Quanto è grande l'isola di Filicudi?

Filicudi: L'Isola Antica e le sue Dimensioni

27/07/2022

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Filicudi, un nome che evoca immediatamente l'incanto dell'arcipelago Eoliano. Spesso ammirata per la sua bellezza selvaggia e le sue acque cristalline, quest'isola nasconde una storia geologica profondissima e complessa, che affonda le radici in un passato lontanissimo. Ma al di là del suo fascino visivo e della sua quiete, una delle prime curiosità per chi si avvicina a quest'isola può essere: quanto è grande Filicudi? Con le sue dimensioni moderate, offre un'esperienza intima ma ricca di scoperte, sia sopra che sotto il livello del mare.

Cosa si mangia a Filicudi?
LA PASTA ALLE SARDE. TRA I PIATTI IMPERDIBILI DI FILICUDI Ottimi i "Piparelli", biscotti a base di mandorle che, a fine pasto accompagnano il bicchiere di Malvasia e addirittura c'è chi vi consiglierà di inzupparli all'interno del vino liquoroso per godere di un nuovo sapore.

L'isola emersa di Filicudi copre una superficie totale di circa 9.5 chilometri quadrati. Nonostante non sia tra le più estese delle Eolie, la sua conformazione è tutt'altro che semplice. Sorge da un vasto sistema vulcanico prevalentemente sommerso che si estende per decine di chilometri. La sua silhouette è dominata dalla vetta di Monte Fossa Felci, che raggiunge un'altezza di 774 metri sopra il livello del mare, offrendo panorami spettacolari sull'arcipelago circostante e sul vasto blu del Mediterraneo.

Indice dei contenuti

Filicudi: Un Cuore Geologico Millenario

Ciò che distingue notevolmente Filicudi, rendendola un soggetto di grande interesse per geologi e appassionati, è la sua antichità. Secondo diverse datazioni, Filicudi potrebbe contendersi il titolo di isola più antica dell'arcipelago Eoliano. Sono stati infatti identificati e datati prodotti vulcanici risalenti a oltre un milione di anni fa, testimonianza di un'attività vulcanica iniziata in ere geologiche remote. A differenza di altre isole Eolie con una storia eruttiva più recente o addirittura attività idrotermale manifesta, Filicudi appare oggi come un gigante addormentato. Non si registrano eruzioni in epoca storica, e l'isola è priva di manifestazioni idrotermali o fumaroliche attuali. Questo silenzio odierno contrasta fortemente con il suo passato turbolento.

L'Evoluzione Geologica di Filicudi: Un Racconto in Tre Atti

La struttura attuale di Filicudi è il risultato dell'attività di molteplici centri vulcanici che si sono manifestati in un arco di tempo di circa 800.000 anni. Questi eventi eruttivi si sono verificati al di sopra di una crosta continentale relativamente spessa, circa 18 km. L'isola, come la vediamo oggi, è solo la porzione emersa di un complesso sistema vulcanico sommerso che si estende significativamente verso nord-ovest.

Gli studi geologici, basati su lavori dettagliati, hanno permesso di suddividere la storia eruttiva dell'isola in almeno tre periodi distinti, durante i quali diversi edifici vulcanici e centri periferici sono stati attivi, talvolta anche contemporaneamente.

Periodo I: Le Origini Lontane (da circa 1.020 a 210 ka fa)

Questo periodo rappresenta le fasi più antiche dell'attività vulcanica a Filicudi. Le vulcaniti più antiche, datate a 1.020 ka fa, provengono dal centro di Zucco Grande, originariamente ubicato in mare aperto. Queste formazioni, che oggi affiorano lungo la costa nordorientale, includono colate laviche ricche di xenoliti crostali (frammenti di rocce della crosta terrestre inglobati nel magma) e cineriti laminate con lapilli accrezionali (strati di cenere fine con piccole sfere formate dall'aggregazione di particelle umide, tipiche di eruzioni freatomagmatiche o idromagmatiche, note anche come "wet surge"). L'attività di Zucco Grande si concluse con un collasso vulcano-tettonico che smantellò l'edificio.

Seguì un lunghissimo periodo di stasi ed erosione, durato circa 700.000 anni. L'attività riprese poi nei centri di Filo del Banco e del Bue Marino. Le vulcaniti di Filo del Banco, affioranti sulla punta nord, sono costituite da scorie e scorie saldate, testimonianza di fontane di lava, e sottili colate ricche in xenoliti. Queste sono state datate a circa 210 ka fa. I prodotti del Bue Marino sono invece sottili colate laviche alternate a strati scoriacei e livelli cineritici. Anche questi centri si presume fossero sottomarini, con un'attività conclusa da un episodio distruttivo che ne smembrò gli edifici.

Periodo II: La Costruzione dei Grandi Edifici (intorno ai 190 ka fa)

Dopo un'ulteriore fase di quiescenza, l'attività vulcanica riprese con vigore, portando alla costruzione dei grandi stratovulcani centrali che costituiscono la massa principale dell'isola emersa. Il più imponente di questi è Monte Fossa Felci. I suoi prodotti sono prevalentemente colate di lava e scorie da ricaduta. Verso la fine dell'attività di Fossa Felci, sul suo versante meridionale, si mise in posto la cupola lavica della Montagnola, un altro edificio prominente nel paesaggio di Filicudi.

Contemporaneamente a queste fasi centrali, furono attivi altri centri importanti: il cono di scorie di Monte Guardia e la cupola di Capo Graziano, situata all'estremità sud dell'isola. L'età di questi centri è stimata intorno ai 190 ka. In questa fase, furono attivi anche gli stratovulcani di Monte Chiumento e di Riberosse. Monte Chiumento emise una varietà di prodotti, tra cui colate di lava, depositi di scorie di caduta, colate piroclastiche del tipo "block and ash flow" (flussi densi di blocchi e cenere caldi) e colate di fango. L'attività di Monte Chiumento si concluse con la messa in posto delle cupole laviche andesitiche di Monte Terrione, che oggi definiscono il bordo di una struttura calderica. Il centro di Riberosse ebbe un'attività mista effusiva-esplosiva di media intensità. Anche questo periodo si concluse con una stasi eruttiva, durante la quale si verificarono variazioni del livello marino e la formazione di un conglomerato d'abrasione marina, un deposito di ciottoli arrotondati dall'azione delle onde, che testimonia l'innalzamento del livello del mare rispetto al terreno vulcanico.

Periodo III: Le Fasi Finali e lo Scoglio della Canna (Più Recente)

L'ultima fase di attività vulcanica significativa, secondo le datazioni più recenti, si concentrò presso la porzione più elevata dell'isola con l'attività esplosiva del centro di Benefizio. Questo centro emise colate piroclastiche, prodotti da ricaduta e depositi freatomagmatici (risultato dell'interazione tra magma e acqua).

L'attività vulcanica più recente in assoluto, tuttavia, si sarebbe verificata in mare aperto. La sua manifestazione più evidente oggi è lo Scoglio della Canna, un imponente neck vulcanico che emerge dalle acque a poca distanza dalla costa occidentale. Sebbene la sua posizione stratigrafica precisa rispetto alle sequenze terrestri non sia completamente definita, rappresenta una delle formazioni più recenti legate al vulcanismo di Filicudi.

Filicudi Oggi: Un Vulcano Silenzioso ma con una Storia Forte

In sintesi, l'isola di Filicudi non è il risultato di un singolo grande vulcano, ma piuttosto dell'interazione e sovrapposizione di numerosi centri eruttivi distribuiti sull'isola e nel mare circostante. Non si osservano particolari allineamenti dei centri vulcanici, se non un generale allungamento dell'isola in direzione Est-Ovest.

Oggi, l'isola offre un paesaggio plasmato da questa lunga e complessa storia geologica. Le diverse formazioni vulcaniche, dalle antiche colate ai coni di scorie e alle cupole laviche, contribuiscono alla varietà dei suoi panorami. Monte Fossa Felci, il punto più alto, è il residuo del vulcano più giovane emerso, ma l'attività più recente (sebbene non storica) sembra legata a eventi sottomarini come quello che ha dato origine allo Scoglio della Canna. Questa assenza di attività eruttiva o idrotermale rende Filicudi un luogo di quiete apparente, dove la potenza della natura si manifesta attraverso la bellezza del paesaggio modellato da milioni di anni di processi geologici.

Tabella Riassuntiva: Periodi Eruttivi di Filicudi

PeriodoEtà (circa)Centri Attivi PrincipaliTipo di Attività e Prodotti Noti
I1.020 - 210 ka fa (con lunga stasi)Zucco Grande, Filo del Banco, Bue MarinoAttività sottomarina/vicina alla costa, colate laviche con xenoliti, cineriti laminate, lapilli accrezionali (wet surge), scorie, scorie saldate (fontana di lava). Concluso da collassi.
IIIntorno a 190 ka faMonte Fossa Felci, Montagnola, Monte Guardia, Capo Graziano, Monte Chiumento, Riberosse, Monte TerrioneCostruzione dei grandi stratovulcani centrali e edifici periferici. Lave, scorie, cupole laviche, coni di scorie, flussi piroclastici (block and ash flow), colate di fango. Formazione di strutture calderiche parziali. Stasi con formazione di conglomerato marino.
IIIFase Recente (datazioni 1995)Benefizio, Scoglio della Canna (in mare)Attività esplosiva (piroclastici, freatomagmatici) in quota. Attività sottomarina più recente (Scoglio della Canna, un neck vulcanico).

Domande Frequenti su Filicudi

Quanto è grande l'isola di Filicudi?

L'isola emersa di Filicudi ha una superficie totale di circa 9.5 chilometri quadrati.

Qual è il punto più alto di Filicudi?

Il punto più alto dell'isola è la vetta di Monte Fossa Felci, che raggiunge i 774 metri sopra il livello del mare.

Filicudi è un vulcano attivo?

Filicudi è un'isola di origine vulcanica, ma non presenta attività eruttiva storica né manifestazioni idrotermali o fumaroliche attuali. È considerata un vulcano quiescente o estinto dal punto di vista dell'attività recente.

Filicudi è l'isola più antica delle Eolie?

Basandosi su datazioni di prodotti vulcanici risalenti a oltre un milione di anni fa, Filicudi potrebbe essere l'isola più antica dell'arcipelago Eoliano.

Cosa rappresenta lo Scoglio della Canna?

Lo Scoglio della Canna è un imponente neck vulcanico (la porzione solidificata del condotto di risalita di un vulcano) che emerge dal mare. Rappresenta una delle manifestazioni vulcaniche più recenti legate all'isola, sebbene la sua età precisa sia difficile da stabilire.

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