27/02/2025
L'Autunno nella Marca Trevigiana non è solo un cambio di colori nel paesaggio o l'aria frizzante che invita a stare al caldo. È, forse più di ogni altra cosa, un invito a riscoprire i sapori antichi, quelli legati alla terra, alla tradizione contadina e ai momenti conviviali trascorsi intorno al "foghèr". È la stagione in cui le ricette tramandate di generazione in generazione tornano protagoniste sulle tavole, raccontando storie di un passato semplice ma incredibilmente ricco di gusto. Sebbene molte di queste pietanze siano nate come piatti "poveri", la loro ricchezza risiede nella storia, nella cura con cui vengono preparate e nella capacità di rappresentare l'identità di un territorio. Le ricette che seguono sono solo un punto di partenza, un suggerimento per esplorare i sapori tipici di Treviso in questo periodo dell'anno. Il vero segreto, come sanno bene i trevigiani, è attingere ai ricettari personali, quelli scritti a mano dalle nonne e bisnonne, dove ogni ingrediente e ogni passaggio custodiscono un pezzo di storia familiare.

Preparatevi a un viaggio culinario che spazia dal salato al dolce, un percorso attraverso cinque piatti iconici che definiscono l'Autunno trevigiano.
- Oca Rosta col Seano: Un Classico d'Ottobre
- Trippa alla Trevisana: Il Sapore Autentico
- Pasta e Fasiòi: L'Anima Contadina
- Risotto con Radicio e Salamella: L'Eleganza del Sapore
- Sopa Coada Trevisana: La Zuppa "Covata"
- La Fregolotta: Il Dolce della Convivialità
- Tabella Comparativa dei Piatti Tipici:
- Domande Frequenti sui Piatti Tipici Trevigiani:
Oca Rosta col Seano: Un Classico d'Ottobre
L'Oca Rosta col Seano è forse il piatto più emblematico del mese di ottobre nel trevigiano. La sua fama è strettamente legata alle storiche Fiere di San Luca, un appuntamento immancabile che celebrava l'arrivo dell'Autunno e i suoi prodotti. Originariamente un piatto considerato "povero" per l'utilizzo dell'oca, oggi rappresenta una pietanza piuttosto ricercata e costosa, tanto da raggiungere prezzi elevati anche durante le sagre locali. La preparazione è un rito che richiede tempo e attenzione, ma il risultato ripaga ogni sforzo: carne succulenta e saporita, accompagnata dalla freschezza del sedano.
Ingredienti per 6 persone:
1 Oca da 3-4 kg
2 carote
2 cipolle
1 gambo di sedano
2 ramoscelli di rosmarino
6 foglie di salvia
3 bacche di ginepro
¼ di vino bianco secco
3 cucchiai di olio extravergine d’oliva
6 grosse coste di sedano verde
Sale e pepe q.b.
Preparazione:
Dopo un'accurata pulizia e fiammeggiatura dell'oca, si rimuovono le interiora e si lava bene sia all'esterno che all'interno. Il ventre viene riempito con una parte delle verdure (sedano, carote, cipolle tagliate a pezzi), salvia e rosmarino, aggiungendo sale e pepe all'interno e all'esterno. L'oca viene poi chiusa con spago da cucina e legata. Si posiziona in una teglia con le verdure rimanenti e l'olio e si cuoce lentamente a circa 140° C per due o più ore. Durante la cottura, è fondamentale annaffiarla con il vino e rigirarla regolarmente per garantire una cottura uniforme. Una volta cotta, si taglia a pezzi e si dispone sui piatti caldi, bagnandola con il sugo di cottura, ben ristretto e passato al tamiso. L'accompagnamento ideale è il sedano crudo, condito a piacere, che offre un contrasto di consistenze e sapori.
Trippa alla Trevisana: Il Sapore Autentico
Quando si parla di Autunno a Treviso, la Trippa alla Trevisana è un piatto che non può assolutamente mancare. È considerato da molti "IL PIATTO" per eccellenza della stagione fredda, e un vero trevigiano non può esimersi dall'assaggiarla almeno una volta. Contrariamente a quanto si possa pensare, è una ricetta relativamente semplice ed economica, specialmente se si acquista la trippa già scottata. Nonostante sia talvolta snobbata, soprattutto dai più giovani, per l'utilizzo di parti meno nobili dell'animale, la sua bontà è indiscutibile e merita di essere scoperta. Si distingue dalla trippa toscana per le sue peculiarità trevigiane.
Ingredienti per 4 persone:
750 gr. di trippa di vitello
50 gr. di pancetta
1 cipolla media
3 cucchiai di burro
1 rametto di rosmarino
50 cl. di brodo
Sale fino q.b.
Pepe nero macinato q.b.
Formaggio grattugiato q.b.
Fette di pane casereccio.
Preparazione:
Se la trippa non è già bollita, si sbollenta in acqua salata e si taglia a striscioline. Si taglia la pancetta a cubetti piccoli e si trita la cipolla. In una casseruola, si soffrigge la pancetta con il burro, poi si aggiunge la cipolla e la si lascia appassire. Si unisce la trippa e il rosmarino, mescolando per insaporire. Si aggiunge un pizzico di pepe, il brodo e si regola di sale. La cottura prosegue a fuoco basso per circa mezz’ora, o fino a quando la trippa non è tenera. Si serve calda in piatti o cocotte, spolverizzata abbondantemente con formaggio grattugiato (spesso Parmigiano). L'accompagnamento ideale è il pane casereccio abbruscato. Per chi desidera, si può decorare con rosmarino e pancetta croccante.
Pasta e Fasiòi: L'Anima Contadina
Come la sua cugina pasta e ceci, la Pasta e Fasiòi affonda le sue radici nella tradizione contadina italiana e veneta in particolare. È un piatto robusto, nutriente e perfetto come piatto unico, ideale per una cena che sa di casa e di tradizione. Utilizza ingredienti semplici, ma la loro combinazione crea un sapore avvolgente e confortante.
Ingredienti per 4-6 persone:
600 g di fagioli di Lamon della vallata bellunese I.G.P. (Borlotti) freschi (o metà peso secchi)
2 patate (a piacere)
Aceto di vino (una spruzzata)
Acqua, sale e pepe qb
100 g di pancetta o lardo salati (opzionale)
1 cipolla (200-250 g)
2 gambi di sedano (a piacere)
50 g (circa) di olio extra vergine di oliva e/o burro
Aglio, rosmarino e prezzemolo
150-200 g di pasta all'uovo fatta in casa (straccetti o fettucce)
Preparazione:
Si trita finemente cipolla, sedano, carota e aglio e si fanno rosolare in padella con un po' d'olio. Si aggiungono i pelati spezzettati e un paio di mestoli di brodo, cuocendo fino a evaporazione del brodo. I fagioli vengono cotti in un'altra padella con 2-3 mestoli di brodo fino ad assorbimento. Poi si uniscono al soffritto e si prosegue la cottura per insaporire. La pasta viene cotta in acqua salata e, a metà cottura, scolata e incorporata ai fagioli. Si continua a cuocere fino a quando la pasta è cotta, aggiungendo brodo se necessario per la consistenza desiderata. A fine cottura, si spegne la fiamma, si condisce con olio e pepe nero e si serve.
Varianti:
La ricetta della Pasta e Fasiòi è molto versatile. Alcune varianti prevedono l'aggiunta di pancetta nel soffritto per un sapore più intenso. Altre versioni includono cotiche o un osso di prosciutto, da rimuovere prima di servire. A fine cottura, si possono aggiungere erbe aromatiche come basilico, prezzemolo o rosmarino per arricchire il profumo.
Risotto con Radicio e Salamella: L'Eleganza del Sapore
Il Risotto al radicchio rosso di Treviso, arricchito dalla salamella nostrana e sfumato con vino rosso, è uno dei piatti più apprezzati e conosciuti non solo in Veneto. Preparare un buon risotto è considerato quasi un'arte, un banco di prova per ogni cuoco. La cremosità perfetta e l'equilibrio dei sapori tra l'amaro del radicchio, la sapidità della salsiccia e la rotondità del vino lo rendono un piatto indimenticabile.
Ingredienti per 4 persone:
350 g di riso carnaroli
1 cespo di radicchio di Treviso
1 scalogno
1 salsiccia (salamella)
1 bicchiere di vino rosso
3 cucchiai di parmigiano grattugiato
1 noce di burro
Brodo vegetale
Olio
Sale e pepe q.b.
Preparazione:
In una casseruola con un filo d'olio, si fa appassire lo scalogno finemente affettato. Quando diventa trasparente, si unisce la salsiccia spellata e sbriciolata, facendola rosolare. Si aggiunge il radicchio lavato e tagliato a listarelli e lo si fa appassire. Si versa il riso e lo si tosta per qualche minuto prima di sfumare con il vino rosso. Una volta evaporato l'alcool, si prosegue la cottura aggiungendo un po' di brodo caldo alla volta, mescolando regolarmente, fino a quando il riso non è cotto al punto giusto. A cottura ultimata, si toglie dal fuoco e si "manteca" con la noce di burro e il parmigiano grattugiato, regolando di sale e pepe. Si lascia riposare un minuto coperto prima di impiattare e servire.
Sopa Coada Trevisana: La Zuppa "Covata"
La Sopa Coada è un pilastro della tradizione gastronomica della Marca Trevigiana. Viene talvolta descritta come "pasticcio di piccione", ma questa definizione è considerata riduttiva e non rende giustizia alla sua complessità e unicità. Anche la traduzione letterale in italiano, "zuppa covata", non ne cattura l'essenza. Si tratta di una preparazione stratificata, dalla consistenza piuttosto asciutta, che per questo motivo viene spesso accompagnata da una tazza di brodo bollente, da sorseggiare a parte o da versare direttamente sopra il piatto per ammorbidirlo. L'abbinamento ideale è un vino rosso asciutto, come il Piave Merlot. Esiste una variante diffusa nella zona di Motta di Livenza che utilizza carne di pollastra al posto del piccione.
Ingredienti:
2 piccioncini novelli completi di fegato
circa 1,5 l di ottimo brodo di carne sgrassato
circa 300 g di pane casareccio non condito
2 cucchiai d'olio extravergine d'oliva
2 dita di vino bianco secco
100 g di grana grattugiato
60 g di burro
1 cipolla
1 carota
1 costa di sedano
Sale e pepe.
Preparazione:
Dopo aver pulito e fiammeggiato i piccioni, si rimuovono testa e zampe, si svuotano, si dividono in quarti, si lavano e asciugano. Anche i fegatini vengono lavati e asciugati. In una casseruola, si scalda l'olio e metà del burro e si fanno rosolare i pezzi di piccione con un trito di sedano, carota e cipolla. Si girano spesso e, una volta coloriti, si salano e pepano, quindi si sfumano con il vino. Una volta evaporato il vino, si copre e si prosegue la cottura a fuoco dolce per circa tre quarti d'ora, aggiungendo brodo se necessario. Negli ultimi dieci minuti si uniscono i fegatini. A cottura ultimata, quando i piccioni sono tenerissimi, si disossano a mano riducendo la carne a filettini. La carne viene rimessa nel fondo di cottura con i fegatini affettati. Le ossa vengono fatte bollire nel brodo per circa mezz'ora.
Si taglia il pane a fette spesse mezzo centimetro, si tostano e si dispongono in uno strato in una pirofila a bordi alti ben imburrata. Si bagna il pane con un mestolo di brodo e si spolvera con il formaggio. Si distribuisce metà dell'intingolo di piccione e si copre con un altro strato di pane, poi ancora brodo, formaggio e carne, e infine un ultimo strato di pane e formaggio. Si versa un mestolo di brodo caldo e si cuoce in forno a 140° per un paio d'ore, aggiungendo brodo ogni tanto (cinque o sei volte) man mano che la zuppa si asciuga. Il risultato finale è un pasticcio di pane e carne compatto. Si serve caldissima, accompagnata da una tazza di brodo bollente.
La Fregolotta: Il Dolce della Convivialità
La Fregolotta è un dolce antico e profondamente legato alla tradizione trevigiana, tanto da essere riconosciuta tra i prodotti agroalimentari tradizionali della Marca. Le sue origini si perdono nel '700, ma la sua storia moderna inizia nel 1924, grazie al Forno Zizzola di Castelfranco Veneto. La ricetta, portata dalla sorella del proprietario, Evelina, che l'aveva ricevuta da una cuoca di una famiglia nobile, divenne presto la fortuna del forno. La sua popolarità crebbe esponenzialmente, portando all'apertura di laboratori e stabilimenti dedicati, diffondendosi in forni, pasticcerie e ristoranti. Ancora oggi è un dolce amatissimo e diffuso.
Come molte ricette tradizionali, la Fregolotta presenta numerose varianti, non solo in Veneto ma anche in regioni vicine come la Lombardia (pensiamo alla torta sbrisolona mantovana). Le variazioni riguardano l'uso di mandorle, nocciole, burro e talvolta l'aggiunta di uova o scorza di limone grattugiata. È un dolce che si presta a molte interpretazioni, anche in versioni salate.
Come gustare la Fregolotta:
La Fregolotta va gustata spezzandola rigorosamente a grossi tocchi con le mani. È deliziosa da sola, con la sua convivialità intrinseca che invita alla condivisione. È perfetta intinta in un bicchiere di passito veneto a fine pasto. Si abbina splendidamente a creme, come una crema di nocciole o una crema al mascarpone. Una variante golosa è usarla come base per un dessert che ricorda il tiramisù: bagnata nel caffè e farcita con una crema di mascarpone e Nutella, lasciata riposare in frigo.
Ricetta della Fregolotta:
300 gr. di farina
200 gr. di zucchero
300 gr. di mandorle
3 tuorli
200 gr. di burro
un pizzico di sale
buccia di limone grattugiata.
Preparazione:
Tostare in forno per qualche minuto 300 gr di mandorle pelate e tritarle grossolanamente. Unire la farina, lo zucchero, le mandorle, il sale, la scorza di limone e il burro morbido a tocchetti. Iniziare ad amalgamare e incorporare poco alla volta i tuorli leggermente battuti. Riempire uno stampo con l’impasto sbricioloso senza pressarlo e cuocere per 40’ a 170°. Una volta cotta, spolverare di zucchero semolato.
Segreti dalla ricetta antica:
Per una torta più secca e friabile, si possono incorporare i tuorli sodi e sbriciolati anziché crudi. Un altro segreto è sostituire parte del burro con panna fresca (ad esempio, 100g burro e 100g panna fresca).
Tabella Comparativa dei Piatti Tipici:
| Piatto | Tipo | Ingrediente Principale | Stagione Tipica | Nota Particolare |
|---|---|---|---|---|
| Oca Rosta col Seano | Salato | Oca, Sedano | Autunno (Ottobre) | Legato Fiere S. Luca, oggi costoso |
| Trippa alla Trevisana | Salato | Trippa di vitello | Autunno | Piatto "povero", molto tradizionale |
| Pasta e Fasiòi | Salato | Fagioli, Pasta | Autunno/Inverno | Tradizione contadina, piatto unico |
| Risotto con Radicio e Salamella | Salato | Riso, Radicchio, Salsiccia | Autunno/Inverno | Molto apprezzato in Veneto |
| Sopa Coada Trevisana | Salato | Piccione (o pollastra), Pane | Autunno/Inverno | Pasticcio stratificato, asciutto |
| Fregolotta | Dolce | Farina, Zucchero, Mandorle, Burro | Tutto l'anno (origine Autunno?) | Dolce storico, da spezzare a mano |
Domande Frequenti sui Piatti Tipici Trevigiani:
Perché molti di questi piatti sono legati all'Autunno?
L'Autunno è la stagione del raccolto e dei nuovi prodotti della terra, ma è anche il periodo in cui, tradizionalmente, le famiglie si riunivano al caldo del "foghèr" per condividere pasti più sostanziosi, spesso preparati con ingredienti disponibili in questo periodo.
La Trippa alla Trevisana è davvero un piatto "povero"?
Sì, la trippa deriva da parti meno nobili dell'animale e la ricetta base è piuttosto semplice ed economica, in linea con la cucina contadina.
Cosa significa "Sopa Coada"?
Letteralmente "zuppa covata". Il nome deriva probabilmente dal lungo tempo di cottura in forno (come se fosse "covata") che rende il piatto compatto e asciutto. Non è una zuppa liquida nel senso comune del termine.
La Fregolotta è simile alla Sbrisolona?
Sì, sono dolci molto simili nella consistenza sbriciolosa e negli ingredienti principali (farina, zucchero, mandorle/nocciole, burro). La Fregolotta è la versione tipica trevigiana, mentre la Sbrisolona è più legata a Mantova, ma le varianti regionali sono molte.
Si può fare l'Oca Rosta anche fuori Ottobre?
Sebbene tradizionalmente legata a Ottobre e alle Fiere di San Luca, l'Oca Rosta può essere preparata in altri periodi, anche se il suo sapore si sposa particolarmente bene con l'atmosfera e i prodotti dell'Autunno.
Esplorare la cucina tipica di Treviso in Autunno è un'esperienza che va oltre il semplice assaggio di piatti. È un'immersione nella storia, nelle tradizioni e nel calore umano che da sempre caratterizzano questa splendida terra. Ogni boccone racconta una storia, ogni profumo evoca ricordi lontani. Buon appetito, o come si dice da queste parti, "Bon appetito"!
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