04/04/2022
Pennabilli è uno dei gioielli più affascinanti e celebri della Romagna, un borgo capace di racchiudere al suo interno un'infinità di suggestioni. Qui convivono armoniosamente l'anima vibrante dell'arte di strada, celebrata ogni anno con un festival di fama internazionale, la profonda spiritualità che lega il borgo al Tibet e le tracce indelebili lasciate dal suo cittadino più illustre, il poeta e sceneggiatore Tonino Guerra. Questo luogo incantato, adagiato tra le colline dell'entroterra riminese, non è solo un punto sulla mappa, ma un vero e proprio crocevia di culture, storie e visioni del mondo.

La storia di Pennabilli affonda le radici in tempi antichissimi. Già in epoca etrusco-romana, questo territorio era abitato, ma le prime comunità stabili si svilupparono su due alture distinte: la Rupe e il Roccione. Sulla Rupe sorse il castello dei Billi, fortificato per difesa dalle incursioni barbariche. Sul Roccione, invece, prese forma l'insediamento di Penna, anch'esso dotato di un castello intorno all'anno Mille. Per secoli, questi due nuclei vissero separati, fino a quando, nel 1350, per volontà popolare, si unirono ufficialmente. Questo patto di unione, noto come la pietra della pace, è ancora oggi ricordato da un cippo interrato vicino alla fontana nella piazza principale. Nonostante entrambi i castelli siano andati distrutti nel corso dei secoli successivi, il borgo di Pennabilli conserva un fascino unico e offre tantissimo da scoprire in un itinerario che merita di essere vissuto intensamente.
- Dove si trova Pennabilli
- Cosa rende Pennabilli così speciale?
- Il Festival Internazionale “Artisti in Piazza”
- Itinerario di un giorno a Pennabilli: Cosa Vedere
- Piazza Vittorio Emanuele II (Pian del Mercato)
- Cattedrale di San Leone
- Loggia dei Mercanti e Palazzo della Ragione
- Piazza Garibaldi
- Museo del Calcolo Mateureka
- Le Meridiane di Pennabilli
- Porta Carboni
- Teatro Vittoria
- Santuario della Madonna delle Grazie (Chiesa di Sant'Agostino)
- Vicolo delle Madonne
- Museo del Montefeltro
- Porta Malatesta e Loggetta Rinascimentale
- L'angelo coi Baffi
- Il Chorten Orazio per il Tibet e la Campana di Lhasa
- Il Paesaggio della Gioconda
- Santuario dei Pensieri
- Casa dei Mandorli – La casa di Tonino Guerra
- Chiesa della Misericordia
- Museo il Mondo di Tonino Guerra
- Orto dei Frutti Dimenticati
- Chiesa di San Filippo
- Monastero delle Agostiniane
- Castello dei Billi
- Dove dormire a Pennabilli e dintorni
- Domande Frequenti su Pennabilli
Dove si trova Pennabilli
Pennabilli è situata nel cuore della Romagna, nell'affascinante entroterra della provincia di Rimini. Il borgo si posiziona strategicamente sul versante occidentale del monte Carpegna, offrendo dalle sue alture panorami mozzafiato sull'Alta Val Marecchia. Questa collocazione montana, a differenza della vicina Rimini che si affaccia sulla costa Adriatica, dona a Pennabilli un'atmosfera di quiete e un paesaggio caratterizzato da montagne e dolci colline.
Pennabilli – Rimini distanza
La distanza che separa Pennabilli dalla città di Rimini è di circa 50 chilometri. Questo tragitto può essere percorso in automobile in circa un'ora, rendendo Pennabilli una meta ideale per una gita di un giorno o un weekend partendo dalla costa romagnola, offrendo un netto contrasto paesaggistico e culturale.
Cosa rende Pennabilli così speciale?
La fama di Pennabilli non deriva da un singolo elemento, ma da un insieme di fattori che la rendono unica nel suo genere. Tre aspetti in particolare contribuiscono a definirne l'identità e ad attrarre visitatori da ogni dove:
- Tonino Guerra e i Luoghi dell'Anima: Il legame con il celebre poeta, scrittore e sceneggiatore Tonino Guerra è fortissimo. Guerra ha vissuto a lungo qui e con la sua sensibilità artistica ha plasmato diversi angoli del borgo, trasformandoli in spazi poetici e suggestivi. Molti di questi luoghi sono raccolti in un percorso emozionale noto come i “Luoghi dell'Anima”, un itinerario voluto e ideato dallo stesso artista, che permette di entrare in contatto con la sua visione del mondo e la sua poetica.
- Il Piccolo Tibet del Montefeltro: Pennabilli è soprannominata anche il “Piccolo Tibet” a causa del suo antico e profondo legame con questa regione asiatica. Questa connessione spirituale risale a tre secoli fa, grazie all'opera di missionari cappuccini marchigiani e in particolare di frà Orazio da Pennabilli. Questo legame è stato onorato e rafforzato dalla presenza del Dalai Lama, che ha visitato la cittadina in più occasioni, testimoniando l'importanza di questo ponte culturale e spirituale.
- Il Festival Artisti in Piazza: Ogni estate, Pennabilli si trasforma in un palcoscenico a cielo aperto per il festival internazionale “Artisti in Piazza”. Questo evento attira decine di compagnie e artisti di strada da tutto il mondo, riempiendo le vie del borgo di spettacoli sorprendenti, musica, teatro, giocoleria e performance di nuovo circo. Il festival è un appuntamento imperdibile che anima il borgo e lo rende un punto di riferimento per l'arte di strada a livello europeo.
Il Festival Internazionale “Artisti in Piazza”
Il festival degli artisti di strada, noto come “Artisti in Piazza”, è una tradizione consolidata per Pennabilli. Nato nel 1997, l'evento si svolge ogni anno in estate e vede la partecipazione di circa 50 compagnie internazionali e singoli artisti. Per cinque giorni, il borgo diventa un teatro diffuso, con circa 350 repliche di spettacoli che spaziano dalla musica al teatro, dalla giocoleria ai clown, dai walking act al circo contemporaneo.
Questo evento trasforma la tranquilla atmosfera di Pennabilli in un turbine di colori, suoni e performance, attirando migliaia di visitatori. Per accogliere il pubblico, viene persino allestito un campeggio dedicato. Accanto agli spettacoli, il festival ospita anche il “Mercatino del Solito e dell’Insolito”, con oltre 90 espositori selezionati tra maestri artigiani, offrendo prodotti unici e di alta qualità.
Itinerario di un giorno a Pennabilli: Cosa Vedere
Visitare Pennabilli significa immergersi in un'atmosfera unica, dove l'eco della storia si fonde con la poesia di Tonino Guerra e la spiritualità legata al Tibet. Il borgo si sviluppa tra le due alture che un tempo ospitavano i castelli di Billi e Penna, richiedendo un po' di sali e scendi, ma ogni passo è ripagato dalla bellezza dei luoghi. Ecco un possibile itinerario per scoprire le meraviglie di Pennabilli in una giornata.
Piazza Vittorio Emanuele II (Pian del Mercato)
Il punto di partenza ideale è la piazza principale, conosciuta storicamente come Pian del Mercato. Qui si affacciano imponenti edifici come la Cattedrale di San Leone e l'antico Palazzo della Ragione. Dalla piazza si possono ammirare i resti del castello dei Billi e le suggestive vie in salita del borgo antico. Al centro della piazza si trova la fontana di metà del trecento, simbolo dell'unione dei due nuclei abitati e della nascita della comunità di Pennabilli.
Cattedrale di San Leone
Il Duomo di Pennabilli è dedicato a San Leone, uno dei santi patroni. Questa chiesa, risalente alla seconda metà del Cinquecento, divenne cattedrale quando la diocesi fu trasferita qui da San Leo. La facciata in cotto imolese risale ai primi del Novecento, mentre la base del campanile è più antica. L'interno, in stile neoclassico, ospita numerose tele, alcune delle quali raffigurano scorci di Pennabilli sullo sfondo.
Loggia dei Mercanti e Palazzo della Ragione
Affiancato alla Cattedrale, il Palazzo della Ragione domina un lato di Piazza Vittorio Emanuele II. Riconoscibile per i suoi massicci portici al pian terreno, sorretti da larghe colonne ottagonali, questo spazio è noto come Loggia dei Mercanti, a testimonianza dell'antica vocazione commerciale della piazza. Il palazzo risale al Quattrocento e fu per lungo tempo sede del governo locale.
Piazza Garibaldi
A breve distanza dalla piazza principale si trova la più raccolta Piazza Garibaldi, anticipata da una piccola gradinata ad anfiteatro. Su questa piazza si affaccia l'antico palazzo comunale.
Museo del Calcolo Mateureka
L'antico palazzo comunale ospita oggi Mateureka, un museo unico dedicato alla storia del calcolo. L'esposizione si sviluppa su quattro piani e presenta una vasta collezione di reperti, dagli strumenti di calcolo antichi (tavolette sumere, abachi, bastoni di Nepero) alle prime calcolatrici meccaniche (come la Pascalina ricostruita e aritmometri funzionanti) fino ai componenti dei primi computer. È un viaggio affascinante nella storia della matematica e dell'informatica.
Le Meridiane di Pennabilli
Passeggiando per il centro storico, si incontrano numerose meridiane, tanto da dar vita a un vero e proprio percorso, la Strada delle Meridiane. Queste sei meridiane, realizzate dal pittore Mario Arnaldi negli anni Novanta, sono inserite in dipinti celebri riprodotti sulle facciate dei palazzi, con un'originale reinterpretazione che le lega al borgo. Un esempio notevole è quella su via Olivieri 10, dove un San Sebastiano ha sullo sfondo una vista panoramica di Pennabilli e lo gnomone è integrato nelle frecce conficcate nel corpo del santo, un'idea suggerita da Tonino Guerra. Un'altra meridiana particolare si trova nell'Orto dei Frutti Dimenticati.
Porta Carboni
Salendo lungo via Olivieri, si raggiunge Porta Carboni, l'antica porta principale del castello di Penna. Questa imponente struttura ad arco a tutto sesto, incorniciata in pietra, risale al Trecento. Sopra l'arco è visibile lo stemma di Federico d'Urbino. Il palazzo Carboni, integrato nella porta, presenta tre archi superiori che illuminano gli interni.
Teatro Vittoria
A pochi passi si trova il Teatro Vittoria, ricavato negli anni Venti del Novecento all'interno del quattrocentesco Palazzo Fuffi. L'edificio conserva il portale ad arco originale decorato a bugne. Il teatro, finanziato da 33 famiglie, fu ristrutturato in stile liberty con una sala a ferro di cavallo e tre ordini di palchi. Il soffitto è decorato da un affresco di Oreste Mazzoni. Dopo essere stato usato come sala da ballo e cinema e poi chiuso, il teatro ha riaperto nel 2000, anche grazie all'impegno di Tonino Guerra.
Santuario della Madonna delle Grazie (Chiesa di Sant'Agostino)
Alla destra del Teatro Vittoria, un vicolo conduce al Santuario della Madonna delle Grazie, noto anche come Chiesa di Sant'Agostino. Costruito nell'anno Mille, il santuario è legato a un'immagine miracolosa della Vergine con il Bambino e a due apparizioni che si narra salvarono la città nel Cinquecento. L'interno, a navata unica, ospita due grandi edicole, una in marmo con l'immagine sacra e una in legno riccamente lavorato del XVII secolo. La chiesa conserva dipinti, crocifissi e arredi sacri dei secoli XVII e XVIII.
Vicolo delle Madonne
Vicino al santuario si trova il Vicolo delle Madonne, un luogo fortemente voluto da Tonino Guerra. Lungo uno dei muri sono esposti decine di bassorilievi raffiguranti Madonne e Madonne col Bambino, testimonianza del legame del poeta con la figura di Maria e della sua volontà di preservare e valorizzare l'arte popolare e la devozione.
Museo del Montefeltro
In questa zona del centro storico si trova l'imponente Museo Diocesano del Montefeltro, ospitato nel Palazzo Bocchi. Fondato nel 1962 per conservare opere d'arte e suppellettili liturgici provenienti dalle chiese del territorio, il museo si sviluppa su tre piani e quindici sale. Qui si possono ammirare sculture, argenterie, dipinti, maioliche, arredi sacri e paramenti, inclusa una statua reliquiaria di San Leo. Completa la visita una raccolta di reperti archeologici locali.

Porta Malatesta e Loggetta Rinascimentale
Tornando verso la parte alta del borgo, si raggiunge Porta Malatesta, risalente al Trecento. Questa porta collegava l'antico castello dei Penna con il sottostante borgo di San Rocco. È un profondo passaggio ad arco a tutto sesto che attraversa possenti mura, restringendosi verso l'esterno. All'interno, troneggia lo stemma di Federico d'Urbino.
Appena attraversata la porta, sulla destra, si trova la piccola Loggetta Rinascimentale. Con i suoi due archi separati da una colonna, questo spazio coperto era l'ingresso all'antico convento degli Agostiniani e probabilmente alla prima chiesa del castello di Penna, oggi il Santuario della Madonna delle Grazie. Sotto la loggetta è esposta una copia della Madonna del Parto, attribuita a Piero della Francesca, realizzata per le riprese di un film.
L'angelo coi Baffi
Una piccola chiesa, la Chiesa dei Caduti, nasconde un'opera particolare di Tonino Guerra, segnalata da una grande insegna: “L'angelo coi baffi”. Sebbene non sia possibile entrare, ci si può affacciare per ammirare due grandi pannelli del pittore Luigi Poiaghi che ritraggono un giovane Tonino Guerra alato e baffuto in una scena agreste. L'ambiente è arricchito da oggetti della vita contadina e uccelli impagliati, con in sottofondo il suono del cinguettio. Due pannelli riportano la poesia “Un ànzal si bafi” in romagnolo e in italiano, un altro tocco della poetica di Guerra.
Il Chorten Orazio per il Tibet e la Campana di Lhasa
Salendo sulla collina di Pennabilli, si raggiunge un angolo dedicato al legame con il Tibet. Qui si trova un chorten, una struttura che per i tibetani rappresenta il più alto livello della metafisica e simboleggia il percorso spirituale. Questo spazio celebra l'incontro tra frà Orazio da Pennabilli, i missionari cappuccini e i tibetani nel Settecento. Poco distante si erge la Campana di Lhasa, inaugurata dal Dalai Lama stesso nel 2005, a ricordo del missionario frà Orazio. È una copia esatta della campana del convento cappuccino di Lhasa. Accanto alla campana, tre mulini di preghiera tibetani (manikorlo) con inciso il mantra Om mani padme hum simboleggiano l'incontro tra le religioni per la pace. Da qui si gode una vista magnifica sul centro storico.
Il Paesaggio della Gioconda
Girandosi dal Chorten e dalla Campana, lo sguardo abbraccia un altro scorcio suggestivo, questa volta sulla vallata. Un cartello indica che ci si trova di fronte al paesaggio che, secondo una delle ipotesi più accreditate, avrebbe fatto da sfondo al celebre quadro della Gioconda di Leonardo da Vinci. Questa teoria lega il dipinto al territorio dell'antico Ducato di Urbino e alla figura di Pacifica Brandani.
Santuario dei Pensieri
Scendendo dalla collina, si arriva al Santuario dei Pensieri, un luogo magico e intimo dedicato alla meditazione, un altro dei “Luoghi dell'Anima” di Tonino Guerra. Delimitato da antiche mura in pietra, questo piccolo parco ospita sette steli in pietra, definite da Guerra “sette specchi opachi per la mente” e “sette confessori muti”, invitando alla riflessione e alla condivisione di pensieri, belli o brutti.
Casa dei Mandorli – La casa di Tonino Guerra
Vicino al Santuario dei Pensieri si trova uno degli accessi alla Casa dei Mandorli, l'abitazione di Tonino Guerra dal 1989. Il nome deriva dalle numerose piante di mandorlo che la circondano e che, secondo il poeta, “fanno luce anche di notte”. La casa, dove ancora vive la moglie Lora, è un luogo unico, un vero e proprio museo della vita e dell'arte di Guerra. Gli spazi, interni ed esterni, sono ricchi di frammenti di ceramiche, sculture orientali, oggetti d'arte, pupazzi, amuleti, quadri e bozzetti, in un dialogo continuo tra diverse forme espressive. Anche il parco è punteggiato da opere d'arte. Nelle rocce del parco sono incastonate le ceneri di Tonino Guerra. Sebbene aperta alle visite, è importante ricordare che è ancora una residenza privata e comportarsi con rispetto.
Chiesa della Misericordia
Scendendo verso il borgo San Rocco, si incontra la piccola Chiesa della Misericordia. Questa chiesa antica, risalente al Trecento, presenta una facciata semplice in pietra con tre aperture e un portone centrale sormontato da una lunetta scolpita raffigurante la Madonna della Misericordia. Adiacente alla chiesa si trovava anticamente un ospedale. Sull'edificio accanto si può ammirare un'altra delle meridiane decorative di Pennabilli, rappresentata nel dipinto “L'orologio sulla spiaggia”.
Museo il Mondo di Tonino Guerra
Proprio dietro la Chiesa della Misericordia, nei sotterranei dell'oratorio di Santa Maria della Misericordia (anch'esso trecentesco), si trova il Museo il Mondo di Tonino Guerra. Questo spazio espositivo, gestito dall'associazione culturale dedicata a promuovere le opere dell'artista, permette di immergersi nella sua poetica attraverso ceramiche, sculture, dipinti, filmati (nella videoteca) e libri (nella biblioteca). È un luogo fondamentale per comprendere l'ampiezza e la profondità del suo universo artistico.
Orto dei Frutti Dimenticati
Risalendo verso la piazza centrale, si raggiunge un altro dei “Luoghi dell'Anima” ideati da Tonino Guerra: l'Orto dei Frutti Dimenticati. Questo vasto spazio verde, un tempo parte di un convento, ospita specie ormai rare o perdute di alberi da frutto autoctoni degli Appennini. L'orto è anche un parco artistico, arricchito da installazioni e opere di artisti contemporanei, come l'Arco delle Favole, la fontana la Voce della Foglia, la Porta delle Lumache e la Meridiana Umana. Nell'antico lavatoio si trovano formelle in ceramica raffiguranti i mesi. Un angolo toccante è il Rifugio delle Madonne Abbandonate, una raccolta di terracotte immaginate da Guerra come rifugiate qui per sfuggire all'incuria. È presente anche una piccola cappella dedicata al regista Andrej Tarkovskij, costruita con pietre di chiese scomparse e decorata con lumache.
Chiesa di San Filippo
Uscendo dall'Orto dei Frutti Dimenticati, si arriva alla piazzetta San Filippo, dove sorge l'omonima chiesa. Anticamente situata fuori dalle mura cittadine, la chiesa di San Filippo ha forme semplici, distinguendosi per il campanile con tre monofore circolari. L'interno, con un portale in pietra un po' deteriorato, ospita spesso esposizioni temporanee di arte contemporanea.
Monastero delle Agostiniane
Lasciando il cuore del centro, si può visitare (esternamente per la maggior parte, essendo un ordine di clausura) l'imponente Monastero di Sant'Antonio da Padova delle Agostiniane. Costruito nel 1517 sulla Rupe, ha inglobato parte delle antiche mura di cinta della rocca dei Billi. La sua mole in pietra domina il borgo ed è un elemento caratteristico del paesaggio. Offre una foresteria per pellegrini.
Castello dei Billi
L'itinerario si conclude idealmente salendo fino alla Rupe, dove si trovano i resti del castello dei Billi. Sormontata da una grande croce ottocentesca, la Rupe offre una vista spettacolare sul borgo e sulla vallata. Del castello medievale rimangono pochi ruderi, tra cui un torrione malatestiano quattrocentesco. Gran parte dell'antica cittadella è stata inglobata dal vicino Monastero delle Agostiniane. È un luogo perfetto per contemplare la storia e la bellezza del territorio.
Dove dormire a Pennabilli e dintorni
Pennabilli è un borgo raccolto e tranquillo per la maggior parte dell'anno. Le strutture ricettive sono limitate, quindi è consigliabile prenotare in anticipo, soprattutto se si desidera soggiornare durante il festival “Artisti in Piazza”, periodo di grande affluenza. In questo caso, muoversi per tempo è fondamentale.
Se non si trova disponibilità direttamente a Pennabilli, si possono considerare i paesi vicini nell'Alta Val Marecchia, come Novafeltria, San Leo o Verucchio, che offrono altre opzioni di soggiorno e permettono comunque di raggiungere Pennabilli con brevi spostamenti.
In alternativa, per chi preferisce una città più grande con una maggiore offerta turistica e servizi, soggiornare a Rimini è un'ottima soluzione. Da Rimini si può facilmente raggiungere Pennabilli per una visita e dedicare poi il resto del tempo alla scoperta della città costiera, del suo centro storico e del mare.
Domande Frequenti su Pennabilli
- Per cosa è famosa Pennabilli?
- Pennabilli è famosa per diversi motivi: per essere il borgo di Tonino Guerra e ospitare i suoi “Luoghi dell'Anima”, per il suo legame spirituale con il Tibet (da cui il soprannome “Piccolo Tibet”) e le visite del Dalai Lama, e per l'organizzazione dell'importante festival internazionale di artisti di strada “Artisti in Piazza”.
- Dove si trova Pennabilli?
- Pennabilli si trova in Romagna, nell'entroterra montano della provincia di Rimini, situata sull'alta Val Marecchia, sul versante occidentale del monte Carpegna.
- Quanto dura il festival degli artisti di strada a Pennabilli?
- Il festival “Artisti in Piazza” dura solitamente 5 giorni e si svolge ogni estate, trasformando il borgo in un grande palcoscenico a cielo aperto con centinaia di spettacoli.
- Come si chiamano gli abitanti di Pennabilli?
- Le informazioni fornite non specificano il nome degli abitanti di Pennabilli.
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