22/06/2021
Immagina di ricevere una lettera datata febbraio 1921, dove si legge: «Ho trovato qui sul Garda una vecchia villa appartenuta al defunto dottor Thode. È piena di bei libri... Il giardino è dolce, con le sue pergole e le sue terrazze in declivio. E la luce calda mi fa sospirare verso quella di Roma. Rimarrò qui qualche mese, per licenziare finalmente il Notturno». Così scriveva Gabriele d'Annunzio alla moglie Maria, descrivendo il suo arrivo a Gardone Riviera. Quello che doveva essere un breve soggiorno per completare un romanzo si trasformò nella sua ultima, definitiva dimora, un luogo che il poeta avrebbe plasmato a sua immagine e somiglianza: il Vittoriale degli Italiani.

Oggi, il Vittoriale è un monumento aperto al pubblico, una vera e propria cittadella che accoglie migliaia di visitatori ogni anno, testimonianza della persistente fascinazione per la figura di d'Annunzio e per il complesso da lui creato. Le cifre parlano chiaro: 267.512 visite nel 2022, un dato significativo che sottolinea l'importanza e l'attrattiva di questo luogo unico.
- Cos'è il Vittoriale degli Italiani?
- Chi ha voluto e plasmato il Vittoriale?
- Esplorando il Complesso Monumentale
- Informazioni Utili per la Visita
- Cosa vedere vicino al Vittoriale
- Domande Frequenti sul Vittoriale degli Italiani
- Chi ha costruito il Vittoriale?
- Perché si chiama Vittoriale degli Italiani?
- Dove si trova il Vittoriale?
- Quanto costa il biglietto d'ingresso?
- Quanto tempo ci vuole per visitare il Vittoriale?
- Si può entrare gratis al Vittoriale?
- Cosa c'è da vedere all'interno del Vittoriale?
- Cosa c'è da vedere vicino al Vittoriale?
Cos'è il Vittoriale degli Italiani?
Situato a Gardone Riviera, sulla pittoresca sponda bresciana del Lago di Garda, il Vittoriale degli Italiani è molto più di una semplice casa. È un complesso monumentale vastissimo, eretto tra il 1921 e il 1938, che comprende edifici, vie, piazze, un teatro all'aperto, giardini lussureggianti e corsi d'acqua. Fu voluto e commissionato dal poeta, romanziere e soldato Gabriele d'Annunzio, che affidò il progetto all'architetto Giancarlo Maroni. L'intento era chiaro e ambizioso: creare un luogo che rappresentasse la memoria della sua "vita inimitabile" e, al contempo, celebrasse le imprese eroiche dei soldati italiani durante la Prima Guerra Mondiale.
Spesso, quando si parla di Vittoriale, si pensa solo all'abitazione di d'Annunzio. Questa, in realtà, è solo una parte del complesso e prende il nome di Prioria.
Chi ha voluto e plasmato il Vittoriale?
Il grande artefice del Vittoriale fu indubbiamente Gabriele d'Annunzio. Fu lui a trovare la villa, un tempo appartenuta al critico d'arte tedesco Henry Thode (espropriata nel 1920), e a decidere di trasformarla e ampliarla per farne la sua ultima residenza e un monumento vivente. L'architetto Giancarlo Maroni fu il suo braccio destro, colui che tradusse in pietra e forme le complesse visioni e simbologie del poeta. Maroni lavorò incessantemente per quasi vent'anni, realizzando ogni dettaglio secondo le precise, e spesso eccentriche, indicazioni di d'Annunzio.
Oggi, il Vittoriale degli Italiani è gestito dalla Fondazione Il Vittoriale degli Italiani, un ente che ne cura la conservazione, la valorizzazione e l'apertura al pubblico, mantenendo vivo lo spirito e la memoria del Vate.
Esplorando il Complesso Monumentale
La visita al Vittoriale è un percorso iniziatico, un viaggio simbolico attraverso la vita e il pensiero di d'Annunzio. L'ingresso monumentale accoglie i visitatori con una coppia di archi e una fontana centrale che riporta un passo del suo Libro segreto: «Dentro da questa triplice cerchia di mura, ove tradotto è già in pietre vive quel libro religioso ch'io mi pensai preposto ai riti della patria e dei vincitori latini chiamato Il Vittoriale». Sopra la fontana, il celebre motto dannunziano: "Io ho quel che ho donato".
Dalle arcate d'ingresso si dipanano due percorsi principali: uno in leggera salita verso la Prioria, la nave militare Puglia e il Mausoleo; l'altro verso i giardini, l'Arengo e le terrazze digradanti verso il lago, fino alla limonaia e al frutteto.
La Prioria: La Casa-Museo
La Prioria è il cuore pulsante del Vittoriale, la casa dove d'Annunzio visse e lavorò. L'antica facciata settecentesca fu trasformata da Maroni con l'aggiunta di stemmi e lapidi, richiamando il Palazzo Pretorio di Arezzo. Un levriero araldico al centro illustra il motto "Né più fermo né più fedele". L'interno è un labirinto di stanze, ognuna densa di oggetti, simboli e rimandi alla vita del poeta. L'atmosfera è spesso intima e raccolta, con luci soffuse e arredi eclettici che mescolano stili ed epoche diverse.
L'Ingresso e le Anticamere
Varcata la soglia, ci si immerge subito in un'atmosfera sacrale: cancello dorato, sette scalini, stalli da coro seicentesco, un pastorale, un'acquasantiera, una colonnina francescana e il melograno, emblema dannunziano di abbondanza. Due porte conducono a due anticamere distinte: una per le visite ufficiali (o "indesiderati") e una per gli amici. Un busto in bronzo di d'Annunzio accoglie i visitatori.
Stanza del Mascheraio
Questa anticamera fungeva da sala d'attesa per gli ospiti ufficiali. Il nome deriva dai versi sopra lo specchio del camino, pensati per Mussolini: "Al visitatore / Teco porti lo specchio di Narciso? / Questo è piombato vetro, o mascheraio. / Aggiusta le tue maschere al tuo viso / ma pensa che sei vetro contro acciaio". La stanza ospita centinaia di libri, spartiti, dischi, radio e grammofono. Si racconta che Mussolini fu fatto attendere qui per due ore.
Stanza della Musica
Inizialmente dedicata a Gasparo da Salò, questa grande sala era destinata ai concerti da camera. Le pareti sono rivestite da preziosi damaschi neri e argento con raffigurazioni di bestie feroci, un richiamo al mito di Orfeo. Le vetrate gialle, i pianoforti, gli strumenti musicali, i dipinti della collezione Thode (come il ritratto di Cosima Liszt Wagner) e le maschere funerarie di Beethoven e Franz Liszt contribuiscono a creare un ambiente ricco e suggestivo, espressione del gusto eclettico di d'Annunzio.
Sala del Mappamondo
È la biblioteca principale della Prioria, contenente circa seimila dei 33.000 volumi totali raccolti da d'Annunzio, inclusi molti libri d'arte di Henry Thode. Il nome deriva dalla grande sfera geografica settecentesca. Vi si trovano la xilografia di Adolfo De Carolis raffigurante il Dantes Adriaticus, la maschera funeraria e oggetti di Napoleone Bonaparte, calchi di opere di Michelangelo (busto e Tondo Pitti) e un organo americano, spesso suonato da Luisa Baccara.

Zambracca
Il nome deriva da un vocabolo provenzale per "donna da camera". Questa stanza fungeva da anticamera alla camera da letto e da guardaroba. Qui d'Annunzio sbrigava le ultime faccende e, tragicamente, fu qui che fu trovato morto la sera del 1º marzo 1938. Sulla scrivania si trovano il completo da scrittoio di Mario Buccellati, la testa d'aquila di Renato Brozzi e la testa dell'Aurora di Michelangelo.
Stanza della Leda
Era la camera da letto del poeta, il cui nome deriva da un grande gesso raffigurante Leda amata da Giove trasformato in cigno. Sulla porta si legge il motto "Genio et voluptati". L'arredamento è un mix di oggetti orientali, maioliche, bronzi e dipinti. Particolare è il copriletto in seta ricamata, dono della moglie. Un calco monumentale dello Schiavo morente di Michelangelo è cinto da un drappo, poiché d'Annunzio riteneva le gambe troppo corte.
Veranda dell'Apollino
Questo piccolo ambiente fu aggiunto per filtrare la luce nella Stanza della Leda e serviva da saletta di lettura. Il nome deriva da un gesso di un kouros arcaico, decorato dal poeta. La stanza è arricchita da riproduzioni di ritratti rinascimentali, animali in porcellana e fotografie della madre e di Eleonora Duse.
Bagno Blu
Diviso in sala da toilette e ritirata, questo bagno è dominato dai toni del blu e del verde e ospita oltre 600 oggetti. Ristrutturato con la consulenza di Gio Ponti, presenta il motto pindarico "Ottima è l'acqua", riproduzioni degli ignudi michelangioleschi e una ricca collezione di piastrelle persiane. Tra gli oggetti, articoli da toeletta in argento, vetri muranesi e collezioni di armi bianche.
Stanza del Lebbroso
Conosciuta anche come zambra del misello o cella dei puri sogni, era il luogo di meditazione di d'Annunzio. Le pareti sono rivestite di pelli di daino, mentre i cassettoni dorati del soffitto presentano simboli del martirio di Cristo e figure di sante dipinte da Guido Cadorin. Un podio ospita una statua lignea di San Sebastiano e il letto, chiamato "delle due età", simile a una bara e a una culla. Un quadro di Cadorin raffigura San Francesco che abbraccia un lebbroso, in cui si riconosce d'Annunzio. Fu in questa stanza che la salma del poeta fu vegliata.
Corridoio della Via Crucis
Questo corridoio prende il nome dalle formelle in rame smaltato di Giuseppe Guidi che rappresentano le quattordici stazioni della Via Crucis. Le pareti sono rivestite con tessuti di Giuseppe Lisio recanti i motti "Pax et bonum - malum et pax".
Sala delle Reliquie
In questa stanza, d'Annunzio raccolse immagini e simboli di diverse fedi, creando un sincretismo religioso espresso dal motto "Tutti gli idoli adombrano il Dio vivo / Tutte le fedi attestan l'uomo eterno". Tra le "reliquie" più significative, il volante spezzato del motoscafo di sir Henry Segrave, simbolo della "religione del rischio". Vi si trovano anche il gonfalone della Reggenza del Carnaro e il bassorilievo del leone di San Marco.
Stanza del Giglio
Uno studiolo con circa tremila volumi di storia e letteratura italiana, decorato con pannelli raffiguranti steli di giglio. L'ambiente include un piccolo armonium e nicchie con una collezione di vasi da farmacia antichi.
Oratorio Dalmata
Era la sala d'aspetto per gli amici, caratterizzata da stalli cinquecenteschi. Una colonnetta romanica con un leone proveniente da Arbe, immagini religiose e una serie di oggetti liturgici arricchiscono l'ambiente. Al centro del soffitto, l'elica dell'idrovolante di Francesco De Pinedo, un'altra "reliquia" legata alle imprese.
Scrittoio del Monco
Il nome deriva da una scultura di una mano sinistra tagliata posta sull'architrave con il motto "Recisa quiescit". Questa stanza era dedicata alla corrispondenza; d'Annunzio, per non dover rispondere a tutti, si dichiarava ironicamente "monco". Gli armadi provengono dalla sua precedente villa, la Capponcina. Sugli scaffali, sentenze evocative.
Officina
L'unico studio di d'Annunzio nella Prioria a ricevere luce naturale. Vi si accede salendo tre alti scalini e passando sotto un basso architrave che reca il verso virgiliano "hoc opus hic labor est", monito sulla difficoltà dell'impresa (in questo caso, l'atto creativo). La stanza è funzionale, con leggii, scaffali inclinati e teche girevoli. Su una scrivania, il busto velato di Eleonora Duse, musa del poeta. Qui d'Annunzio lavorava intensamente e compose opere fondamentali come il Notturno e il Libro segreto.
Corridoio del Labirinto
Prende il nome dall'emblema del labirinto, ripreso dal Palazzo Ducale di Mantova, da cui d'Annunzio trasse il titolo del romanzo Forse che sì forse che no.

Sala della Cheli
Ultimata nel 1929, d'Annunzio la definì "l'unica sala non triste della casa". Il nome deriva da una grande tartaruga in bronzo di Renato Brozzi, monito contro l'ingordigia. Era la sala da pranzo per gli ospiti ed è l'ambiente più spiccatamente déco della casa, con colori vivaci e arredi che ricordano i saloni dei transatlantici.
Gli Spazi Esterni del Vittoriale
Il parco del Vittoriale si estende su circa 9 ettari e offre un percorso affascinante tra natura e architettura simbolica.
Il Mausoleo
Situato sulla sommità del colle, è il monumento funebre di Gabriele d'Annunzio, realizzato dopo la sua morte. Ispirato ai tumuli etrusco-romani, è composto da tre gironi in marmo Botticino. Al centro riposa il poeta, circondato dalle arche di dieci tra gli eroi e legionari fiumani a lui più cari.
La Nave Puglia
Un vero scafo militare incastonato nella collina, simbolo dell'amore di d'Annunzio per il mare e le imprese navali. È uno degli elementi più sorprendenti del complesso.
L'Anfiteatro
Un teatro all'aperto con una vista spettacolare sul Lago di Garda. Ancora oggi ospita eventi culturali e spettacoli, mantenendo viva la vocazione performativa voluta dal poeta.
Il Museo dell'Automobile
Realizzato nel 2017, questo museo celebra la passione di d'Annunzio per le automobili, simbolo di modernità e velocità. Ospitato nell'antico parcheggio, espone vetture d'epoca legate alla vita del Vate.
Informazioni Utili per la Visita
Pianificare una visita al Vittoriale richiede di considerare alcuni aspetti pratici.
Quanto tempo dedicare alla visita?
Per esplorare il complesso monumentale in modo completo, tra la visita alla Prioria, il parco, i musei e gli spazi esterni, si consigliano almeno 2-3 ore. Gli appassionati di storia, arte e letteratura potrebbero facilmente trascorrere anche un'intera giornata per assaporare ogni dettaglio.
Biglietti e Orari
Il costo del biglietto varia in base a ciò che si desidera visitare:
- Biglietto completo (Prioria, Parco e Musei): circa 15-18 euro (ridotto 10-14€).
- Solo Parco e Musei: circa 10-12 euro.
Sono previste riduzioni per studenti, over 65 e gruppi. È sempre consigliabile verificare i prezzi aggiornati e la disponibilità dei biglietti sul sito ufficiale del Vittoriale.
Gli orari di apertura cambiano con le stagioni. Generalmente, il complesso è aperto dalle 9:00 alle 20:00 in estate, con chiusure anticipate in inverno (spesso alle 17:00 o 17:30). La biglietteria chiude un'ora prima dell'accesso al complesso.
Quando si può entrare gratis al Vittoriale?
L'ingresso gratuito al parco del Vittoriale è talvolta previsto in occasioni speciali o giornate dedicate, come eventi culturali specifici o giornate promozionali. I residenti di Gardone Riviera possono beneficiare dell'accesso gratuito in determinati periodi. È opportuno consultare il calendario eventi del Vittoriale per conoscere eventuali date di ingresso gratuito.
Come arrivare e dove parcheggiare
Il Vittoriale si trova a Gardone Riviera ed è ben collegato:
- In auto: Autostrada A4, uscita Brescia Est, poi seguire le indicazioni per Salò e Gardone Riviera.
- In autobus: Diverse linee collegano Brescia e Salò con Gardone Riviera.
- In battello: Il servizio di navigazione del Lago di Garda effettua fermate a Gardone Riviera, rendendolo un'opzione suggestiva.
Nei pressi del Vittoriale sono disponibili parcheggi, sia a pagamento (come quello di Via Dosso, molto vicino all'ingresso) sia alcune aree di sosta lungo la strada Gardesana, solitamente a circa 10 minuti a piedi.

Cosa vedere vicino al Vittoriale
Una visita al Vittoriale offre l'opportunità di scoprire le bellezze di Gardone Riviera e dei suoi dintorni sul Lago di Garda.
Gardone Riviera
Gardone è di per sé una prestigiosa località di soggiorno, con splendidi giardini e un'atmosfera elegante. A differenza di altre zone del lago, mantiene un carattere più riservato e signorile.
- Lungolago D'Annunzio: Una passeggiata imperdibile con vista spettacolare sul lago e le montagne circostanti.
- Piazza Marconi: Il cuore di Gardone, con il suo caratteristico porticato affacciato sul lago.
- Grand Hotel Gardone: Un'icona storica dell'ospitalità di lusso sul lago.
- Torre di San Marco: Acquistata e ristrutturata da d'Annunzio, oggi location per eventi. Qui era ormeggiato il celebre MAS 96.
- Villa Alba: Di fronte alla Torre, questa villa è ispirata ai monumenti dell'Acropoli di Atene.
- Chiesa San Nicolò di Bari: Vicina all'ingresso del Vittoriale, offre una terrazza panoramica suggestiva.
- Giardino Botanico Heller: Un'oasi di pace con specie vegetali esotiche e installazioni artistiche, voluto da Arturo Hruska e oggi curato da André Heller.
Nei dintorni, si possono visitare altre incantevoli località del Lago di Garda, come Salò, i borghi della Valtenesi, Desenzano, Limone sul Garda, la Rocca di Manerba del Garda con la sua vista mozzafiata, e la storica Sirmione con le Grotte di Catullo e le Terme.
Domande Frequenti sul Vittoriale degli Italiani
Chi ha costruito il Vittoriale?
Il Vittoriale degli Italiani fu commissionato e ideato da Gabriele d'Annunzio, con il progetto architettonico affidato a Giancarlo Maroni.
Perché si chiama Vittoriale degli Italiani?
Il nome fu scelto da d'Annunzio per celebrare le imprese e le vittorie italiane durante la Prima Guerra Mondiale, dedicando il complesso alla memoria degli eroi e alla grandezza della nazione.
Dove si trova il Vittoriale?
Si trova a Gardone Riviera, sulla sponda bresciana del Lago di Garda, in provincia di Brescia.
Quanto costa il biglietto d'ingresso?
Il costo varia tra i 10 e i 18 euro a seconda del percorso scelto (solo parco/musei o completo con la Prioria). Ci sono riduzioni disponibili.
Quanto tempo ci vuole per visitare il Vittoriale?
Una visita completa richiede circa 2-3 ore, ma per gli appassionati può durare anche un'intera giornata.
Si può entrare gratis al Vittoriale?
L'ingresso gratuito è previsto in alcune giornate speciali durante l'anno e in determinati periodi per i residenti di Gardone Riviera.
Cosa c'è da vedere all'interno del Vittoriale?
Il complesso include la Prioria (la casa-museo di d'Annunzio), il Parco con giardini e fontane, il Mausoleo, la Nave Puglia, l'Anfiteatro e musei come il Museo d'Annunzio Eroe e il Museo dell'Automobile.
Cosa c'è da vedere vicino al Vittoriale?
Nei dintorni si trovano il Giardino Botanico Heller, il lungolago e il centro storico di Gardone Riviera, la Torre di San Marco, Villa Alba, e altre località del Lago di Garda come Salò, Sirmione e Limone.
Il Vittoriale degli Italiani rimane un luogo di straordinaria complessità e fascino, un'opera totale che riflette la personalità sfaccettata e il genio di Gabriele d'Annunzio, offrendo un'esperienza culturale e sensoriale unica sul meraviglioso sfondo del Lago di Garda.
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