Quanti ristoranti ha Tokyo?

Tokyo: Viaggio tra Sapori e Ristoranti

20/08/2021

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Tokyo è universalmente riconosciuta come la capitale mondiale della gastronomia, un titolo che si guadagna non solo per l'incredibile concentrazione di ristoranti stellati – ben 240 macaron Michelin, superando persino Parigi – ma soprattutto per la vastità e la diversità della sua offerta culinaria. Con circa 80.000 ristoranti sparsi in ogni angolo della metropoli, Tokyo offre un viaggio sensoriale per ogni tipo di palato e budget. Dal fine dining di altissimo livello alle piccole izakaya nascoste nei vicoli, l'esperienza gastronomica è infinita. Questo articolo vi guiderà attraverso undici piatti imperdibili che rappresentano l'anima culinaria più autentica e accessibile di Tokyo, perfetti per chi vuole esplorare i sapori locali senza necessariamente puntare alle stelle, approfittando anche di un cambio euro-yen particolarmente favorevole che rende l'esperienza sorprendentemente conveniente.

Quanti ristoranti ha Tokyo?
Ma Tokyo ha anche 80mila ristoranti in tutta la città di ogni livello e ogni prezzo, con quartieri noti per determinate specialità.

Dimenticate l'idea che Tokyo sia solo alta cucina o sushi costoso. La città pulsa di vita e sapori a prezzi accessibili, offrendo esperienze culinarie che sono parte integrante della cultura locale. Preparatevi a scoprire piatti unici, quartieri dedicati a specifiche specialità e locali che vi faranno sentire veri tokyoti.

Indice dei contenuti

Undici Piatti Imperdibili a Tokyo

Monjayaki

Chiamato anche semplicemente “monja”, è un tipo di frittella saltata in padella, simile all'okonomiyaki ma assai più liquida a causa dell'utilizzo di molto dashi a rendere più fluida la pastella. La consistenza finale è quella di un uovo strapazzato, un po' gommosa e ricca di sapore. Il “monja” è la specialità di Tsukishima, un'isoletta artificiale più o meno a metà strada tra il vecchio mercato del pesce di Tsukiji e il nuovo di Toyosu. Qui, nella cosiddetta Monja Street, ci sono almeno un'ottantina di ristoranti che preparano questo semplice ma gustoso piatto. Molti locali sono attrezzati con delle griglie disposte direttamente sui tavoli, dove un cameriere prepara in diretta, con un piccolo show, la “frittatona” unendo vegetali, brodo e uova, creando una sorta di piccola diga per contenere il liquido prima che si addensi. Si raschia la griglia con piccole spatole per raccogliere il monja cotto. È un'esperienza molto interattiva e divertente, perfetta da condividere. Il costo è attorno ai 1500 yen (circa 9 euro), ma un “monja” dà da mangiare adeguatamente a due persone, rendendolo un'opzione economica e conviviale.

Tonkatsu

Se siete amanti della cotoletta, il Tonkatsu è un must. Questa è la versione giapponese della cotoletta, preparata con carne di maiale impanata non con il classico pangrattato italiano, ma con il panko, un tipo di pane grattugiato giapponese che conferisce una panatura più grossolana, ariosa e croccante. Il tonkatsu viene fritto alla perfezione, risultando dorato e croccante fuori, tenero e succoso dentro. Viene servito tagliato in fettine in modo da poter essere mangiato comodamente con le bacchette, accompagnato da un'abbondante porzione di cavolo cappuccio tagliato finemente, riso bianco e zuppa di miso. Spesso viene servito con una salsa densa e leggermente agrodolce specifica per tonkatsu. Ho avuto modo di provarlo anche con il curry, una combinazione sorprendentemente deliziosa. Il tonkatsu si presta a molti utilizzi, compreso quello di finire nel classico tramezzino giapponese (il katsu sando), dove fette spesse di tonkatsu vengono racchiuse tra due fette di pane bianco morbido. Un ottimo indirizzo è Ponchi-ken, a Chiyoda, Kanda-Owagamachi 2-8. Aspettatevi di pagare circa 1.900 yen (circa 12 euro) per un set completo, un prezzo più che ragionevole per la qualità e la quantità.

Gyukatsu

Il Gyukatsu è la versione, di creazione molto più recente, della cotoletta di cui sopra, ma preparata con carne di manzo. Negli ultimi anni, molti tokyoti hanno mostrato di preferirla, considerandola forse più elegante o semplicemente una variante interessante. A differenza del tonkatsu che è sempre ben cotto, nel gyukatsu, come a Milano esistono varie scuole di pensiero sulla cottura della carne, spesso proposta molto rosa all'interno, per esaltare la tenerezza del manzo. Viene servito con una piccola piastra calda su cui si può finire di cuocere la carne al proprio piacimento. Se ne trovano anche con carne wagyu, particolarmente prelibata e costosa, che scioglie letteralmente in bocca. Un buon indirizzo è Gyukatsu Motomura, una catena di buon livello con molti locali in città. Io sono stato nella sede principale nel movimentato quartiere di Shinjuku (1-25-3 Kabukicho), dove è proposta in una porzione da 130 grammi in un set con vari contorni e condimenti (come salsa di soia, wasabi, e salse speciali) al prezzo di 2100 yen (circa 13 euro). È un'esperienza culinaria raffinata ma accessibile.

Fukagawa-Meshi

Il Fukagawa-Meshi è un piatto con radici storiche, originario di Fukagawa, una località della periferia orientale di Tokyo, un tempo abitata da pescatori. Si tratta di una confortante ciotola di riso sormontata da vongole lessate in una zuppa a base di miso, arricchita con pezzi di tofu e porro tagliato finemente. È un piatto semplice, che parla della tradizione e della vita legata al mare. La zuppa di miso con le vongole infonde il riso sottostante, creando un sapore umami profondo e avvolgente. Molto buona e generosa la porzione servita da Zentokoro Tempura Katayama nel quartiere portuale di Koto (1-14-2 Hirano), un locale che, nonostante il nome, offre anche specialità locali come questa. Il prezzo si aggira attorno ai 2000 yen (circa 12 euro), un ottimo rapporto qualità-prezzo per un piatto che sa di storia e tradizione.

Ramen

Non si può parlare di cibo giapponese senza menzionare il Ramen. Questa iconica zuppa giapponese, tipica di Fukuoka nel sud del Giappone (anche se molte altre zone rivendicano la paternità di vari stili), è diventata popolarissima in tutto il mondo, Italia inclusa. Si compone di tagliatelle di frumento servite in un brodo ricco e saporito, che può essere a base di miso (fermentato di soia), shoyu (salsa di soia) o tonkotsu (brodo denso e cremoso ottenuto dalla lenta cottura di ossa di maiale, il più popolare). Il ramen viene poi arricchito con una varietà incredibile di condimenti o ingredienti extra: fette di maiale chashu (brasato), uovo marinato ajitama, alghe nori, cipollotto fresco, germogli di bambù menma, e molto altro. Ogni ristorante ha la sua ricetta segreta per il brodo e i condimenti, rendendo ogni ciotola un'esperienza unica. C'è solo l'imbarazzo della scelta tra i locali che lo propongono, dai piccoli chioschi alle grandi catene. Un luogo iconico dove provarlo è la cosiddetta Ramen Street nei sotterranei della Tokyo Station (Chiyoda, Marunouchi 1-9-1), un vero paradiso per gli amanti del ramen con una selezione dei migliori negozi della città. Qui proverete anche il brivido tutto giapponese di mangiare sottoterra, cosa che in Italia troveremmo forse disdicevole ma qui è normalissimo e fa parte della vita quotidiana (basta aver visto Perfect Days di Wim Wenders per saperlo). Aspettatevi di pagare un ramen sugli 800 yen (circa 5 euro), un prezzo incredibilmente basso per un pasto completo e soddisfacente.

Soba

Apparentemente simili al ramen, i Soba sono spaghettoni sottili e scuri fatti con farina di grano saraceno. La loro versatilità li rende un piatto amato sia in estate, serviti freddi, che in inverno, in brodo caldo. Quando serviti freddi (zaru soba), vengono accompagnati da un brodo dashi concentrato (tsuyu) in cui intingere le tagliatelle, arricchito a piacere con cipollotto tritato, wasabi e daikon grattugiato. Possono essere serviti anche in brodo caldo con vari ingredienti a piacere (verdure, uova, tempura, carne di manzo e maiale, tofu). Un luogo dove consumarli in un'atmosfera autenticamente locale è Yusaku, un chilometro e mezzo a nord della stazione di Shinjuku (Hyakunincho 2-9-11). Qui, l'esperienza inizia ordinando a una macchina automatica piuttosto rudimentale (spesso solo in giapponese), per poi essere serviti o in piccole postazioni singole, perfette per chi mangia da solo, o in tavolini bassi in cui sedersi dopo essersi tolti le scarpe, in un ambiente tradizionale. Tutto è solo in giapponese; gli stranieri qui sono degli incidenti di percorso, sappiatelo, ma l'esperienza è genuina. A ora di pranzo, godrete dello spettacolo dei salarymen locali che si bardano con un bavaglione per proteggere la camicia immacolata e si tuffano impavidi nel cimento, risucchiando gli spaghetti con gusto rumoroso, come è consuetudine in Giappone. Una portata costa tra gli 800 e i 900 yen (5-6 euro), rendendolo un'opzione eccellente per un pranzo veloce ed economico. Nello stesso tipo di locali si servono spesso anche gli udon, tagliatelle spesse e gommose servite in una zuppa simile a quella del ramen, offrendo un'alternativa di consistenza.

Yakitori

Qui siamo in piena zona street food o da izakaya (locale informale dove si beve e si mangia). Gli Yakitori sono spiedini, tradizionalmente di pollo, cotti alla griglia su carbone e laccati con salsa teriyaki, una miscela dolce e salata a base di salsa di soia, mirin e sakè. Tuttavia, il termine si è esteso a includere spiedini di tantissimi tipi diversi: non solo varie parti del pollo (coscia, ala, pelle, fegato, cuore, cartilagine) ma anche di carne (maiale, manzo), pesce e verdure (peperoni, funghi shiitake, cipollotto). Ogni spiedino è un piccolo capolavoro di cottura e sapore. Vi consiglio di recarvi in Omoide Yokocho, un piccolo grumo di vicoli stretti e affollati non lontano dalla stazione di Shinjuku (la più trafficata del mondo), un luogo che sembra fermo nel tempo. Il suo nome “vicolo dei ricordi” viene spesso spoetizzato in “vicolo della pipì” o “Golden Gai” per l'atmosfera un po' grezza ma affascinante, forse anche perché tra le decine di localini, grandi pochi metri quadrati l'uno, in pochi possiedono un bagno agibile, costringendo i clienti a cercare alternative nelle vicinanze. Impossibile indicarvi un solo locale, l'esperienza è quella di vagare e scegliere quello che ispira di più. Vi posso solo dire che da Satayama servono uno yakitori di pancetta di maiale con ripieno di asparagi che è davvero da coup de foudre, un connubio perfetto di grasso, dolcezza e freschezza. Uno yakitori costa all'incirca 500 yen (circa 3 euro), permettendovi di assaggiare diversi tipi senza spendere una fortuna e immergendovi in un'atmosfera unica.

Sushi

Ok, è il nostro amato Sushi? Il piatto che per noi italiani (e per gran parte del mondo) è sinonimo di cucina nipponica risponde all'appello, certo, ed è presente in abbondanza a Tokyo. Tuttavia, a sorpresa, non la fa da padrone nella scena gastronomica tokyota nel senso di essere il cibo più consumato quotidianamente dalla gente comune, anche perché è piuttosto costoso rispetto al resto dei cibi più popolari come ramen o udon. Un piatto misto di nigiri e uramaki composto da una quindicina di pezzi, di buona qualità ma non eccelsa, può costare sui 4000 yen, all'incirca 25 euro. Certo, il pesce, specialmente a Tokyo, è sempre freschissimo e di altissima qualità, proveniente dai mercati ittici cittadini. Consiglio di mangiarlo nella zona del vecchio mercato del pesce di Tsukiji, dove sono rimasti attivi decine di chioschi e piccoli ristoranti che lo propongono, spesso in vaschette piuttosto costose che possono essere consumate dove capita, magari seduti su un muretto. Occhio perché si tratta di un posto dotato di indubbio fascino e storia, ma anche estremamente turistico e affollato. In città è anche pieno di “standing sushi”, locali informali dove mangiare il sushi in piedi al bancone, un'opzione solitamente più veloce ed economica rispetto ai ristoranti tradizionali. Provate tra i tanti Uogashi Nihon a Shibuya (Udagawacho, 25-6), un'ottima opzione per un sushi fresco e veloce a un prezzo ragionevole.

Shabu Shabu

La classica fonduta giapponese, lo Shabu Shabu, è una invenzione piuttosto recente: creata negli anni Cinquanta dello scorso secolo a Osaka, pare fotocopiando l'hotpot cinese, ha avuto buon successo in Giappone e anche all'estero perché la componente di interattività lo rende un cibo intrinsecamente social e divertente da condividere. Carni (solitamente manzo molto sottile), verdure (cavolo cinese, funghi, tofu, carote) e altri ingredienti vengono tagliati sottili e fatti cuocere brevemente, "shabu shabu" (il suono onomatopeico dell'agitare), in un brodo leggero a base di dashi di alga nori. Gli ingredienti cotti vengono poi intinti in varie salse (come la salsa di sesamo o la salsa ponzu) prima di essere mangiati. Esiste anche una versione differente, il sukiyaki, con una salsa più densa e saporita a base di salsa di soia, mirin e zucchero, in cui gli ingredienti vengono fatti cuocere più a lungo e intinti in uovo crudo sbattuto. Un buon indirizzo per provare lo shabu shabu in un'atmosfera da izakaya è Merino Shinjuku (Kabukicho 1-6-3), dove potrete gustare carne di alta qualità in un ambiente vivace.

Unadon

L'Unadon è il piatto a base di anguilla (unagi) per eccellenza. L'anguilla viene preparata alla griglia, spesso dopo essere stata cotta al vapore, e insaporita generosamente con una salsa densa e dolce a base di salsa di soia (tare). Viene servita su un tappeto di riso bianco caldo in una ciotola speciale (donburi). Si tratta di una specialità estiva, tanto che in Giappone il giorno più caldo dell'anno è chiamato doyo ushi no yi, “il giorno dell'anguilla”, credenza vuole che mangiare anguilla in quel giorno dia energia per superare il caldo afoso. Purtroppo, l'anguilla japonica è tra le specie in vie di estinzione che il governo giapponese ha inserito nella lista rossa, rendendola sempre più difficile da reperire e conseguentemente più costosa rispetto al resto del cibo giapponese. Nonostante il prezzo, è un piatto molto apprezzato per il suo sapore ricco e la consistenza unica. La trovate da Unatoku a Shibuya (Ebisunishi 1-6-6), un ristorante specializzato in anguilla, dove potrete gustare questa prelibatezza preparata secondo la tradizione.

Chanko-Nabe

Infine, per un'esperienza davvero unica e "sostanziosa", c'è il Chanko-Nabe. Questo è il sostanziosissimo stufato che costituisce la base della dieta dei lottatori di sumo, noto per essere iperproteico e calorico, studiato apposta per aiutarli a raggiungere e mantenere la loro imponente stazza. È un brodo ricco a base di dashi, riempito con grandi quantità di carni miste (pollo, maiale, manzo), pesce (spesso polpette di pesce), tofu, e un'enorme varietà di verdure (cavolo, funghi, cipollotto, carote, daikon). Viene servito in porzioni naturalmente generose, pensate per nutrire atleti di grande stazza, ma perfette per essere condivise da più persone. Un'esperienza indimenticabile è gustare il chanko-nabe in una vecchia palestra di sumo convertita in ristorante, dove a volte si può mangiare mentre si svolgono performance e spettacoli a tema sumo, offrendo un'immersione totale nella cultura di questo sport tradizionale. Si trova in nel quartiere di Sumida, storicamente legato al sumo, in Yokoami 2-14-5, dove diversi ristoranti offrono questa specialità. Un piatto costa circa 5.500 yen (circa 35 euro), ma come accennato, è una porzione pensata per essere condivisa, adatta almeno a due persone, se non tre, rendendolo un'opzione interessante anche dal punto di vista economico se si è in gruppo.

Tabella Comparativa dei Piatti

PiattoTipoPrezzo Medio (EUR)Zona/Locale Tipico
MonjayakiFrittella liquida~9 (per 2 persone)Tsukishima (Monja Street)
TonkatsuCotoletta di maiale~12Chiyoda (Ponchi-ken)
GyukatsuCotoletta di manzo~13Shinjuku (Gyukatsu Motomura)
Fukagawa-MeshiRiso con vongole e miso~12Koto (Zentokoro Tempura Katayama)
RamenZuppa di noodles~5Tokyo Station (Ramen Street), ovunque
SobaNoodles di grano saraceno~5-6Shinjuku (Yusaku), ovunque
YakitoriSpiedini alla griglia~3 (a spiedino)Shinjuku (Omoide Yokocho), ovunque
SushiRiso e pesce/ingredienti~25 (piatto misto)Tsukiji, Shibuya (Uogashi Nihon)
Shabu ShabuFonduta giapponeseVaria, spesso più altoShinjuku (Merino), ristoranti specializzati
UnadonAnguilla alla griglia su risoVaria, costosoShibuya (Unatoku)
Chanko-NabeStufato di sumo~35 (per 2+ persone)Sumida

Domande Frequenti sulla Gastronomia di Tokyo

Quanti ristoranti ci sono a Tokyo?

Si stima che a Tokyo ci siano circa 80.000 ristoranti, offrendo una varietà quasi infinita di opzioni culinarie, dalle piccole bancarelle ai ristoranti di lusso.

Il cibo a Tokyo è caro?

Il costo del cibo a Tokyo varia enormemente. Si può mangiare benissimo e in modo abbondante con pochi euro (5-10€) in locali informali che servono ramen, soba, udon, o piatti come il curry rice. Altri piatti come il sushi di alta qualità, l'unadon (anguilla) o il chanko-nabe possono essere più costosi. Grazie al cambio favorevole, molti prezzi risultano comunque convenienti per i visitatori europei.

Dove posso trovare cibo economico e autentico?

Le opzioni per cibo economico e autentico sono ovunque. Esplorate i sotterranei delle grandi stazioni ferroviarie (come la Tokyo Station con la sua Ramen Street), i quartieri più vissuti come Shinjuku (con vicoli come Omoide Yokocho per yakitori), o aree specializzate come Tsukishima per il Monjayaki. Anche i mercati (come l'area esterna del vecchio mercato di Tsukiji) offrono ottime possibilità per pasti veloci e freschissimi.

È facile orientarsi nei ristoranti se non parlo giapponese?

Può essere una sfida, specialmente nei locali più piccoli e tradizionali frequentati principalmente da locali. Molti ristoranti, soprattutto nelle zone turistiche o le catene più grandi, hanno menu in inglese o con foto che facilitano l'ordinazione. In caso contrario, l'atteggiamento amichevole, l'indicare con il dito o l'uso di un traduttore sul telefono possono aiutare a superare le barriere linguistiche. L'esperienza di provare a comunicare è parte dell'avventura del viaggio!

Cos'è un "Standing Sushi"?

Un "Standing Sushi" è un tipo di ristorante di sushi informale e veloce dove i clienti mangiano in piedi al bancone. Sono un'ottima opzione per gustare sushi fresco a un prezzo solitamente inferiore rispetto ai ristoranti tradizionali, perfetti per un pasto veloce durante l'esplorazione della città.

Qual è la differenza tra Ramen, Soba e Udon?

Sono tutti tipi di noodles giapponesi, ma differiscono per ingrediente e spessore. Il Ramen è fatto con farina di frumento e acqua alcalina (che gli conferisce elasticità e colore giallo), servito in brodi ricchi e vari. I Soba sono noodles sottili fatti con farina di grano saraceno, spesso serviti freddi con una salsa per intingere o in brodo leggero. Gli Udon sono noodles spessi e bianchi fatti con farina di frumento, caratterizzati da una consistenza gommosa, serviti solitamente in brodo caldo.

In conclusione, Tokyo è un vero paradiso per gli amanti del cibo, un luogo dove la tradizione incontra l'innovazione in ogni piatto. Sperimentare la sua vasta e variegata offerta culinaria, dai piatti iconici a quelli meno noti, è un'esperienza fondamentale per comprendere la cultura e la vitalità di questa incredibile metropoli. Buon appetito!

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