02/02/2022
Hollywood, la fabbrica dei sogni, non era fatta solo di set cinematografici e red carpet. I ristoranti hanno giocato un ruolo fondamentale nella vita delle star dell'epoca d'Oro del cinema. Più che semplici luoghi dove mangiare, erano palcoscenici secondari dove si tessevano trame, nascevano amori, si chiudevano affari e, talvolta, scoppiavano scandali. Questi locali leggendari erano il cuore pulsante della vita sociale di Hollywood, testimoni silenziosi di incontri epocali e momenti privati che hanno contribuito a costruire il mito delle celebrità che amiamo ancora oggi. Preparatevi a un viaggio culinario e storico tra i tavoli che hanno ospitato le più grandi icone del cinema.

Romanoff's
Indirizzo: 140 S. Rodeo Drive Beverly Hills, CA 90210
Periodo di Attività: 1939-1962
La storia del Romanoff's è indissolubilmente legata alla figura del suo fondatore, Michael Romanoff. Quest'uomo si presentava come il "Principe" Michael Dimitri Alexandrovich Obolensky-Romanoff, un nipote dello Zar di Russia Nicola II. La realtà, tuttavia, era ben diversa: il suo vero nome era Hershel Geguzin, un lituano che, emigrato negli Stati Uniti da bambino, aveva cambiato identità più volte, vivendo principalmente di espedienti e truffe. Anche dopo essere stato smascherato da una rivista nel 1932, la sua aura di affascinante impostore non fece che aumentare, attirando ancora più l'attenzione del pubblico e delle celebrità.
Nel 1939, con il sostegno di personalità del calibro di Charlie Chaplin, Humphrey Bogart (l'unico a cui era concesso di non indossare la cravatta, obbligatoria per gli altri avventori) e James Cagney, Michael Romanoff riuscì ad aprire il suo ristorante. La cucina era prevalentemente francese, rinomata per piatti come il filet mignon, le uova alla Benedict, i granchi ripieni e le cosce di rana. Tra i dolci, spiccavano il soufflé al cioccolato e le famose Fragole alla Romanoff, un piatto che era il preferito di Julia Child ancor prima che diventasse una chef di fama mondiale.
Il Romanoff's fu teatro di innumerevoli eventi memorabili. Fu qui che Elizabeth Taylor, giovanissima e già con un divorzio alle spalle, si fidanzò con Michael Wilding. Durante una cena romantica, Wilding le donò un anello con uno zaffiro come pegno d'amore. Elizabeth, con la sua personalità decisa, lo mise all'anulare sinistro e fu lei stessa a chiedergli di sposarla, un gesto audace per l'epoca.
Un altro episodio celebre vide protagoniste Louella Parsons ed Hedda Hopper, le due acerrime nemiche regine del gossip hollywoodiano. Decisero di seppellire l'ascia di guerra organizzando un pranzo proprio al Romanoff's. Sedute al tavolo numero 1, circondate da reporter, parlarono per quasi due ore. All'uscita, si tennero persino a braccetto, portando i giornali a titolare in prima pagina "La fine di una bellissima faida". Hedda Hopper stessa descrisse l'evento nella sua autobiografia con le parole: "Io e Louella abbiamo pranzato l'altro giorno al Romanoff's e la città è ancora sotto shock". Purtroppo per loro, l'armistizio della guerra del gossip non durò a lungo.
Il ristorante fu anche scelto per celebrare la fine delle riprese di film importanti. Il 6 novembre 1955, l'agente di Marilyn Monroe, Charles Feldman, organizzò qui un party per festeggiare la conclusione delle riprese di "Quando la moglie è in vacanza". Tra gli invitati c'erano nomi illustri come Clark Gable, Humphrey Bogart con Lauren Bacall, Gary Cooper, James Stewart, Colette Colbert e William Holden.
Uno dei momenti più immortalati nella storia del Romanoff's, e di Hollywood in generale, fu il party tenuto il 12 aprile 1957 in onore dell'attrice italiana Sophia Loren. Alla festa parteciparono moltissime star. La bionda e formosa Jayne Mansfield si avvicinò a Sophia Loren per salutarla e si sedette al tavolo accanto a lei. L'abito della Mansfield era notevolmente scollato. Il fotografo Joe Shere colse l'attimo in cui Jayne guardava nell'obiettivo mentre Sophia Loren fissava, apparentemente inorridita, il suo generoso décolleté. Per anni, questa foto fu interpretata come l'emblema dell'invidia femminile. Tuttavia, Sophia Loren ha chiarito in interviste successive che la sua espressione non era di invidia, ma di puro terrore che "l'abito scoppiasse" da un momento all'altro. Osservando altre foto scattate in quel frangente, si vedono effettivamente momenti in cui la Loren appare più distesa e sorridente.
Il Romanoff's chiuse definitivamente i battenti nel 1962, dopo un ultimo, sfarzoso party di Capodanno. Michael Romanoff, definito da Life Magazine "il bugiardo più meraviglioso del ventesimo secolo", morì nel 1971.
Brown Derby
Indirizzo: 3427 Wilshire Boulevard (location originale)
Periodo di Attività: 1926-1987 (diverse location)
Nato dalla collaborazione tra Robert H. Cobb e Herbert Somborn (all'epoca marito dell'attrice Gloria Swanson), il primo Brown Derby aprì nel 1926. Il suo design fu curato da Carl Jules Weyl, il direttore artistico di film iconici come "Casablanca" e "Il grande sonno". Weyl ebbe l'idea geniale di dare all'intero edificio la forma di una grande bombetta, il cappello Derby, rendendolo immediatamente riconoscibile e memorabile.
Il successo fu così clamoroso che appena tre anni dopo, nel giorno di San Valentino del 1929, fu inaugurato un secondo ristorante al 1628 di Vine Street, strategicamente posizionato vicinissimo agli Studi della Paramount. Questa location, altrettanto famosa, sarebbe rimasta aperta fino al 1987, quando fu distrutta da un violento incendio.
Il Brown Derby è celebre per aver dato i natali a un piatto iconico: la Cobb Salad. Questa insalata fu creata quasi per caso dal proprietario Robert Cobb, che una notte, cercando uno spuntino, improvvisò un mix con gli avanzi della cucina. Insieme a lui c'era il magnate teatrale e cinematografico Sid Grauman, quello del famoso Grauman's Chinese Theatre. Il giorno dopo, avendo problemi ai denti, Grauman chiese una porzione di quella "Cobb Salad" perché gli ingredienti erano tutti tagliati a piccoli pezzi. L'insalatona originale comprendeva uova sode, avocado, pomodori, crescione, cicoria, tacchino, cipolle, pancetta rosolata e formaggio erborinato, il tutto finemente tritato e disposto in strisce affiancate su un letto di lattuga, per poi essere condito e mescolato al momento. Oltre alla Cobb Salad, altri piatti distintivi del ristorante erano le puntine di manzo, piatto preferito da Tyrone Power, e il pasticcio di pollo, amato da Claudette Colbert.
Un altro elemento distintivo che contribuiva all'atmosfera unica del Brown Derby erano le caricature appese alle pareti. Artisti vari disegnavano le celebrità che frequentavano il locale, e questi ritratti umoristici venivano esposti, creando una galleria in continua evoluzione. Questo elemento fu persino immortalato in un episodio dello show "I Love Lucy" con Lucille Ball, dove i protagonisti si recano al Brown Derby proprio sperando di incontrare le star e ammirano la parete delle caricature.
Il Brown Derby era un punto di ritrovo cruciale per la comunità hollywoodiana. Ogni mercoledì a mezzogiorno, l'Hollywood Women’s Press Club, un gruppo di influenti giornaliste e scrittrici, si riuniva lì per raccogliere gli ultimi scoop sulle celebrità. Louella Parsons ed Hedda Hopper, nonostante la loro rivalità, erano clienti abituali di entrambi i locali.
Fu in questo ristorante che, nel 1951, Marilyn Monroe incontrò il suo futuro marito, il leggendario giocatore di baseball Joe DiMaggio. Marilyn era al tavolo con il suo agente Norman Brokaw quando l'attore William Frawley (noto per "I Love Lucy") si avvicinò. Dopo essere stato riconosciuto da Brokaw e presentato a Marilyn, Frawley disse: "Sapete, sono al tavolo insieme a Joe D. e vorrebbe conoscere questa bella ragazza, ma è molto timido". Brokaw rispose che al momento di uscire sarebbero passati al loro tavolo. Appena Frawley si allontanò, Marilyn chiese al suo agente: "Chi è questo Joe D.?" e lui rispose: "È uno dei più grandi giocatori di baseball di tutti i tempi, ma sappi che se ti presenterà, chiederà il tuo numero di telefono". L'agente presentò Marilyn a DiMaggio dicendo: "Jo, questa è Marilyn Monroe, una ragazza che crediamo farà grandi cose in futuro. Penso diventerà una grande Star". Joe rispose un po' imbarazzato: "Sei in buone mani con Norman, è un grande agente". Il giorno dopo, DiMaggio chiamò Brokaw per ottenere il numero di Marilyn, che tre anni più tardi sarebbe diventata sua moglie.
Il Derby era il locale preferito di Clark Gable. Nel 1939, seduto al tavolo 54, fece la proposta di matrimonio a Carole Lombard. Ed è sempre qui che la Lombard, nel 1941, organizzò una festa a sorpresa per il 40esimo compleanno dell'attore. Molti altri divi, tra cui i Fratelli Marx, Vivien Leigh e Laurence Olivier, Desi Arnaz e Lucille Ball, erano frequentatori assidui.
Chasen's
Indirizzo: 9039 Beverly Boulevard Los Angeles
Periodo di Attività: 1936-1995
Inaugurato nel 1936 dagli attori Dave Chasen e Joe Cook, con l'aiuto del fondatore del New Yorker, Harold Ross, il Chasen's nacque come un modesto "Southern Barbecue Pit". Inizialmente, era un locale con pochi posti a sedere e un menù estremamente limitato: chili a 25 centesimi la ciotola e costolette a 35 centesimi a piatto.
Tuttavia, in appena un anno, grazie al supporto e ai suggerimenti di Harold Ross, che capì l'importanza della pubblicità e delle relazioni pubbliche (suggerì, ad esempio, di offrire un drink gratis ogni sera alla scrittrice Dorothy Parker per attirare l'attenzione), il locale si trasformò radicalmente. Da piccola tavola calda divenne un ristorante a tutti gli effetti, con oltre 35 piatti in menù e camerieri in uniforme. Il nome fu accorciato in Chasen's. Ogni sera, Dave Chasen, vestito in modo impeccabile, accoglieva personalmente i propri ospiti alla porta, contribuendo a creare un'atmosfera di esclusività e calore. Il ristorante chiuse i battenti nel 1995.
Il Chasen's divenne rapidamente un luogo cruciale per gli affari di Hollywood. Bill Grady, uno dei più importanti direttori di casting dell'epoca, affermò di aver "concluso più affari e scritturato più attori qui che in qualunque altro luogo".
Tra i clienti più affezionati c'era James Stewart, che cenava qui anche quattro volte a settimana. Fu proprio al Chasen's che invitò a cena per la prima volta Gloria McLean, che sarebbe diventata sua moglie. Nel 1949, Bill Grady, legato a Stewart da una profonda amicizia oltre che dal lavoro, organizzò il suo addio al celibato sempre al Chasen's, con invitati d'eccezione come Spencer Tracy, Gary Cooper, David Niven e molti altri. Il tavolo preferito di Stewart è oggi conservato ed esposto al Jimmy Stewart Museum nella sua città natale in Pennsylvania.
Nel 1952, l'attore e futuro Presidente degli Stati Uniti, Ronald Reagan, scelse il Chasen's per chiedere alla sua fidanzata, Nancy Davis, di sposarlo. Anche il tavolo che ospitò questa proposta è oggi in mostra alla Ronald Reagan Presidential Library in California.
Alfred Hitchcock divenne un cliente abituale fin dal suo arrivo a Hollywood per dirigere "Rebecca" nel 1939. Per ben 40 anni, Hitchcock riservò il tavolo numero 2 ogni giovedì sera per cenare lì, spesso finendo con l'addormentarsi al tavolo dopo il pasto.
Ma la cliente forse più entusiasta del Chasen's, e in particolare del suo leggendario Chili di carne e fagioli, fu Elizabeth Taylor. La sua passione per questo piatto era tale che nel 1962, mentre si trovava a Roma per le riprese del kolossal "Cleopatra", si fece spedire il chili via aerea, confezionato in scatole con ghiaccio secco per garantirne la freschezza. Il telegramma che inviò al ristorante americano è entrato nella storia: "Il vostro chili è così buono. E ora è tutto finito. Vi prego di mandarmi 10 confezioni del vostro meraviglioso chili in ghiaccio secco al numero 448 Via Appia Pignatelli, Roma. Con amore e tanti baci, Elizabeth Taylor". La ricetta di questo famoso chili è stata persino pubblicata nel libro "Chasen's: Where Hollywood Dined - Recipes and Memories" nel 1996.
Nel 1939, i novelli sposi Clark Gable e Carole Lombard portarono al Chasen's il regista Alfred Hitchcock appena arrivato a Hollywood, segnando l'inizio della sua lunga frequentazione con il locale.

Perino's
Indirizzo: 4101 Wilshire Boulevard
Periodo di Attività: 1932-1986
La storia del Perino's è quella di un immigrato italiano di successo, Alessandro (Alexander) Perino. Nato a Brusnengo, in provincia di Biella, nel 1895, Alexander era il più giovane di 12 figli. Iniziò la sua carriera lavorando come apprendista pasticcere e poi in un ristorante in Liguria. A vent'anni, decise di tentare la fortuna a New York, dove iniziò come lavapiatti in ristoranti prestigiosi come il Delmonico e al Plaza Hotel. Proseguì la sua gavetta a Chicago e infine si spostò a Los Angeles, lavorando al Victor Hugo Restaurant e al Biltmore Hotel. Era un lavoratore instancabile e perfezionò il suo inglese al punto da perdere quasi completamente l'accento italiano. Riuscì a mettere da parte notevoli risparmi e, grazie a un prestito di 2.000 dollari, nel 1932 aprì il suo ristorante, il Perino’s Restaurant.
Il Perino's si distingueva per un menù vastissimo, con 150 piatti e una carta dei vini che contava 270 etichette. La filosofia di Alexander Perino era riassunta nei suoi motti: "Cibo, servizio, pulizia e nessun imbroglio" e "Il miglior servizio è quello che non si fa vedere". Era rigidamente contrario all'uso di cibo congelato, preferendo esaltare i sapori nella loro semplicità. Amava dire: "Un'insalata dovrebbe essere come una bellissima donna in un abito semplice". Prestava attenzione a ogni dettaglio, incluso l'uso separato del ghiaccio per i cocktail, conservato in un apposito freezer al bar per evitare che assorbisse gli odori della cucina.
L'eleganza era la parola d'ordine. Il cibo veniva servito rigorosamente in piatti d'argento, considerati più appaganti per la vista rispetto alla porcellana. Su ogni tavolo, in perfetta armonia con i divanetti di velluto rosa, era presente un vaso contenente una singola rosa di colore rosa, un tocco distintivo di raffinatezza.
Il Perino's sopravvisse a due incendi devastanti, uno nel 1934 e uno nel 1954. Ogni volta, Perino ricostruì il locale dalle ceneri, rendendolo ancora più bello e lussuoso di prima, come una fenice. Nel 1969, Alexander si ritirò, cedendo il ristorante a una multinazionale. Morì nel 1982, mentre il locale chiuse definitivamente nel 1986.
Il Perino's è entrato nell'immaginario collettivo anche grazie alla cultura popolare. È stato ricreato fin nei minimi dettagli nella serie televisiva "Feud" del 2017, che racconta la rivalità tra Bette Davis e Joan Crawford. Lo si vede in particolare nella scena in cui Hedda Hopper si incontra con il regista Robert Aldrich.
Tra i clienti famosi, Joan Crawford frequentava spesso il ristorante, soprattutto alla fine degli anni '30 con il fidanzato Charles Martin. Il Perino's compare ripetutamente nel romanzo "Mammina cara" (Mommie Dearest) scritto dalla figlia adottiva di Joan, Christina Crawford, e nel film che ne è stato tratto nel 1981. Nel libro, il ristorante è lo scenario dell'incontro tra il potente tycoon della MGM, Louis B. Mayer, e la Crawford. È anche il luogo dove Joan pronuncia la famosa frase "Perino's è mio" durante una lite con il suo capo, e dove, alla fine, ha un pranzo proprio con la figlia Christina.
Anche Marilyn Monroe e Joe DiMaggio frequentavano spesso il Perino's quando erano fidanzati. Una foto celebre del 1953 li ritrae lì insieme all'attore Bob Hope e al Generale William Dean.
Richard Nixon, fin da prima di diventare Presidente degli Stati Uniti, era un cliente abituale del Perino's. Una foto lo ritrae insieme ad Alexander Perino, che gli sussurra qualcosa all'orecchio, mentre accanto a loro c'è Henry Kissinger, futuro Consigliere per la Sicurezza Nazionale e Segretario di Stato durante il mandato di Nixon.
Frank Sinatra si recava abitualmente nel locale per suonare il magnifico pianoforte Steinway nel lounge bar, mentre il compositore Cole Porter ha creato alcune delle sue canzoni scrivendole sul retro dei menù del Perino's.
Musso Frank Grill
Indirizzo: 6667 Hollywood Boulevard
Periodo di Attività: 1919 - Ancora Aperto
Il Musso & Frank Grill è un'autentica istituzione di Hollywood, il ristorante più antico ancora in attività sul Boulevard. Aprì nel 1919 come Frank's Francois Café, fondato da Frank Toulet e Joseph Musso. Nel 1923, il nome fu cambiato in Musso and Frank Grill.
Nel 1927, i fondatori vendettero il locale ai ristoratori Joseph Carissimi e John Moss, che intrapresero un ambizioso progetto di rinnovamento. Ristrutturarono la cucina aggiungendo un grill all'avanguardia per l'epoca, con griglie di ghisa che sono ancora oggi in uso.
Nel 1934 fu inaugurata la "Back Room", uno spazio aggiuntivo affittato per offrire un ambiente più appartato a chi lo desiderasse. Quando, nel 1955, l'affitto della Back Room non fu rinnovato, i proprietari decisero di costruire un nuovo spazio ancora più grande, la "New Room", con la stessa funzione ma integrata nel ristorante principale. Dalla Back Room originale furono trasferiti tutti gli elementi che potevano essere rimossi, come il bancone del bar, i lampadari, gli attaccapanni e i tavoli con le panche (i famosi booth), mentre ciò che non era trasportabile fu replicato fedelmente, come il lucernario. Ancora oggi, entrare nel Musso & Frank è un viaggio indietro nel tempo: si respira l'atmosfera dell'epoca grazie ai mobili in mogano, alle divise classiche dei camerieri (giacca rossa corta con risvolti neri, camicia bianca inamidata, cravatta nera) e all'arredamento preservato.
Il Musso & Frank Grill fu il primo locale di Hollywood ad installare un telefono a pagamento, segno del suo ruolo centrale come luogo di incontri d'affari e trattative. Moltissimi accordi cinematografici e letterari sono stati siglati tra i suoi tavoli.
La sua importanza storica e culturale è tale che nel 2013 il New York Times lo ha incluso nella sua TOP 10 World’s Greatest Old Dining Institutions, ovvero i Migliori Ristoranti Classici del Mondo. Il motto attuale del ristorante riassume perfettamente la sua essenza: "La sua storia vi porterà qui, il cibo e il servizio vi ci faranno tornare ancora".
Sebbene le cronache non riportino aneddoti specifici e circoscritti come per altri locali (forse a causa della sua longevità e della vastità di celebrità che lo hanno frequentato nel corso di un secolo), il Musso & Frank è stato il ritrovo abituale di generazioni di scrittori (come F. Scott Fitzgerald, William Faulkner, Raymond Chandler), attori (da Charlie Chaplin e Greta Garbo a Johnny Depp e Quentin Tarantino, che lo ha omaggiato nel suo film "C'era una volta a... Hollywood"), registi e agenti. Era il luogo dove l'industria del cinema prendeva vita anche fuori dal set, un punto di riferimento costante in un mondo in rapida evoluzione.
Confronto tra i Ristoranti Storici
Per riassumere le caratteristiche principali di questi iconici ristoranti di Hollywood:
| Ristorante | Periodo di Attività | Caratteristica Chiave / Piatto Famoso | Esempio Celebrità Frequentatrice |
|---|---|---|---|
| Romanoff's | 1939-1962 | Eleganza Francese, Impostore Fondatore, Fragole alla Romanoff | Elizabeth Taylor, Sophia Loren, Jayne Mansfield |
| Brown Derby | 1926-1987 | Design a Forma di Cappello, Caricature alle Pareti, Cobb Salad | Marilyn Monroe, Joe DiMaggio, Clark Gable |
| Chasen's | 1936-1995 | Dal Barbecue Pit a Ristorante di Lusso, Chili Leggendario | James Stewart, Alfred Hitchcock, Elizabeth Taylor |
| Perino's | 1932-1986 | Eleganza Italiana, Servizio Impeccabile, Piatti d'Argento | Joan Crawford, Marilyn Monroe, Richard Nixon |
| Musso Frank Grill | 1919 - Ancora Aperto | Il Più Antico di Hollywood, Back Room/New Room, Luogo di Affari | Charlie Chaplin, F. Scott Fitzgerald, Quentin Tarantino |
Domande Frequenti
Quanti di questi ristoranti sono ancora aperti oggi?
Di quelli menzionati nell'articolo, solo il Musso & Frank Grill è ancora in piena attività e conserva gran parte della sua atmosfera storica. Gli altri hanno cessato l'attività.
Posso visitare il Musso & Frank Grill?
Assolutamente sì! Essendo ancora aperto e situato sull'Hollywood Boulevard, chiunque può visitarlo, cenare o bere qualcosa al bar e respirare l'aria della vecchia Hollywood. È un'esperienza unica per gli appassionati di cinema e storia.
Qual era il piatto più iconico tra questi ristoranti?
Ce ne sono diversi, ma la Cobb Salad del Brown Derby è forse la più famosa, essendo nata lì. Il Chili del Chasen's era leggendario, tanto da essere spedito in Italia per Elizabeth Taylor. Anche le Fragole alla Romanoff erano molto apprezzate.
Questi ristoranti erano solo per le star?
Mentre erano indubbiamente frequentati dall'élite di Hollywood e spesso riservati, alcuni, come il Musso & Frank, avevano aree diverse o orari che potevano accogliere anche un pubblico più ampio, sebbene l'atmosfera fosse sempre esclusiva e il costo elevato. Erano luoghi dove "essere visti" e dove si svolgevano incontri cruciali per l'industria.
È vero che si concludevano affari importanti in questi locali?
Sì, assolutamente. I ristoranti erano luoghi cruciali per incontri di lavoro, firma di contratti, discussioni di progetti. Il Romanoff's, il Chasen's e il Musso & Frank erano particolarmente noti per questo aspetto, tanto che quest'ultimo installò il primo telefono a pagamento proprio per facilitare gli affari.
In conclusione, questi cinque ristoranti non erano semplici luoghi dove consumare un pasto. Erano santuari del glamour, uffici informali, teatri di vita e passioni. Attraverso le loro storie e i loro aneddoti, possiamo intravedere un frammento dell'Epoca d'Oro di Hollywood, un mondo dove il confine tra realtà e finzione era spesso labile, e dove ogni cena poteva diventare parte della leggenda. Il Musso & Frank Grill, l'unico Ancora Aperto, ci offre oggi la preziosa opportunità di toccare con mano un pezzo di questa storia affascinante.
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