01/04/2025
C'è un luogo a Torino che non è solo un ristorante, ma un vero e proprio simbolo, un tempio della gastronomia e della storia sabauda: il Ristorante Del Cambio. Per chi desidera concedersi un'esperienza culinaria di altissimo livello, magari in un'occasione speciale, Del Cambio rappresenta una meta quasi obbligata. Dopo un periodo di attesa, dovuto forse anche alle recenti contingenze globali, tornare a varcare la soglia di questo locale è stato un privilegio e un piacere, un appuntamento annuale che, seppur non quotidiano dato il calibro dell'esperienza, vale sempre l'attesa.

La visita è avvenuta in un giorno particolare, il primo di una nuova riapertura, offrendo la sensazione di partecipare a un nuovo inizio per questa storica istituzione. L'approccio a Del Cambio richiede un'eleganza misurata, un rispetto per l'ambiente che si sta per vivere. Superare la soglia significa immergersi in un'atmosfera senza tempo.
- Un'Istituzione Torinese: L'Ambiente e l'Accoglienza
- Matteo Baronetto: Il Cuore Contemporaneo e la Stella Michelin
- Viaggio Gastronomico: I Piatti Indimenticabili
- La Cantina Enciclopedica
- Menu e Prezzi: Un'Esperienza di Lusso
- Domande Frequenti sul Ristorante Del Cambio
- Quante stelle Michelin ha il Ristorante Del Cambio?
- Chi è lo chef del Ristorante Del Cambio?
- Che tipo di cucina propone il Ristorante Del Cambio?
- Quali sono alcuni piatti consigliati al Del Cambio?
- Qual è la fascia di prezzo per un pasto al Del Cambio?
- Come descrivereste l'ambiente del Del Cambio?
- È possibile scegliere dove sedersi nella Sala Risorgimento?
Un'Istituzione Torinese: L'Ambiente e l'Accoglienza
L'accoglienza al Del Cambio è impeccabile, definita come 'solerte', attenta e discreta fin dal primo istante. Ci si ritrova immersi nella magnificenza della Sala Risorgimento, un luogo che da solo racconta secoli di storia. Le pareti adornate da specchi sontuosi e stucchi raffinati creano un'ambiente di opulenza controllata, un fasto sabaudo che evoca immediatamente la presenza di illustri commensali del passato, primo fra tutti Camillo Benso Conte di Cavour, che qui aveva il suo tavolo abituale. Pranzare in questa sala significa sentirsi parte di una storia gloriosa.
Una peculiarità affascinante della Sala Risorgimento è la possibilità offerta alle coppie di scegliere la disposizione al tavolo: seduti uno di fronte all'altro, nella maniera più tradizionale, oppure fianco a fianco su comodi divanetti. È interessante notare come, in una recente visita, la maggior parte degli ospiti abbia optato per la seconda soluzione, quasi a voler condividere l'esperienza visiva e sensoriale dello stesso lato del tavolo. Noi, tuttavia, abbiamo scelto di guardarci negli occhi, godendoci ogni istante di un servizio che ci ha fatto sentire letteralmente 'serviti come principi'.
Matteo Baronetto: Il Cuore Contemporaneo e la Stella Michelin
Se l'involucro esterno del Ristorante Del Cambio è permeato di storia e tradizione sabauda, il suo cuore pulsante è decisamente contemporaneo e giovane. Questa dualità è splendidamente incarnata dalla squadra, sia in sala che in cucina, guidata con maestria dallo chef Matteo Baronetto. Originario di Giaveno e con un percorso formativo che lo ha visto passare per Milano e, soprattutto, diventare allievo di un gigante come Gualtiero Marchesi, Baronetto, oggi poco più che quarantenne, si trova nella piena e fertile maturità professionale.
È proprio a Matteo Baronetto che si deve il merito di aver ridato al ristorante la sua prestigiosa Stella Michelin. Un riconoscimento importantissimo che attesta l'altissimo livello della proposta culinaria. Per l'autore dell'esperienza narrata, tuttavia, il livello raggiunto sarebbe tale da meritare addirittura tre stelle. Questo giudizio personale, pur non ufficiale, sottolinea l'eccezionalità della cucina proposta.
La filosofia culinaria di Baronetto, erede della lezione marchesiana ma proiettata nel presente, non si perde in esercizi di stile fine a sé stessi. Non c'è bisogno di interrogarsi sul significato recondito di ogni piatto, sulle tecniche avanguardistiche o sul dibattito tra tradizione e innovazione. I grandi cuochi, come Baronetto dimostra, possiedono certamente tecnica, inventiva e conoscenza profonda, ma le mettono al servizio di un obiettivo primario e disarmante nella sua semplicità: creare piatti semplicemente buonissimi. Piatti che non richiedono interpretazione, ma solo di essere gustati, regalando puro e appagante piacere gastronomico.
Viaggio Gastronomico: I Piatti Indimenticabili
Il pranzo al Del Cambio sotto la guida di Matteo Baronetto è un vero e proprio viaggio attraverso sapori intensi e presentazioni curate. Diversi piatti si sono distinti per la loro eccellenza, dimostrando la capacità dello chef di spaziare tra creazioni di apparente semplicità e proposte più complesse, sempre con risultati straordinari.
Uno dei momenti culinari più alti è stato rappresentato dagli Scampi con mascarpone affumicato e purea di fagioli alla salvia. Descritto come un piatto di apparente assoluta semplicità, ha rivelato una profondità di sapori e una perfezione nell'esecuzione che lo hanno reso uno dei più buoni assaggiati in una lunga e golosa militanza gastronomica durata trent'anni. La combinazione della dolcezza dello scampo, la cremosità affumicata del mascarpone e la terrosità aromatica della purea di fagioli è un esempio perfetto di come pochi ingredienti, trattati con maestria, possano raggiungere vette di gusto inattese.
Altro capolavoro di equilibrio e freschezza è l'Insalata Piemontese. Non una semplice insalata, ma un complesso mosaico composto da decine di varietà di verdure e frutta, condite in modo eccezionale. In un periodo in cui le insalate sono diventate protagoniste anche nell'alta cucina, quella del Del Cambio si posiziona, secondo l'autore, forse come la migliore tra quelle attualmente proposte dalla scena gastronomica italiana. Un inno alla materia prima vegetale, esaltata nella sua varietà e freschezza.
Interessante e audace è la rilettura del Ramen. Lo chef Baronetto opera una traduzione culturale e gastronomica dal Giappone al Piemonte. Mantiene la struttura del piatto, ma lo reinventa con ingredienti locali: un grande brodo piemontese fa da base, arricchito da peperoni e, al posto del maiale, dalla testina di vitello. Un esempio brillante di come la tradizione possa essere reinterpretata con intelligenza e rispetto delle proprie radici.
Tra le proposte più raffinate, merita una menzione speciale il Riso con noce moscata, spinaci e ricci di mare. Un piatto che unisce sapori delicati e persistenti, dove la noce moscata conferisce un tocco aromatico intrigante, gli spinaci apportano freschezza e i ricci di mare donano una nota iodata e marina, creando un equilibrio sorprendente.
Un omaggio alla lezione del maestro Marchesi è la Costoletta alla Milanese. Un classico della cucina italiana, eseguito con quella perfezione tecnica che Baronetto ha ereditato e affinato. Si colloca idealmente nella scia di quella paradigmatica proposta dal suo illustre predecessore, a testimonianza di un legame indissolubile con la grande tradizione, pur nell'ottica di una cucina contemporanea.
La conclusione di un pranzo di tale livello non poteva che essere un dolce all'altezza. Il Soufflé alle Nocciole, descritto come perfetto, rappresenta una chiusura classica e al tempo stesso sublime, esaltando uno degli ingredienti simbolo del Piemonte. Un dolce che corona un percorso gastronomico dove la cucina piemontese e quella italiana raggiungono livelli di eccellenza assoluta.
La Cantina Enciclopedica
Un'esperienza culinaria d'eccezione come quella offerta da Del Cambio non sarebbe completa senza una carta dei vini adeguata, e quella del ristorante è definita a ragione 'enciclopedica'. Con proposte che spaziano dal meglio del Piemonte al meglio del mondo, la selezione è vastissima e pensata per accompagnare al meglio ogni piatto. La varietà si riflette anche nei prezzi, che partono da poche decine di euro per arrivare 'all'infinito', offrendo opzioni per ogni tipo di esigenza e possibilità.
L'accesso a un'esperienza culinaria di questo calibro ha naturalmente un costo che riflette l'eccellenza della materia prima, la maestria della preparazione, la storia del luogo e l'impeccabilità del servizio. Del Cambio propone diversi percorsi di degustazione che permettono di esplorare la cucina dello chef Baronetto a prezzi fissi:
| Menu Degustazione | Numero di Piatti | Prezzo |
|---|---|---|
| Menu 1 | 4 piatti | 105 euro |
| Menu 2 | 6 piatti | 140 euro |
| Menu 3 | 9 piatti | 210 euro |
È inoltre possibile optare per la scelta à la carte, con una spesa stimata intorno ai 130 euro, che permette maggiore libertà nella composizione del proprio pasto.
Domande Frequenti sul Ristorante Del Cambio
Ecco alcune risposte basate sulle informazioni fornite riguardo al Ristorante Del Cambio:
Quante stelle Michelin ha il Ristorante Del Cambio?
Attualmente, il Ristorante Del Cambio detiene una Stella Michelin, riconquistata sotto la guida dello chef Matteo Baronetto.
Chi è lo chef del Ristorante Del Cambio?
Lo chef del Ristorante Del Cambio è Matteo Baronetto.
Che tipo di cucina propone il Ristorante Del Cambio?
Il ristorante propone una cucina che unisce la tradizione piemontese e italiana con un cuore contemporaneo e innovativo, puntando sulla qualità e sul sapore autentico dei piatti.
Quali sono alcuni piatti consigliati al Del Cambio?
Tra i piatti particolarmente apprezzati e menzionati figurano gli Scampi con mascarpone affumicato e purea di fagioli alla salvia, l'Insalata Piemontese, il Ramen in versione piemontese, il Riso con noce moscata, spinaci e ricci di mare, la Costoletta alla Milanese e il Soufflé alle nocciole.
Qual è la fascia di prezzo per un pasto al Del Cambio?
I menu degustazione vanno da 105 a 210 euro. La spesa à la carte si aggira intorno ai 130 euro.
Come descrivereste l'ambiente del Del Cambio?
L'ambiente, in particolare nella storica Sala Risorgimento, è elegante e sontuoso, caratterizzato da specchi e stucchi, con un forte richiamo alla storia sabauda e alla presenza di personaggi illustri come Cavour. Offre un'atmosfera di lusso discreto e storico.
È possibile scegliere dove sedersi nella Sala Risorgimento?
Sì, le coppie possono scegliere tra sedersi uno di fronte all'altro o fianco a fianco sui divanetti.
In conclusione, il Ristorante Del Cambio a Torino è molto più di un semplice luogo dove mangiare; è un'esperienza culturale, storica e, naturalmente, gastronomica di altissimo livello. Sotto la guida esperta e ispirata di Matteo Baronetto, la tradizione incontra la modernità in piatti che sono un inno al gusto e alla qualità. Un luogo dove tornare e ritornare, per celebrare occasioni speciali o semplicemente per il piacere di vivere un momento di pura eccellenza culinaria.
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