01/08/2024
Nel panorama della ristorazione italiana e internazionale, Rossopomodoro si è affermata come un punto di riferimento per gli amanti della vera pizza e della cucina napoletana. Questa catena ha saputo esportare l'autenticità e la passione partenopea ben oltre i confini regionali, costruendo un marchio riconosciuto per la qualità degli ingredienti e l'abilità dei suoi maestri pizzaiuoli. Ma qual è il percorso che ha portato Rossopomodoro a diventare ciò che è oggi? Chi sono le figure chiave che l'hanno creata e chi la guida nel presente?
- Le Origini e la Rapida Ascesa di Rossopomodoro
- Il Complesso Scenario della Proprietà: Cambiamenti e Investimenti
- L'Arte dei Pizzaiuoli Napoletani: Patrimonio UNESCO e Orgoglio Rossopomodoro
- L'Offerta Gastronomica: Un Focus sul Menu Pranzo Veloce e di Qualità
- Le Figure Chiave nel Presente e nel Passato di Rossopomodoro
- Domande Frequenti su Rossopomodoro
- Rossopomodoro: Un Marchio in Evoluzione Costante
Le Origini e la Rapida Ascesa di Rossopomodoro
La storia di Rossopomodoro inizia nel cuore vibrante di Napoli nel 1997. L'idea nasce dall'iniziativa di tre soci: Franco Manna, Giuseppe Montella e Giuseppe Marotta. La loro visione era chiara: replicare l'esperienza autentica della pizzeria napoletana tradizionale, con i suoi sapori, i suoi profumi e la sua atmosfera, e renderla accessibile su più larga scala, mantenendo però standard elevati di qualità e fedeltà alle ricette originali.

Il progetto si rivela fin da subito un successo. Dopo le prime aperture nella città d'origine, l'espansione si estende rapidamente verso altre metropoli italiane, come Roma e Milano, incontrando un riscontro positivo da parte del pubblico. Il periodo tra il 2000 e il 2006 è caratterizzato da una crescita esponenziale: la società, che fa parte del Gruppo Sebeto Spa insieme ad altri marchi del settore come Pizza & Contorni e Anema & Cozze, passa da soli 4 a ben 47 ristoranti in appena sei anni. Questa espansione testimonia la forte domanda di un'offerta di pizza napoletana autentica e di qualità percepita dal mercato, e la capacità del team di gestire una crescita così veloce.
Il Complesso Scenario della Proprietà: Cambiamenti e Investimenti
La traiettoria di crescita di un'azienda come Rossopomodoro spesso attira l'interesse di investitori esterni, portando a evoluzioni nella struttura proprietaria. Il percorso di Rossopomodoro è stato segnato da diversi passaggi di mano che ne hanno influenzato lo sviluppo e la strategia.
Un primo snodo importante si verifica nel 2006. In quell'anno, Rossopomodoro viene rilevato dal fondo di private equity italiano Quadrivio. Quadrivio aveva acquisito, attraverso l'acquisto di azioni e un aumento di capitale, una quota significativa, pari al 37%, del gruppo Vesevo, a cui Rossopomodoro faceva capo tramite il Gruppo Sebeto Spa. L'ingresso di un fondo di investimento segna l'inizio di una fase di maggiore strutturazione manageriale e finanziaria per l'azienda.
Nel 2011, si assiste a un ulteriore cambio di controllo. Il fondo britannico Change Capital rileva da Quadrivio il controllo del Gruppo Sebeto, un'operazione che secondo le stime si aggira intorno ai cinquanta milioni di euro. L'arrivo di un fondo internazionale apre nuove prospettive di espansione, anche sui mercati esteri. È durante questo periodo che Rossopomodoro consolida o avvia importanti partnership strategiche, come quella con Eataly, che contribuisce a rafforzare la sua presenza in contesti di alta visibilità e qualità, sia in Italia che all'estero.
L'ultimo cambio di proprietà, secondo le informazioni disponibili, avviene nel marzo 2018. Change Capital cede la proprietà di Rossopomodoro a un altro fondo inglese, OpCapita, attraverso il suo veicolo di investimento OpCapita Consumer Opportunities II. Questa acquisizione rappresenta il primo investimento di OpCapita nel mercato italiano, confermando l'interesse degli investitori internazionali per il settore della ristorazione italiana e per il potenziale del marchio Rossopomodoro.
Con il passaggio di proprietà del 2018, si verificano anche importanti cambiamenti ai vertici aziendali. Franco Manna, uno dei fondatori, pur cedendo la proprietà, viene nominato Presidente, mantenendo un ruolo di garanzia e guida strategica. La posizione di Vicepresidente Esecutivo viene affidata a Marco Airoldi, un manager con una solida esperienza internazionale, precedentemente Amministratore Delegato di Benetton. L'incarico di Amministratore Delegato (CEO) va invece a Roberto Colombo, che aveva ricoperto il ruolo di chief operating officer in Autogrill. Questa nuova squadra di vertice unisce l'esperienza e la visione dei fondatori con competenze manageriali e operative di alto livello, necessarie per affrontare le sfide del mercato moderno.
L'Arte dei Pizzaiuoli Napoletani: Patrimonio UNESCO e Orgoglio Rossopomodoro
Il legame di Rossopomodoro con la tradizione napoletana non si limita alla riproduzione delle ricette, ma affonda le radici nel profondo rispetto per l'arte manuale che sta dietro ogni pizza. Questo legame è stato magnificamente celebrato dal riconoscimento che l'UNESCO ha conferito all'Arte dei Pizzaiuoli Napoletani, iscrivendola nel Patrimonio Immateriale dell'Umanità. Rossopomodoro è stata in prima linea nel sostenere questa candidatura, partecipando attivamente alla raccolta firme e collaborando con le associazioni dei pizzaiuoli e altre figure chiave.
Franco Manna, in qualità di Presidente, ha espresso con grande emozione la soddisfazione per questo traguardo. Le sue parole, "È stata una fantastica galoppata lunga e difficile, siamo stati promotori dal primo momento e alla fine siamo stati premiati noi e quanti l’hanno sostenuta e ci hanno creduto, in primis i pizzaioli, anzi, i pizzaiuoli", riflettono l'impegno profuso e l'orgoglio per un riconoscimento che celebra non solo un prodotto, ma un sapere artigianale secolare.
La soddisfazione di Manna è doppia perché il riconoscimento UNESCO mette in evidenza esattamente ciò che Rossopomodoro ha sempre sostenuto: il vero valore della pizza risiede nella maestria e nella passione degli artigiani che la creano. "Con questa decisione il fattore umano viene messo nella giusta evidenza come facciamo noi di Rossopomodoro," ha sottolineato Manna. Questo focus sul "fattore umano" si traduce nella valorizzazione dei maestri pizzaiuoli che lavorano quotidianamente nelle pizzerie Rossopomodoro, molti dei quali sono figure di spicco nel settore, come i Campioni Mondiali Davide Civitiello e Teresa Iorio, o ambasciatori riconosciuti come Gino Sorbillo. Questi professionisti sono i veri custodi dell'arte e della tradizione.
L'auspicio per il futuro, espresso da Franco Manna, è che Napoli diventi sempre più un centro di attrazione per i giovani che desiderano imparare quest'arte, trasformandosi in una sorta di "Londra per la pizza", un luogo dove recarsi per acquisire competenze di altissimo livello. Questo dimostra l'impegno di Rossopomodoro non solo a preservare l'arte, ma anche a promuovere la sua trasmissione alle nuove generazioni.
Il successo del riconoscimento UNESCO e la continua crescita di Rossopomodoro sono il risultato di uno sforzo corale che ha coinvolto non solo i pizzaiuoli, ma anche il management, i sostenitori, i media e tutti coloro che credono nel valore della tradizione e dell'autenticità. Come precisa Manna, nessun singolo individuo può rivendicare l'esclusivo merito di questo patrimonio; è un successo condiviso, un patrimonio comune di una città, del suo popolo e di uno stile di vita che Rossopomodoro si impegna a rappresentare e diffondere nel mondo.
Oltre all'ampia proposta di pizze classiche e speciali, piatti della cucina napoletana e dolci della tradizione, Rossopomodoro dedica attenzione particolare anche alle esigenze di chi ha poco tempo ma non vuole rinunciare alla qualità. Il menu pranzo, disponibile dal lunedì al venerdì, è pensato proprio per questa clientela, offrendo opzioni veloci ma fedeli alla qualità che contraddistingue il marchio.
Il menu pranzo propone diverse combinazioni a prezzi fissi, includendo sempre l'acqua:
- Combo 1 (10,90€): Scegli tra una classica Pizza Margherita o un primo piatto del giorno. Ideale per un pasto veloce ma gustoso.
- Combo 2 (11,90€): Offre maggiore varietà, permettendo di optare per una Pizza Classica (diversa dalla Margherita), un'insalata fresca e ricca, oppure un secondo piatto a scelta accompagnato da un contorno.
- Combo 3 (12,90€): La proposta più completa, che include un primo, un secondo e un contorno. Perfetta per chi desidera un pranzo sostanzioso e vario.
Queste opzioni sono studiate per garantire un servizio rapido, fondamentale durante la pausa pranzo, senza compromettere la qualità degli ingredienti e la cura nella preparazione, che sono i pilastri dell'offerta Rossopomodoro. L'invito è esplicito: "Unisciti a noi per pranzo, e il resto della giornata sarà sicuramente più piacevole!", sottolineando come un buon pasto possa influenzare positivamente l'umore e la produttività.
Le Figure Chiave nel Presente e nel Passato di Rossopomodoro
Il successo e l'evoluzione di Rossopomodoro sono indissolubilmente legati al contributo di numerose persone. Tra i fondatori originari figurano Franco Manna (oggi Presidente), Giuseppe Montella e Giuseppe Marotta. La struttura di vertice attuale, insediatasi con il cambio di proprietà nel 2018, vede Franco Manna affiancato da Marco Airoldi come Vicepresidente Esecutivo e Roberto Colombo come Amministratore Delegato. Ma il vero cuore operativo e l'anima del marchio risiedono nei maestri pizzaiuoli, artigiani fondamentali per mantenere viva la tradizione e la qualità. Nomi come i Campioni Mondiali Davide Civitiello e Teresa Iorio, o l'ambasciatore Gino Sorbillo, rappresentano l'eccellenza che lavora quotidianamente nelle pizzerie Rossopomodoro. A questi si aggiungono figure chiave del management come Clelia Martino, Antonio Sorrentino ed Enzo De Angelis, e professionisti che hanno seguito e raccontato la storia del marchio, come i giornalisti Luciano Pignataro e Vincenzo Pagano. È il contributo di tutte queste persone, a vari livelli, che ha permesso a Rossopomodoro di crescere e affermarsi.
Domande Frequenti su Rossopomodoro
- Chi ha fondato Rossopomodoro?
- Rossopomodoro è stata fondata a Napoli nel 1997 da Franco Manna, Giuseppe Montella e Giuseppe Marotta.
- Chi sono gli attuali proprietari di Rossopomodoro?
- Attualmente, la proprietà di Rossopomodoro fa capo al fondo di investimento inglese OpCapita, che ha acquisito il controllo nel marzo 2018.
- Chi è il Presidente di Rossopomodoro?
- Il Presidente attuale di Rossopomodoro è Franco Manna, uno dei fondatori originali, che ha mantenuto questo ruolo dopo il cambio di proprietà nel 2018.
- Rossopomodoro ha legami con il riconoscimento UNESCO dell'arte dei pizzaiuoli?
- Sì, Rossopomodoro è stata una delle entità promotrici e sostenitrici della candidatura e del successivo riconoscimento dell'Arte dei Pizzaiuoli Napoletani come Patrimonio Immateriale dell'Umanità da parte dell'UNESCO. L'azienda celebra con orgoglio questo traguardo che valorizza la maestria dei suoi artigiani.
- Cosa si può mangiare con il menu pranzo di Rossopomodoro?
- Il menu pranzo (dal lunedì al venerdì) offre diverse opzioni combinate (combo) che includono Pizza Margherita o primo, Pizza Classica/Insalata/secondo+contorno, o primo+secondo+contorno. Tutte le combo includono l'acqua e hanno prezzi fissi che variano tra 10,90€ e 12,90€.
- Rossopomodoro è solo in Italia?
- No, Rossopomodoro è una catena che opera in Italia e nel mondo, portando la vera pizza napoletana autentica su scala internazionale.
Rossopomodoro: Un Marchio in Evoluzione Costante
In sintesi, la storia di Rossopomodoro è un esempio di come una forte identità legata alla tradizione e alla qualità possa sposarsi con una dinamica evoluzione societaria e strategica. Dalla visione iniziale dei suoi fondatori a Napoli, passando per diverse fasi di crescita e cambi di proprietà che hanno visto l'ingresso di importanti fondi di investimento, fino all'attuale assetto sotto la guida di OpCapita e di un team manageriale rinnovato, Rossopomodoro ha saputo mantenere fede alla sua missione principale: offrire la vera pizza e cucina napoletana. Il riconoscimento UNESCO dell'arte dei pizzaiuoli, fortemente sostenuto dall'azienda, non fa che rafforzare questa identità e l'orgoglio per un'arte che rappresenta un patrimonio culturale. Con un'offerta gastronomica che spazia dai classici intramontabili a soluzioni pensate per le esigenze moderne, come il menu pranzo, e con un team di persone appassionate, dai pizzaiuoli ai manager, Rossopomodoro continua il suo percorso di ambasciatore della cultura culinaria napoletana nel mondo, dimostrando che la tradizione, se ben valorizzata, può essere un potente motore di successo anche su scala globale.
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