In che provincia si trova Apecchio?

Apecchio: Storia, Natura e Borgo tra Marche e Umbria

12/07/2024

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Adagiato a cavallo tra le regioni Marche, Umbria e Toscana, in provincia di Pesaro-Urbino, sorge il comune di Apecchio. Con i suoi centotre chilometri quadrati di territorio, si classifica come il settimo per estensione tra i sessantasette comuni della provincia, pur contando poco più di duemila abitanti. Questa vasta estensione territoriale abbraccia distese immense di boschi rigogliosi, prati sconfinati e rivoli di acque cristalline, alcune delle quali oligominerali e sulfuree. Il clima qui è notoriamente salubre, fresco durante i mesi estivi e asciutto in inverno, contribuendo al benessere di chi vi soggiorna. L'altitudine varia notevolmente, passando da un minimo di quattrocento metri sul livello del mare fino a toccare i millecinquecentoventisei metri della vetta imponente del Monte Nerone. Questo ambiente variegato è attraversato da una fitta rete di sentieri e strade, offrendo panorami suggestivi e diventando un vero paradiso per gli amanti delle escursioni nella natura incontaminata. Qui, è ancora possibile incontrare la tipica fauna dell'Appennino, tra cui lupi, cinghiali, cervi, daini, caprioli e, nei cieli, l'aquila reale, padrona incontrastata di queste alture.

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Apecchio è un luogo che narra storie millenarie, punto di incontro di diverse civiltà. Le pietre dei vecchi ruderi disseminati nel territorio testimoniano insediamenti che risalgono alle epoche degli Umbri, degli Etruschi, dei Romani e dei Celtici. La storia più recente è profondamente legata alla potente famiglia dei Conti Ubaldini, che governarono queste terre dal Quattrocento fino al 1752. Questo lungo periodo di dominio ha lasciato un'eredità architettonica e artistica di notevole valore, con monumenti che conservano al loro interno importanti opere d’arte. Ma non solo gli edifici nobiliari attraggono l'interesse; anche le molteplici costruzioni rurali, gli antichi borghi fortificati oggi spesso abbandonati, le torri colombaie e i vecchi mulini ad acqua raccontano la vita e la storia di questo territorio.

Per chi giunge ad Apecchio, il centro storico si presenta subito arroccato su un terrazzo fluviale naturale, formato dalla confluenza dei fiumi Biscubio e Menatoio. Questo punto introduce il visitatore nel Borgo, un intrico di vie e scorci caratteristici. Risalendo attraverso il Borgo, si raggiunge l'arco della torre del Campanone, che funge da ingresso al castello, il cuore antico del paese.

Nella piazza principale, Piazza San Martino, si affacciano alcuni palazzi gentilizi che mostrano i tratti caratteristici dello stile tardo rinascimentale. Queste imponenti costruzioni erano le dimore delle famiglie nobili dell'epoca e dei rami cadetti dei Conti Ubaldini, testimoniando l'importanza sociale e politica che Apecchio rivestiva sotto il loro dominio.

Tra questi spicca il Palazzo Ubaldini, un edificio che porta i segni distintivi dell’architettura quattrocentesca. La sua fabbrica ebbe inizio nel lontano 1477 per volontà del conte Ottaviano II Ubaldini, figura di spicco che fu reggente del ducato di Urbino e legislatore di Apecchio. Fu proprio lui che nel 1494 conferì alla comunità apecchiese lo Statuto, uno strumento giuridico fondamentale con cui, pur con modifiche e integrazioni successive, gli Ubaldini governarono questi luoghi per oltre trecento anni. I lavori di costruzione del palazzo furono eseguiti da maestranze lombarde, probabilmente le stesse che operavano a Urbino nel palazzo ducale, chiamate da Battista Sforza, moglie del duca Federico, fratello di Ottaviano. L'opera fu di lunga gestazione, richiedendo centouno anni per il suo completamento, che avvenne infine nel 1578 per volontà del conte Guidubaldo II Ubaldini.

Ancora oggi è possibile ammirare la magnificenza del Palazzo Ubaldini. Elemento di particolare pregio è il portico, formato da otto colonne scolpite su blocchi circolari di pietra arenaria, sormontate da eleganti capitelli ionici. Le finestre sono finemente incorniciate, aggiungendo un tocco di raffinatezza alla facciata. Al centro del cortile interno si trova il tradizionale pozzo-neviera, una struttura che in passato serviva a conservare la neve raccolta d'inverno per utilizzarla come ghiaccio durante i mesi caldi. Oltrepassando i due archi del portico, al centro dei quali campeggia il grande stemma di pietra degli Ubaldini, raffigurante una testa di cervo con una stella a otto punte, si accede a diverse aree del palazzo. A sinistra, una scala conduce al piano nobile, dove si trovavano i saloni di rappresentanza e gli appartamenti della famiglia. A destra, invece, si scende nei sotterranei, che oggi ospitano il Museo dei Fossili e Minerali del Monte Nerone. Questo museo vanta una delle più belle raccolte di Ammoniti d’Europa, offrendo uno spaccato affascinante della storia geologica del territorio.

Tornando in Piazza San Martino, si può visitare il Santuario del S.S. Crocifisso. Al suo interno sono conservate alcune opere d'arte di notevole pregio. La tradizione popolare e le cronache dell’epoca narrano un evento straordinario legato a questo luogo. Si racconta che in occasione del forte terremoto che colpì la zona il 3 giugno 1782, con epicentro proprio sul Monte Nerone, il S.S. Crocifisso venne portato in processione per le vie del paese per implorare la protezione divina. Durante la processione, il simulacro avrebbe improvvisamente alzato il capo verso il cielo. Le cronache riportano che, nonostante la violenza del sisma, ad Apecchio si registrò un numero di morti inferiore rispetto ad altri centri vicini, evento attribuito all'intercessione divina. Da allora, il 3 giugno di ogni anno si celebra solennemente la festa del SS. Crocifisso, in ricordo del miracolo e per ringraziare della protezione ricevuta. Il simulacro del Crocifisso, collocato sopra l’altare maggiore, è una scultura lignea realizzata alla fine del Seicento. È di grandi dimensioni e si distingue per la notevole pregevolezza dei lineamenti del viso, che gli conferiscono un'espressione particolarmente intensa e commovente. All'interno del santuario si possono ammirare anche alcuni quadri risalenti al Seicento, tra cui la grande tela raffigurante "La Madonna del Carmelo tra i santi, duchi della Rovere, conte Gentile Ubaldini", opera del pittore Giovan Giacomo Pandolfi, e l'affresco del "Battesimo di Cristo" di Giovan Francesco Ferri.

Sempre nel paese alto si trova la chiesa della Madonna della Vita, risalente al XVI secolo. Al suo interno è conservato il dipinto omonimo, realizzato alla fine del Cinquecento da Giorgio Picchi. Tra le altre opere presenti, spiccano una Crocifissione del XVII secolo, di autore ignoto, e un crocifisso ligneo della metà del Quattrocento.

Percorrendo via XX Settembre e immettendosi in via Gramsci, sul lato sinistro, è ancora possibile scorgere i resti di quello che un tempo era il Quartiere Ebraico. Era formato da casette basse dove viveva una comunità di circa una ventina di famiglie ebraiche, che si riunivano per la preghiera nella loro sinagoga. Questa comunità visse ad Apecchio dalla seconda metà del 1400 fino al 1631. Erano dediti prevalentemente ai commerci di stoffe, pellame e generi vari, e praticavano l’usura, che rappresentava una fonte di reddito significativa per loro. Della presenza di questa comunità, oggi restano alcuni segni caratteristici che ne testimoniano la storia e le usanze. Tra questi, si può ancora vedere un forno a volta bassa, utilizzato per la cottura del pane azzimo. È visibile anche il lato ovest della sinagoga, dove è stata posta una lapide commemorativa in ricordo della comunità. Il cortile interno serviva per la celebrazione della festa delle Capanne (Sukkot). Particolarmente interessante è il vicoletto, largo appena una quarantina di centimetri, che separava fisicamente le case degli ebrei da quelle degli altri abitanti. Questa separazione era imposta per non incorrere nel pagamento di una tassa specifica voluta dal Papa.

Proseguendo lungo il viale Santa Caterina, dove si trova l'omonima chiesina con una chiesa ipogea risalente al XIII secolo, si arriva al Viale di Velluto. Quest'ultimo è una strada erbosa che conduce al centro sportivo del paese, attrezzato con impianti per il tennis, una pista per il pattinaggio e un Palazzetto dello sport, offrendo opportunità per l'attività fisica e l'aggregazione. Nelle vicinanze si trova anche una fonte di acqua sulfurea, nota per le sue proprietà benefiche.

A brevissima distanza dal centro abitato, nella Frazione Colombara, si trova un'attrazione davvero unica: il Mappamondo della Pace. Interamente costruito in legno, questa struttura monumentale è così grande da poter contenere fino a seicento persone al suo interno ed è suddivisa su tre piani visitabili. Per le sue dimensioni eccezionali, è stato inserito nel prestigioso Guinness dei Primati, diventando un simbolo di pace e un punto di riferimento a livello internazionale.

Apecchio, quindi, si rivela un luogo ricco di fascino, dove la bellezza selvaggia della natura del Monte Nerone si fonde con una storia densa e stratificata, visibile nelle architetture nobiliari, nei luoghi di culto e persino nelle tracce di una comunità ebraica che ha lasciato il segno. Un territorio che offre non solo spunti culturali e storici, ma anche ampie possibilità per chi cerca un contatto autentico con l'ambiente naturale, tra sentieri, acque benefiche e panorami indimenticabili. Un invito a scoprire una parte meno battuta delle Marche, capace di sorprendere e affascinare.

Domande Frequenti su Apecchio

Ecco alcune risposte a domande comuni per chi desidera scoprire Apecchio:

Dove si trova esattamente Apecchio?
Apecchio si trova nella provincia di Pesaro-Urbino, nella regione Marche, posizionato strategicamente al confine con l'Umbria e la Toscana.

Qual è la famiglia storica più legata ad Apecchio?
La storia di Apecchio è profondamente legata ai Conti Ubaldini, che ne governarono il territorio per oltre trecento anni, dal Quattrocento al 1752, lasciando importanti segni architettonici come il Palazzo Ubaldini.

Cosa si può ammirare nel Palazzo Ubaldini?
Il Palazzo Ubaldini, risalente al Quattrocento, presenta un pregevole portico con colonne ioniche, finestre finemente incorniciate e un pozzo-neviera. Ospita inoltre il Museo dei Fossili e Minerali del Monte Nerone, noto per la sua ricca collezione di Ammoniti.

Qual è la storia particolare legata al Santuario del SS. Crocifisso?
La tradizione narra che il simulacro del S.S. Crocifisso alzò il capo durante il terremoto del 1782, portando a un minor numero di vittime ad Apecchio rispetto ai centri vicini. Questo evento è ricordato ogni anno con una festa il 3 giugno.

C'è un luogo insolito da visitare vicino Apecchio?
Sì, nella Frazione Colombara si trova il Mappamondo della Pace, una gigantesca struttura in legno inserita nel Guinness dei Primati, che può ospitare fino a seicento persone.

Rimangono tracce di un'antica comunità ebraica ad Apecchio?
Sì, nel centro storico si trovano i resti dell'antico quartiere ebraico, con tracce dell'antica sinagoga, un forno per il pane azzimo e un caratteristico vicoletto stretto che separava le case.

Cosa offre il territorio naturale intorno ad Apecchio?
Il territorio, dominato dal Monte Nerone, offre immense distese di boschi e prati, fiumi con acque cristalline e sulfuree, un clima salubre e una fitta rete di sentieri ideali per escursioni nella natura, dove è possibile avvistare la fauna appenninica.

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