03/05/2022
Il lungomare di Pescara non è solo una strada costiera; è il cuore pulsante della città adriatica, un luogo che racconta una storia fatta di sviluppo, turismo, distruzione e rinascita. La sua conformazione attuale è il risultato di un'evoluzione lunga e complessa che ha visto fondersi due realtà distinte: la riviera a nord, appartenente all'ex comune di Castellammare Adriatico, e quella a sud, legata al vecchio centro di Pescara (Portanuova).

- Le Origini: Da Riviera Deserta a Polo Turistico
- Lo Sviluppo a Sud: Portanuova e la Pineta
- Tra Guerre e Unificazione
- La Devastazione Bellica e la Rinascita
- Il Lungomare Vissuto: La Testimonianza di Pasolini
- Domande Frequenti sulla Storia del Lungomare di Pescara
- Che cosa era la Riviera di Castellammare prima del suo sviluppo turistico?
- Chi fu una figura chiave nello sviluppo iniziale di Castellammare Adriatico?
- Quale fu il primo stabilimento balneare significativo a Castellammare?
- Come si sviluppò la zona della Pineta a sud della vecchia Pescara?
- Cosa accadde a Pescara, e in particolare al lungomare, durante la Seconda Guerra Mondiale?
- Quando avvenne l'unificazione dei comuni di Pescara e Castellammare Adriatico?
- Chi visitò Pescara nel 1959 decantandone il lungomare in un reportage?
Le Origini: Da Riviera Deserta a Polo Turistico
La storia del lungomare inizia, in senso moderno, con lo sviluppo della riviera nord, quella che un tempo ricadeva sotto il comune di Castellammare Adriatico. Fino a buona parte dell'Ottocento, questa zona era descritta come quasi deserta, caratterizzata da vasti arenili e dalla presenza di un modesto villaggio di pescatori vicino alla foce del fiume. La svolta si ebbe a partire dal tardo Ottocento, in particolare dopo l'arrivo della ferrovia adriatica nel 1862-63. Questo evento infrastrutturale fu catalizzatore di un cambiamento radicale.
Una figura chiave in questo processo fu il sindaco Leopoldo Muzii, che nel 1881 trasferì la sede municipale sulla riviera e avviò un ambizioso programma di modernizzazione. Furono realizzate opere fondamentali come la bonifica delle aree paludose circostanti, la costruzione della rete fognaria e dell'acquedotto. Parallelamente, furono offerti forti incentivi per promuovere l'urbanizzazione della costa. Castellammare si dotò rapidamente di infrastrutture urbane, tra cui uno slargo per il mercato e, soprattutto, iniziò a proiettarsi verso l'offerta turistica estiva.
Il viale di corso Umberto I si estese fino al mare, diventando l'arteria principale su cui sorsero i primi alberghi e caffè dedicati ai villeggianti. Il simbolo di questa nuova vocazione turistica fu senza dubbio il Padiglione Marino, il primo stabilimento balneare della città. Progettato da Edgardo Guzzo e realizzato in tempi record, fu inaugurato il 1 agosto 1887. Questo edificio eclettico in stile liberty, dotato di caffè, sale relax, arredi per le pratiche balneari, teatro e ristorante, divenne presto l'icona della Castellammare turistica e balneare. Nel 1922 fu demolito e sostituito dal Teatro Pomponi, un edificio ancora più monumentale, che a sua volta ebbe vita travagliata e fu demolito nel 1963. Tra gli stabilimenti storici di quel periodo, le testimonianze fotografiche ricordano nomi come la Sirena (anch'esso in stile liberty), i bagni Nettuno e Venere, e lo stabilimento Asteria.
Lo Sviluppo a Sud: Portanuova e la Pineta
Mentre la riviera di Castellammare viveva un'epoca di rapido sviluppo, il centro storico della vecchia Pescara, ancora confinato all'interno della fortezza spagnola (la zona di Portanuova), stentava a crescere urbanisticamente e non presentava attrattive turistiche significative. Fu solo nei primi anni del Novecento che l'amministrazione pescarese decise di espandere la città verso sud, lungo l'asse di viale D'Annunzio, fino a raggiungere l'area della Pineta. Quest'ultima, un tempo zona paludosa, fu bonificata in quel periodo.
Il quartiere della Pineta fu concepito secondo il modello della città giardino di fine Ottocento, caratterizzato dalla presenza di villini in stili architettonici diversi, dall'eclettico al liberty, dal neoclassico al moresco, molti dei quali sono ancora visibili oggi. Architetti come Camillo Michetti, Paolo De Cecco e Antonino Liberi contribuirono alla progettazione delle ville e della chiesa di Santa Maria Stella Maris. Contemporaneamente, con uno sforzo congiunto tra i due comuni, fu completato il nuovo porto canale alla foce del fiume Aterno-Pescara.
Nella Pineta sorse un altro edificio iconico per la riviera sud: il Kursaal di Pomilio, oggi noto come "ex-Aurum". Originariamente nato come caffè e stabilimento balneare, fu in seguito adibito anche a liquorificio e oggi funge da spazio espositivo per eventi culturali e convegni. Anche se l'arenile del cosiddetto "Marevecchio", che si estendeva dal fiume alla Pineta, iniziò ad essere frequentato, il turismo di massa nella riviera sud arrivò solamente nel secondo dopoguerra. La Pineta faticava a competere turisticamente con la più attrezzata Castellammare a nord e con la confinante Francavilla al Mare, che in quegli anni vedeva la costruzione del suo Kursaal Sirena.
Tra Guerre e Unificazione
Lo slancio turistico subì un temporaneo arresto con lo scoppio della Prima Guerra Mondiale. Pescara e, in particolare, Castellammare furono oggetto di bombardamenti aerei da parte dell'aviazione austriaca, che colpirono aree come la stazione centrale e corso Vittorio Emanuele II. Nonostante i danni, la stagione turistica riprese rapidamente al termine del conflitto.
Un momento cruciale per il futuro del lungomare e della città fu l'interesse manifestato dal regime fascista. Nel 1927, Pescara e Castellammare Adriatico furono unificate in un unico comune, che divenne il capoluogo dell'omonima provincia. Questa unificazione trasformò le due riviere separate in un'unica, lunga linea costiera, sebbene la riviera nord continuasse a mantenere un ruolo più centrale per l'offerta turistica consolidata. Negli anni '30, Pescara consolidò la sua posizione come principale località balneare d'Abruzzo, dotandosi di un numero crescente di stabilimenti balneari, alberghi, cinema e spazi pubblici come il giardino con campi da tennis in quella che allora era Piazza Crispi (oggi Piazza I Maggio).
La Devastazione Bellica e la Rinascita
Il periodo di crescita e consolidamento fu bruscamente interrotto dalla Seconda Guerra Mondiale. La città subì danni ingentissimi. Il 31 agosto 1943, un bombardamento a tappeto da parte degli Alleati colpì senza preavviso la zona del lungomare e di corso Umberto I, causando estese distruzioni e centinaia di morti. L'attività turistica, che fino a quell'estate era proseguita regolarmente, si fermò di colpo.
I bombardamenti proseguirono a cadenza regolare fino alla fine dell'anno, radendo al suolo gran parte del centro abitato. L'occupazione tedesca impose coprifuochi, requisizioni e la distruzione di infrastrutture vitali, come la torre comunale e il ponte Littorio prima della ritirata nel 1944. Alla fine del conflitto, Pescara era un cumulo di macerie, con pochissime strutture rimaste intatte.
La ripresa fu lenta ma determinata. L'attività turistica ricominciò solo negli anni '50, parallelamente alla faticosa opera di ricostruzione della città. Il lungomare fu ricostruito su progetto dell'architetto Luigi Piccinato, che ideò anche la sistemazione di Piazza della Rinascita, oggi nota come il "Salotto" cittadino, a poca distanza da Piazza I Maggio. La ricostruzione non si limitò alle strutture, ma mirò a ridare vita e splendore a quella che era diventata l'asse portante della città.
Il Lungomare Vissuto: La Testimonianza di Pasolini
Il fascino ritrovato del lungomare pescarese negli anni della ripresa fu immortalato anche dalla letteratura. Nell'estate del 1959, lo scrittore Pier Paolo Pasolini visitò la città e ne pubblicò un reportage sulla rivista "Successo" in cui decantava la bellezza e la vitalità del lungomare. Le sue parole offrono uno spaccato vivido di quel periodo:
“Pescara è splendida. Credo sia l’unico caso di città, di vera e propria città, che esista totalmente in quanto città balneare. I pescaresi ne sono fieri. Giungo all’ora del tramonto, della grande, frenetica passeggiata prima di cena. Chiedo a un uomo anziano dov’è un albergo. Lui si fa in quattro, vuol salire sulla macchina, col figlio, per accompagnarmi. Mi dice subito: ‘Eh anche lei come tutti, vedrà! Quando uno viene una volta sulla spiaggia di Pescara, ci ritorna! Ecco, vede, adesso va fino in fondo a questa strada. Prima della rotonda c’è un’aiuola, dove è segnata con fiori la data di oggi’. E’ commosso, di fronte a tanta grazia, a tanto lusso. Sì, infatti, ecco lì dei fiori rossi e viola a segnare la data di oggi, uno dei grandi giorni dell’estate, della città. Il lungomare è un fiume di gente, elegante, bella, abbronzata, massiccia. Afferro al volo delle frasi, nel frastuono del passeggio. Ecco un romanetto tosato come Caligola: ‘…s’è fatta il padre, poi un fratello, e poi gli altri tre fratelli…’. E un veneto, in compagnia di amici e di ragazze: ‘Sapete perché i galli, quando cantano, tirano il collo?’. E una signora, probabilmente milanese: ‘Non so, magari in America, in Australia…’.”
Questa citazione, così evocativa dell'atmosfera del lungomare pescarese negli anni '50, è oggi riportata su un muretto nei pressi della celebre Fontana la Nave (opera di Pietro Cascella), a testimonianza del legame tra il luogo e le parole di uno dei grandi intellettuali italiani del '900. Le parole di Pier Paolo Pasolini sottolineano l'unicità di Pescara come "città balneare" e la fierezza dei suoi abitanti per il loro lungomare, descritto come un luogo di vita, eleganza e incontro.
Domande Frequenti sulla Storia del Lungomare di Pescara
Che cosa era la Riviera di Castellammare prima del suo sviluppo turistico?
Prima del suo sviluppo turistico nel tardo Ottocento, la riviera di Castellammare era descritta come un'area deserta, caratterizzata da vasti arenili e dalla presenza di un piccolo borgo abitato principalmente da pescatori vicino al fiume.
Chi fu una figura chiave nello sviluppo iniziale di Castellammare Adriatico?
Una figura cruciale fu il sindaco Leopoldo Muzii, che alla fine dell'Ottocento trasferì la sede municipale sulla riviera e promosse importanti opere di bonifica, infrastrutturazione e incentivazione all'urbanizzazione costiera.
Quale fu il primo stabilimento balneare significativo a Castellammare?
Il primo stabilimento balneare importante e simbolo della riviera di Castellammare fu il Padiglione Marino, inaugurato nel 1887.
Come si sviluppò la zona della Pineta a sud della vecchia Pescara?
La zona della Pineta, un tempo paludosa, fu bonificata nei primi del '900 e sviluppata come un quartiere residenziale secondo il modello della città giardino, caratterizzato da villini in vari stili architettonici.
Cosa accadde a Pescara, e in particolare al lungomare, durante la Seconda Guerra Mondiale?
Durante la Seconda Guerra Mondiale, Pescara subì pesanti bombardamenti aerei, in particolare nel 1943, che causarono estese distruzioni nel centro abitato e lungo il lungomare, interrompendo bruscamente l'attività turistica.
Quando avvenne l'unificazione dei comuni di Pescara e Castellammare Adriatico?
I due comuni di Pescara e Castellammare Adriatico furono unificati in un'unica entità amministrativa nel 1927, su decisione del regime fascista.
Chi visitò Pescara nel 1959 decantandone il lungomare in un reportage?
Nel 1959, lo scrittore e intellettuale Pier Paolo Pasolini visitò Pescara e descrisse il fascino e la vitalità del suo lungomare in un reportage pubblicato sulla rivista "Successo".
In conclusione, il lungomare di Pescara, con la sua lunga e complessa storia che affonda le radici nelle vicende separate di Castellammare e Portanuova, rappresenta oggi un simbolo della città, un luogo di incontro, svago e memoria storica che continua ad attrarre visitatori e ad essere amato dai pescaresi, testimone silenzioso dei rapidi cambiamenti che hanno plasmato la costa adriatica abruzzese.
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