Quanto è alta Avola antica?

Avola Antica: Un Tesoro Nascosto in Sicilia

21/02/2022

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Avola Antica non è l'Avola che conosciamo oggi, ma l'eco di una città millenaria, un insediamento che ha segnato profondamente la storia della Sicilia sud-orientale prima di essere tragicamente cancellato. Situata sul Monte Aquilone, questa antica città, citata da Stefano di Bisanzio nel VI secolo d.C., custodisce storie di popoli antichi, eventi cruciali e una posizione geografica di notevole interesse. La sua esistenza si è interrotta bruscamente con il catastrofico terremoto del 1693, ma le sue vestigia e i racconti che la riguardano continuano a svelare un passato affascinante.

Quanto è alta Avola antica?
Avola AnticaAltitudine464 m s.l.m.ScaviArcheologoPaolo OrsiAmministrazione

Una delle caratteristiche geografiche più definite del sito di Avola Antica è la sua elevazione. Situata a un'altitudine di 464 m s.l.m., dominava il territorio circostante, offrendo una posizione strategica sia difensiva che visiva. Questa altezza è solo uno dei tanti elementi che rendono il sito un luogo di profondo interesse storico e archeologico.

Indice dei contenuti

Le Origini Antiche: Dall'Età del Bronzo ai Siculi

La storia di Avola Antica affonda le sue radici in epoche remotissime, ben prima dell'arrivo dei Greci e dei Romani. Le evidenze archeologiche dimostrano che il sito era abitato già nell'età del bronzo. Diverse tombe a grotticella artificiale, tipiche delle culture preistoriche siciliane, sono state scoperte nelle vicinanze, in aree come il Vallone Pisciarello e la Cava Tirone. Queste sepolture, che contano circa una quarantina di unità, presentano manufatti che riflettono le influenze culturali delle facies di Thapsos e Pantalica III, mostrando come la Sicilia fosse già allora inserita in reti di scambio e contatto con altre popolazioni mediterranee. Il ritrovamento di oggetti come una kylix (una coppa greca) e un'anfora in queste tombe suggerisce una precoce e significativa influenza greca sul territorio, ben prima delle grandi colonizzazioni.

Successivamente, il territorio fu abitato dai Siculi, una delle popolazioni indigene dell'isola che diedero il nome alla Sicilia stessa. La loro presenza è attestata da fonti storiche classiche di primaria importanza, tra cui il celebre storico ateniese Tucidide. Nelle sue narrazioni sulla tragica spedizione ateniese in Sicilia durante la Guerra del Peloponneso, Tucidide menziona i Siculi in relazione a eventi cruciali che si svolsero non lontano da Avola Antica, nel 413 a.C.

Secondo il suo racconto, gli Ateniesi, guidati dallo stratego Nicia, dopo essere stati sconfitti dall'esercito siracusano comandato dallo spartano Gilippo, tentarono una disperata fuga verso l'interno dell'isola, cercando di raggiungere insediamenti amici. Cercarono rifugio e asilo presso le popolazioni sicule, sperando nella loro ospitalità o neutralità contro i Siracusani, loro avversari. Mandarono ambascerie per chiedere aiuto e passaggio sicuro attraverso i loro territori.

Tuttavia, i Siracusani, consapevoli del pericolo rappresentato dagli Ateniesi superstiti, riuscirono a bloccare le vie di fuga lungo i fiumi principali che attraversavano l'area, come il Cacipari e l'Erineo. Tucidide specifica che l'Erineo (identificato dalla maggior parte degli studiosi con l'attuale fiume Manghisi) sorgeva "presso Avola Antica". Questo dettaglio geografico è cruciale perché colloca l'antica città in un'area strategicamente vitale durante uno degli episodi più noti della storia greca in Sicilia. Costretti a bivaccare su un'altura dominante l'Erineo, gli Ateniesi subirono l'attacco finale e decisivo sulle rive del fiume Asinaro, subendo una disastrosa sconfitta che segnò la fine della loro spedizione e un momento cruciale della storia antica. Sebbene Avola Antica non sia direttamente menzionata come teatro della battaglia, la sua vicinanza geografica ai luoghi descritti da Tucidide suggerisce che gli abitanti siculi dell'insediamento fossero testimoni o comunque coinvolti indirettamente in questi eventi di portata storica, vivendo in un territorio conteso tra le grandi potenze dell'epoca.

Prosperità Romana e Continuità Bizantina

Dopo l'età sicula e le interazioni con il mondo greco, Avola Antica conobbe un lungo periodo di occupazione e, sembra, di prosperità sotto il dominio romano. Le evidenze archeologiche di questo periodo sono particolarmente significative e testimoniano l'integrazione della città nei circuiti economici e amministrativi romani. I cospicui ritrovamenti di monetazione romana sono la prova più diretta di questa vitalità. Tra questi, spicca un gruppo di 186 assi romani in bronzo, monete di uso quotidiano, con l'iscrizione C.TER.LVC. La presenza di un tale tesoretto monetale suggerisce un'intensa attività economica e commerciale nel sito, indicando che Avola Antica non era un insediamento marginale, ma un centro attivo all'interno della provincia romana di Sicilia.

La vita nella città continuò anche dopo la caduta dell'Impero Romano d'Occidente e l'instaurazione del dominio bizantino sull'isola. La Sicilia divenne una provincia strategica dell'Impero Bizantino, e insediamenti come Avola Antica mantennero la loro importanza, forse come centri agricoli o punti di controllo del territorio. Le testimonianze di questo periodo, che si estende fino al VI secolo d.C. e oltre, come attestato da Stefano di Bisanzio nella sua opera geografica, includono importanti scoperte archeologiche.

Nel 1899, l'archeologo Paolo Orsi, figura pionieristica dell'archeologia siciliana, riscontrò una catacomba bizantina nella contrada Casa Romano, nelle vicinanze del sito di Avola Antica. Le catacombe erano spesso utilizzate come aree di sepoltura comunitaria dalle prime comunità cristiane e la loro presenza indica l'esistenza di una comunità strutturata e di fede cristiana nel sito, probabilmente con una certa consistenza demografica. Ulteriori indizi della presenza bizantina sono dati dal rinvenimento di una chiesetta rupestre sul Cugno Agosta. Queste chiese scavate nella roccia sono caratteristiche del periodo bizantino in Sicilia e Calabria, spesso legate a pratiche monastiche o a comunità rurali che adattavano cavità naturali o artificiali a luoghi di culto. La loro esistenza a Avola Antica conferma la continuità dell'insediamento e la sua importanza come centro abitato anche durante l'epoca bizantina, dimostrando una resilienza storica che si protrasse per millenni.

La Distruzione del 1693: La Fine di Avola Antica

Il destino millenario di Avola Antica si interruppe bruscamente e tragicamente il 11 gennaio 1693. In quella data, uno dei terremoti più potenti e distruttivi che abbiano mai colpito l'Italia meridionale, con epicentro nella Val di Noto, rase al suolo decine di città e causò decine di migliaia di vittime. Avola Antica fu tra le città più duramente colpite. Le fonti storiche dell'epoca descrivono una distruzione totale: gli edifici crollarono completamente, le strutture difensive e religiose vennero annientate. La violenza del sisma fu tale da rendere il sito originale sul Monte Aquilone inabitabile e inadatto a una ricostruzione immediata.

La popolazione superstite di Avola Antica, come accadde per gli abitanti di altre città distrutte come Noto Antica o Giarratana, prese la difficile decisione di abbandonare il sito storico e di fondare un nuovo insediamento. La nuova città fu edificata a valle, più vicina alla costa e su un terreno ritenuto più stabile. La costruzione della nuova Avola avvenne secondo i canoni urbanistici barocchi tipici dell'epoca, con un impianto a scacchiera regolare, in netto contrasto con l'organizzazione presumibilmente più organica e stratificata della città antica.

La distruzione completa non fu solo un evento fisico, ma segnò la fine di un'era per l'insediamento sul Monte Aquilone e la nascita di un nuovo centro urbano che ne ereditò il nome e la popolazione. Le coordinate geografiche dell'antica città (36°56′03.86″N 15°06′29.88″E) rimangono a indicare il luogo esatto dove sorgeva, un promemoria della sua esistenza e della sua tragica fine. Il sito archeologico, sebbene non conservi edifici in elevato a causa della distruzione, è ancora oggi un'area di grande interesse, oggetto di studi e ricerche che continuano a svelare dettagli sulla vita dei suoi antichi abitanti attraverso i reperti rinvenuti e l'analisi delle poche strutture residue.

Posizione Geografica e Territorio

Come accennato più volte, Avola Antica si trovava sull'altura del Monte Aquilone, a una quota di 464 m s.l.m. Questa posizione elevata non era casuale, ma rappresentava una scelta strategica fondamentale per gli insediamenti antichi in Sicilia. Le alture offrivano una naturale difesa contro potenziali invasori, rendendo l'accesso al centro abitato difficile per gli eserciti nemici. Inoltre, permettevano il controllo visivo di un vasto territorio circostante, che si estendeva verso la costa ionica e verso l'interno montuoso, facilitando la sorveglianza e la comunicazione.

Il sito è posizionato strategicamente a sud della spettacolare riserva naturale di Cavagrande del Cassibile, un'area caratterizzata da profondi canyon (cave) scavati dai corsi d'acqua nel corso dei millenni. La vicinanza a Cavagrande e ai fiumi come l'Erineo (identificato con l'attuale Manghisi) e il Cacipari (probabilmente l'attuale Cassibile), menzionati da Tucidide, era fondamentale per la vita della città. Questi fiumi fornivano accesso all'acqua dolce, risorsa vitale, e rappresentavano potenziali vie di comunicazione naturali con l'interno e la costa (sebbene Tucidide ci dica che potevano anche essere bloccate a fini militari).

Il territorio circostante Avola Antica è ricco di cavità naturali e artificiali, come le già citate aree di sepoltura preistorica nel Vallone Pisciarello e nella Cava Tirone, e la chiesetta rupestre sul Cugno Agosta. Questo paesaggio carsico e roccioso ha favorito l'insediamento umano sin dalla preistoria, offrendo ripari naturali, aree per la pastorizia e materiali da costruzione. L'altitudine di 464 metri non era solo un dato topografico, ma un elemento che definiva la vita quotidiana, influenzando il clima locale (spesso più fresco e ventilato rispetto alla costa) e le opportunità economiche basate sull'agricoltura e l'allevamento nelle aree limitrofe.

Le Testimonianze Archeologiche

Le ricerche archeologiche condotte a Avola Antica e nel suo territorio hanno portato alla luce numerosi reperti che confermano l'importanza e la lunga storia del sito. Oltre alle tombe preistoriche del Vallone Pisciarello e della Cava Tirone, con i loro corredi funerari che includono ceramiche come una kylix e un'anfora che mostrano influenze greche, le scoperte coprono un vasto arco cronologico.

Particolarmente rilevanti sono i ritrovamenti di età romana, in particolare le 186 monete di bronzo (assi) con l'iscrizione C.TER.LVC. Questi tesoretti monetali sono indicatori preziosi non solo della datazione, ma anche dell'economia locale e della sua integrazione nel sistema romano. La presenza di moneta corrente su larga scala suggerisce una comunità attiva nel commercio e nelle relazioni economiche formali, probabilmente legata allo sfruttamento agricolo del fertile territorio circostante o alla sua posizione su rotte interne.

Le evidenze bizantine, come la catacomba scoperta da Paolo Orsi nel 1899 in contrada Casa Romano e la chiesetta rupestre sul Cugno Agosta, testimoniano la continuità della vita e la presenza di una comunità cristiana organizzata anche in un'epoca di grandi trasformazioni per il Mediterraneo. Questi luoghi di culto e sepoltura offrono spunti sulla vita spirituale e sociale degli abitanti di Avola Antica in quel periodo, dimostrando che l'insediamento mantenne una sua rilevanza anche dopo la fine dell'Impero Romano d'Occidente.

L'insieme di questi ritrovamenti, dalla preistoria al periodo bizantino, dipinge il quadro di un insediamento che, grazie alla sua posizione strategica sull'altura di 464 m s.l.m., fu un punto di riferimento nel territorio per millenni, adattandosi ai cambiamenti politici e culturali che si susseguivano in Sicilia. Nonostante la distruzione del 1693 abbia cancellato le strutture in elevato, il sottosuolo e le aree circostanti continuano a restituire frammenti di questa lunga e complessa storia.

L'Ipotesi sull'Identità: Avola Antica e Ibla Maggiore?

Un dibattito storiografico e archeologico di lunga data riguarda l'identità di Avola Antica con la leggendaria Ibla Maggiore (Hybla Major) menzionata da poeti e geografi greci. Le Ible erano città sicule di notevole importanza, e la loro esatta localizzazione è stata oggetto di studi e discussioni per secoli, con diverse ipotesi per Ibla Cephallonia, Ibla Gereatis e Ibla Maggiore.

Secondo lo storico Francesco Di Maria, il sito dove sorse Avola Antica corrisponderebbe all'antica Ibla Maggiore. Questa teoria si basa su interpretazioni di fonti antiche che descrivono la posizione e le caratteristiche di Ibla Maggiore, confrontate con la geografia e le scoperte archeologiche del sito sul Monte Aquilone. Se questa ipotesi fosse corretta, eleverebbe ulteriormente l'importanza storica di Avola Antica, collegandola direttamente a una delle più significative entità politiche e culturali sicule prima dell'arrivo dei Greci e durante i primi secoli della loro presenza sull'isola.

Tuttavia, è importante sottolineare che questa rimane un'ipotesi, sebbene suggestiva, e la sua accettazione è dibattuta tra gli studiosi. Altri siti sono stati proposti come possibili candidati per l'identificazione di Ibla Maggiore. Indipendentemente dalla sua identificazione con Ibla Maggiore, le prove archeologiche e le fonti storiche confermano senza dubbio l'importanza e la lunga durata dell'insediamento di Avola Antica, un sito che ha attraversato millenni di storia siciliana.

Cronologia e Ritrovamenti Principali

Per riassumere le principali fasi storiche e le evidenze archeologiche del sito di Avola Antica, possiamo schematizzare i punti chiave:

PeriodoEventi / Ritrovamenti ChiaveNote / Fonti
Età del Bronzo (facies Thapsos/Pantalica III)Tombe a grotticella artificiale (ca. 40), corredi funerari (kylix, anfora)Vallone Pisciarello, Cava Tirone; indicazioni di influenze greche precoci
Età SiculaAbitanti indigeni (gli Abollei citati da Stefano di Bisanzio?), tentativo di asilo ateniese fallitoTucidide (menziona l'Erineo sorgente presso Avola Antica, battaglia dell'Asinaro nel 413 a.C.)
Età RomanaProsperità economica, integrazione nel sistema romanoRitrovamenti monetari cospicui (186 assi romani C.TER.LVC)
Età BizantinaContinuità insediativa, presenza di comunità cristiana organizzataCatacomba (contrada Casa Romano, Orsi 1899), Chiesetta rupestre (Cugno Agosta); citazione di Stefano di Bisanzio (VI sec. d.C.)
1693Distruzione completa della città anticaCatastrofico terremoto del 1693 della Val di Noto
Post 1693Abbandono del sito antico, fondazione della nuova città di Avola a valle

Domande Frequenti su Avola Antica

Dov'era situata Avola Antica?

Avola Antica sorgeva sull'altura del Monte Aquilone, nell'attuale territorio del comune di Avola, in Sicilia sud-orientale, a sud della riserva di Cavagrande del Cassibile. Le sue coordinate geografiche sono approssimativamente 36°56′03.86″N 15°06′29.88″E.

Quanto era alta Avola Antica?

Il sito archeologico dell'antica città di Avola Antica si trova a un'altitudine di 464 m s.l.m., una posizione elevata e strategica sul territorio circostante.

Quando fu distrutta Avola Antica?

La città antica fu interamente distrutta dal catastrofico terremoto del 1693 che colpì con estrema violenza la Val di Noto e gran parte della Sicilia sud-orientale.

Chi abitava Avola Antica nel corso della storia?

Il sito fu abitato sin dall'età del bronzo, come dimostrano le tombe preistoriche. Successivamente fu un insediamento dei Siculi, e conobbe fasi di occupazione e apparente prosperità in età greca (mostrando influenze culturali), romana e bizantina fino alla sua distruzione nel XVII secolo.

Cosa si può vedere oggi nel sito di Avola Antica?

Oggi il sito è un'area archeologica. A causa della distruzione completa causata dal terremoto del 1693, non ci sono edifici in elevato ben conservati. Tuttavia, è possibile riconoscere l'impianto della città, i resti delle mura, delle strade e le aree delle necropoli circostanti dove sono state rinvenute le tombe e i reperti che raccontano la sua lunga storia. È un luogo di grande suggestione per chi è interessato alla storia e all'archeologia.

Avola Antica è la stessa città dell'attuale Avola?

No. L'attuale città di Avola fu rifondata a valle e più vicino alla costa dopo la distruzione completa di Avola Antica nel 1693. Le due città non coincidono geograficamente, sebbene l'attuale Avola sia l'erede storica e demografica del centro abitato distrutto sul Monte Aquilone.

È vero che Avola Antica potrebbe essere l'antica Ibla Maggiore?

Secondo alcuni studiosi, tra cui lo storico Francesco Di Maria, il sito di Avola Antica corrisponderebbe all'antica Ibla Maggiore menzionata nelle fonti greche. Questa è un'ipotesi affascinante, basata sull'interpretazione delle fonti e sulle evidenze geografiche e archeologiche, ma è importante notare che rimane un'ipotesi e non una certezza storica unanimemente accettata dalla comunità scientifica.

Avola Antica rappresenta un capitolo affascinante e per molti versi ancora da esplorare completamente della storia siciliana. La sua posizione elevata, la lunga durata del suo insediamento attraverso diverse epoche e la sua drammatica fine dovuta a un evento naturale ne fanno un sito di straordinario interesse per comprendere le dinamiche storiche, culturali e geografiche della Sicilia sud-orientale. Dalle tombe dell'età del bronzo ai resti bizantini, passando per le testimonianze dell'età sicula e romana, Avola Antica è un palinsesto di storia che merita di essere conosciuto e valorizzato.

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