02/08/2022
Il promontorio che si protende maestosamente verso il mare, naturalmente difeso dalle insidie esterne, custodisce sulla sua sommità i resti silenziosi di quella che fu l'antica Cerillae. Oggi conosciuti semplicemente come i Ruderi di Cirella, questi avanzi testimoniano una storia ricchissima e complessa, che affonda le radici in epoche lontanissime, ben prima dell'era medievale a cui la struttura arroccata sembra rimandare immediatamente.

La storia di Cirella è un intreccio di civiltà, strategie difensive e resilienza degli abitanti. Originariamente, in epoca magnogreca, esisteva una fiorente colonia costiera chiamata Ceriallae. Questo insediamento prosperava sulla costa, sfruttando probabilmente le risorse del mare e del territorio circostante. Tuttavia, la sua posizione costiera la rendeva vulnerabile. Le incursioni saracene, che a partire dal IX secolo divennero sempre più frequenti e devastanti lungo le coste tirreniche, spinsero gli abitanti a cercare rifugio in luoghi più sicuri e facilmente difendibili. Fu così che l'abitato si spostò sulla sommità del promontorio del monte Carpinoso, dando vita al borgo medievale i cui ruderi vediamo oggi.
La scelta del promontorio non fu casuale. La sua elevazione e la sua conformazione naturale offrivano una difesa intrinseca contro gli attacchi provenienti dal mare. Questo nuovo insediamento assunse la tipica struttura arroccata dei centri bizantino-normanni che caratterizzano l'alto Tirreno calabrese, con vicoli stretti e case addossate le une alle altre per massimizzare la protezione. Già nel 649, un documento storico, il Sinodo di Papa Martino I, attesta la presenza di un Romanus Episcopus Cerellitanus. Questo dato è di fondamentale importanza perché ci permette di affermare con certezza che Cirella, o Cerillae come era allora conosciuta, rappresentava un punto di riferimento cruciale nell'organizzazione ecclesiastica e territoriale della Calabria, essendo sede diocesana. L'importanza strategica e religiosa si consolidò nei secoli successivi.
Le Incursioni e il Declino del Borgo
La vita nel borgo arroccato non fu esente da pericoli, sebbene la posizione offrisse maggiore sicurezza rispetto alla costa. Le minacce provenivano ancora dal mare. Un'incursione saracena nel 950 d.C., guidata dall'emiro Al Hasan, avrebbe addirittura raso al suolo l'abitato costiero originale, confermando la saggezza della decisione di spostarsi sul promontorio. Tuttavia, anche il borgo fortificato subì attacchi. Nel 1576, sette galee barbaresche, capitanate dal temibile Kair 'el Din, meglio noto come il Barbarossa, saccheggiarono il paese. Una leggenda locale narra che i pirati furono guidati da un mercante romano che aveva subito dei torti dai cirellesi. Questa storia, al di là della sua veridicità, sottolinea il clima di tensione e pericolo costante vissuto dalle comunità costiere in quell'epoca. La memoria di questa incursione turca del 1576 è comunque supportata da fonti storiche sopravvissute all'abbandono. Cirella fu oggetto di altre scorribande da parte di noti pirati ottomani, tra cui Sinam Cicala Pascià, Dragut Rays e Uccialì, nomi che evocano un periodo di grande instabilità nel Mediterraneo.
Oltre alle minacce esterne, il feudo di Cirella dovette affrontare anche calamità naturali e pestilenze. La pestilenza del 1656 e i terremoti del 1638 e 1738, che colpirono duramente la Calabria, contribuirono al declino del borgo. Le proprietà del feudo passarono di mano diverse volte, dalla famiglia Stocchi agli Scaglione, poi ai Sanseverino e infine ai Catalano Gonzaga, segno di un'instabilità sia economica che demografica.
L'evento che segnò definitivamente l'abbandono del borgo antico fu l'assedio e il bombardamento avvenuti durante l'epoca napoleonica. Tra il 1806 e il 1807, un contingente di truppe napoleoniche assediò e occupò il borgo medievale, stabilendosi nella residenza dei duchi Catalano-Gonzaga. Questo evento diede origine a un'altra curiosa leggenda locale, quella delle formiche giganti che avrebbero divorato gli abitanti del paese, un racconto fantastico che probabilmente simboleggiava la percezione di una minaccia soverchiante e inesorabile. Nel 1808, la marina britannica, dal mare, effettuò un pesante bombardamento per scacciare le truppe francesi. L'attacco colpì duramente l'avamposto francese e la torre presente sull'isola di Cirella. L'abitato sul monte fu di fatto cancellato dalla violenza del bombardamento. Gli abitanti sopravvissuti, di fronte alla distruzione, presero la difficile decisione di abbandonare definitivamente il promontorio e ricostruire il centro abitato più in basso, sulla costa, dove si trova la moderna Cirella.
Dopo l'abbandono, le strutture rimanenti del borgo antico subirono un ulteriore degrado. Vennero usate come cava di pietre, saccheggiate e vandalizzate, private dei manufatti e degli elementi decorativi che avevano resistito fino a quel momento. Oggi, la vegetazione spontanea ha invaso i vicoli e le costruzioni, creando un'atmosfera suggestiva ma rendendo in alcuni punti difficile il passaggio, quasi a voler reclamare il luogo per la natura selvaggia.
Le Strutture Emblema del Passato
Nonostante l'abbandono e i secoli di incuria, alcuni resti significativi permettono ancora di leggere la storia del borgo e di immaginare la vita che vi si svolgeva. Le strutture testimoniano la fondazione del borgo in epoca bizantina, ma la fase principale di sviluppo è indubbiamente legata all'arrivo dei Normanni in Calabria, nella seconda metà dell'XI secolo. Furono loro a dare l'impronta più marcata all'insediamento fortificato.
Il Castello
Il Castello, o ciò che ne rimane, rappresenta il cuore difensivo del borgo. Sebbene le origini risalgano all'epoca bizantina, fu sotto il dominio normanno che assunse la sua forma più importante. Successivamente, nel XIII secolo, in piena età sveva, l'abitato venne ulteriormente protetto con la costruzione di una doppia cinta muraria, rafforzando le difese. Nel XIII-XIV secolo, durante il periodo angioino, il castello e le fortificazioni ricevettero ulteriori ampliamenti e modifiche, adattandosi alle nuove tecniche militari e alle esigenze del tempo. Alcuni testi, forse in modo meno preciso, indicano la fondazione del castello ad opera del principe Carrafa nel XVIII secolo, ma le evidenze strutturali puntano a un'origine molto più antica con successive modifiche. Un documento d'epoca, un "apprezzo", ci offre uno spaccato della vita all'interno del castello nel XVII secolo, descrivendo le sue funzioni e i suoi spazi: aveva un cortile, una sala grande per riunioni o banchetti, una stalla et fundico (magazzino), un carcere, stanze per grani et servimenti, una cucina con forno e una torre dotata di cisterna. Questi dettagli ci restituiscono l'immagine di un edificio non solo militare, ma anche centro amministrativo ed economico del feudo.
La Chiesa di San Nicola Magno
Tra i ruderi spicca la Chiesa di San Nicola Magno, un edificio religioso di notevole importanza per la comunità. La sua costruzione è collocata a cavallo tra il XIV e il XV secolo. Al suo interno, un tempo, era custodito un ricco ciclo di affreschi che narravano storie sacre e decoravano le pareti. Oggi, parte di questi affreschi è stata recuperata e si trova conservata nella chiesa di Santa Maria de' Flores, nel moderno centro abitato di Cirella. Tuttavia, visitando i ruderi della chiesa antica, è ancora possibile scorgere, con attenzione, alcune tracce sbiadite di questi dipinti murari, testimonianza della bellezza e della devozione che animavano il luogo. Un documento di apprezzo per il S.R.C. di Napoli del 1617 fornisce un quadro vivido della vita religiosa del tempo, attestando che nella chiesa celebravano ben 14 sacerdoti, assistiti da chierici e da numerosi laici, segno di una comunità clericale numerosa e di una forte partecipazione dei fedeli.

La Chiesa dell'Annunziata
Accanto alla chiesa principale, sono ancora visibili i ruderi di una chiesa minore, dedicata all'Annunziata. Le sue origini sono incerte, ma la sua presenza evidenzia la profonda religiosità della comunità. Oggi, di questa chiesetta rimangono principalmente le mura perimetrali, con il tetto quasi completamente crollato. Al suo interno si notano un piccolo altare e i resti di quelli che un tempo erano i banchi per i fedeli. Il documento di apprezzo menzionato prima specifica che questa chiesa minore ospitava una congregazione di uomini, suggerendo una vita associativa e devozionale organizzata all'interno del borgo.
Il Teatro dei Ruderi
In un connubio affascinante tra antico e moderno, tra il monastero dei minimi di San Francesco di Paola (situato sul lato monti) risalente al XVI secolo e i ruderi della Cirella medievale (lato mare), sorge il Teatro dei Ruderi. Questa struttura, costruita in stile greco tra il 1994 e il 1997, rappresenta un esempio riuscito di recupero e valorizzazione del contesto storico. Il teatro è attualmente utilizzato per ospitare spettacoli, concerti ed eventi culturali, offrendo una cornice unica e suggestiva. La vista panoramica che si gode dal teatro, abbracciando i ruderi, il mare e l'isola, contribuisce a rendere ogni rappresentazione un'esperienza indimenticante.
L'Isola di Cirella
Di fronte alla costa, a breve distanza dal promontorio, emerge dal Tirreno l'Isola di Cirella. Questa piccola isola è un altro elemento distintivo del paesaggio cirellese e riveste un'importanza naturalistica. L'isola è un'area protetta, un piccolo santuario per la fauna e la flora autoctona. Tra gli abitanti più noti dell'isola vi sono i conigli selvatici e l'aglio selvatico, che crescono rigogliosi. La bellezza dell'isola non risiede solo nella sua vegetazione, ma anche nel frastaglio delle sue rocce, che creano un profilo suggestivo a contatto con il mare cristallino. La visione dall'alto dell'isola è particolarmente affascinante: da qui si può ammirare la piccola e colorata cittadina di Diamante, celebre per i suoi murales, e, guardando verso il promontorio, la vista bella e suggestiva dei ruderi della vecchia Cirella arroccati sulla collina. L'isola, pur essendo piccola, completa il quadro paesaggistico e storico di Cirella, aggiungendo un elemento di natura selvaggia e protetta a un contesto già ricco di storia.
Domande Frequenti sui Ruderi di Cirella
Chi sono gli abitanti di Cirella?
Basandoci sulle informazioni fornite, gli abitanti di Cirella vengono definiti come i "cirellesi" in riferimento agli eventi storici e alle leggende legate al borgo antico, come nel caso della leggenda del mercante romano che avrebbe subito torti dai "cirellesi". Questo termine deriva direttamente dal nome del luogo.
Cosa si trova sull'Isola di Cirella?
L'Isola di Cirella è un'area protetta che ospita fauna autoctona, tra cui conigli selvatici e aglio selvatico. È caratterizzata da una bella flora e da rocce frastagliate. Dall'isola si gode una stupenda visione della cittadina di Diamante e dei ruderi della vecchia Cirella sul promontorio.
Quando è stato abbandonato il borgo medievale?
Il borgo medievale di Cirella fu definitivamente abbandonato dagli abitanti sopravvissuti dopo il pesante bombardamento navale britannico del 1808, che seguì l'occupazione napoleonica del 1806-1807.
Quali sono le strutture più importanti visibili tra i ruderi?
Tra i ruderi più significativi visibili oggi si trovano i resti del Castello (di origine normanna con ampliamenti successivi), la Chiesa di San Nicola Magno (con tracce di affreschi) e la Chiesa dell'Annunziata. Vicino ai ruderi si trova anche il moderno Teatro dei Ruderi.
Quali sono alcune leggende legate a Cirella?
Due leggende note legate a Cirella includono quella dei pirati barbareschi guidati da un mercante romano (riferita al saccheggio del 1576) e quella delle formiche giganti che avrebbero attaccato il borgo durante l'assedio napoleonico.
Conclusione
Visitare i ruderi di Cirella significa fare un vero e proprio salto indietro nel tempo. È un'esperienza che permette di toccare con mano le stratificazioni della storia, dall'antica Magna Grecia alle incursioni piratesche, dal fasto del periodo medievale alle distruzioni subite. Il silenzio che oggi avvolge le pietre è rotto solo dal vento e dai suoni della natura che si è riappropriata degli spazi, creando un'atmosfera di malinconia e fascino. La vista che si apre sul mare e sull'Isola di Cirella aggiunge un elemento di bellezza paesaggistica che completa il quadro di un luogo dove storia, leggenda e natura si fondono in un abbraccio indissolubile, offrendo al visitatore un'esperienza ricca di suggestioni e scoperte.
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