27/06/2021
Le colline delle Langhe e Roero, patrimonio dell'UNESCO, non sono solo celebri per i loro vini pregiati come Barolo e Barbaresco, ma rappresentano anche un vero e proprio santuario per gli amanti della buona tavola. La provincia di Cuneo, in particolare, vanta una concentrazione notevole di ristoranti insigniti delle ambite Stelle Michelin, testimonianza di un territorio dove la tradizione culinaria incontra l'innovazione e l'eccellenza delle materie prime.

Sebbene la Guida Michelin sia spesso oggetto di dibattito, il suo impatto sul mondo della ristorazione è innegabile, attirando appassionati da ogni angolo del globo. Molti, per un equilibrio tra esperienza indimenticabile e sostenibilità, orientano la propria scelta verso i ristoranti a cui è stata attribuita 1 stella. Questi locali offrono spesso un'esperienza di altissimo livello, con conti che si attestano mediamente intorno ai 150 euro a persona, esclusi i vini, permettendo di esplorare la cucina d'autore senza raggiungere i costi dei pluristellati.
Esistono luoghi nelle Langhe e nel Roero dove l'esperienza gastronomica si lega indissolubilmente al territorio, alla storia e alla passione di chi ci lavora. Sono quei ristoranti dove si torna volentieri, certi di ritrovare sapori autentici, accoglienza calorosa e cantine che sono vere e proprie biblioteche del vino. Ecco un percorso attraverso alcuni dei ristoranti stellati che rappresentano al meglio questo spirito.
Ristoranti Stellati a 1 Stella: Eccellenza Accessibile
La ricerca di un equilibrio perfetto tra alta cucina, atmosfera e un conto che non svuoti il portafoglio porta molti appassionati a privilegiare i ristoranti con una stella Michelin. Nelle Langhe e nel Roero, questa categoria offre esperienze straordinarie, radicate nella ricca tradizione piemontese ma aperte a tocchi di modernità e influenze esterne. Scopriamo alcuni indirizzi imperdibili.
Immerso nelle prime colline sopra Alba, nel piccolo e affascinante borgo di Treiso, si trova La Ciau del Tornavento. Nonostante le dimensioni ridotte del paese, il suo parcheggio è un crocevia di auto da ogni dove, segno inequivocabile dell'attrattiva esercitata da questo ristorante. "La Ciau", che in dialetto significa "la chiave", è un nome che evoca l'idea di accedere a qualcosa di prezioso, e l'esperienza qui lo conferma.
Guidato dallo chef Maurilio Garola, affiancato dalla maitre di sala Nadia Benech e dal sous chef Marco Lombardo, La Ciau è una vera istituzione. L'esperienza è un viaggio multisensoriale: il gusto, con una cucina piemontese impeccabile e sapienti incursioni liguri; l'udito, grazie a un'atmosfera vivace e allegra, data dai circa 100 coperti che rendono il locale sorprendentemente "pop" per uno stellato, un mix perfetto di rilassatezza e professionalità; la vista, rapita dalle immense vetrate che si aprono su un anfiteatro naturale di vigneti di nebbiolo destinati a diventare Barbaresco.
Tra i piatti che hanno fatto la storia e che non deludono mai ci sono gli Agnolotti del Plin di Seirass cotti nel fieno maggengo con burro e timo serpillo, i Gamberi di Sanremo impanati nella nocciola delle Langhe e grissini, o il Piccolo Fritto Misto Piemontese. Per chi visita La Ciau per la prima volta, il Menù della Tradizione è un eccellente punto di partenza per scoprire i classici.
Particolare attenzione è dedicata agli ospiti, anche a quelli non umani: esistono menù speciali pensati per i bambini e persino per i cani. Per completare l'esperienza, non perdete la visita all'aromatario del ristorante, che custodisce oltre 50 erbe aromatiche, e soprattutto alla leggendaria cantina. Ricavata direttamente nel tufo della collina, questa cantina è una cassaforte preziosa che ospita più di 60.000 bottiglie, rappresentando 450 produttori e 1.800 etichette: una vera e propria enciclopedia liquida del vino italiano e internazionale.
Per chi volesse prolungare il sogno, la Locanda del Tornavento offre 4 splendide camere ricavate dal vecchio ufficio postale del paese, con la possibilità di fare colazione con vista sui vigneti. Data la popolarità del locale, la prenotazione con largo anticipo è sempre raccomandata.
Borgo Sant'Anna - Monforte d'Alba (CN)
Salendo verso l'Alta Langa, si raggiunge un luogo che per molti si avvicina all'idea di perfezione: Borgo Sant'Anna. Adagiato in un anfiteatro di vigne con vista sulle montagne, questo ristorante offre un rapporto qualità-prezzo incredibile, impreziosito da una vista mozzafiato.
Lo chef Pasquale Laera, pugliese d'origine ma ormai pienamente adottato dalle Langhe e formatosi alla scuola di Antonino Canavacciuolo, ha avviato questo progetto nel 2019 insieme al maître e sommelier Fabio Mirici Cappa. La location è un paradiso di semplicità ed eleganza immerso tra i vigneti. Che si scelga di mangiare sotto il porticato, sulla terrazza esterna o all'interno attraverso le grandi vetrate, la vista incantevole è sempre protagonista.
La cucina di Pasquale Laera si distingue per leggerezza e armonia, frutto di grande studio e ricerca. I piatti sono un equilibrio di sapori e consistenze. Imperdibile, secondo chi l'ha provata, la pasta e cozze, un esempio di come ingredienti semplici possano trasformarsi in un'esperienza memorabile.
Oltre al menù alla carta, Borgo Sant'Anna propone tre percorsi degustazione: Langhe e Storia (90 euro), Passioni e Origini (95 euro), e Assolo di Caccia (155 euro), offrendo diverse chiavi di lettura della filosofia dello chef. L'ambiente è armonioso, e il servizio in sala è impeccabile. La vicinanza con Lostu, un'osteria informale e divertente aperta nel 2022 sotto la supervisione di Pasquale e Fabio, testimonia la volontà di esplorare diverse sfaccettature della ristorazione, sempre con un occhio alla tradizione piemontese e alla convivialità.
Ristorante Guido - Fontanafredda, Serralunga d'Alba (CN)
Scendendo verso il fondovalle del fiume Tanaro, all'interno della storica tenuta di Fontanafredda, proprietà della famiglia Farinetti, si trova il Ristorante Guido. Questo locale non è solo un ristorante, ma un pezzo di storia della ristorazione piemontese e italiana, portando avanti la memoria di Guido e Lidia Alciati, pionieri che seppero esaltare la cucina del territorio in tempi in cui le Langhe erano ancora segnate dalla "malora".
Oggi, la tradizione e la memoria brillano nelle sale da pranzo che furono del Re Vittorio Emanuele II. In cucina troviamo il figlio Ugo Alciati, mentre in sala l'accoglienza è affidata al figlio Piero. Un altro fratello, Andrea Alciati, porta avanti la tradizione di famiglia al Relais San Maurizio a Santo Stefano Belbo. Questa continuità familiare garantisce un legame profondo con il passato e una conoscenza impareggiabile della cucina piemontese.
La "cucina della memoria" di Guido si basa su ingredienti di eccellenza, strettamente legati al territorio e selezionati con cura maniacale. Un'esperienza unica inizia già con i primi piatti, in particolare con gli Agnolotti del Plin. Qui, la tradizione vuole che vengano serviti asciutti, appena scolati, all'interno di un tovagliolo. Questo metodo, poco conosciuto anche da molti piemontesi, permette di assaporare la purezza del gusto della pasta e del ripieno. Solo successivamente, a piacere, si possono condire, ad esempio con il mitico sugo d'arrosto di mamma Lidia, considerato da molti buongustai un'autentica leggenda. Assaggiarli è capire perché.
I secondi piatti rendono omaggio agli animali tipici delle colline piemontesi: faraona, agnello, pollo ruspante, ma anche piatti storici come la finanziera, un'antica preparazione di recupero delle interiora che testimonia la saggezza contadina nel non sprecare nulla. È fondamentale, dopo i piatti salati, lasciare spazio per il dolce. Il gelato al fiordilatte, mantecato al momento, è un'esplosione di sapori che evoca i pascoli alpini della Valle Stura, dove le mucche si nutrono di erbe ricche e aromatiche.

Da Francesco - Cherasco (CN), nel Roero
Attraversando il fiume Tanaro da Alba e dirigendosi verso nord, si entra nel Roero, un territorio collinare con un carattere leggermente diverso dalle Langhe, ma altrettanto ricco di storia e gastronomia. Qui, a Cherasco, si trova il ristorante Da Francesco, un luogo dove la tradizione si fonde con una storia familiare unica.
La storia di questo ristorante è affascinante: l'attuale cuoca, Elide, ha intrapreso questo cammino dopo una carriera in un settore completamente diverso (l'abbigliamento), innamorandosi del mestiere al punto da apprendere tutti i segreti dalla suocera. Elide ha studiato, sperimentato, richiamato alla memoria i piatti casalinghi di sua madre Francesca e li ha rielaborati, infondendo in ogni creazione la sua gentilezza e femminilità. Al suo fianco, il marito Enrico è un impeccabile cerimoniere di sala, mentre il figlio Giampiero ha ereditato la passione per il vino, diventando nel 2022 il Miglior Sommelier d'Italia per la Guida ai Ristoranti e Vini d'Italia de L'Espresso.
Da Francesco è rinomato in particolare per il suo Fritto Misto Piemontese, considerato uno dei migliori della regione. Questo piatto iconico della cucina tradizionale è una complessa selezione di diverse pietanze – interiora, frattaglie, verdure, ma anche fettine di mela e semolino dolce – impanate e fritte, servite in tavola un po' per volta. Questa modalità rende l'esperienza del Fritto Misto un vero e proprio rituale che può prolungarsi ben oltre i tempi usuali di un pasto, un'immersione totale nei sapori e nelle consistenze della tradizione.
La fama del Fritto Misto di Elide è tale che la lista d'attesa per assaggiarlo è sempre lunga; programmare la visita con anticipo è essenziale per non perdere questa esperienza unica. Per chi desidera soggiornare nel Roero, a breve distanza dal ristorante si trova la Dimora Cordero, con sei camere che offrono splendide viste sulle colline circostanti e una colazione preparata al momento.
Piazza Duomo - Il Tempio a 3 Stelle
Se i ristoranti a una stella offrono un'eccellenza radicata nella tradizione e accessibile, le Langhe ospitano anche un tempio dell'alta cucina riconosciuto a livello mondiale: Piazza Duomo ad Alba. Con le sue 3 Stelle Michelin, è un luogo di culto per i gourmand in cerca di esperienze culinarie che spingono i confini del gusto e dell'innovazione.
Piazza Duomo - Alba (CN)
Situato nel cuore di Alba, il ristorante Piazza Duomo è l'espressione della visione culinaria di Enrico Crippa. La sua è una cucina che mescola suggestioni e sapori eterogenei con precisione maniacale, creando un sincretismo perfetto tra diverse culture gastronomiche, pur mantenendo un legame profondo con il territorio piemontese.
La storia di Crippa è quella di una carriera folgorante iniziata a sedici anni al fianco di Gualtiero Marchesi, che lo ha portato a collaborare con alcuni dei migliori chef europei e persino ad aprire un ristorante Marchesi in Giappone. L'incontro con la famiglia Ceretto, noti produttori vinicoli e ferventi promotori delle risorse locali, è stato fondamentale per la nascita di Piazza Duomo nel 2005. Il riconoscimento del suo talento è arrivato rapidamente: la prima Stella Michelin nel 2006, la seconda nel 2009 e l'apice con la terza stella il 14 novembre 2012.
La cucina di Crippa è modernissima, ma allo stesso tempo profondamente legata all'antica cura per la materia prima. Enrico Crippa è noto per il suo rigore esemplare e la sua ricerca quasi ossessiva della perfezione. Gran parte della magia avviene nel suo orto privato, dove coltiva con cura maniacale verdure, erbe e fiori che diventano protagonisti assoluti dei suoi piatti. Questa produzione propria completa la ricerca dell'eccellenza, elevando ingredienti spesso considerati semplici contorni a vere e proprie opere d'arte.
Il menù è un viaggio attraverso creazioni sorprendenti. Dagli amuse-bouche, piccole coccole tecniche e piacevoli che preparano il palato, come il Pak Choi e Furikake o le Finte olive, si passa a piatti che sono veri e propri manifesti della sua filosofia, come l'iconica Insalata 21...31...41..., composta da un numero elevatissimo di ingredienti dall'orto, completata da un dashi di tonno al mandarino. Altri esempi della sua inventiva includono il Cardo e cardo, Rape e salsiccia, o il Ragut di coniglio e polenta.
In un ristorante legato alla famiglia Ceretto, il vino non può che essere una componente fondamentale. La cantina è curata con passione dal sommelier Vincenzo Donatiello, che propone una selezione preziosa e ricercata, capace di accompagnare al meglio le creazioni complesse e stratificate dello chef.
Domande Frequenti sui Ristoranti Stellati nelle Langhe
Ecco alcune risposte alle domande più comuni per chi si avvicina al mondo dei ristoranti stellati in questa regione:
Quanto costa mangiare in un ristorante stellato 1 stella nelle Langhe?
Il costo medio per un pasto completo (esclusi i vini) in un ristorante con 1 Stella Michelin nelle Langhe si attesta generalmente intorno ai 150 euro a persona. Questo prezzo può variare in base al menù scelto (degustazione o à la carte) e alla specificità del locale.
Quante stelle Michelin ha Piazza Duomo ad Alba?
Il ristorante Piazza Duomo di Alba, guidato dallo chef Enrico Crippa, detiene 3 Stelle Michelin, il massimo riconoscimento attribuibile dalla guida.
È necessario prenotare in anticipo?
Assolutamente sì. Data l'alta affluenza e la fama di questi locali, è caldamente raccomandato prenotare con largo anticipo, soprattutto nei fine settimana o in periodi di alta stagione (come la stagione del tartufo).
Ci sono opzioni per chi ha esigenze alimentari particolari o allergie?
I ristoranti di questo livello sono generalmente molto attenti alle esigenze dei clienti. È consigliabile segnalare eventuali allergie, intolleranze o preferenze alimentari al momento della prenotazione per permettere allo chef e alla brigata di prepararsi adeguatamente.
I ristoranti stellati sono adatti alle famiglie con bambini?
Alcuni ristoranti, come La Ciau del Tornavento, hanno menù dedicati ai più piccoli e un'atmosfera più informale. Altri locali potrebbero avere un ambiente più formale, ma l'accoglienza piemontese è rinomata per la sua cordialità. Verificare al momento della prenotazione è sempre la scelta migliore.
Conclusione
Le Langhe e il Roero offrono un panorama gastronomico straordinario, dove i ristoranti stellati rappresentano le punte di diamante di una cultura culinaria ricchissima. Che si scelga l'esperienza radicata nella tradizione di locali storici, l'innovazione audace di chef visionari o l'equilibrio perfetto di quelli a una stella, ogni visita è un'occasione per scoprire sapori autentici, vini eccezionali e paesaggi che nutrono l'anima quanto la tavola. Questi indirizzi sono la chiave per comprendere perché questa regione sia una meta così amata dai buongustai di tutto il mondo.
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