11/06/2022
Il Fungo di Borgotaro, rinomato e apprezzato in tutta Italia e oltre, non cresce ovunque. La sua identità e qualità sono intrinsecamente legate a un territorio ben definito, un'area specifica dell'Appennino che offre le condizioni ideali per la sua nascita e crescita. Capire dove si trova esattamente questa zona è fondamentale per chiunque voglia addentrarsi nel mondo di questo prelibato prodotto del bosco, sia esso un cercatore appassionato o semplicemente un curioso buongustaio desideroso di conoscerne l'origine.

La zona di produzione del Fungo di Borgotaro è il risultato di un riconoscimento che ne tutela l'origine e la qualità, legandola indissolubilmente a un'area geografica precisa. Questa delimitazione non è casuale, ma segue confini naturali e amministrativi che racchiudono l'habitat perfetto per le specie fungine che compongono questo 'tesoro'.
I Confini dell'Area di Produzione
La delimitazione della zona di produzione del Fungo di Borgotaro è complessa e segue un perimetro dettagliato, toccando punti geografici significativi lungo i crinali appenninici e i corsi d'acqua. Questi confini sono stati stabiliti per includere solo le aree dove il fungo trova le condizioni ambientali ottimali.
Il Confine Meridionale: Un Viaggio tra Passi e Crinali
Partendo dalla località Mignegno, il confine meridionale sale verso il cimitero di Traverde. Da qui, segue l'antica mulattiera dei Chiosi, un percorso suggestivo immerso nella natura, fino a raggiungere Case Corvi. Questo tratto iniziale è caratterizzato da un paesaggio collinare che si trasforma gradualmente mentre si sale. La linea prosegue passando per la confluenza tra i Torrenti Betigna e Verde, dove l'acqua gioca un ruolo cruciale nel definire l'ecosistema locale. Da Case Corvi, il confine si immette sulla strada Comunale che conduce verso la località Zeri, iniziando una salita più decisa.
La linea di demarcazione raggiunge quindi il Passo del Rastrello, un punto elevato che segna il confine tra tre regioni: Toscana, Liguria ed Emilia-Romagna. Questo è un punto di grande importanza geografica e paesaggistica. Da qui, il confine si snoda lungo il crinale che separa la Toscana dall'Emilia-Romagna, un percorso di alta quota che offre panorami mozzafiato. La linea raggiunge la Foce dei Tre Confini (nota anche come Passo della Colla), un altro crocevia regionale cruciale. Da questo punto, il confine sale lungo lo spartiacque tra l'Emilia-Romagna e la Liguria, un crinale montuoso che culmina nel maestoso Monte Gottero, raggiungendo la quota di 1639 metri sul livello del mare. Questa vetta rappresenta uno dei punti più elevati del perimetro.
Dopo il Monte Gottero, il confine inizia la sua discesa, sempre seguendo lo spartiaque tra le due regioni. Passa per il Passo della Cappelletta, un altro valico significativo, per poi raggiungere il Passo Cento Croci, situato a 1056 metri di altitudine. Questo passo è un punto di transito storico e di collegamento importante. La linea risale nuovamente, mantenendosi sullo spartiaque, fino a raggiungere il Monte Zuccone, che si eleva a 1421 metri. La discesa riprende lungo lo spartiaque fino alla località Pianpintardo. Da qui, il confine scende fino al Fiume Taro, seguendo il limite tra Liguria ed Emilia-Romagna nella località Pelosa. Infine, risale lungo il corso del Fiume Taro, che qui delimita il confine tra le due regioni, fino alla località Cerosa, per poi salire ancora lungo il confine regionale fino al Monte Malanotte, a quota 1035 metri.
Il Confine Occidentale: Crinali e Vette Imponenti
Il confine occidentale prende il via dal Monte Malanotte (1035 m s.l.m.), lo stesso punto in cui termina il confine meridionale. Scende lungo il Rio della Malanotte, segnando il limite tra Liguria ed Emilia-Romagna, per poi risalire alla confluenza con il Torrente Tarola. Segue il corso di questo rio, mantenendosi sempre lungo il confine regionale, fino a raggiungere il Monte Bocco, a 1085 metri. Prosegue quindi lungo lo spartiaque tra le due regioni, toccando il Monte Ghiffi (1237 m s.l.m.) e il Monte Cantomoro (1654 m s.l.m.).
La linea scende poi al Passo dell’Incisa (1467 m s.l.m.), un altro valico alpino, per poi risalire nuovamente verso una delle vette più iconiche della zona, il Monte Penna, che raggiunge i 1735 metri. Dopo aver toccato questa imponente cima, il confine scende nuovamente attraverso il Passo del Chiodo (1456 m s.l.m.), continuando a seguire lo spartiaque tra Liguria ed Emilia-Romagna. Prosegue poi fino alla vetta del Monte Tomarlo, a 1601 metri. Da qui, ridiscende lungo il Passo Tomarlo, sempre sullo spartiaque tra le due regioni, fino a raggiungere il Monte Croce Martincano (1722 m s.l.m.). Il percorso tocca quindi altre vette significative come il Monte Maggiorasca (1799 m s.l.m.), uno dei punti più alti dell'Appennino Ligure, e il Monte Bue (1771 m s.l.m.).
Dal Monte Bue, il confine abbandona temporaneamente il limite regionale per seguire il confine provinciale tra Parma e Piacenza. Raggiunge il Monte Nero (1752 m s.l.m.) e scende, sempre lungo lo spartiaque provinciale, fino al Passo dello Zovallo (1409 m s.l.m.). Da qui, risale verso il Monte Zovallo (1492 m s.l.m.) per culminare infine al Monte Ragola, a 1711 metri. Questo percorso occidentale è caratterizzato da altitudini elevate e da una successione di passi e vette che creano un ambiente montano unico.
Il Confine Orientale: Torrenti e Limiti Amministrativi
Il confine orientale è definito principalmente dal corso del Torrente Grontone. Inizia dalla sua immissione nel Fiume Taro e risale il suo corso fino alla confluenza con il Rio Orlando. Questo punto segna il confine tra il Comune di Berceto e quello di Terenzo. Il confine prosegue seguendo i limiti comunali fino alla località Cavazzola. Da qui, scende nuovamente, sempre lungo i limiti comunali, fino a incontrare il Torrente Baganza.
La linea risale lungo il Torrente Baganza fino alla confluenza con il Torrente Arsiso. Prosegue quindi fino a raggiungere il crinale che delimita il confine comunale tra Berceto e Corniglio. Segue questo limite tra i due Comuni, passando per il Rio della Vecchia e per il Lago Bozzo, un piccolo specchio d'acqua che arricchisce il paesaggio. Il confine rincontra quindi il Torrente Baganza.

Successivamente, risale lungo il confine comunale tra Berceto e Corniglio fino a raggiungere il crinale che segna il limite con la regione Toscana. Passa per il Monte Fontanini (1399 m s.l.m.), il Monte Beccaro (1377 m s.l.m.) e il Monte Borgognone (1401 m s.l.m.). Da quest'ultima vetta, il confine ridiscende in territorio della Regione Toscana, seguendo le sorgenti del Fiume Magra e il suo percorso fino alla località Mignegno, chiudendo così il perimetro.
I Comuni Interessati dalla Zona di Produzione
L'area di produzione del Fungo di Borgotaro non si limita strettamente al comune di Borgo Val di Taro, ma si estende a diversi comuni limitrofi che condividono le medesime caratteristiche ambientali favorevoli alla crescita di questi funghi. Questa estensione territoriale sottolinea l'importanza regionale di questo prodotto.
I comuni che rientrano in questa zona idonea si trovano in due province diverse, a cavallo tra Emilia-Romagna e Toscana, a conferma della natura transregionale del territorio appenninico interessato.
| Provincia | Comuni Compresi nell'Area |
|---|---|
| Parma (Emilia-Romagna) | Berceto, Borgotaro (Borgo Val di Taro), Albareto, Compiano, Tornolo, Bedonia |
| Massa Carrara (Toscana) | Pontremoli, Zeri |
Questi comuni, con i loro vasti boschi di castagni, querce e faggi, offrono l'habitat ideale per la simbiosi tra gli alberi e il micelio dei funghi porcini (principalmente Boletus edulis e le sue varietà, che costituiscono il Fungo di Borgotaro). Il terreno, l'altitudine, l'esposizione e il microclima dell'Appennino Parmense e Toscano in quest'area specifica creano un ambiente quasi perfetto per la loro proliferazione, specialmente in presenza delle condizioni climatiche ottimali (piogge seguite da temperature miti).
Perché Questa Area è Così Speciale?
La specificità dell'area di produzione del Fungo di Borgotaro è data dalla combinazione unica di fattori ambientali. L'altitudine variabile, che va dalle zone collinari più basse fino alle vette montane, offre diversi tipi di bosco e habitat. I numerosi corsi d'acqua garantiscono l'umidità necessaria, mentre la composizione del terreno e la copertura vegetale creano un substrato ideale per lo sviluppo del micelio fungino. La posizione geografica, incastonata tra crinali che separano diverse regioni, contribuisce a creare un microclima particolare, influenzato sia dalle correnti umide liguri che dalle condizioni più continentali dell'entroterra emiliano e toscano.
Inoltre, la tradizione plurisecolare della raccolta e valorizzazione dei funghi in quest'area ha portato a una profonda conoscenza del territorio e delle pratiche sostenibili di raccolta, fondamentali per preservare l'ecosistema e garantire la produzione anche per le generazioni future. La definizione precisa di questa zona serve proprio a tutelare questo patrimonio naturale e culturale.
Consigli per la Ricerca dei Funghi nell'Area di Borgotaro
Addentrarsi nei boschi dell'area di Borgotaro alla ricerca di funghi è un'esperienza affascinante, ma richiede rispetto per la natura e osservanza delle regole locali. È fondamentale informarsi presso i comuni o i consorzi locali riguardo ai permessi necessari per la raccolta funghi. Generalmente, è richiesto un tesserino giornaliero o stagionale che autorizza la raccolta in determinate zone e secondo quantitativi massimi stabiliti. Rispettare queste norme è essenziale per la conservazione dell'ambiente e per garantire una raccolta sostenibile.
La stagione migliore per trovare il Fungo di Borgotaro varia a seconda delle condizioni climatiche, ma generalmente i periodi più favorevoli sono la fine dell'estate e l'autunno, in particolare dopo piogge significative seguite da giornate temperate. Tuttavia, con le giuste condizioni, è possibile trovare funghi anche in tarda primavera o inizio estate.
Quando si cerca, è importante muoversi con cautela, non disturbare la vegetazione e utilizzare strumenti adeguati per la raccolta (come un coltello) e un cestino rigido che permetta alle spore di disperdersi nel bosco. Evitare l'uso di sacchetti di plastica che non consentono la dispersione delle spore e possono danneggiare i funghi. Ricordatevi di raccogliere solo funghi di cui siete assolutamente certi dell'identità, e in caso di dubbio, rivolgetevi agli ispettorati micologici delle ASL.
Domande Frequenti sulla Zona del Fungo di Borgotaro
- Quali tipi di funghi si trovano nella zona di Borgotaro?
- La denominazione "Fungo di Borgotaro" si riferisce principalmente ai funghi porcini delle specie Boletus edulis, Boletus pinophilus, Boletus aestivalis e Boletus reticulatus. Questi sono i porcini più pregiati e quelli tutelati dalla denominazione.
- È necessario un permesso per raccogliere funghi in quest'area?
- Sì, per raccogliere funghi nell'area di produzione del Fungo di Borgotaro è obbligatorio essere in possesso di un permesso di raccolta, rilasciato dai comuni o consorzi locali. Le regole e i costi variano, quindi è fondamentale informarsi preventivamente.
- Qual è il periodo migliore per la raccolta?
- La stagione principale per la raccolta del Fungo di Borgotaro è l'autunno, ma con le condizioni climatiche ideali (piogge abbondanti seguite da caldo umido) è possibile trovare funghi anche in estate. Le nascite dipendono molto dall'andamento stagionale.
- La zona di produzione include solo il comune di Borgotaro?
- No, come specificato, l'area di produzione si estende a diversi comuni nelle province di Parma (Emilia-Romagna) e Massa Carrara (Toscana), che condividono le caratteristiche ambientali idonee.
- Posso mangiare i funghi raccolti direttamente?
- È vivamente consigliato far controllare i funghi raccolti dagli esperti micologi delle Aziende Sanitarie Locali (ASL) per garantirne la commestibilità e evitare intossicazioni. Non consumate mai funghi di cui non siete certi al 100%.
Conoscere i confini e i comuni che fanno parte dell'area di produzione del Fungo di Borgotaro è il primo passo per apprezzare appieno questo straordinario prodotto della natura. È un territorio ricco di storia, tradizioni e paesaggi mozzafiato, dove la ricerca dei funghi diventa un'immersione totale in un ambiente incontaminato.
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