Quante stelle ha Lele Usai?

Lele Usai: Il Sapore del Mare Stellato a Fiumicino

21/10/2025

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Lele Usai non è un semplice chef; è un narratore del mare, un interprete profondo del suo territorio che ha saputo trasformare la passione in un percorso costellato di successi e riconoscimenti. Con uno sguardo curioso e ardito, tipico di chi non smette mai di cercare e imparare, Usai incarna l'anima marinara del Lazio, quella che affonda le radici in una storia familiare ricca di influenze da Abruzzo, Sicilia, Sardegna e Roma. Un mix culturale che si riflette nella sua cucina, autentica e identitaria.

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La sua carriera inizia giovanissimo, a soli 15 anni, proprio a Ostia, la sua casa. Un precoce passaggio dalla sala alla cucina ha segnato l'inizio di un amore duraturo: quello per la creazione di qualcosa di buono capace di dare soddisfazione a chi lo assaggia. E questa soddisfazione, dopo 25 anni trascorsi tra i fornelli, continua a guidarlo.

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Quante Stelle Brilla Lele Usai?

La domanda che molti si pongono riguarda i riconoscimenti ufficiali, e Lele Usai vanta con orgoglio una stella Michelin. Questo prestigioso riconoscimento è stato ottenuto con il suo ristorante Il Tino, un locale che ha segnato la storia della ristorazione nel centro Italia, situato originariamente nel centro storico di Ostia, dove ha operato dal 2006 al 2016. La stella, simbolo di eccellenza e qualità, è stata un traguardo importante nel percorso dello chef, consolidando la sua reputazione nel panorama gastronomico nazionale.

Oggi, l'esperienza de Il Tino, e con essa la sua stella, si è trasferita in una nuova, suggestiva location a Fiumicino, all'interno della struttura Nautilus, un luogo storico affacciato sulle rive del Tevere. Ma Lele Usai non si è fermato a un solo progetto: ha raddoppiato la sua offerta, creando un vero e proprio polo del gusto.

Due Anime, Un Luogo: I Ristoranti a Fiumicino

La nuova "casa" di Lele Usai a Fiumicino, situata all'interno del Nautilus (uno spazio noto per i suoi 250 posti barca e legato alla storia del velista Agostino Straulino), ospita oggi non uno, ma due concetti ristorativi distinti, sebbene accomunati dalla filosofia dello chef e dalla stessa squadra di cucina:

  • Il Tino (Piano Superiore): Qui vive l'anima stellata di Lele Usai. È il ristorante fine dining, dove lo chef propone una cucina più complessa e articolata, che gli viene "dalla pancia e dal cuore". È l'espressione massima della sua ricerca, della sua tecnica e della sua visione, pensata per un pubblico in cerca di un'esperienza gastronomica profonda e memorabile.
  • Proposta al Piano Inferiore: Nata dal desiderio di colmare una lacuna nel territorio – la mancanza di un posto dove mangiare un ottimo piatto di pesce semplice e ben fatto – questa seconda proposta è più diretta e di facile approccio. È una cucina che celebra la materia prima con preparazioni essenziali ma impeccabili, pensata per tutti coloro che desiderano gustare il sapore autentico del mare senza fronzoli, come un classico "piatto decente di spaghetti con le vongole".

Entrambe le proposte beneficiano dell'attenzione maniacale dello chef per la materia prima e della sua profonda conoscenza del territorio.

Dal Mare alla Tavola: La Filosofia della Materia Prima

La cucina di Lele Usai è indissolubilmente legata al mare e al suo territorio. Non è un legame teorico, ma pratico e quotidiano. Lo chef frequenta assiduamente l'asta del pesce, soprattutto in estate, per selezionare personalmente il meglio che il Tirreno offre. Questa connessione diretta con i pescatori e i prodotti locali è fondamentale per garantire la freschezza e la qualità che fanno la differenza nei suoi piatti.

La sua ricerca si concentra sui prodotti del territorio laziale: manzancolle, gamberi bianchi, polpo, totano, alice, ricciole. Ma va oltre i pesci più comuni, impegnandosi a valorizzare specie meno sfruttate ma altrettanto valide, come le triglie di fango che si pescano sotto costa, o pesci come il sugherello, la marmora, la lampuga, vari tipi di sgombro, il fragolino. Scopre e propone anche prodotti locali sorprendenti, come le capesante e le aragoste, spesso ignorate o non associate a queste coste.

L'obiettivo è chiaro: "impiattare il suo territorio", raccontare la ricchezza e la biodiversità del mare laziale attraverso piatti che esaltino la materia prima. Se necessario, allarga lo sguardo alle zone limitrofe, come Terracina, Anzio, Civitavecchia, spingendosi al massimo fino a Ponza, ma non oltre. La vicinanza e il legame con il luogo sono sacri.

Un Viaggio di Crescita e Apprendimento Continuo

La carriera di Lele Usai è un esempio di dedizione e sete di conoscenza. Dopo gli esordi a Ostia, a 18 anni, subito dopo il diploma, parte per Londra. Un breve passaggio in una "spaghetti house" gli fa capire subito dove vuole arrivare: nel miglior ristorante fine dining italiano della capitale inglese. Ed è così che approda da Carluccio nel '96. Con un curriculum in mano e la sua determinazione, viene messo subito alla prova e vi rimane per un anno, assimilando l'approccio all'alta cucina.

Il rientro in Italia segna una serie di esperienze fondamentali in cucine blasonate: da Marchesi, un vero maestro della cucina italiana moderna, all'Eden di Roma e poi al Pellicano. Passaggi cruciali che affinano la sua tecnica e la sua visione prima di tornare nella sua Ostia, al Tino, dove conquisterà la sua stella.

Ma la sete di apprendimento non si esaurisce con i riconoscimenti. Anzi. La testimonianza del suo spirito curioso è il suo stage in Francia, a Marsiglia, presso uno chef con tre stelle Michelin di assoluto prestigio. Una richiesta audace, accettata nonostante la disponibilità limitata a soli venti giorni a gennaio. La scelta della Francia non è casuale: per Usai, la cucina importante è quella radicata nei millenni, e la Francia ne è un esempio lampante. L'obiettivo non è copiare o trovare piatti di suo gusto, ma capire "come si arriva a certi livelli" e portare a casa l'essenza di quell'eccellenza. Nonostante il breve periodo, l'esperienza è intensa: uno chef carismatico e preparatissimo, grande apertura mentale e condivisione tra la brigata di 17 persone. Un'esperienza che lo proietta già verso il futuro, con il desiderio di fare esperienze anche in Giappone, India e Sud America.

Non Solo Cucina: L'Esperienza QuarantunoDodici

La struttura QuarantunoDodici a Fiumicino non è solo un luogo dove mangiare. Lele Usai ha voluto creare un polo esperienziale che lega diverse situazioni collaterali al piacere del cibo. C'è una scuola di cucina che apre le porte 4-5 volte al mese per corsi amatoriali, dove Usai stesso e colleghi condividono saperi e passione. E, sorprendentemente, c'è anche una SPA. L'idea è che tutto ciò che fa qualità e piacere dei sensi possa convivere con l'esperienza gastronomica. Perché non concedersi un trattamento rilassante prima di una cena stellata o di un gustoso pranzo di pesce?

La Brigata e gli Abbinamenti

Dietro Lele Usai c'è una squadra solida e affiatata. La brigata di cucina è unica e ruota tra le due diverse proposte ristorative, garantendo la stessa "mano" e filosofia in ogni piatto. Accanto a lui, figure chiave come il caposala Pierluigi Piego e i souschef Claudio Prossomariti, Gabriele Di Lecce e Alessandro Turtulici.

Un ruolo fondamentale è ricoperto dalla sommelier giapponese. La sua profonda conoscenza del mondo vinicolo e la sua rigidità (positiva) nelle scelte l'hanno portata a entrare subito in sintonia con la cucina di Usai. Avendo lavorato per 12 anni a La Trota di Rivodutri, conosce e ama le espressioni vinicole del Lazio, offrendo abbinamenti pensati per valorizzare al meglio ogni piatto.

Alcuni Piatti Iconici

Sebbene le proposte siano due, alcuni piatti rappresentano la filosofia di Usai. Al piano inferiore, troviamo classici come le sarde marinate in simil saor, l'insalata di mare con polpo, totano e crostacei, il carpaccio di ricciola e un godurioso fritto misto, oltre agli immancabili spaghetti alle vongole "lupini", descritti come "l’assoluto della semplicità e della riconoscibilità dei sapori". Al piano superiore (Il Tino), tra le proposte più complesse spicca una confortante e ricca minestra di triglia, riso integrale e verdure, esempio di come Usai riesca a nobilitare ingredienti meno scontati.

Confronto tra le Due Proposte Ristorative

ConcettoStelle MichelinStile CucinaLivello EsperienzaEsempi di Piatti
Il Tino1Alta Cucina, Complessa, TerritorialeFine Dining StellatoMinestra di triglia, Piatti d'autore
Piano InferioreNon specificatoPesce Semplice, AccessibileInformale, DirettoSpaghetti alle vongole, Fritto, Insalata di mare

Dove Trovare Lele Usai

Per vivere l'esperienza gastronomica di Lele Usai, l'indirizzo è:

Ristorante QuarantunoDodici
Via Monte Cadria 127
00054 Fiumicino RM

Contatti:
Telefono: +39 066581179
Email: [email protected]

Domande Frequenti su Lele Usai

Quante stelle Michelin ha Lele Usai?
Lele Usai vanta una stella Michelin, ottenuta e mantenuta con il suo ristorante Il Tino.

Dove si trovano i suoi ristoranti?
I suoi due ristoranti (Il Tino e la proposta al piano inferiore) sono situati a Fiumicino (RM), all'interno della struttura QuarantunoDodici, sul lungomare.

Lele Usai gestisce più di un ristorante?
Sì, all'interno della stessa struttura QuarantunoDodici, Lele Usai propone due diverse esperienze culinarie: un ristorante stellato (Il Tino) e una proposta più semplice e accessibile focalizzata sul pesce.

Qual è la specialità della cucina di Lele Usai?
La sua cucina è profondamente legata al mare e al territorio laziale, con una forte enfasi sulla freschezza e la qualità della materia prima locale, spesso pescata quotidianamente.

Posso imparare a cucinare con Lele Usai?
Sì, la struttura QuarantunoDodici ospita una scuola di cucina dove Lele Usai e altri professionisti tengono corsi amatoriali.

In sintesi, Lele Usai rappresenta l'eccellenza della cucina di mare laziale, unendo tecnica, passione, un legame indissolubile con il suo territorio e una costante ricerca di miglioramento. Un'esperienza a tutto tondo che va oltre il semplice pasto, offrendo un viaggio nel gusto, nella cultura del mare e nel benessere.

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