopiano circostante.

Questa imponente formazione è il risultato di un lungo processo di erosione, che l'ha lasciata come un gigantesco esempio di erosione residuale, stagliandosi nettamente dal territorio circostante. La sua posizione la rende visibile da ampie porzioni della pianura e delle montagne circostanti.

Il Mistero del Nome: Perché si Chiama Così?

Il nome "Bismantova" è avvolto in un fascino antico e diverse teorie tentano di spiegarne l'origine, mescolando storia, leggenda e linguistica. Non c'è un'unica risposta certa, ma l'incertezza stessa contribuisce ad accrescere l'aura di mistero che circonda la Pietra.

Dove si trova il ginepro in Italia?
Il ginepro comune è un arbusto a vasta distribuzione eurasiatica presente in tutte le regioni d'Italia. La distribuzione regionale si estende su quasi tutto il territorio, con lacune in pianura, sino ai fondovalle del settore alpino, più in alto vicariato dalla subsp. alpina, mentre la var.

Un'ipotesi affascinante la lega al suo possibile ruolo di montagna sacra nell'antichità. Alcuni studiosi suggeriscono un'origine etrusca, dalla fusione di "man" (pietra scolpita) e "tae" (altare per sacrifici), indicando un luogo di culto pre-romano.

Un'altra teoria, con radici celtiche, propone "vis men tua" (vischio, luna), legata a riti notturni di raccolta del vischio tra i querceti della zona, espressione di un antico culto lunare. "Vismentua" si sarebbe poi evoluta in "Bismantova".

Non manca l'ipotesi romana, forse data per scherno ai nemici Liguri che la occupavano: "SUISMONTIUM", ovvero "monte del suino", per via della sagoma che da certe angolazioni ricorderebbe un cinghiale. Questo nome si sarebbe poi trasformato nell'attuale.

Altre interpretazioni includono l'origine gallica "BIG MAN TOW" (grande campo trincerato dei Galli), l'etrusco "MANTAE" (altare naturale), un collegamento alla città di Mantova per la somiglianza vista dalla pianura, "VIS MONTIUM" (forza della montagna), "BIS MANTO" (mantello grigio dialettale per il colore grigio della pietra), e persino un riferimento bizantino, "OYSAMBATON" (difficile da salire), legato alla loro roccaforte contro i Longobardi in lotta con i Longobardi. C'è anche la teoria più prosaica che la vede semplicemente a metà strada tra Mantova e Lucca in epoca canossiana, sottolineando l'importanza strategica del luogo.

Indipendentemente dalla vera origine, il nome contribuisce ad accrescere l'aura di mistero e imponenza che circonda questa straordinaria rupe.

Natura, Geologia e Storia Millenaria

La Pietra di Bismantova non è solo una meta per escursionisti, ma un vero e proprio libro di storia naturale e umana a cielo aperto. Le sue imponenti pareti sono costituite da particolari arenarie, chiamate biocalcareniti, ricche di frammenti di gusci di microrganismi fossili (come i Pentacrinus, resti di gigli di mare con stelo pentagonale). È possibile osservare da vicino questi dettagli geologici nei grandi massi nei pressi del parcheggio o nella Foresteria (ricavata da un antico edificio agricolo), dove si notano granuli sabbiosi cementati e numerosi resti fossili, spesso di colore bianco.

La struttura della roccia mostra una fitta stratificazione, a volte incrociata (tipica di mari poco profondi con correnti variabili), e numerose fratture verticali o inclinate che disegnano profili suggestivi con cornicioni, diedri e torrioni. Nonostante l'apparente inospitalità, queste pareti ospitano diverse specie vegetali adattate all'ambiente rupicolo, capaci di vivere con scarsa disponibilità di suolo e acqua.

Alla base della parete sud-orientale sorge l'Eremo, un complesso religioso le cui origini remote risalgono a un monastero benedettino e la cui chiesa attuale fu edificata nel 1617, dedicata alla Madonna di Bismantova, meta di secolari e sentiti pellegrinaggi. All'interno della sagrestia sono conservati affreschi del XV secolo. Un'antica pieve si trovava originariamente sulla sommità in epoca medievale (costruita intorno al 1225).

Il pianoro di Campo Pianelli, ai piedi della parete nord-orientale, rivela una lunga frequentazione umana. Gli scavi hanno documentato insediamenti a partire dall'Età del Rame (circa 2500 anni fa), un vero e proprio insediamento nell'Età del Bronzo (XV secolo a.C.) e un sepolcreto ad incinerazione in epoca successiva (XI-X secolo a.C.). L'area è stata frequentata anche in epoca etrusca.

Dove si trova il ginepro in Italia?
Il ginepro comune è un arbusto a vasta distribuzione eurasiatica presente in tutte le regioni d'Italia. La distribuzione regionale si estende su quasi tutto il territorio, con lacune in pianura, sino ai fondovalle del settore alpino, più in alto vicariato dalla subsp. alpina, mentre la var.

Anche la storia militare ha lasciato il segno: sulla sommità esisteva già in epoca romana un insediamento difensivo, mentre lungo il ciglio nord-orientale si trovano i resti del Castrum Bismantum di epoca bizantina, utilizzato come roccaforte contro i Longobardi. Questo castello governava l'alta valle del Secchia ma fu abbandonato dopo la costruzione della vicina rocca di Castelnovo ne' Monti e crollò in seguito a frane staccatesi dalla parete rocciosa.

Un elemento geologico visibile è la grande frana sul versante nord-orientale, una vasta pietraia segnata da una lingua detritica che scende per quasi un chilometro fino alla frazione di Fontana Cornia, testimoniando i processi erosivi che continuano a modellare la Pietra. Nel bosco sul pendio nord-occidentale si trova il Sassolungo, un grande masso crollato, interessante per le sue strutture sedimentarie e per la prospettiva che offre sulla parete.

Il Giro della Pietra e i Borghi Circostanti

Intorno alla base della Pietra si snoda l'imperdibile anello del Giro della Pietra, un percorso stradale di circa 16 km che collega Castelnovo ne' Monti a diverse località e borghi rurali come Carnola, Ginepreto, Vologno, Maro, Casale e Campolungo. Questo anello, innestato per un breve tratto sulla SS 63, offre magnifici panorami sul paesaggio agricolo circostante, caratterizzato da una fascia verde di foraggere inframmezzate a boschi e borghi. È il paesaggio del Parmigiano Reggiano, un mosaico di campi, siepi e boschi che identifica la tradizione agricola locale e ospita caseifici che esprimono il legame tra prodotto e territorio.

Ognuno di questi borghi ha una propria identità e, cosa importante per gli escursionisti, è collegato alla sommità della Pietra tramite sentieri di facile percorribilità. Le bacheche informative presenti all'inizio di questi sentieri nei borghi offrono dettagli utili sulle escursioni e sulla storia locale. Da Ginepreto, in posizione panoramica, parte un sentiero CAI che lo collega ai Gessi Triassici, e vi si trova l'agriturismo Il Ginepro, Centro Visita del Parco.

Percorsi agricoli, carraie e sentieri risalgono dai borghi circostanti (Carnola, Casale, Fontana Cornia) fino alla rupe, raccordandosi con l'anello più alto dei percorsi e gli accessi alla sommità. Un esempio è la Via Crucis che parte dall'Oratorio degli Angeli Custodi di Casale, ripercorrendo in parte sentieri esistenti e dotata di nicchie per le 14 stazioni, offrendo un percorso devozionale verso l'Eremo e la Foresteria.

Attività Oltre l'Escursionismo

La Pietra di Bismantova non attira solo gli amanti del trekking. Le sue pareti, in particolare quelle est, offrono numerose vie di arrampicata (sentieri CAI 699-699a conducono alle vie), rendendola una meta apprezzata anche dagli alpinisti. Un'attività particolare praticata sui grandi massi crollati alla base (come quelli noti con nomi diversi sul versante sud-orientale) è il "sassismo" o bouldering, che attira appassionati anche dall'estero. Questa pratica sportiva di gruppo si svolge con l'ausilio di materassi giganti posizionati alla base per ammortizzare le cadute.

Inoltre, alcuni sentieri, come l'Ippovia Appennino Reggiano, sono percorribili anche a cavallo, offrendo un modo diverso e affascinante per esplorare il territorio circostante e il paesaggio del Parmigiano Reggiano.

Domande Frequenti sulla Pietra di Bismantova

Qual è il sentiero più veloce per salire?
L'itinerario classico (CAI 697) da Piazzale Dante è il più rapido, richiedendo circa 25 minuti per raggiungere la cima.
C'è un sentiero facile o meno ripido?
Sì, il sentiero da Casa Pattino (Ippovia) è descritto come abbastanza largo e con pendenze non eccessive (circa 35 minuti). Anche quello da Cà Pavoni (circa 55 minuti) ha pendenze non troppo accentuate.
I sentieri sono ben segnalati?
Sì, i sentieri CAI (come il 697, 697A, 697B, 699, 699a) sono segnalati con i classici segni biancorossi del Club Alpino Italiano. Anche altri percorsi, come l'Ippovia Appennino Reggiano, sono chiaramente segnalati.
Posso raggiungere i punti di partenza in auto?
Sì, Piazzale Dante dispone di un parcheggio. L'abitato di Cà Pavoni è raggiungibile in auto. Per il sentiero da Casa Pattino, che parte dopo il nucleo abitato, è consigliabile lasciare l'auto prima di superarlo. I borghi lungo il Giro della Pietra hanno possibilità di parcheggio all'inizio dei sentieri.
È pericoloso salire sulla Pietra?
Alcuni tratti, in particolare il finale del sentiero classico (CAI 697), sono intagliati nella roccia e richiedono cautela a causa del rischio di caduta massi. Sono stati effettuati interventi di messa in sicurezza, ma è sempre consigliabile affrontare i percorsi con attenzione, indossare calzature adeguate (scarpe da trekking) e, se necessario, valutare l'attrezzatura adeguata a seconda del percorso e delle condizioni.
Cosa significa "Bismantova"?
L'origine del nome è incerta e ci sono diverse teorie affascinanti, tra cui quelle legate a "montagna sacra" (etrusco), "monte del suino" (romano) per la forma, "difficile da salire" (bizantino) o persino un riferimento alla sua posizione tra Mantova e Lucca. Il mistero sul nome aggiunge fascino al luogo.
C'è qualcosa da vedere in cima?
Sì, la sommità offre una vertiginosa vista panoramica a 360 gradi sulle pareti rocciose, sui pendii sottostanti, sulla valle del Secchia, sui vicini Gessi Triassici e sulle montagne reggiane e modenesi. Anticamente ospitava insediamenti difensivi (romani e bizantini) e una pieve.
Ci sono altre attività oltre l'escursionismo?
Sì, la Pietra è una meta molto conosciuta e apprezzata a livello internazionale per l'arrampicata e il bouldering (sassismo). Alcuni sentieri sono anche percorribili a cavallo.
Cosa sono le arenarie biocalcareniti?
Sono il tipo di roccia che forma la Pietra di Bismantova. Si tratta di rocce sedimentarie composte da frammenti di gusci di microrganismi fossili e sabbie, cementati insieme da carbonato di calcio. Contengono numerosi resti fossili visibili.

In sintesi, la Pietra di Bismantova rappresenta un luogo di straordinaria bellezza e interesse, capace di offrire esperienze diverse: dalla rapida ascesa panoramica all'esplorazione lenta dei sentieri circostanti, dalla scoperta della sua ricca storia e geologia all'ammirazione del paesaggio agricolo che la circonda. Un vero gioiello dell'Appennino Reggiano che merita di essere visitato e conosciuto in profondità in tutte le sue sfaccettature.

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