Chi ha comprato il Nastro Azzurro?

Chi Possiede Birra Peroni e Nastro Azzurro Oggi?

23/08/2023

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Birra Peroni, un nome che evoca immediatamente la tradizione birraria italiana, ha una storia lunga e affascinante che inizia nel lontano 1846. Fondata a Vigevano, questa azienda ha attraversato diverse epoche, espandendosi in tutta Italia e affermandosi come leader nel settore. Tuttavia, la proprietà di un marchio così storico e del suo prodotto più celebre, Nastro Azzurro, non è rimasta immutata nel tempo. Molti si chiedono: chi ha comprato il Nastro Azzurro? La risposta si trova nella complessa evoluzione della Birra Peroni stessa, che l'ha vista passare da azienda familiare a parte di grandi gruppi multinazionali.

Chi ha comprato il Nastro Azzurro?
Fondata nel 1846 a Vigevano, fu autonoma fino al 1988 quando passò sotto acquisizione di Danone, nel 2003 passò sotto gestione della multinazionale SABMiller, e dal 2016 fa parte del gruppo multinazionale giapponese Asahi Breweries.

Le origini di questa illustre realtà si collocano in Lombardia, dove Francesco Peroni diede il via alla sua impresa. Ben presto, l'attività si spostò anche a Roma, una mossa strategica che segnò l'inizio di una crescita significativa. Sotto la guida dei figli Giovanni e Cesare Peroni, l'azienda romana si consolidò, spostando più volte la sede produttiva per far fronte all'aumento della domanda, arrivando infine nella storica sede di via Mantova. La fusione con la Società romana per la fabbricazione del ghiaccio e della neve artificiale nel 1901 testimonia la visione imprenditoriale volta a integrare le tecnologie necessarie per la produzione e conservazione della birra. Nel corso dei decenni, la Birra Peroni continuò ad espandersi, acquisendo birrifici e marchi in diverse regioni italiane, come l'Orso & Sanvico di Perugia, la Birra d'Abruzzo, le Birrerie meridionali di Napoli (incluso il marchio Partenope), la Birra Cioci di Macerata e la fabbrica De Giacomi di Livorno. Questa strategia portò Peroni a diventare il primo produttore birraio italiano negli anni '50.

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La Nascita di un'Icona: Nastro Azzurro

Il 1963 fu un anno cruciale per Birra Peroni. Venne lanciata sul mercato una nuova birra destinata a diventare un simbolo: la Nastro Azzurro. Il nome fu scelto per omaggiare un'impresa marittima che aveva catturato l'immaginazione italiana: la vittoria del Nastro Azzurro dell'Atlantico da parte del transatlantico italiano Rex nel 1933. Questo riconoscimento, noto anche come Blue Riband (o Hales Trophy dal 1935), veniva attribuito alla nave passeggeri che deteneva il record di velocità media nell'attraversamento dell'Oceano Atlantico in servizio commerciale regolare. Il Rex fu l'unica nave italiana a fregiarsi di questo prestigioso titolo, compiendo la traversata da Gibilterra a New York in poco più di 4 giorni con una velocità media notevole.

La storia del Nastro Azzurro come trofeo è essa stessa affascinante. Non era un premio ufficiale fin dall'inizio, ma un riconoscimento non scritto basato sulla velocità media nella traversata da est a ovest, la più difficile a causa della corrente del Golfo. Solo nel 1935, su proposta di Harold Hales, divenne un trofeo fisico. Dopo il Rex, altre navi cercarono di conquistarlo, come la RMS Queen Mary e la SS United States, quest'ultima detentrice dell'ultimo record ufficiale stabilito nel 1952. Anche in epoche più recenti ci sono stati tentativi di battere il record, come quelli di Richard Branson con il Virgin Atlantic Challenger, della HSC Hoverspeed Great Britain o della nave italiana Destriero. Tuttavia, nessuno di questi tentativi ha soddisfatto pienamente i severi requisiti del regolamento ufficiale (servizio passeggeri regolare, trasporto posta, equipaggio professionale, traversata est-ovest senza scali), lasciando il record ufficiale alla SS United States e chiudendo di fatto l'era dell'attribuzione del Nastro Azzurro con il declino del trasporto passeggeri transatlantico via mare a favore dell'aviazione.

Espansione e Acquisizioni: Un Viaggio Globale

Mentre Nastro Azzurro conquistava il mercato italiano, la Birra Peroni continuava la sua crescita e modernizzazione. Nuovi stabilimenti furono aperti a Bari (1963), Roma (nella zona industriale di Tor Sapienza, 1971, sostituendo via Mantova) e Padova (1973). Tuttavia, la fine degli anni '70 e gli anni '80 videro anche la razionalizzazione della rete produttiva, con la chiusura di alcuni impianti storici come quelli di Livorno, Savigliano, Taranto e Udine.

Il primo grande cambiamento nella proprietà di Birra Peroni avvenne nel 1988. In quell'anno, Peroni acquisì la Wührer, la più antica fabbrica birraia italiana. Nell'ambito di questa operazione, il gruppo francese Danone divenne azionista di Peroni, acquisendo una quota del 19,5% del capitale. Questa fu la prima volta che un'entità esterna alla famiglia Peroni e ai suoi soci storici ottenne una partecipazione significativa nell'azienda.

La vera svolta verso la dimensione multinazionale si ebbe però nel 2003. In quell'anno, il colosso birrario britannico SABMiller plc acquisì il gruppo Peroni per una cifra considerevole di 400 milioni di euro, pagati in due fasi tra il 2003 e il 2005. Con questa acquisizione, Birra Peroni e i suoi marchi, inclusa Nastro Azzurro, entrarono a far parte di uno dei più grandi gruppi birrari del mondo. Sotto la gestione SABMiller, nel 2005, venne chiuso anche lo stabilimento di Napoli.

Che cos'è il Nastro Azzurro?
Il Nastro Azzurro (Blue Riband in inglese, pronuncia: bluː ˈrɪbənd) era il riconoscimento non ufficiale attribuito alla nave passeggeri che deteneva il record di velocità media di attraversamento dell'Oceano Atlantico in regolare servizio commerciale e senza scali di nessun tipo.

L'assetto proprietario cambiò nuovamente nel 2016. A seguito della mega-acquisizione di SABMiller da parte di Anheuser-Busch InBev, per ragioni legate all'antitrust europea, fu necessario cedere alcuni asset strategici. Tra questi vi era anche il gruppo Peroni. Fu così che nel novembre 2016, Birra Peroni e il marchio Nastro Azzurro passarono sotto il controllo del gruppo multinazionale giapponese Asahi Breweries. Asahi, già presente nel mercato globale, rafforzò la sua posizione acquisendo marchi iconici come Peroni Nastro Azzurro e Grolsch.

Produzione e Ingredienti della Nastro Azzurro

Nonostante i cambi di proprietà, la produzione della Nastro Azzurro mantiene legami con il territorio italiano. La birra viene prodotta utilizzando ingredienti selezionati: malto, acqua dolce, luppoli Saaz e Tettnang, e un elemento distintivo, il mais nostrano. Questa varietà di mais, derivata da specifiche selezioni (Nostrano dell’Isola, Scagliolo Marne e Marano) curate dall'Unità di Ricerca per la maiscoltura di Bergamo, viene prodotta in diverse regioni del Nord Italia, in particolare in Piemonte, Veneto e Lombardia. Questo legame con la materia prima italiana contribuisce a definire il profilo aromatico della birra.

Nastro Azzurro nel Mondo dello Sport e della Cultura

Nastro Azzurro ha legato il suo nome anche a importanti partnership e sponsorizzazioni. Per un decennio, dal 1997 al 2006, il marchio è stato lo sponsor del celebre motociclista Valentino Rossi. Questa collaborazione fu molto popolare e vide Rossi protagonista di campagne pubblicitarie con lo slogan «c'è più gusto ad essere italiani», un messaggio che risuonava con l'origine del marchio anche se la proprietà era già passata a SABMiller. Nastro Azzurro ha sponsorizzato le motociclette di Rossi sia con Aprilia che con Honda, e sono state prodotte lattine commemorative delle sue vittorie nel Motomondiale.

Più recentemente, a partire dal 2021, Peroni Nastro Azzurro è diventato sponsor della scuderia di Formula 1 Aston Martin F1 Team, un'ulteriore dimostrazione della sua visibilità internazionale e del legame con il mondo dello sport ad alta velocità, che in qualche modo richiama l'origine del nome legato al record di velocità del Rex.

Oltre allo sport, il marchio ha supportato anche eventi culturali, collaborando come sponsor con il Milano Film Festival in diverse edizioni.

Riassunto delle Acquisizioni di Birra Peroni / Nastro Azzurro

AnnoAcquisizione/PassaggioNota
1846Fondazione Birra PeroniDa parte di Francesco Peroni
1988Ingresso Danone nel capitaleNell'ambito dell'acquisizione di Wührer
2003-2005Acquisizione da parte di SABMillerAzienda britannica
2016Acquisizione da parte di Asahi BreweriesAzienda giapponese, attuale proprietaria

Domande Frequenti su Birra Peroni e Nastro Azzurro

Chi è l'attuale proprietario di Birra Peroni e Nastro Azzurro?
Dal novembre 2016, il gruppo Birra Peroni, inclusi i marchi Peroni e Nastro Azzurro, è di proprietà della multinazionale giapponese Asahi Breweries.

Dove viene fatta la Nastro Azzurro?
La Nastro Azzurro o Peroni Nastro Azzurro, a seconda dei mercati di riferimento, è una birra premium pilsener italiana prodotta a partire dagli anni sessanta dal birrificio Peroni di Roma.

Quando Birra Peroni è stata venduta a SABMiller?
Birra Peroni è stata acquisita dalla multinazionale britannica SABMiller plc tra il 2003 e il 2005.

Cosa significa il nome Nastro Azzurro?
Il nome Nastro Azzurro (Blue Riband) si riferisce a un riconoscimento storico non ufficiale (poi ufficializzato come Hales Trophy) attribuito alla nave passeggeri che deteneva il record di velocità media nell'attraversamento dell'Oceano Atlantico. La birra è stata chiamata così in onore del transatlantico italiano Rex, che vinse il Nastro Azzurro nel 1933.

Dove viene prodotta la birra Nastro Azzurro?
La birra Nastro Azzurro viene prodotta in Italia. Sebbene gli stabilimenti storici abbiano subito cambiamenti, la produzione attuale avviene negli impianti di proprietà del gruppo Birra Peroni in Italia. Gli ingredienti chiave, come il mais nostrano, provengono da regioni italiane come Piemonte, Veneto e Lombardia.

Quali sono gli ingredienti principali di Nastro Azzurro?
Gli ingredienti principali includono malto, acqua dolce, luppoli Saaz e Tettnang, e mais nostrano.

In conclusione, la storia di Birra Peroni e del suo iconico Nastro Azzurro è un esempio di come un'azienda nata dalla tradizione familiare possa evolversi, espandersi e, infine, diventare parte di grandi gruppi internazionali. Nonostante i passaggi di proprietà, l'identità legata all'Italia e la qualità del prodotto, con i suoi ingredienti selezionati, continuano a essere elementi centrali del suo successo globale. Oggi, sotto l'egida di Asahi Breweries, Nastro Azzurro continua a rappresentare l'eccellenza birraria italiana nel mondo, portando avanti un'eredità iniziata quasi due secoli fa.

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