Chi è il mandarino?

I Mandarini: Pilastri dell'Impero Celeste

03/01/2022

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Il termine 'mandarino' evoca immagini di potere, erudizione e un'antica burocrazia. Ma chi erano realmente i mandarini? In senso storico, questo termine si riferisce alla vasta classe di funzionari civili e militari che ha esercitato un'influenza quasi ininterrotta sulla società cinese dal III secolo a.C. fino all'inizio del XX secolo. La loro presenza era così pervasiva da toccare ogni aspetto della civiltà cinese. Solo in epoche più recenti, il termine ha assunto una connotazione più generica e spesso negativa, indicando i membri di una classe dirigente in uno stato altamente burocratizzato. Tuttavia, per la Cina imperiale, i mandarini non erano solo amministratori; erano l'incarnazione stessa dello Stato unitario e centralizzato, garanti di stabilità e progresso.

Perché il mandarino si chiama così?
Etimologia. Il nome mandarino si può riferire tanto alla pianta, quanto al suo frutto. Deriva dalla Cina tropicale, ed è identico al nome dato agli antichi funzionari politici imperiali (e alla relativa famiglia di lingue) in quanto questi erano vestiti con un mantello arancione.

Questa classe di funzionari letterati fu fondamentale per il mantenimento dell'unità imperiale, promuovendo strumenti essenziali per la coesione nazionale, come l'unificazione dei sistemi di misura e peso, l'adozione di un calendario comune, la gestione delle risorse idriche e la difesa del territorio. Ciò che distingueva i mandarini, soprattutto a partire dal VII secolo, era il sistema di selezione: l'accesso non era basato sulla ricchezza o sulla nobiltà di nascita, ma su un complesso sistema di

esami imperiali

a vari livelli, volti a valutare la conoscenza della letteratura classica e l'abilità nella scrittura. Questo processo elevò i mandarini al rango di uomini colti, raffinati ed esperti nell'arte del governo, in grado di supervisionare specialisti e tecnici per il bene superiore dello Stato e della collettività.

Indice dei contenuti

Il Ruolo Indispensabile del Mandarinato nella Società Cinese

La longevità e la stabilità dell'Impero cinese sono intrinsecamente legate alla figura del mandarino. Pur nel succedersi delle dinastie, questa élite burocratica garantì una continuità amministrativa e politica senza pari nella storia mondiale, contribuendo a creare l'immagine, diffusa in Occidente, di una Cina immutabile. Nonostante le evoluzioni, la struttura burocratica controllata dai mandarini mantenne elementi di forte continuità, dovuti sia alle condizioni economiche del paese, prevalentemente agricolo, sia alla loro capacità di preservare i propri meccanismi di reclutamento, agendo come intermediari tra l'imperatore e la popolazione rurale.

La necessità di uno Stato centralizzato in Cina derivava in gran parte dalla sua natura geografica. Un continente vasto, con poche difese naturali ma ricco di corsi d'acqua, richiedeva una gestione capillare e coordinata delle risorse idriche per sostenere l'agricoltura, pilastro dell'economia. Fin dalle origini, la civiltà cinese comprese l'importanza del controllo delle acque, un'impresa che necessitava della mobilitazione di vaste masse popolari. Questa esigenza collettiva fu una delle principali forze motrici dietro la creazione e il mantenimento di uno Stato forte, capace di dirigere opere di bonifica e irrigazione. Quando questo Stato vacillava, la popolazione contadina ne risentiva direttamente, identificando il declino statale con il peggioramento delle proprie condizioni di vita. In questo contesto, un ceto burocratico specializzato esclusivamente nell'arte di governare, capace di coordinare tali opere pubbliche essenziali, divenne non solo utile, ma vitale.

Questo ceto burocratico, pur controllando il territorio e la popolazione, dipendeva formalmente dall'imperatore, considerato il Figlio del Cielo e padrone assoluto. Tuttavia, era attraverso i mandarini che l'imperatore esercitava effettivamente il suo potere. La legittimità di una dinastia imperiale dipendeva dalla capacità dell'imperatore di mantenere l'armonia tra il Cielo (eventi naturali) e la Terra (vicende umane). Era responsabile di calamità e disordini, ma la sua effettiva capacità di governare, garantire pace e prosperità, dipendeva in larga misura dall'efficienza dei suoi amministratori. I mandarini, pur dipendendo dall'imperatore, gli assicuravano l'esercizio del potere senza dover assumersi collettivamente la responsabilità per le crisi. Questa funzione di mediazione, con responsabilità individuali ma non di classe, fu forse il segreto della loro straordinaria longevità. Quando una dinastia cadeva, i mandarini erano pronti a servire la successiva, senza che le colpe del vecchio regime ricadessero su di loro come gruppo.

I mandarini rappresentavano anche un ponte tra il mondo rurale e i vertici imperiali. Molti funzionari di livello inferiore provenivano da famiglie di proprietari terrieri, che vedevano nell'accesso al mandarinato un modo per rafforzare la propria posizione e acquisire privilegi a livello locale. Nella tradizionale divisione sociale cinese, i letterati (e quindi i mandarini) occupavano il rango più alto, seguiti da contadini, artigiani e mercanti. Sebbene in certi periodi artigiani e mercanti fossero tollerati, raramente accedevano alle cariche pubbliche ed erano spesso guardati con sospetto dal ceto burocratico, che mal tollerava il perseguimento del profitto economico. L'onnipresenza dei mandarini nella vita sociale e politica permise loro di arginare iniziative private che potessero minacciare la loro esistenza, assorbendo innovazioni tecniche e spogliandole del loro potenziale di destabilizzazione dell'assetto dirigistico statale.

L'Ascesa del Mandarinato e il Sistema degli Esami

Le premesse per la formazione di questa classe burocratica risalgono al periodo precedente all'unificazione della Cina sotto la dinastia Qin (221 a.C.). La decadenza della dinastia Zhou e l'era degli Stati Combattenti spinsero i sovrani a cercare collaboratori basati sulla capacità piuttosto che sui legami di sangue. Personaggi colti e politicamente abili, provenienti da strati meno elevati dell'aristocrazia locale, iniziarono a offrire i loro servigi. Tra questi, spiccò

Confucio

, la cui dottrina etica e morale divenne nei secoli il fondamento ideologico del mandarinato. In un'epoca di disordine, il confucianesimo proponeva il ripristino dell'ordine sociale basato su virtù etiche e gerarchie non di sangue, ma di merito morale e culturale. La cultura letteraria (wen) divenne così il tratto distintivo del 'gentiluomo' (junzi) confuciano e, di conseguenza, del mandarino.

Fu però con la dinastia Han (202 a.C. - 220 d.C.) che i letterati iniziarono ad assumere un peso politico maggiore. Inizialmente, la burocrazia Han era ancora dominata dall'aristocrazia e dal principio della raccomandazione. Tuttavia, furono introdotti i primi correttivi proto-meritocratici. Furono posti limiti alle nomine dirette da parte dei superiori e, a partire dal 165 a.C., i candidati raccomandati furono sottoposti a esami scritti per accertare le loro capacità letterarie. L'imperatore Wudi istituì la prima accademia imperiale, dove i candidati seguivano corsi che culminavano in un esame. Questi passi segnarono l'inizio del lento processo che avrebbe portato al sistema degli esami come principale via di accesso.

Che differenza c'è tra il cinese e il mandarino?
Conclusione. I termini «cinese» e «mandarino» sono spesso fraintesi, ma le loro differenze sono significative. «Cinese» si riferisce a un gruppo di lingue e dialetti correlati, mentre «mandarino» è un dialetto specifico che è diventato la lingua standard di Cina e Taiwan.

Il periodo di divisione che seguì la caduta degli Han vide un regresso, con il ritorno dei vincoli ereditari come base principale per le nomine. Ma la successiva dinastia Sui (581-618), nel suo sforzo di ristabilire un impero centralizzato, rilanciò e potenziò il sistema degli esami. Per minare il potere delle aristocrazie ereditarie, i Sui stabilirono che solo superando certe prove letterarie si potesse ottenere un incarico amministrativo. Sebbene inizialmente favorisse ancora chi proveniva da famiglie agiate con accesso all'istruzione, il sistema fu ampliato e diviso in livelli, permettendo un maggiore reclutamento. Nel 607 fu introdotto l'esame per il rango di 'letterato introdotto (a Corte)' (jinshi), che divenne nei secoli il requisito principale per le massime cariche.

La dinastia Tang (618-907) continuò la politica centralistica e l'importanza del rango jinshi crebbe ulteriormente. La dinastia Song (960-1279) perfezionò ulteriormente il sistema: gli esami divennero triennali e fu introdotto l'esame di palazzo, condotto sotto il controllo diretto dell'imperatore. Nel XII secolo, il potenziamento delle scuole imperiali offrì un'altra via di accesso, sebbene gli esami rimanessero preminenti. Sotto i Song si consolidò anche la separazione tra carriera civile e militare, con la prima sempre più basata sugli esami e affrancata dall'aristocrazia, e la seconda in gran parte ereditaria e sottomessa al potere civile.

Anche durante la dinastia Yuan (1271-1368), di origine mongola, sebbene inizialmente gli incarichi fossero riservati ai membri delle popolazioni dominanti, la complessità amministrativa richiese il reclutamento di Cinesi e il progressivo ripristino del sistema degli esami, seppur con prove dedicate anche alle élite mongole e mancesi. I mandarini si confermarono uno strumento indispensabile per l'amministrazione.

L'assetto definitivo del sistema burocratico centralizzato fu raggiunto sotto la dinastia Ming (1368-1644). Gli esami furono strutturati su quattro livelli principali: distrettuale (preliminare), provinciale, metropolitano e di palazzo. La dinastia Qing (1644-1911), di origine mancese, mantenne sostanzialmente il sistema, introducendo quote riservate a Mancesi e Mongoli per garantire loro l'accesso alle cariche più alte. Questo sistema, sopravvissuto per quasi due millenni, fu infine abolito nel 1905, pochi anni prima della caduta definitiva dell'Impero nel 1911.

I Mandarini, gli Esami e i loro Limiti

La forza della classe mandarinale risiedeva nella sua dedizione alla

cultura letteraria

e al rispetto per il mondo antico, identificato con l'età aurea della civiltà cinese. La conoscenza della lingua cinese letteraria (wen-yan) e la memorizzazione dei testi classici erano requisiti fondamentali. Questa lingua, una sorta di koinè che permetteva ai funzionari di comunicare superando le differenze dialettali, fu chiamata

lingua mandarina

(guanhua). Aspirare a diventare mandarino significava padroneggiare questa lingua al punto da saperla usare non solo per la lettura, ma anche per produrre testi amministrativi e letterari, adattando i contenuti classici alle esigenze contemporanee. Il possesso e la conservazione gelosa di questa lingua scritta garantirono ai letterati la loro indispensabilità nel funzionamento dello Stato centralizzato.

In linea di principio, la posizione sociale del mandarino si basava sul possesso di conoscenze e abilità letterarie. Il burocrate era un generalista, non uno specialista, pronto ad affrontare i problemi alla luce della cultura classica, potendo avvalersi di esperti ma vigilando affinché nessun dettaglio specialistico prevalesse sull'interesse generale dello Stato.

Il sistema degli esami fu la principale fonte di forza per i mandarini e, in teoria, rappresentava un'opportunità di ascesa sociale per la popolazione. Tuttavia, nella pratica, era soggetto a limitazioni significative che lo rendevano accessibile principalmente alle classi agiate. Formalmente, quattro gruppi erano esclusi e i loro discendenti per tre generazioni: figli di prostitute, attori, carnefici/sgherri dei mandarini e guardie carcerarie. Ma l'ostacolo maggiore era la preparazione. Poteva durare decenni e richiedeva spese ingenti per tutori privati, viaggi e alloggio nelle sedi d'esame. Anche nei periodi di maggiore apertura, questo rendeva la partecipazione effettiva estremamente difficile per chi non proveniva da famiglie di funzionari o ricchi proprietari terrieri. Pertanto, più che uno strumento di mobilità sociale, il sistema degli esami finì per essere un meccanismo di

autoconservazione

del ceto burocratico.

Raggiungere una posizione nel mandarinato richiedeva l'impegno di un intero gruppo familiare o di amicizia che investiva sul candidato. Una volta ottenuta la carica, il nuovo funzionario era atteso a ricompensare chi lo aveva sostenuto, alimentando così il

nepotismo

e la

corruzione

. Questo progressivamente allontanò i burocrati dal resto della popolazione.

Dove si parla il mandarino?
Oggi è la lingua più diffusa in Cina e nel mondo (più di un miliardo di parlanti!) ed è conosciuta come “mandarino standard”. E' la lingua madre di circa un quinto della popolazione mondiale. In forma di mandarino standard, è la lingua ufficiale della Repubblica Popolare Cinese e della Repubblica di Cina sotto Taiwan.

A partire dalla dinastia Ming, i mandarini erano organizzati in nove gradi principali (pin), ulteriormente suddivisi in livelli, per un totale di 18-30 livelli. I gradi superiori andavano dal primo al terzo, i medi dal quarto al settimo, e gli inferiori l'ottavo e il nono. L'ottenimento del grado era legato al superamento degli esami, ma erano possibili avanzamenti per meriti o persino l'acquisto di gradi inferiori tramite denaro verso la fine dell'Impero. Il grado conferiva il diritto a indossare una divisa specifica, con stemmi e colori codificati, che ostentava lo status sociale.

I mandarini non avevano una pensione fissa, ma potevano essere collocati a riposo a discrezione dei superiori o dell'imperatore, che aveva il potere di promuovere, retrocedere o rimuovere un funzionario in base al suo operato. Godevano di uno status legale speciale, non soggetti alla magistratura ordinaria, e di notevoli esenzioni fiscali, rendendo la carica particolarmente ambita dai proprietari terrieri.

Un altro meccanismo fondamentale per la conservazione della classe era il 'privilegio di protezione' (yin), che permetteva ai mandarini di garantire a uno o più figli maschi un incarico nell'amministrazione senza dover superare gli esami o con dispense parziali. Questo privilegio divenne una via d'accesso primaria e, nel corso della storia, oltre la metà dei mandarini ottenne incarichi tramite questa strada. Il diffondersi dello yin trasformò progressivamente il mandarinato, nato in opposizione alle aristocrazie ereditarie, in una nuova forma di aristocrazia, sebbene formalmente basata sul merito.

Al culmine del sistema, i mandarini ricoprivano praticamente tutti gli incarichi nel complesso apparato burocratico, dal governo centrale a quello provinciale e locale, in quasi ogni settore. Guidavano le istituzioni ed esercitavano poteri giudiziari, legislativi, fiscali ed educativi. Non c'era ambito della vita pubblica che non fosse controllato da un ufficio statale guidato da un mandarino.

Se da un lato la centralizzazione sotto i Sui favorì l'ascesa burocratica, l'eccessivo accentramento del potere verso la fine dei Qing portò il sistema in crisi. La crescente complessità burocratica, intesa a frenare la corruzione, finì per atrofizzare il sistema e favorire ulteriormente pratiche illegali. Nel XIX secolo, questa burocrazia corrotta e dedita all'arricchimento personale si dimostrò incapace di affrontare le sfide poste dall'espansione occidentale. La sconfitta nella Guerra dell'Oppio (1839-1842) e, in modo più decisivo, contro il Giappone nel 1894-1895, evidenziarono l'inadeguatezza del sistema e spinsero verso riforme radicali che portarono all'abolizione degli esami e alla fine del mandarinato tradizionale.

Effetti del Mandarinato sulla Società e la Cultura

L'ascesa di una classe burocratica che considerava la cultura la sua prerogativa ebbe effetti profondi sulla società cinese. Da un lato, permise l'accumulo di un patrimonio letterario immenso. Dall'altro, conferì ai letterati un'egemonia culturale quasi assoluta, portandoli a censurare forme di letteratura o arte considerate non ortodosse rispetto alle dottrine dominanti, in particolare il confucianesimo e il neoconfucianesimo.

Religioni come il Taoismo e il Buddhismo, pur diffusesi ampiamente, subirono spesso la condanna ufficiale dei letterati, che vedevano con sospetto ogni dottrina capace di allontanare l'individuo dal gruppo, dalla famiglia o dalla società, minando l'ordine basato sulla fedeltà e l'obbedienza ai superiori. Anche la letteratura d'evasione e il teatro erano considerati esercizi privi di dignità.

È paradossale notare che, proprio a causa dell'egemonia confuciana e della dura competizione degli esami, molte di queste forme artistiche "non ufficiali" furono coltivate da coloro che avevano fallito nelle prove o, pur avendole superate, non avevano trovato una sistemazione adeguata. Novellistica, poesia e teatro divennero il rifugio per moltissimi letterati respinti dal sistema. Il fallimento agli esami alimentò così lo sviluppo di generi letterari di intrattenimento e la formazione di associazioni culturali che mantennero in vita e portarono a notevoli livelli forme di letteratura diverse da quelle considerate ufficiali. La novellistica, in particolare, raggiunse il suo apice durante le dinastie Ming e Qing, proprio quando il dominio ideologico dei burocrati era più forte. Il mondo dei letterati, la competizione, la

corruzione dei mandarini

divennero spesso soggetto di questa letteratura "marginale".

Chi è il mandarino?
Il termine 'mandarini' è impiegato genericamente per riferirsi alla classe di funzionari civili e militari che ha dominato pressoché ininterrottamente la società cinese dal III secolo a.C. fino all'inizio del XX secolo; non esiste, infatti, alcun settore della civiltà cinese che, a partire da quell'epoca, non riveli la ...

Il Mandarinato e l'Occidente

Il sistema cinese degli esami per il reclutamento della classe dirigente fu unico nel mondo antico. I primi esami universitari in Europa appaiono molto più tardi, a Bologna nel XIII secolo (orali) e a Cambridge nel XVIII secolo (scritti). È possibile che il sistema cinese abbia influenzato l'introduzione degli esami universitari e, successivamente, dei concorsi per l'accesso agli incarichi amministrativi in Europa.

Questa influenza si ipotizza sia avvenuta sulla scia del grande interesse che l'Impero cinese suscitò tra gli illuministi francesi nel XVIII secolo. Grazie alle descrizioni (spesso idealizzate) di missionari, in particolare gesuiti italiani e francesi, pensatori come Voltaire, Montesquieu, Diderot, Rousseau e Quesnay videro nella Cina, governata dai letterati e basata sulla legge, un modello a cui l'Europa avrebbe potuto ispirarsi per riforme statali ed economiche. Nonostante molte idee degli illuministi sulla Cina si rivelarono superate, il concetto di un sistema di prove concorsuali per i funzionari amministrativi attecchì in Europa alla fine del XVIII secolo, prima in Francia (brevemente) e poi in Germania e Inghilterra. In particolare in Inghilterra, grazie agli intensi contatti nel XIX secolo, il sistema si sviluppò e maturò. Tuttavia, mentre gli esami cinesi erano prettamente letterari, quelli occidentali miravano ad accertare conoscenze specifiche e funzionali ai diversi contesti politici e sociali.

Il declino finale del sistema mandarinale fu segnato dallo scontro con l'Occidente, in una situazione di crisi e decadenza morale della classe. La Cina si avviava verso una società più complessa, che non poteva più essere gestita da un gruppo incapace di guidare i profondi cambiamenti economici e sociali necessari. Nonostante la fine del sistema tradizionale nel 1905, alcuni studiosi vedono nella fondazione della Repubblica Popolare Cinese nel 1949 la nascita di una nuova classe di "mandarini", non più versati nella cultura classica, ma funzionari di partito esperti nelle nuove dottrine sociali e politiche.

Domande Frequenti sui Mandarini

Chi erano i Mandarini?

I mandarini erano la classe di funzionari civili e militari che dominò la società cinese per oltre due millenni, dal III secolo a.C. al XX secolo. Erano selezionati principalmente tramite un rigoroso sistema di esami basati sulla conoscenza dei testi classici e sull'abilità letteraria, fungendo da pilastri dell'amministrazione imperiale e intermediari tra l'imperatore e il popolo.

Perché il funzionario cinese si chiama Mandarino?

Il termine "mandarino" deriva probabilmente dal portoghese o dal malese e fu usato dagli europei per riferirsi a questi funzionari cinesi. L'origine del nome è legata all'aspetto dei funzionari, che indossavano vesti di colore arancione, simile a quello del frutto del mandarino. Il nome fu poi esteso anche alla lingua parlata da questa élite, che divenne una sorta di lingua franca amministrativa.

Dove si parla il Mandarino?

Oggi, il termine "mandarino" si riferisce principalmente alla lingua. Il Mandarino Standard (Putonghua) è la lingua ufficiale della Repubblica Popolare Cinese e di Taiwan, ed è una delle lingue ufficiali di Singapore e delle Nazioni Unite. È la lingua madre di oltre un miliardo di persone, rendendola la lingua più parlata al mondo. Oltre al Mandarino, in Cina si parlano numerose altre lingue e dialetti, ma il Mandarino Standard funge da lingua veicolare nazionale.

Che differenza c'è tra Cinese e Mandarino?

Il "Cinese" è un termine generico che si riferisce a un gruppo di lingue e dialetti mutuamente inintelligibili che formano il ramo Sinitico della famiglia linguistica Sino-Tibetana. Il "Mandarino" si riferisce in particolare al gruppo di dialetti parlati nel nord e sud-ovest della Cina. Il Mandarino Standard (Putonghua) è basato sul dialetto di Pechino ed è stato elevato a lingua ufficiale e standard nazionale. Quindi, il Mandarino è una delle principali varianti (o gruppi di dialetti) della lingua Cinese, e il Mandarino Standard è la sua forma codificata e ufficiale.

PeriodoDinastiaSviluppi Chiave nel Sistema Mandarinale/Esami
III sec. a.C.QinUnificazione, inizio centralizzazione, selezione basata sulle capacità
202 a.C. - 220 d.C.HanIntroduzione primi esami scritti, istituzione accademia imperiale, inizio transizione da selezione ereditaria a parzialmente meritocratica
581-618SuiRistabilimento sistema esami per minare aristocrazia, introduzione rango Jinshi
618-907TangConsolidamento sistema esami, importanza crescente del rango Jinshi
960-1279SongPerfezionamento esami (triennali, esame di palazzo), potenziamento scuole imperiali, separazione carriere civile/militare
1271-1368Yuan (Mongoli)Temporaneo declino, poi ripristino sistema esami (anche per non-Cinesi)
1368-1644MingStruttura definitiva degli esami (4 livelli principali), consolidamento privilegi (yin)
1644-1911Qing (Mancesi)Mantenimento sistema, quote riservate a Mancesi/Mongoli
1905Fine QingAbolizione del sistema degli esami tradizionali

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