Per cosa è famosa Cisterna di Latina?

Cisterna di Latina: Storia, Battaglie, Rinascita

17/07/2024

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Adagiata ai margini settentrionali del vasto Agro Pontino, al confine tra le province di Roma e Latina, sorge Cisterna di Latina, un centro che affonda le sue radici in un passato remotissimo. Questa cittadina, oggi fulcro agricolo e industriale, vanta una storia complessa e affascinante, segnata da periodi di grande importanza, distruzioni catastrofiche e sorprendenti rinascite. Il suo territorio, un tempo tra i più estesi d'Italia e porta d'accesso alle antiche paludi pontine, ha visto il passaggio di civiltà, imperatori, papi e eserciti, forgiando un'identità unica e resiliente, mitigata da un clima mediterraneo che rende gli inverni miti e le estati calde, a volte afose, nonostante la vicinanza del mare.

Chi comanda a Cisterna di Latina?
Cisterna di LatinaCisterna di Latina comuneRegioneLazioProvinciaLatinaAmministrazioneSindacoValentino Mantini (centro-sinistra) dal 18-10-2021

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Alle Radici del Tempo: L'Età Antica

Le origini di Cisterna di Latina sono tanto antiche da perdersi nella notte dei tempi. Il territorio ha restituito testimonianze della presenza umana fin dalla preistoria, con tracce rinvenute in piccole cavità naturali. Già in epoca arcaica, i Latini popolarono quest'area. Durante l'occupazione volsca dell'Agro Pontino, si ipotizza che poco a nord dell'attuale centro abitato sorgesse la città di Suessa Pometia, un importante centro la cui esistenza è attestata da fonti storiche e da recenti ritrovamenti archeologici, come un tempio dedicato a Minerva. Secondo il racconto di Tito Livio, Suessa Pometia fu distrutta e sottomessa da Tarquinio il Superbo, scomparendo poi, ai tempi di Plinio il Vecchio, al punto da non essere più identificabile.

Un momento cruciale per lo sviluppo del territorio fu la costruzione della Via Appia, avviata nel 312 a.C. dal console Appio Claudio Cieco. Lungo questa fondamentale arteria consolare sorse la città romana di Tres Tabernae. Il nome stesso, che significa 'Tre Taverne', richiama le stazioni di sosta e ristoro che la resero un centro di discreta importanza. I resti di Tres Tabernae sono stati individuati con certezza a pochi chilometri a sud dell'attuale Cisterna. La sua rilevanza è testimoniata persino negli Atti degli Apostoli, che descrivono il viaggio di San Paolo prigioniero verso Roma e menzionano l'incontro con i primi cristiani romani proprio a Tres Tabernae e al Foro Appio. Intorno al III secolo, Tres Tabernae acquisì ulteriormente importanza, diventando sede vescovile con una cattedrale paleocristiana dedicata a San Paolo, oggi purtroppo scomparsa. Fu teatro di eventi storici significativi, come l'assassinio dell'imperatore Flavio Severo nel 307.

Un'altra località antica ipotizzata nel territorio comunale è Ulubrae, menzionata da autori classici come Orazio, Plinio il Vecchio, Svetonio e Giovenale come luogo di villeggiatura e centro rurale. Cicerone stesso ne parla nelle sue Epistole, descrivendo la sua permanenza in una villa a Ulubrae, accolto dal gracidare delle rane, un dettaglio che evoca l'ambiente umido del luogo. Si narra che Augusto vi abbia vissuto fino all'età di diciotto anni nella villa di famiglia. Queste testimonianze sottolineano la vitalità e la frequentazione del territorio in epoca romana, nonostante la crescente minaccia rappresentata dall'espansione delle paludi pontine, un processo che avrebbe segnato profondamente il destino della regione nei secoli successivi.

Dal Declino Romano alla Nascita di Cisterna: Il Medioevo e il Rinascimento

L'espansione delle paludi pontine, conclamata ai tempi dell'invasione longobarda, rese impraticabile il tratto dell'Appia tra Tres Tabernae e Terracina a partire dal VI secolo. Questo portò all'abbandono della via e al progressivo spopolamento di Tres Tabernae, che subì devastazioni, in particolare da parte dei Saraceni, fino alla sua distruzione definitiva nell'868. Gli abitanti superstiti furono costretti a spostarsi più a nord, individuando un nuovo insediamento nel punto in cui l'antica Appia (o una sua deviazione) attraversava l'attuale fosso di Cisterna. È qui che, intorno all'anno Mille, compare per la prima volta il nome di Terra di Cisterna.

La tradizione popolare lega l'origine del nome a un'antica cisterna attribuita all'imperatore Nerone, destinata a rifornire d'acqua la sua villa di Antium. Questa leggenda avrebbe dato origine al toponimo medievale di Cisterna Neronis. Alcuni, come lo scrittore Antonio Pennacchi, suggeriscono invece che la cisterna neroniana facesse parte di un più ampio e ambizioso progetto imperiale di bonifica delle paludi, a dimostrazione di come la lotta contro le acque sia una costante nella storia del territorio.

Durante il Medioevo, il borgo divenne un feudo. Passò dai Conti di Tuscolo ai Frangipane nel 1146, i quali ne rafforzarono le difese con una cinta muraria e una rocca. Cisterna fu teatro di eventi politici e religiosi di rilievo. Nel 1159, il cardinale Rolando Bandinelli, eletto Papa Alessandro III, trovò rifugio a Cisterna e poi a Ninfa, protetto dai Frangipane, per sfuggire alle truppe dell'Imperatore Federico Barbarossa. La vendetta imperiale si abbatté su Cisterna, che fu assediata e distrutta, per poi essere ricostruita. Nuovamente assediata e distrutta da Ludovico il Bavaro nel 1328, rimase spopolata per ben tre secoli, un periodo buio nella sua storia.

La rinascita avvenne nel 1504, quando Papa Giulio II affidò Cisterna in feudo ai Caetani. Fu in particolare Bonifacio Caetani a promuovere una vasta opera di ricostruzione e riqualificazione urbana. Le rovine del vecchio castello furono abbattute per far posto a una magnifica residenza rinascimentale, oggi nota come Palazzo Caetani. La famiglia Caetani curò anche la costruzione della chiesa di Santa Maria Assunta e di una stazione postale lungo l'Appia, trasformando Cisterna nella capitale del loro principato. Il prestigio dei Caetani e la fama delle paludi pontine, rinomate per le abbondanti riserve di caccia, fecero di Cisterna una meta frequentata da numerose personalità storiche, tra cui papi, vescovi, cardinali e aristocratici romani, come attestano le visite di Sisto V, Clemente VIII, Benedetto XIII e Gregorio XVI.

Dalle Paludi al Regno d'Italia: Bonifica, Brigantaggio e Nuove Energie

La fine del XVIII secolo vide l'avvio di un massiccio progetto di bonifica promosso da Papa Pio VI, un'iniziativa lungimirante che tuttavia fu rallentata e ostacolata dagli eventi storici, in particolare dalla Rivoluzione francese e dall'invasione napoleonica. Il territorio continuò a essere segnato dalla presenza delle paludi e dalla difficoltà nel controllarle. Le vaste foreste e gli ambienti umidi divennero rifugio per il brigantaggio, che rappresentò per lungo tempo una minaccia per i viaggiatori e gli abitanti, con scontri e vittime. La piazza XIX Marzo, che oggi si apre tra il centro storico e l'Appia, iniziò a definirsi come vero e proprio spazio urbano solo nel XVIII secolo, segno di un graduale sviluppo.

Nonostante le difficoltà ambientali e sociali, Cisterna continuò a esercitare un certo fascino, richiamando viaggiatori illustri. Nel 1825 vi soggiornò il marchese Massimo d'Azeglio, politico e collaboratore di Cavour, che descrisse nel suo diario la vita quotidiana nelle paludi, i rodei dei butteri, la presenza dei briganti e la festa patronale di San Rocco. Ancora, nel 1840, lo scrittore danese Hans Christian Andersen lasciò un piacevole ricordo della città nel suo libro 'Bazar di un poeta'. Nel 1863, Papa Pio IX si fermò in visita pastorale, a testimonianza del legame con la Chiesa.

Un cambiamento epocale si verificò nel 1870 con la Presa di Roma e l'annessione del Lazio al Regno d'Italia. Cisterna entrò a far parte del nuovo Stato e mutò il suo nome in Cisterna di Roma. Un episodio che è entrato nella leggenda locale e nazionale avvenne nel 1890: il celebre Buffalo Bill, in tournée in Italia con il suo circo di cowboy, lanciò una sfida ai butteri italiani, invitandoli a domare un fiero cavallo americano. Il buttero cisternese Augusto Imperiali raccolse la sfida e riuscì nell'impresa, dimostrando l'abilità e il coraggio dei mandriani locali. Si narra che Buffalo Bill, offeso dalla sconfitta, lasciò l'Italia in fretta senza pagare il premio pattuito. Questo episodio sottolinea la forte identità legata al mondo rurale e all'allevamento, tipica della cultura dei butteri pontini.

La Grande Bonifica e la Tragedia della Guerra

Un'altra svolta fondamentale nella storia di Cisterna si ebbe con l'avvio del processo di bonifica dell'Agro Pontino nel 1929, promosso dal regime fascista. Questo imponente progetto idraulico e urbanistico riguardò la maggior parte del territorio comunale di Cisterna, che fu scelto come quartier generale dei lavori, in particolare per l'area settentrionale, dove sarebbe poi sorta la nuova città di Littoria (oggi Latina). La bonifica trasformò radicalmente il paesaggio e l'economia della regione, portando alla creazione di nuovi insediamenti e alla modifica dei confini amministrativi. Nel 1934, con la creazione della provincia di Latina, Cisterna ne divenne parte, assumendo il nome di Cisterna di Littoria, un nome che legava indissolubilmente la sua identità al progetto fascista.

La seconda guerra mondiale rappresentò un periodo drammatico per Cisterna. Dopo lo sbarco alleato ad Anzio nel gennaio 1944 (Operazione Shingle), la città si trovò in una posizione strategicamente cruciale. Gli Alleati tentarono di penetrare le linee tedesche e raggiungere Roma, e Cisterna si trovò al centro degli scontri. Un battaglione di ranger statunitensi, guidato dal generale William Darby, tentò un'incursione verso Cisterna, ma fu bloccato e quasi annientato dalla resistenza tedesca in località Isolabella. Questo scontro, noto come Battaglia di Cisterna, fu un duro colpo per gli Alleati e permise ai tedeschi di organizzare una solida linea difensiva che passava proprio per Cisterna. La città divenne così un obiettivo militare primario, subendo pesantissimi bombardamenti che la rasero quasi completamente al suolo. La popolazione civile, in preda al panico, cercò rifugio dove poteva: nelle grotte sotterranee di Palazzo Caetani, nella cripta dell'ex convento di Sant'Antonio Abate, nelle cantine, nelle campagne. Le condizioni erano estreme.

Nel marzo 1944, di fronte alle difficoltà alleate, i tedeschi decisero di evacuare l'abitato, costringendo gli abitanti rimasti a lasciare le proprie case in quello che è ricordato come l'Esodo Cisternese. La città divenne un campo di battaglia fantasma. Solo a maggio, con l'arrivo di rinforzi e una nuova offensiva alleata (Operazione Buffalo), la situazione si sbloccò. Dopo feroci combattimenti, gli Alleati riuscirono a entrare a Cisterna. L'ultimo focolaio di resistenza tedesca si asserragliò dentro Palazzo Caetani, ma alle prime ore del pomeriggio del 25 maggio 1944, le truppe si arresero agli Americani. Cisterna e l'intero Agro Pontino erano finalmente liberi, ma il prezzo pagato fu altissimo: quasi il 96% degli edifici erano distrutti. L'impatto della guerra fu devastante, un trauma profondo che segnò per sempre la memoria della comunità.

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La Rinascita dalle Macerie e lo Sviluppo Moderno

Nonostante la distruzione quasi totale, lo spirito di Cisterna non fu piegato. Il dopoguerra fu caratterizzato da un'intensa opera di ricostruzione. Sebbene inizialmente caotica, la ricostruzione procedette speditamente, guidata dalla volontà di rialzarsi dalle macerie. Per far fronte all'emergenza abitativa e arginare il disordine edilizio, fu avviata la costruzione di un nuovo quartiere a est di piazza XIX Marzo, lungo via Primo Maggio. Questo nuovo insediamento, sorto in condizioni disagiate e con un'altissima densità abitativa, fu soprannominato dai cisternesi 'Shanghai' (o Sciangai in dialetto), evocando le immagini delle città cinesi all'epoca tra le più popolose al mondo. Questo soprannome, ancora oggi in uso, testimonia le condizioni di vita dei primi abitanti del quartiere ma anche la vitalità e la capacità di adattamento della popolazione.

A partire dagli anni Settanta, Cisterna conobbe un periodo di forte sviluppo economico e demografico. L'inclusione della città nell'area tutelata dalla Cassa del Mezzogiorno favorì l'insediamento di attività industriali, trasformando Cisterna in un importante centro produttivo. Questo sviluppo attrasse un notevole flusso migratorio da altre regioni d'Italia, portando a un rapido aumento della popolazione: dalle circa 7.000 unità degli anni Quaranta si passò a 20.000 negli anni Settanta e a oltre 30.000 negli anni Ottanta. Questa crescita demografica impetuosa richiese una conseguente espansione urbanistica, con la nascita di numerosi nuovi quartieri periferici. A partire dal 1975, la crescita fu finalmente regolata dall'approvazione del primo Piano Regolatore Generale, che guidò lo sviluppo urbanistico, in particolare con la costruzione del quartiere San Valentino a nord-est del centro.

Sempre negli anni Settanta, Cisterna si distinse anche nel settore agricolo, avviando importanti progetti di sperimentazione. La coltivazione che ottenne maggiore successo fu quella del kiwi, un frutto che trovò nel territorio pontino le condizioni ideali. Ancora oggi, Cisterna detiene il primato nazionale nella produzione di kiwi, confermando la sua vocazione agricola, sebbene affiancata da quella industriale.

Gli anni Novanta hanno rappresentato un momento di crisi per l'area industriale dell'Agro Pontino, e Cisterna ne ha risentito. La chiusura di diversi stabilimenti, dovuta in parte all'abolizione della Cassa del Mezzogiorno e alla fine dei privilegi fiscali, ha imposto una riconversione economica e una ricerca di nuove direzioni per lo sviluppo.

Simboli e Riconoscimenti

Lo stemma e il gonfalone di Cisterna di Latina, riconosciuti con decreto del Capo del Governo nel 1938, rappresentano elementi identitari fondamentali per la comunità. La città è stata insignita di importanti onorificenze per il suo ruolo durante la seconda guerra mondiale. È tra le città decorate al valor militare per la guerra di liberazione, avendo ricevuto la Medaglia d'Argento al Valor Militare per i sacrifici della sua popolazione e per l'attività nella lotta partigiana. Inoltre, le è stata conferita la Medaglia d'Argento al Valor Civile, a testimonianza della resilienza e del coraggio dei suoi cittadini di fronte alle avversità.

Per Cosa è Famosa Cisterna di Latina?

Cisterna di Latina, con oltre trentamila abitanti, è una cittadina ricca di storia, sebbene gran parte del suo patrimonio artistico sia stato distrutto dalle guerre. Le sue origini antichissime sono testimoniate dai resti di Tres Tabernae, l'importante stazione di posta lungo la Via Appia. Il monumento più significativo sopravvissuto alle distruzioni è Palazzo Caetani. Questa imponente residenza rinascimentale, con i suoi affreschi e le suggestive grotte sotterranee che furono rifugio durante la guerra, è l'eredità della nobile famiglia Caetani, che fece di Cisterna la capitale del suo vasto feudo e sede per accogliere ospiti prestigiosi. Oggi, Palazzo Caetani ospita mostre d'arte e custodisce il celebre bronzo 'Il Buttero' dello scultore Duilio Cambellotti, omaggio alla figura iconica del mandriano pontino.

Di fronte al Palazzo Caetani si apre Piazza XIX Marzo, cuore pulsante del centro. Al centro della piazza si trova la fontana 'Bella Ninfa' dello scultore Ernesto Biondi, un'opera simbolo della vittoria della bonifica sulla malaria, un tema centrale nella storia del territorio. Affacciata sulla piazza è anche la Collegiata Santa Maria Assunta in Cielo, impreziosita dal portone artistico e dalle ceramiche del Biancini, e dalla statua del patrono San Rocco, scolpita da Fabio Provinciali. Questi luoghi e opere rappresentano i punti di riferimento culturali e spirituali della città, testimoniando una storia di fede, arte e lotta per il progresso.

Oltre ai monumenti storici, Cisterna è famosa per la sua tradizione legata ai butteri, i mandriani a cavallo che per secoli hanno custodito le mandrie nelle vaste tenute dell'Agro Pontino, un'eredità culturale che si riflette nell'orgoglio e nell'onestà degli abitanti, come descritto da Antonio Pennacchi. E naturalmente, la città è riconosciuta a livello nazionale e internazionale per la sua eccellenza nella produzione di kiwi, un esempio di come l'agricoltura moderna abbia saputo sfruttare le potenzialità di un territorio un tempo dominato dalle paludi. La storia di Cisterna di Latina è un racconto di <resilienza>, di lotte contro la natura e contro gli uomini, di <distruzione> e <rinascita>, una storia che continua a evolversi sulle solide fondamenta del suo <passato millenario>.

Domande Frequenti su Cisterna di Latina

Quali sono le origini più antiche di Cisterna di Latina?

Le origini risalgono all'antichità, con testimonianze preistoriche e la presenza di insediamenti come Tres Tabernae lungo la Via Appia e l'ipotesi della città volsca di Suessa Pometia.

Che ruolo ha avuto la famiglia Caetani nella storia di Cisterna?

I Caetani ricevettero Cisterna in feudo nel 1504 e promossero una vasta opera di ricostruzione dopo secoli di spopolamento. Costruirono Palazzo Caetani e fecero di Cisterna la capitale del loro principato.

Cosa accadde a Cisterna durante la Seconda Guerra Mondiale?

Cisterna fu teatro di violenti scontri, in particolare la Battaglia di Cisterna dopo lo sbarco di Anzio. Subì pesantissimi bombardamenti che la distrussero quasi completamente e la popolazione fu costretta all'Esodo Cisternese.

Per cosa è conosciuta Cisterna di Latina oggi?

Oggi Cisterna è conosciuta per il suo passato storico (Palazzo Caetani, Tres Tabernae), la figura dei butteri, e in particolare per essere il principale centro di produzione nazionale del kiwi.

Cos'è la Bonifica Pontina e come ha influenzato Cisterna?

La Bonifica Pontina fu un vasto progetto di prosciugamento delle paludi avviato negli anni '30. Cisterna fu scelta come quartier generale per parte dei lavori, il suo territorio fu modificato e parte ceduto al neonato comune di Latina. Cambiò anche nome in Cisterna di Littoria.

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