07/09/2022
Bologna si distingue nel panorama urbano mondiale per una caratteristica architettonica che la rende inconfondibile: i suoi portici. Non esiste al mondo un'altra città che possa vantare una rete così estesa di queste strutture. Considerandone la lunghezza solo nel centro storico, si superano i 42 chilometri, una cifra che sale a ben 62 chilometri se si includono anche quelli situati al di fuori della cinta muraria storica. Questo primato internazionale è motivo di orgoglio per i bolognesi da oltre novecento anni e, insieme alle celebri torri e ai rinomati tortellini, costituisce uno dei tratti distintivi più forti dell'identità di questo vivace centro nel cuore dell'Emilia Romagna.

L'importanza dei portici è tale da essere stata ufficialmente riconosciuta a livello globale. Nel 2021, il comitato UNESCO ha proclamato Bologna la “Città dei Portici”, includendoli nella prestigiosa lista dei siti Patrimonio dell'Umanità. Questa inclusione ha sancito il valore universale eccezionale di queste strutture, testimonianza unica di una soluzione architettonica e sociale sviluppatasi nel corso dei secoli.
La lista dei portici riconosciuti dall'UNESCO è lunga e variegata, includendo gioielli come quelli di Piazza Santo Stefano, i suggestivi portici di Via Zamboni, la lunga sequenza di Strada Maggiore, l'edificio porticato del MamBo, i portici di Piazza Cavour e Via Farini, il celeberrimo portico di San Luca, quelli storici del Pavaglione e di Piazza Maggiore, la strada porticata di Santa Caterina, l'edificio porticato del quartiere Barca, il portico della Certosa, i portici del Baraccano e la strada porticata di Galliera. Ognuno di essi possiede caratteristiche uniche, diverse per altezza, larghezza, forma e lunghezza, riflettendo le diverse epoche e stili costruttivi.
- I Portici: Il Vero Soggiorno di Bologna
- Come Nacquero i Portici di Bologna: Un 'Abuso' Medievale
- La Regolamentazione dei Portici: Dalla Spontaneità alla Norma
- I Portici di Bologna Oggi: Un Museo a Cielo Aperto
- I Portici dei Record
- Tabella Comparativa dei Portici Noti
- Domande Frequenti sui Portici di Bologna
I Portici: Il Vero Soggiorno di Bologna
Alti, larghi, stretti o lunghi, i portici di Bologna sono molto più di semplici elementi architettonici; rappresentano il vero e proprio “soggiorno” della città. Sono una metafora tangibile dell'accoglienza che Bologna riserva a chiunque la visiti o la abiti, offrendo in ogni stagione un riparo sicuro. D'estate, le loro volte offrono un prezioso refrigerio dall'afa, mentre in inverno o nelle giornate piovose, proteggono dalle intemperie, permettendo di passeggiare asciutti e al riparo.
Ma la loro funzione non è solo pratica. I portici sono il luogo d'elezione per l'incontro e la socialità, le arterie vitali lungo le quali si snodano le vie dello shopping, i locali storici e moderni, i musei e le gallerie d'arte. Sono spazi di transito ma anche di sosta, dove la vita cittadina scorre in un flusso continuo, protetto e cadenzato dalle arcate che si susseguono.
Come Nacquero i Portici di Bologna: Un 'Abuso' Medievale
È quasi incredibile pensare che all'origine di questa meraviglia architettonica, oggi patrimonio dell'umanità, ci sia stata una pratica che potremmo definire un vero e proprio “abuso edilizio” medievale. Fu sul finire dell'anno Mille, con la prima testimonianza storica che risale al 1041, che i bolognesi, trovandosi nell'impossibilità di espandere ulteriormente le proprie abitazioni in altezza o allargarne il perimetro a livello del suolo, idearono un ingegnoso stratagemma per guadagnare spazio: prolungare il solaio del piano superiore verso l'esterno.
Inizialmente, questa estensione diede vita agli “sporti”, una sorta di balconi aggettanti, spesso realizzati in legno e sostenuti semplicemente dal prolungamento delle travi portanti del solaio superiore. Tuttavia, l'aumento progressivo delle dimensioni di questi sporti richiese presto un intervento statico più robusto. Fu necessario aggiungere delle colonne di sostegno che partivano dal livello della strada, dando così origine alla struttura porticata come la conosciamo oggi.
I nuovi spazi coperti e protetti che si vennero a creare sotto questi sporti e, successivamente, sotto i portici, ebbero un impatto rivoluzionario sulla vita cittadina. Favorirono enormemente l'espansione di attività commerciali e artigiane, offrendo spazi protetti per botteghe e banchi di vendita. Inoltre, resero i pianterreni degli edifici molto più abitabili e salubri, isolandoli dalla sporcizia, dal fango e dagli animali che popolavano le strade dell'epoca.
La Regolamentazione dei Portici: Dalla Spontaneità alla Norma
Con l'aumento demografico esponenziale della città, dovuto principalmente alla presenza dell'Università (la più antica del mondo occidentale) e a una forte migrazione dalle campagne circostanti, la pratica di costruire portici si diffuse rapidamente ma in modo disordinato. Nel 1288, il Comune di Bologna si vide costretto a intervenire per regolamentare questa crescita spontanea e garantire un minimo di ordine e funzionalità pubblica.
Fu stabilito l'obbligo di costruire un portico in muratura per ogni nuova abitazione. Le normative imponevano precisi dettami tecnici: i portici dovevano essere sufficientemente alti e larghi, con dimensioni minime fissate a 2,66 metri sia in altezza che in larghezza. Questa misura non era casuale, ma era pensata per consentire il transito agevole di un uomo a cavallo, un mezzo di trasporto comune all'epoca. Inoltre, si stabilì che i banchi degli artigiani e dei venditori, che spesso trovavano posto sotto le arcate, non dovessero in alcun modo impedire il libero passaggio dei viandanti.
È interessante notare come non tutti rispettarono fin da subito queste nuove normative, specialmente nei quartieri più poveri, dove la necessità di spazio prevaleva talvolta sul rispetto delle regole. I verbali dell'epoca attestano queste irregolarità, e ancora oggi, passeggiando per la città, si possono osservare portici con forme e dimensioni differenti, testimonianza di quella crescita meno regolamentata.
Successivi statuti, come quello del 1352, introdussero ulteriori norme, imponendo per i nuovi edifici un'altezza e una profondità maggiori, fissate a un minimo di 3,60 metri. Queste regole, insieme ad altre disposizioni introdotte nel corso dei secoli, hanno contribuito a definire l'aspetto attuale dei portici bolognesi e molte di esse vengono ancora rispettate nella moderna pianificazione urbana.

I Portici di Bologna Oggi: Un Museo a Cielo Aperto
Nati in tempi diversi e spesso senza un piano regolatore unitario, i portici di Bologna presentano una varietà incredibile. È praticamente impossibile trovare due portici esattamente uguali, e questa diversità contribuisce al fascino unico della città.
Alcuni rari esempi di portici medievali realizzati interamente in legno sono sopravvissuti fino ai giorni nostri, offrendo uno spaccato autentico dell'architettura dell'epoca. Per ammirarli, basta cercare la suggestiva Casa Isolani in Strada Maggiore, risalente al XIII secolo, con il suo splendido portico ligneo. Altri esempi si trovano all'inizio di via Santo Stefano, con i porticati delle Case Reggiani-Seracchioli, o in via San Niccolò, con Casa Azzoguidi-Rubini. Tra gli otto porticati lignei ancora esistenti, quello più recente è situato in via Gombruti 17, costruito nel XV secolo.
Il periodo rinascimentale ha lasciato anch'esso segni importanti nell'architettura porticata. Risalgono a quest'epoca il portico laterale della basilica di San Giacomo Maggiore in via Zamboni, i portici di Palazzo Bolognini-Isolani e delle Case Beccadelli in Piazza Santo Stefano. Degne di nota sono le arcate decorate con motivi floreali del Palazzo del Podestà in Piazza Maggiore e l'altissimo portico “dei Bastardini” in via D'Azeglio, che si distingue per la sua notevole altezza.
Leggermente più tardo ma altrettanto imponente è il grande portico del Pavaglione. Con i suoi 139 metri di lunghezza e 30 arcate, si estende maestoso da Via De’ Musei fino a Via Farini, aprendosi nel suo tratto finale verso lo storico edificio dell'Archiginnasio, antica sede dell'Università.
I Portici dei Record
Bologna vanta portici che detengono veri e propri record in termini di dimensioni:
- Il portico più LARGO è quello della basilica di Santa Maria dei Servi in Strada Maggiore, che offre uno spazio notevole sotto le sue ampie arcate.
- Il portico più ALTO si trova in via Altabella, appartenente al Palazzo dell'Arcidiocesi di Bologna, e sfiora i 10 metri di altezza, offrendo una prospettiva imponente.
- Il portico più STRETTO è quello di Via Senzanome, che con i suoi appena 95 centimetri di larghezza, dimostra l'incredibile varietà e adattabilità di queste strutture nel tessuto urbano.
- Infine, il record mondiale spetta al Portico di San Luca, che con i suoi 3.796 metri di lunghezza e 664 archi, si conferma il portico più LUNGO del mondo.
Il Portico di San Luca merita una menzione speciale. Più che una semplice struttura architettonica, è un simbolo potente, carico di significato religioso e civile per l'intera comunità bolognese. Dal 1700, è percorso ogni anno da migliaia di fedeli durante la processione che porta l'immagine sacra della Madonna di San Luca dal Colle della Guardia, dove sorge il Santuario, fino alla città. Questa lunga passeggiata sotto le arcate non è solo un atto di devozione, ma anche un'occasione per ammirare panorami mozzafiato su Bologna e la campagna circostante, rendendo il percorso un'esperienza indimenticabile che unisce fede, storia e bellezza paesaggistica.
Tabella Comparativa dei Portici Noti
| Nome/Luogo | Caratteristica Principale | Dimensioni Note (circa) | Epoca Note |
|---|---|---|---|
| Centro Storico | Totale | > 42 km | Medievale - Moderna |
| Totale Città | Totale | 62 km | Medievale - Moderna |
| Casa Isolani (Strada Maggiore) | Esempio Ligneo | - | XIII Secolo |
| Via Gombruti 17 | Esempio Ligneo Recente | - | XV Secolo |
| Santa Maria dei Servi (Strada Maggiore) | Il più Largo | - | - |
| Palazzo Arcidiocesi (Via Altabella) | Il più Alto | ~ 10 m | - |
| Via Senzanome | Il più Stretto | 95 cm | - |
| Pavaglione (Via De’ Musei - Via Farini) | Lungo e Storico | 139 m, 30 archi | Fine '300 |
| San Luca | Il più Lungo al Mondo | 3796 m, 664 archi | Dal 1700 |
Domande Frequenti sui Portici di Bologna
Perché sono stati costruiti i portici a Bologna?
I portici nacquero per necessità pratica alla fine del Medioevo. L'aumento della popolazione e la mancanza di spazio per espandere le case in altezza o larghezza portarono i bolognesi a estendere i piani superiori verso l'esterno. Inizialmente semplici sporti lignei, richiesero presto sostegni dal basso, dando origine ai portici. Questi spazi coperti offrivano riparo, favorivano il commercio e miglioravano le condizioni igieniche dei pianterreni.
Quanto sono lunghi i portici di Bologna?
Complessivamente, i portici di Bologna misurano oltre 62 chilometri, includendo quelli nel centro storico (più di 42 km) e quelli esterni. Questa vasta rete li rende unici al mondo per estensione.
Qual è il portico più famoso di Bologna?
Sicuramente il Portico di San Luca è il più famoso e il più lungo al mondo. È un percorso di quasi 4 chilometri con 664 archi che conduce al Santuario della Madonna di San Luca sul Colle della Guardia ed è un importante simbolo religioso e civico.
Quando i portici di Bologna sono diventati Patrimonio UNESCO?
I portici di Bologna sono stati inseriti nella lista dei siti Patrimonio dell'Umanità UNESCO nel luglio 2021, riconoscendo il loro valore universale eccezionale come esempio unico di architettura e adattamento urbano.
Sono tutti i portici di Bologna uguali?
Assolutamente no. Nati in diverse epoche e spesso in modo spontaneo prima delle regolamentazioni, i portici presentano un'enorme varietà di stili, materiali (legno, muratura), altezze, larghezze e decorazioni. Ogni portico racconta una parte diversa della storia architettonica e sociale della città.
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