03/08/2023
La cucina andriese si inserisce con forza e originalità nel vasto e ricco panorama della gastronomia pugliese. Visitare questa terra significa intraprendere un vero e proprio viaggio sensoriale, dove i sapori autentici e le ricette tramandate di generazione in generazione raccontano storie di vita contadina, di tradizione e di profondo legame con il territorio. Andria e la sua provincia offrono un'esperienza culinaria unica, fatta di ingredienti semplici ma carichi di sapore, che qui vi presentiamo in alcuni dei loro piatti più rappresentativi.

- Scopri cosa mangiare ad Andria e Provincia
- Lo Sfricone: Un Assaggio di Storia Contadina
- U Cutturidd: Il Simbolo della Pasqua Murgiana
- La Colva di Bisceglie: Un Dolce Rituale
- La Burrata di Andria IGP: Regina dei Formaggi
- La Tiella di Agnello al Forno con Patate
- Il Ragù d'Asino: Un Sapore Intenso e Caratteristico
- Tabella Riassuntiva dei Piatti Tipici
- Domande Frequenti sulla Cucina Andriese
Scopri cosa mangiare ad Andria e Provincia
La diversità del territorio andriese, che spazia dalla costa all'entroterra murgiano, si riflette anche sulla sua tavola, proponendo un mix affascinante di sapori di terra e, seppur in misura minore, di mare. Ecco alcuni dei piatti imperdibili che potrete gustare in questa affascinante area della Puglia.
Lo Sfricone: Un Assaggio di Storia Contadina
Immaginate le cantine delle case di una volta, piene di pomodorini appesi, essiccati lentamente all'aria, carichi di un profumo intenso e di un sapore concentrato. È da questa immagine, legata ai ricordi dei nonni e alla vita in campagna, che nasce lo Sfricone. Questo piatto, il cui nome in dialetto evoca forse il rumore del soffritto, rappresenta l'essenza della cucina povera ma incredibilmente gustosa. Originariamente preparato con i pomodorini "appesi", oggi può essere realizzato anche con pomodorini ciliegini, ma l'anima resta la stessa: un mix semplice e potente.
A rendere unico lo Sfricone è l'abbinamento con gli "sponsali", una verdura tipica pugliese, molto simile alle cipolle ma con un sapore più dolce e delicato. Nelle fredde sere d'inverno, lo Sfricone era spesso l'unico piatto in tavola, servito semplicemente con abbondanti fette di buon pane, magari quello di Altamura, croccante fuori e morbido dentro, perfetto per "scarpetta". Un piatto che, nella sua semplicità, racchiude storia, ingegno contadino e un gusto indimenticabile.
Preparazione dello Sfricone:
- Cottura: 25 min
- Costo: Basso
- Tempo totale: 25 min
- Porzioni: 4 porzioni
Ingredienti:
- 1 kg di sponsali
- 10 pomodorini appesi o ciliegini
- sale
- peperoncino
- olio extra vergine d’oliva
- fette di pane di Altamura o altro pane pugliese
Il processo inizia con la pulizia meticolosa degli sponsali: si taglia la testa, si sfogliano eliminando le prime foglie più esterne, si lavano e si tagliano a rondelle, scartando la parte troppo verde. Gli sponsali vengono quindi sbollentati per circa 5 minuti in acqua salata per renderli più digeribili e rimuovere l'acqua di vegetazione. Dopo essere stati scolati, si uniscono in padella ai pomodorini schiacciati, olio extra vergine d'oliva e peperoncino, a piacere. La cottura prosegue per circa venti minuti, o finché gli sponsali non risultano teneri. Si sala a fine cottura e si serve caldissimo, accompagnato dalle fette di pane pugliese.
U Cutturidd: Il Simbolo della Pasqua Murgiana
Il pranzo di Pasqua in Puglia è un rito, un'occasione di festa e abbondanza che riunisce le famiglie per ore attorno a tavole imbandite. Tra le numerose portate, nella Murgia pugliese spicca un secondo piatto che è un vero e proprio pilastro della tradizione: l'agnello preparato ne "U Cutturidd". Questo nome, o le sue varianti come Callaridd o Agnello alla Rizzola, si riferisce sia alla preparazione che alla speciale pentola di terracotta, la "pignatta", in cui viene cotto.
La cottura ne "U Cutturidd" è lenta, lunghissima, una vera e propria "maratona" culinaria che può durare anche 3 ore nella pignatta sul fuoco del camino, o circa 2 ore in forno a temperature più basse (120-130°C). Questo metodo ancestrale permette alla carne di agnello di diventare incredibilmente tenera, quasi sciogliersi in bocca, assorbendo tutti i sapori degli ingredienti che l'accompagnano. Tra questi, spiccano i lampascioni (cipolline selvatiche dal sapore amarognolo), finocchietto selvatico, patate, funghi cardoncelli e verdure di stagione, arricchite da aglio, cipolla e a volte anche da avanzi di salumi o formaggi.
U Cutturidd non è solo un piatto, ma un'esperienza che celebra la convivialità e il legame con la terra, utilizzando i suoi frutti migliori in una preparazione che richiede pazienza e amore.
Preparazione de U Cutturidd:
- Cottura: 120 min
- Costo: Medio
- Tempo totale: 245 min
- Porzioni: 4 porzioni
Ingredienti:
- 1 Kg di carne di pecora (agnello)
- 1 cipolla
- 500 g di patate
- 400 g di pomodori maturi
- olio extra vergine d’oliva
- 1 carota
- 1 gambo di sedano
- 200 g di cicorielle selvatiche
- 100 g di lampascioni
- 4 foglie di alloro
- 1 bicchiere di aceto di vino
- 80 g di pecorino grattugiato
- pepe
- sale
Si inizia tagliando la carne di pecora a pezzi e mettendola a marinare per almeno due ore in una ciotola con acqua, aceto e foglie di alloro. Nel frattempo, si preparano le verdure: patate a tocchetti, cicorie e lampascioni puliti (questi ultimi lasciati interi). Si trita carota, sedano e cipolla. Nella pignatta, si soffrigge il trito in olio, poi si aggiungono i pomodori sminuzzati e si cuoce per 5 minuti. Si uniscono quindi patate, cicoria, lampascioni e abbondante acqua, salando e portando a bollore. Scolare la carne marinata, eliminando il liquido, e aggiungerla al coccio insieme all'alloro. Aggiungere altra acqua se necessario e cuocere a fuoco lento per circa 2 ore, fino a quando la carne non è tenerissima. Servire il piatto ben caldo, magari con una spolverata di pecorino grattugiato.
La Colva di Bisceglie: Un Dolce Rituale
Spostandosi verso la costa, nella vicina Bisceglie, si incontra un dolce particolare, legato a un'antica tradizione che affonda le radici in riti pre-cristiani: la Colva. Questo dolce viene preparato e consumato tradizionalmente nel mese di novembre, in occasione delle festività dedicate ai defunti. Ogni chicco di grano rappresenta simbolicamente una preghiera per le anime dei cari scomparsi, un legame tra il mondo dei vivi e quello dei morti.
Il nome stesso, Colva, deriva dal greco Kòlluba (colliva), un piatto rituale presente nelle feste in onore dei defunti sin dall'antichità pagana, offerto anche a divinità come Dioniso ed Hermes. La Colva è composta da ingredienti semplici ma ricchi di significato: il grano simboleggia la rinascita (germogliando sottoterra), il vincotto ricorda il vino versato sulle tombe in epoca etrusca, e il melograno è un potente simbolo di vita. Un dolce che è più di una semplice preparazione: è un rito, un atto di memoria e speranza.
Preparazione della Colva di Bisceglie:
- Cottura: 150 min
- Costo: Basso
- Tempo totale: 160 min
- Porzioni: 10 porzioni
Ingredienti:
- 500 g di grano
- 300 g di mandorle tostate
- vincotto / cioccolato
- 2 melagrane
Il grano va setacciato, lavato e lasciato a bagno per tutta la notte. La mattina seguente, si scola, si sciacqua nuovamente e si cuoce lentamente in abbondante acqua per 2-3 ore, o finché non è tenero. Se l'acqua evapora, aggiungerne altra. Una volta cotto, si scola e si lascia raffreddare. Le mandorle vengono tostate in forno e poi sbriciolate grossolanamente. Si pulisce il melograno, separando i chicchi. Infine, in ciotole individuali o in un unico grande contenitore, si uniscono il grano cotto e raffreddato, le mandorle tostate e i chicchi di melograno. Il tutto viene condito abbondantemente con vincotto. Una variante molto apprezzata prevede l'uso del cioccolato fuso al posto del vincotto.
La Burrata di Andria IGP: Regina dei Formaggi
Non si può parlare di Andria senza menzionare la sua creazione più celebre e amata in tutto il mondo: la Burrata di Andria IGP. Questo formaggio fresco, dal cuore cremoso e dalla consistenza inconfondibile, è uno dei simboli dell'eccellenza gastronomica italiana. La sua vista da sola è un piacere, ma è al momento del taglio che rivela la sua vera magia: il ripieno di stracciatella (sfilacci di mozzarella e panna) si riversa delicatamente, sprigionando un profumo di latte fresco e un sapore ineguagliabile.
La storia della Burrata è relativamente recente, attribuita all'ingegno del casaro Lorenzo Bianchino all'inizio del XX secolo, bloccato in masseria da una nevicata che gli impedì di trasportare il latte. Per non sprecarlo, ebbe l'idea di creare un involucro con la pasta filata della mozzarella per contenere un ripieno cremoso fatto con gli scarti della lavorazione e la panna. Nacque così la Burrata, un capolavoro di recupero e creatività.
Spesso confusa con la mozzarella, la Burrata è un prodotto completamente diverso. Mentre la mozzarella è pasta filata in purezza, la Burrata è un sacchetto di pasta filata che racchiude un tesoro di stracciatella. Il suo sapore è più ricco, burroso (da cui il nome), delicato ma al tempo stesso deciso, con quella nota di panna che la rende irresistibile. Perfetta da gustare al naturale, semplicemente condita con un filo d'olio extra vergine d'oliva e un pizzico di sale, o utilizzata in innumerevoli preparazioni, dalla pasta ai crostini, dalle pizze alle insalate.
La Tiella di Agnello al Forno con Patate
Un altro classico del pranzo pasquale, ma non solo, è la Tiedd d’Aggnidd e Patan o Furn, ovvero la Tiella o teglia di agnello al forno con patate. Questa ricetta, diffusa in diverse aree del Sud Italia, trova nella provincia di Andria una delle sue massime espressioni. La sfida di questo piatto sta nell'ottenere una cottura perfetta sia per l'agnello che per le patate, evitando che la carne si secchi o che le patate rimangano crude.
Il segreto risiede nella scelta della teglia, preferibilmente di alluminio o terracotta, che garantiscono un'ottimale trasmissione del calore, e nella dimensione dei pezzi di agnello, che non devono essere né troppo piccoli né troppo grandi. L'uso generoso di eccellente olio extra vergine di oliva pugliese è fondamentale, così come l'aggiunta di erbe aromatiche come rosmarino e prezzemolo e spicchi d'aglio. La cottura, inizialmente nella parte bassa del forno per cuocere l'agnello, e poi al centro per far dorare carne e patate, richiede attenzione e pazienza per ottenere un risultato succulento e dorato.
Preparazione della Tiella di Agnello:
- Cottura: 150 min
- Costo: Medio
- Tempo totale: 180 min
- Porzioni: 4 porzioni
Ingredienti:
- 1,5 kg di agnello piccolo da latte
- 1,5 kg di patate di ottima qualità
- un mazzetto di prezzemolo fresco
- qualche ramo di rosmarino possibilmente fresco
- due o tre spicchi di aglio
- sei/otto cucchiai di olio extra vergine di oliva
- sale fino e pepe nero
Si prepara una marinatura con olio, prezzemolo tritato, aglio, sale e pepe. La carne di agnello, sciacquata e scolata, viene passata nella marinatura, assicurandosi che ogni pezzo sia ben unto. Le patate, sbucciate e tagliate a cubetti grandi, vengono messe in acqua per non annerire e poi condite con la marinatura rimasta. In una teglia ben unta, si dispongono i pezzi di carne e sopra le patate, aggiungendo aglio e rosmarino. Si inforna a 200°C nella parte bassa del forno per circa un'ora, senza aprire. Quando le patate iniziano a dorarsi, si mescola per portare la carne in superficie e si riposiziona la teglia al centro del forno per un'altra mezz'ora, finché carne e patate non sono perfettamente dorate e asciutte. Servire caldissimo.
Il Ragù d'Asino: Un Sapore Intenso e Caratteristico
Una specialità forse meno conosciuta al di fuori dei confini provinciali, ma molto radicata nella tradizione andriese e barese, è il Ragù d'asino. Nonostante la Puglia sia la terra di razze asinine importanti come quella di Martina Franca, è curioso notare come la carne d'asino sia più diffusa per il consumo nelle province di Bari e Barletta-Trani-Andria piuttosto che in quella tarantina. La carne d'asino è magra, scura e piuttosto dura, caratteristiche che la rendono ideale per lunghe cotture in umido, brasati e stufati.
Il Ragù d'asino è un condimento saporito e intenso, perfetto per accompagnare formati di pasta fresca tipici della zona, come le orecchiette o i cavatelli. La sua preparazione richiede pazienza e tempi lunghi, con una marinatura iniziale della carne e una cottura lenta che permette alla carne di intenerirsi e al sugo di acquisire profondità di sapore. L'aggiunta di lardo è fondamentale per compensare la magrezza della carne e rendere il ragù più ricco e avvolgente. Un piatto che rappresenta un legame forte con il territorio e le sue risorse, un sapore antico che merita di essere riscoperto.
Preparazione del Ragù d'Asino:
- Cottura: 180 min
- Costo: Medio
- Tempo totale: 420 min (incl. marinatura)
- Porzioni: 4 porzioni
Ingredienti:
- 0,5 kg di carne d’asino
- 2 bicchieri di vino rosso di Troia
- 2 spicchi di aglio rosso
- 1 cipolla rossa
- 2 foglie di prezzemolo
- 1 peperoncino
- 50 g di lardo salato
- 1 bottiglia e mezza di salsa di pomodoro
- 6 cucchiai di olio extra vergine di oliva
- pecorino canestraio pugliese (per servire)
La carne d'asino viene tagliata a pezzi e messa a macerare per circa quattro ore in una ciotola con un trito grossolano di aglio, cipolla e prezzemolo, vino rosso di Troia e un peperoncino secco spezzato. Trascorso il tempo, si scola la carne, si filtra il vino e le verdure. Le verdure scolate vengono soffritte dolcemente in olio EVO con il lardo tritato, facendolo sciogliere lentamente. Quando il trito è appassito, si mette da parte. Nella stessa pentola, si soffrigge la carne a fuoco alto per pochi secondi, poi si aggiunge il vino filtrato e si lascia evaporare a fuoco lento per ore. Quando il vino si è assorbito, si aggiunge la salsa di pomodoro, le verdure soffritte messe da parte, foglie di basilico e sale. Si porta a ebollizione, poi si abbassa la fiamma al minimo. La cottura lentissima, con il coperchio posizionato in modo da permettere una leggera evaporazione (anche appoggiato su un mestolo di legno), prosegue per almeno due o tre ore, fino a ottenere un ragù denso e saporito. Si serve con pasta fresca, condito con pecorino canestraio grattugiato.
Tabella Riassuntiva dei Piatti Tipici
| Piatto | Categoria Principale | Contesto Tradizionale | Ingredienti Distintivi | Tempo Totale (circa) |
|---|---|---|---|---|
| Lo Sfricone | Contorno/Antipasto | Cene invernali, Cucina Povera | Pomodorini, Sponsali, Pane Pugliese | 25 min |
| U Cutturidd | Secondo Piatto | Pranzo di Pasqua | Agnello, Lampascioni, Patate | 245 min |
| La Colva di Bisceglie | Dolce Rituale | Commemorazione Defunti (Novembre) | Grano, Mandorle, Melograno, Vincotto | 160 min |
| La Burrata di Andria IGP | Formaggio Fresco | Consumo al naturale o in ricette | Pasta filata, Stracciatella (panna+mozzarella) | N/A |
| La Tiella di Agnello | Secondo Piatto | Pranzo Pasquale/Festivo | Agnello, Patate, Rosmarino | 180 min |
| Il Ragù d'asino | Sugo per Pasta | Piatto della Domenica | Carne d'asino, Vino di Troia, Pomodoro, Lardo | 420 min (incl. marinatura) |
Domande Frequenti sulla Cucina Andriese
Ecco alcune risposte alle domande più comuni sui piatti tipici di Andria e dintorni:
Cos'è lo Sfricone e perché si chiama così?
Lo Sfricone è un piatto tradizionale andriese a base di sponsali (cipolline selvatiche dal sapore dolce) e pomodorini. Il nome in dialetto evoca il rumore del soffritto o forse la consistenza degli sponsali. È un piatto legato alla tradizione contadina e alla cucina povera.
Cosa significa "U Cutturidd"?
"U Cutturidd" è il nome dialettale dell'agnello cotto in una speciale pentola di terracotta chiamata pignatta o "cutturo". Indica sia il recipiente che la preparazione stessa, tipica del pranzo di Pasqua nella Murgia.
La Burrata di Andria è uguale alla mozzarella?
Assolutamente no. Sebbene entrambe siano fatte con pasta filata, la mozzarella è composta interamente da pasta filata, mentre la Burrata è un involucro di pasta filata ripieno di stracciatella, un mix cremoso di sfilacci di mozzarella e panna. Questo le conferisce una consistenza e un sapore completamente diversi.
Perché la Colva di Bisceglie si mangia a Novembre?
La Colva è un dolce rituale legato alle festività dei defunti nel mese di novembre. La sua origine è antichissima e affonda le radici in riti pagani legati alla commemorazione dei morti, dove il grano e gli altri ingredienti avevano significati simbolici di vita, morte e rinascita.
Il Ragù d'asino è un piatto comune in tutta la Puglia?
Il Ragù d'asino è una specialità più diffusa nelle province di Bari e Barletta-Trani-Andria, legate alla tradizione dell'allevamento asinino nella Murgia, come l'asino di Martina Franca. È meno comune, ad esempio, nella provincia di Taranto, nonostante l'origine della razza.
Quali sono i tempi di cottura tipici di questi piatti?
Come visto, i tempi variano molto. Piatti come lo Sfricone sono rapidi (circa 25 minuti), mentre preparazioni come U Cutturidd e il Ragù d'asino richiedono cotture molto lunghe e lente, che possono superare le 2-3 ore (esclusa la marinatura per il ragù).
La cucina andriese è un patrimonio di sapori, storie e tradizioni che merita di essere esplorato. Ogni piatto racconta un pezzo di questa terra generosa e della laboriosità della sua gente, offrendo esperienze gastronomiche autentiche e indimenticabili.
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