05/12/2022
Molti si chiedono quale sia l'altitudine esatta di Ceresole Reale, un gioiello incastonato tra le vette alpine. Sebbene la risposta numerica non sia sempre l'aspetto più affascinante, la storia e la natura che circondano questo luogo offrono un racconto ben più ricco e avvincente. Situata nell'alta Valle Orco, Ceresole Reale vanta un passato profondo e un presente strettamente legato alla maestosità del Parco Nazionale del Gran Paradiso.

Le origini del paese affondano probabilmente in epoca celtica, un retaggio antico che si mescola con le tracce della dominazione romana. Quest'ultima è testimoniata in modo singolare: nei corridoi sotterranei delle miniere locali, come quelle di Bellagarda e Cuccagna, sono state ritrovate alcune iscrizioni latine. La tradizione locale narra che l'Impero Romano destinasse i cristiani condannati ai lavori pesanti e rischiosi di estrazione mineraria in queste stesse miniere. Da queste antiche vittime e martiri della fede trae origine il culto di San Meinerio, una figura che simboleggia la resilienza e la fede legata a questo territorio.
Le prime notizie documentate su Ceresole risalgono intorno all'anno Mille, un periodo cruciale in cui l'alta Valle Orco fu donata dall'imperatore Ottone III al vescovo di Vercelli. Questo passaggio segnò l'inizio di una lunga storia di dipendenze e contese territoriali.
Dal Dominio Feudale alle Rivolte Popolari
Nel corso del secolo successivo, i territori passarono sotto il controllo della potente famiglia dei Valperga. Furono proprio i Valperga a concedere gli statuti a Ceresole nel 1338, un documento che regolamentava la vita della comunità. Tuttavia, l'estrema povertà e le angherie subite da parte della nobiltà spinsero la popolazione all'esasperazione. Pochi anni dopo la concessione degli statuti, gli abitanti di Ceresole presero parte alla rivolta dei Tuchini, un vasto movimento di insorgenza popolare che dilagò in tutto il Canavese contro il potere feudale.
La pacificazione di questi tumulti avvenne soltanto nel 1449. Nonostante i valligiani avessero pagato una considerevole somma di duemila fiorini per ottenere l'indipendenza e dipendere unicamente dalla giurisdizione dei Savoia, il loro desiderio di autonomia fu di breve durata. Ben presto, il territorio di Ceresole tornò nuovamente sotto il dominio della famiglia Valperga.
Un episodio di resistenza militare significativo si verificò nel 1794, quando gli abitanti di Ceresole riuscirono a respingere le truppe francesi repubblicane che, dopo aver valicato il Colle della Galisia, tentavano di invadere il territorio.
Il Legame Reale e la Nascita della Riserva
A partire dal 1862, Ceresole ottenne un riconoscimento di grande prestigio: si fregiò del titolo di "Reale". Questo onore fu concesso direttamente da Vittorio Emanuele II. Il motivo di tale concessione risiedeva nella decisione del Comune di cedere gratuitamente al sovrano il diritto di caccia a camosci e stambecchi sul proprio territorio. Questo gesto si inseriva in un contesto più ampio legato alla salvaguardia dello stambecco, una specie che nel Settecento si riteneva ormai estinta in tutta Europa a causa di una caccia spietata, alimentata da credenze sulle qualità magiche e curative di diverse parti del corpo dell'animale.
Miracolosamente, un centinaio di esemplari di stambecco era sopravvissuto tra i ripidi dirupi del Massiccio del Gran Paradiso, proprio all'interno dei confini del regno sabaudo. Riconoscendo il valore di questa popolazione residua, tra il 1854 e il 1864 Vittorio Emanuele II istituì la Riserva Reale del Gran Paradiso. Questa riserva fu creata attraverso la cessione del diritto di caccia da parte dei comuni sia valdostani che canavesani al sovrano, che in tal modo acquisiva l'attività venatoria in esclusiva all'interno dell'area.
Per facilitare gli spostamenti e le battute di caccia del sovrano all'interno della vasta riserva, negli anni fu costruita una fitta rete di mulattiere. Queste vie di comunicazione, originariamente pensate per scopi reali, oggi rappresentano un'eccezionale risorsa per il Parco e per il territorio di Ceresole, offrendo una notevole accessibilità pedonale anche sino ad alta quota. Il re si preoccupò anche di formare un corpo di guardie specializzate e fece tracciare una serie di sentieri che collegavano i vari casotti di caccia. Attualmente, sia gli escursionisti che i guardaparco si avvalgono di questa medesima rete viaria, utilizzandola con l'intento di ammirare e proteggere la ricca flora e fauna alpina.
Dalla Riserva al Parco Nazionale
Una data fondamentale nella storia di questo territorio è il 3 dicembre 1922. Con un regio decreto, la Riserva Reale fu donata allo Stato Italiano. Lo scopo di questa donazione era chiaro e lungimirante: trasformare l'area protetta in un parco dedicato alla salvaguardia delle bellezze naturali. Fu così che nacque ufficialmente il Parco Nazionale del Gran Paradiso, il primo parco nazionale italiano, un'istituzione che da allora tutela questo prezioso ecosistema alpino.
La Diga e il Lago Artificiale
Un'altra tappa significativa nella storia più recente di Ceresole Reale è legata alla costruzione di un'imponente opera idraulica. Tra il 1925 e il 1931 fu eretta la grande diga dell'AEM di Torino. Questa costruzione modificò profondamente il paesaggio della conca di Ceresole, creando un vasto bacino artificiale.
Interessante è la tradizione locale che narra come nella conca di Ceresole esistesse già in epoca remota un lago naturale. Secondo questa leggenda, questo antico lago si prosciugò a causa della rottura del diaframma roccioso che chiudeva l'imbocco delle Scalee. L'odierno bacino artificiale, frutto dell'ingegneria del Novecento, costituisce una delle principali attrattive turistiche del paese, offrendo scenari suggestivi e opportunità per attività ricreative legate all'acqua.
Ceresole Reale Oggi
Oggi, Ceresole Reale è indissolubilmente legata alla sua posizione strategica ai margini del Parco Nazionale del Gran Paradiso. La sua storia ricca, dalle antiche miniere romane e le rivolte popolari, passando per il prestigioso titolo "Reale" conferito dai Savoia e la creazione della Riserva di caccia, fino alla nascita del primo parco nazionale italiano e la costruzione della scenografica diga, ne fa un luogo di notevole interesse storico e naturalistico. Le antiche mulattiere reali sono diventate sentieri per escursionisti, offrendo percorsi unici nel cuore delle Alpi, mentre il lago artificiale funge da specchio d'acqua che riflette le vette circostanti, attirando visitatori in cerca di bellezza e tranquillità montana.
Tappe Storiche di Ceresole Reale
| Periodo/Anno | Evento Significativo |
|---|---|
| Epoca Remota | Probabile origine celtica, tracce romane nelle miniere con iscrizioni latine. |
| Circa 1000 | Alta Valle Orco donata dall'imperatore Ottone III al vescovo di Vercelli. |
| Nel secolo successivo | Territori passano alla famiglia dei Valperga. |
| 1338 | Famiglia Valperga concede gli statuti a Ceresole. |
| Pochi anni dopo il 1338 | Partecipazione alla rivolta dei Tuchini a causa di povertà e angherie. |
| 1449 | Avviene la pacificazione. |
| 1794 | Gli abitanti di Ceresole respingono i francesi repubblicani. |
| Dal 1862 | Ceresole si fregia del titolo di "Reale", concesso da Vittorio Emanuele II. |
| 1854-1864 | Vittorio Emanuele II istituisce la Riserva Reale del Gran Paradiso, creata con la cessione del diritto di caccia. |
| 3 Dicembre 1922 | La Riserva Reale viene donata allo Stato Italiano e nasce il Parco Nazionale del Gran Paradiso. |
| 1925-1931 | Costruzione dell'imponente diga dell'AEM di Torino. |
Domande Frequenti su Ceresole Reale
Perché Ceresole si chiama "Reale"?
Il titolo "Reale" fu concesso a partire dal 1862 da Vittorio Emanuele II in cambio della cessione gratuita del diritto di caccia a camosci e stambecchi da parte del Comune. Questo legame con la casa reale sabauda è un elemento distintivo della sua storia.
Qual è il legame tra Ceresole e il Parco Nazionale del Gran Paradiso?
Il Parco Nazionale del Gran Paradiso, il primo in Italia, nacque il 3 dicembre 1922 dalla donazione allo Stato Italiano della precedente Riserva Reale del Gran Paradiso, istituita da Vittorio Emanuele II tra il 1854 e il 1864, che includeva i territori di Ceresole. Il paese è quindi una porta d'accesso storica e geografica al parco.
C'è un lago a Ceresole Reale?
Sì, l'attuale bacino artificiale, creato dalla costruzione della diga tra il 1925 e il 1931, costituisce oggi una delle principali attrattive turistiche del paese, offrendo un vasto specchio d'acqua circondato dalle montagne. La tradizione locale narra anche di un antico lago naturale prosciugatosi in epoca remota.
Ci sono tracce romane a Ceresole?
Sì, il paese conserva alcune tracce della dominazione romana, in particolare nei corridoi sotterranei delle miniere di Bellagarda e Cuccagna, dove sono state ritrovate iscrizioni latine che testimoniano l'antica presenza.
Chi è San Meinerio?
Secondo la tradizione locale, il culto di San Meinerio trae origine dalle antiche vittime cristiane condannate ai lavori forzati nelle miniere romane di Ceresole. Egli è considerato il simbolo di tutti i martiri della fede legati a questo luogo e alla sua storia mineraria.
In conclusione, Ceresole Reale è molto più di una semplice località alpina; è un luogo dove storia millenaria, legami reali e la potenza della natura si fondono, offrendo ai visitatori un'esperienza ricca e indimenticabile alle porte del Gran Paradiso. La sua altitudine è solo un dettaglio rispetto alla profondità del suo patrimonio storico e naturalistico.
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