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Funivia Laveno: Un Viaggio Panoramico Indimenticabile

25/05/2021

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Se siete alla ricerca di un punto di vista privilegiato per ammirare la bellezza del Lago Maggiore e dei laghi varesini, la Funivia del Sasso del Ferro a Laveno-Mombello offre un'esperienza indimenticabile. Questo impianto di risalita non è solo un mezzo di trasporto, ma un vero e proprio viaggio che in pochi minuti vi catapulta in un paesaggio alpino con affacci spettacolari sulla pianura e sui monti circostanti. Dalla sua inaugurazione, questa funivia è diventata un simbolo per Laveno, un faro turistico che attira visitatori da ogni dove, desiderosi di raggiungere la vetta del Sasso del Ferro e godere di un panorama che toglie il fiato.

Quanto costa la funivia di Laveno?
TARIFFE 2024Adulti andata e ritorno12,00 €* Ridotti andata6,00 €** Nucleo familiare – ciascun genitore11,50 €** Nucleo familiare ciascun figlio3,50 €*** Residenti a Laveno Mombello andata e ritorno5,50 €

Il percorso della funivia parte dal centro di Laveno e raggiunge la località “Pizzone”, più conosciuta come “Poggio S.Elsa”, situata sulla vetta del Sasso del Ferro. Il viaggio dura circa 15 minuti, un tempo sufficiente per iniziare ad apprezzare il cambiamento del paesaggio sottostante e l'ampiezza della vista che si apre man mano che si sale. È un'esperienza che unisce la comodità di un moderno impianto alla sensazione unica di librarsi nell'aria, sospesi tra il lago e il cielo.

Indice dei contenuti

La Storia di un Impianto Iconico

L'idea di realizzare un impianto di risalita a Laveno nacque dal Rag. Mario Bianchi. I lavori di costruzione presero il via nel 1960, grazie anche alla disponibilità di terreni, inclusa una donazione simbolica da parte della famiglia Terruggia. Il primo impianto, costruito dalla ditta Telemeccanica Atesina, fu inaugurato nella primavera del 1963, precisamente il 24 aprile. Inizialmente dotato di cestelli aperti, fu successivamente revisionato dalla ditta Panzeri di Milano che ne modificò i cestelli per il trasporto persone.

Nel 1965, la funivia passò di proprietà alla società Rossi & Mattioni. È in questi anni che uno dei proprietari, Gianpaolo Mattioni, diede vita anche a un piccolo comprensorio sciistico sul Sasso del Ferro, composto da una manovia e una sciovia chiamata “Giove”, costruita dalla Leitner. Questo piccolo impianto sciistico, situato tra Poggio Sant’Elsa (1000 m) e la vetta (1062 m), ospitò persino i “Giochi delle Gioventù” provinciali nel 1974. Nonostante l'introduzione di un cannone da neve, la bassa altitudine e la scarsità di precipitazioni nevose portarono alla chiusura dell'area sciistica nei primi anni ’80. I ruderi di questi impianti sono ancora visibili in vetta, testimonianza di un passato legato agli sport invernali.

La stazione d’arrivo, per la sua posizione strategica, è diventata sin dagli anni sessanta un importante nodo per antenne televisive, radiofoniche e di servizio. I caratteristici cestelli, un tempo gialli, sono stati poi dipinti di verde per meglio armonizzarsi con l'ambiente circostante. Con oltre cinquant'anni di attività, la Funivia del Sasso del Ferro è profondamente radicata nei ricordi dei lavenesi e nel paesaggio del suggestivo golfo.

La funivia ha anche un legame speciale con il mondo dello spettacolo e dello sport. L'attore lavenese Renato Pozzetto ambientò qui le riprese del film “Il Volatore di Aquiloni”. Soprattutto, dal 1975, grazie alla funivia che permette il trasporto in quota, Laveno Mombello è diventata la patria Europea del volo libero, attirando appassionati di parapendio e deltaplano da tutto il mondo. Gianpaolo Mattioni, ispirato da questa realtà, coniò il celebre detto “Là.. dove osano le aquile”.

La Rinascita: Un Impegno Collettivo

Circa dieci anni fa, in prossimità del quarantesimo anniversario (quindi intorno al 2003), l'impianto raggiunse la sua normale “Fine Tecnica”. Le difficoltà finanziarie della proprietà Mattioni&Rossi fecero temere una possibile chiusura, che avrebbe rappresentato una perdita enorme per il territorio. La reazione della comunità fu immediata: la Pro Loco di Laveno Mombello promosse una raccolta firme che ottenne migliaia di adesioni, a testimonianza dell'importanza vitale della funivia. Con una media di 50.000 turisti trasportati ogni anno, in gran parte stranieri, l'impianto è un volano turistico ed economico fondamentale.

L'appello di esercenti, commercianti e cittadini fu raccolto dalle istituzioni locali e regionali. La Provincia di Varese fu la prima a intervenire, seguita dal Comune di Laveno Mombello e dalla Comunità Montana della Valcuvia. Anche la Regione Lombardia, comprendendo il rischio di perdere un'attrazione storica e culturale, decise di contribuire finanziariamente.

Nel novembre 2003, la Società Funivie del Lago Maggiore, con un contributo iniziale della Provincia, riuscì a vincere un bando regionale per l'ammodernamento degli impianti a fune. Questo permise di ottenere una proroga per la chiusura e avviare i lavori necessari al rifacimento completo. Il finanziamento iniziale del bando regionale ammontava a 775.278 euro, ma il costo totale degli interventi, che inclusero opere elettromeccaniche, strutturali ed edili, lievitò fino a 2.232.965 euro. Per coprire questa cifra, intervennero nuovamente il Comune e la Comunità Montana con 500.000 euro, mentre la Provincia di Varese erogò ulteriori 1.290.319 euro, parte dei quali ottenuti riducendo le indennità degli amministratori provinciali, una scelta che dimostrò il forte impegno nel salvare l'impianto.

Come visitare le isole Borromee da Laveno?
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I lavori, affidati alla ditta CCM Finotello, iniziarono il 22 dicembre 2004 e si conclusero il 25 gennaio 2006. L'intervento fu quasi totale: mantenendo le stazioni di base e a monte, vennero sostituiti tutti i piloni portanti con nuove strutture poligonali e, ovviamente, le funi. Anche il caratteristico pilone in cemento armato vicino alla stazione a monte fu abbattuto. La “nuova” Funivia del Lago Maggiore fu finalmente riaperta al pubblico il 31 marzo 2006, in una cerimonia che vide la partecipazione di numerose autorità.

L'Esperienza in Cestello e il Panorama

Oggi, la Funivia del Lago Maggiore, gestita da Giampaolo Brusa, rappresenta un'eccellenza turistica. L'impianto offre le massime condizioni di sicurezza e un dislivello di 731 metri che regala panorami unici sulle Prealpi. Le nuove cabine sono leggermente più ampie delle precedenti e possono ospitare due persone. Attualmente sono in servizio 53 cabine aperte e 27 cabine chiuse, il cui numero aumenta nella stagione invernale per garantire maggiore comfort. L'impianto ha una portata oraria di 284 persone, assicurando un flusso costante verso la vetta.

Una volta giunti sulla terrazza di “Poggio S.Elsa”, lo sguardo spazia a 360 gradi. La vista abbraccia la vasta pianura, dove le automobili sembrano piccoli giocattoli, fino all'imponente massiccio del Monte Rosa, maestoso all'orizzonte. Lo scenario dei laghi è mozzafiato, incorniciato dalle cime svizzere, spesso innevate. Nelle giornate particolarmente terse e ventilate, con un cannocchiale è possibile scorgere non solo l'aeroporto di Malpensa, ma anche le guglie del Duomo di Milano.

D'estate, la balconata e i prati circostanti si trasformano in un solarium naturale, luogo ideale per rilassarsi e assistere agli spettacolari lanci dei deltaplani e parapendii che decollano dalla vetta. È un'esperienza visiva e sensoriale che appaga lo sguardo e la mente.

Servizi e Attività in Vetta

La stazione d'arrivo della funivia è attrezzata per offrire tutti i comfort necessari ai visitatori. È presente un bar dove è possibile gustare piatti freddi e panini per uno spuntino veloce con vista. Per un pasto più completo, il ristorante panoramico offre specialità gastronomiche locali e un servizio di catering, ideale per eventi speciali come banchetti, matrimoni o feste, grazie anche a un'ampia terrazza che all'occorrenza può essere coperta.

Per chi desidera prolungare l'esperienza e godersi la magia del luogo anche di notte, l'Albergo Ristorante Funivia dispone di 18 camere a tre stelle. Pernottare qui permette di ammirare uno spettacolo notturno incantevole e unico sui laghi varesini illuminati.

Dalla vetta partono anche diversi sentieri per chi ama camminare. Senza troppa fatica, si può scendere fino all'abitato di Casere in meno di 20 minuti lungo una mulattiera che è ripida solo nel tratto iniziale. A Casere si trova “La Gigliola”, un ristorante noto per la sua cucina rustica. Poco distante, in direzione Vararo, merita una sosta l'Azienda Agricola Capra e Cavoli, dove acquistare ottimi formaggi di capra, tra cui spiccano i rinomati Baci di Vararo. Da Casere, si può scegliere se risalire alla stazione della funivia o proseguire a piedi scendendo ulteriormente lungo la mulattiera segnata di giallo-verde (l'Anulare Valcuviano) attraverso i boschi fino alla frazione di Monteggia.

Avventura e Trekking

Il Sasso del Ferro è un paradiso anche per gli amanti delle attività all'aperto. Diversi sentieri montani si diramano dalla vetta, offrendo possibilità per praticare trekking e mountain bike. Per quest'ultima disciplina, è disponibile il trasporto delle biciclette con l'impianto di risalita fino a “Poggio S.Elsa”, rendendo l'accesso ai trail di quota molto agevole.

Come si chiama il lago di Laveno?
Il comune, situato sulle rive del Lago Maggiore, nacque nel 1927 dalla fusione dei comuni di Laveno, Mombello sul Lago Maggiore e Cerro sul Lago Maggiore.

Tuttavia, è importante affrontare i sentieri montani con la dovuta preparazione. La Protezione Civile di Laveno Mombello e la Prociv lavenese raccomandano un equipaggiamento consono all'ambiente montano e, vista la presenza di zone impervie e potenzialmente pericolose, sconsigliano vivamente di abbandonare mai la sentieristica principale. La sicurezza in montagna è fondamentale per godere appieno dell'esperienza.

Riepilogo Caratteristiche Funivia

Ecco un riepilogo delle principali caratteristiche tecniche e operative della Funivia del Sasso del Ferro, basato sulle informazioni disponibili:

CaratteristicaDescrizione/Valore
Dislivello coperto731 metri
Durata approssimativa del viaggio15 minuti
Capacità oraria (portata)284 persone
Numero cabine aperte53
Numero cabine chiuse27 (aumentano in inverno)
Capacità per cabina2 persone
Altitudine partenzaCentro di Laveno
Altitudine arrivoPoggio S.Elsa (circa 1000 m s.l.m.)

Domande Frequenti

Ecco alcune domande comuni sulla Funivia del Sasso del Ferro:

Quanto dura il viaggio in funivia?

Il viaggio dalla stazione di partenza a Laveno fino a Poggio S.Elsa sulla vetta del Sasso del Ferro dura circa 15 minuti.

Quale panorama si vede dalla cima?

Dalla vetta si gode di una vista panoramica a 360 gradi che include i laghi varesini (in particolare il Lago Maggiore), la pianura, il massiccio del Monte Rosa, le montagne svizzere e, in giornate molto limpide, anche l'aeroporto di Malpensa e il Duomo di Milano.

Ci sono servizi in cima al Sasso del Ferro?

Sì, in cima sono presenti un bar, un ristorante panoramico, una terrazza e un albergo (Hotel Ristorante Funivia).

È possibile fare trekking o mountain bike dalla cima?

Sì, dalla vetta partono diversi sentieri adatti al trekking e alla mountain bike. Per quest'ultima, è disponibile il trasporto delle biciclette con la funivia fino a Poggio S.Elsa.

Quante persone possono viaggiare in una cabina?

Le cabine della funivia sono progettate per ospitare due persone.

C'è un albergo in vetta?

Sì, l'Albergo Ristorante Funivia si trova in cima al Sasso del Ferro e dispone di 18 camere.

In conclusione, la Funivia del Sasso del Ferro è molto più di un semplice impianto di risalita; è un pezzo di storia locale, un punto di riferimento per il turismo e il volo libero, e soprattutto una porta d'accesso a panorami e esperienze uniche sul Lago Maggiore e le Prealpi. Un viaggio che merita sicuramente di essere vissuto.

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