Perché si chiama bue grasso?

Il Bue Grasso di Carrù: Un Simbolo di Qualità

07/08/2023

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Nel cuore del Piemonte, incastonato tra le dolci colline della provincia di Cuneo, precisamente nel Comprensorio di Mondovì, si alleva un tesoro gastronomico di fama mondiale: il Bue Grasso di Carrù. Questo bovino non è un semplice capo di bestiame, ma un vero e proprio simbolo di una tradizione secolare, un prodotto d'eccellenza che incarna la cura, la passione e la sapienza di generazioni di allevatori.

Quando si mangia il bue grasso?
Vista la tipologia di carne, il bue grasso si mangia tradizionalmente con l'arrivo dei primi freddi, ovvero tra novembre e dicembre.

La sua storia è profondamente legata al territorio e alle usanze locali. Il Bue Grasso di Carrù rappresenta l'apice della qualità per la razza piemontese, una delle razze bovine autoctone italiane più apprezzate per le sue carni magre ma allo stesso tempo tenere e saporite. Ma cosa rende questo bue così speciale, e perché porta un nome così evocativo?

Indice dei contenuti

Cosa Rende Unico il Bue Grasso di Carrù?

Il Bue Grasso di Carrù non è un bovino qualsiasi. Si tratta di un capo di sesso maschile, rigorosamente di razza piemontese, che ha raggiunto un'età adulta, solitamente intorno ai cinque anni. La sua unicità deriva da un insieme di fattori: la provenienza geografica specifica (i comuni del Comprensorio di Mondovì), la selezione della razza, un particolare regime alimentare e di allevamento, e un periodo di ingrasso finale strategico.

A vigilare su tutto il processo, dalla nascita alla macellazione, c'è il Consorzio di tutela. Questo organismo gioca un ruolo fondamentale nel garantire l'autenticità, la genuinità e le elevatissime qualità di ogni singolo capo destinato a diventare Bue Grasso di Carrù. Solo i bovini che rispettano un disciplinare rigoroso, contraddistinti da marchi identificativi ufficiali e iscritti al libro genealogico della razza piemontese, possono fregiarsi di questo prestigioso nome.

Perché si Chiama Proprio "Bue Grasso"?

Il nome "Bue Grasso" non è casuale e affonda le sue radici nella storia contadina e nelle tradizioni legate alle festività. Anticamente, questi bovini venivano sottoposti a un periodo di alimentazione intensiva, un vero e proprio "ingrasso", che durava almeno 3-4 mesi. Questo periodo iniziava solitamente a fine estate e si protraeva fino ai primi di dicembre.

L'obiettivo di questo ingrasso mirato era preparare i capi migliori per le importanti feste natalizie. La carne del bue ingrassato, più ricca e saporita, era considerata un lusso, un piatto pregiato da riservare alle occasioni speciali e ai banchetti di fine anno. Pertanto, il nome Bue Grasso descrive in modo diretto e funzionale la pratica storica che lo ha reso celebre, legandola indissolubilmente al periodo dell'anno in cui la sua carne raggiungeva il massimo splendore ed era destinata al consumo festivo.

Qualità Gastronomiche e Nutrizionali: Un Confronto Eccellente

La fama del Bue Grasso di Carrù non si basa solo sulla tradizione, ma soprattutto sulle sue straordinarie qualità organolettiche. La sua carne è universalmente riconosciuta fra le più pregiate al mondo. Mantiene la consistenza caratteristica della classica bistecca, ma si distingue per una morbidezza eccezionale e un sapore sorprendentemente deciso e intenso.

Una delle caratteristiche più distintive del bue di razza piemontese, esaltata nel Bue Grasso di Carrù, è la particolare infiltrazione di grasso tra le fibre muscolari. Questo grasso, noto come marezzatura, non è eccessivo, ma distribuito in modo fine e uniforme. È proprio questa marezzatura che contribuisce in modo determinante alla morbidezza e al sapore unico della carne durante la cottura.

Questa peculiarità ha portato molti esperti e appassionati a paragonare il Bue Grasso di Carrù al mitico manzo giapponese di Kobe, un altro taglio di carne celeberrimo per la sua intensa marezzatura e tenerezza. La similitudine non si ferma all'aspetto e alla consistenza: entrambe le razze bovine sono caratterizzate da un tipo di grasso con un basso contenuto di colesterolo rispetto ad altre carni bovine, conferendo al Bue Grasso non solo un pregio gastronomico ma anche interessanti qualità nutrizionali.

Un altro fattore cruciale per ottenere la massima qualità è il processo di frollatura. Per il Bue Grasso di Carrù, questa fase è particolarmente lunga, durando tra i 30 e i 40 giorni. La frollatura è un processo controllato di maturazione della carne che ne aumenta la tenerezza e il sapore, permettendo agli enzimi naturalmente presenti nelle fibre muscolari di agire. Una corretta e prolungata frollatura garantisce una carne molto morbida, compatta e che, cosa fondamentale, non perde liquidi in cottura, mantenendo intatta la sua succosità e il suo sapore.

L'Alimentazione e l'Allevamento Secondo il Disciplinare

La qualità superiore del Bue Grasso di Carrù è il risultato diretto di un rigoroso disciplinare di produzione che regola ogni aspetto dell'allevamento e dell'alimentazione. I vitelli vengono allattati naturalmente dalla madre fino al momento dello svezzamento, un inizio di vita che favorisce una crescita sana e robusta.

Dopo lo svezzamento, la dieta si basa principalmente su foraggi. Questi possono essere freschi o conservati, ma devono provenire da prati naturali, prati artificiali o coltivazioni erbacee tipiche della zona di produzione. Questo legame con il territorio è essenziale, poiché le caratteristiche del foraggio influenzano direttamente il sapore e la qualità della carne.

Un punto cardine del disciplinare, soprattutto nell'ultimo anno di vita del bovino, è il divieto assoluto dell'uso degli insilati. Gli insilati sono foraggi conservati tramite fermentazione, una pratica comune in molti allevamenti ma che per il Bue Grasso è considerata non idonea a garantire il profilo aromatico e le caratteristiche desiderate della carne.

Nella fase finale, quella dell'ingrasso che dà il nome al bue, sono ammessi mangimi, sia semplici che composti. Questi mangimi possono essere integrati con supplementi minerali e vitaminici, fornendo al bovino tutti i nutrienti necessari per completare la sua crescita e sviluppare quella marezzatura e quel grasso di copertura che lo rendono così pregiato. La combinazione di foraggi locali e un'integrazione controllata crea un equilibrio nutrizionale perfetto per esaltare le qualità della razza piemontese.

La Storica Fiera del Bue Grasso di Carrù

A celebrare l'eccellenza del Bue Grasso di Carrù è la sua Fiera annuale, un evento che affonda le radici in un passato lontano, essendo nata addirittura nel 1473. Questa fiera non è solo un mercato o un'esposizione zootecnica, ma una vera e propria festa popolare, un momento di incontro e celebrazione della cultura contadina e gastronomica piemontese.

Ogni anno, poco prima di Natale, le vie di Carrù si animano per accogliere allevatori, macellai, ristoratori e migliaia di visitatori desiderosi di ammirare i capi migliori e, naturalmente, di gustare la sua carne. La Fiera è il culmine di un anno di lavoro e dedizione da parte degli allevatori.

Il momento clou della Fiera è senza dubbio la preparazione e la degustazione del piatto tipico per eccellenza legato al Bue Grasso: il Bollito Misto. Per molti, il bollito preparato con la carne di questi bovini non è solo un piatto, ma un vero e proprio monumento della tradizione gastronomica italiana, un rito conviviale che esalta la morbidezza e il sapore unico della carne.

Il Gran Bollito Misto alla Piemontese: Un'Arte Culinaria

Il Bollito Misto preparato con il Bue Grasso di Carrù è una sinfonia di sapori e consistenze. La versione "alla Piemontese" è particolarmente ricca e strutturata, richiedendo l'uso di ben sette tagli diversi di carne, ognuno con le sue caratteristiche specifiche che contribuiscono all'armonia finale del piatto.

I sette tagli classici che compongono il Gran Bollito Misto alla Piemontese sono:

  • Tenerone: Un taglio ricavato dalla spalla, particolarmente morbido come suggerisce il nome.

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  • Scaramella: Conosciuta anche come biancostato, è un taglio ricco di tessuto connettivo che dona sapore e gelatinosità.

  • Muscolo di coscia: Un taglio magro e compatto, che mantiene una buona consistenza dopo la cottura prolungata.

  • Stinco: Ricavato dalla parte inferiore della gamba, è ricco di osso e midollo che arricchiscono il brodo e la carne stessa.

  • Spalla: Un taglio versatile, con la giusta alternanza di carne e tessuto connettivo.

  • Fiocco di punta: Ricavato dalla parte anteriore del petto, è un taglio saporito e con una buona marezzatura.

  • Cappello del prete: Un taglio dalla spalla, riconoscibile per la sua forma, che diventa estremamente tenero con la lunga cottura.

La preparazione del Bollito Misto è un'arte che richiede tempo e pazienza, ma il risultato, con la carne succulenta e i diversi tagli che offrono un ventaglio di sensazioni al palato, ripaga ampiamente l'attesa. Servito tradizionalmente con salse come il bagnetto verde e il bagnetto rosso, il Bollito Misto con il Bue Grasso di Carrù è un'esperienza culinaria indimenticabile.

Come Riconoscere il Vero Bue Grasso di Carrù

Data la sua fama e il suo valore, è fondamentale sapersi orientare per acquistare il vero Bue Grasso di Carrù. Come accennato, ogni capo autentico è soggetto a un controllo rigoroso da parte del Consorzio. I bovini destinati a diventare Bue Grasso vengono identificati con marchi ufficiali sin da giovani e la loro storia viene tracciata. Sono iscritti al libro genealogico della razza piemontese e rispettano tutte le norme del disciplinare di produzione.

Quando acquistate carne etichettata come Bue Grasso di Carrù, cercate sempre le indicazioni che attestino la sua provenienza e l'adesione al disciplinare. Rivolgersi a macellai di fiducia che collaborano direttamente con allevatori o che sono ben informati sui canali di distribuzione del vero Bue Grasso è sempre la scelta migliore per garantirsi un prodotto autentico e di altissima qualità.

Domande Frequenti sul Bue Grasso di Carrù

Ecco alcune risposte rapide alle domande più comuni:

  • Perché si chiama Bue Grasso?
    Si chiama così perché anticamente veniva ingrassato intensivamente per 3-4 mesi prima di Natale per essere destinato alle feste.

  • Quando si tiene la Fiera del Bue Grasso a Carrù?
    La Fiera si tiene ogni anno a dicembre, poco prima del periodo natalizio.

  • Dove viene allevato il Bue Grasso di Carrù?
    Viene allevato nel territorio di specifici comuni della provincia di Cuneo, facenti parte del Comprensorio di Mondovì.

  • Cosa rende la carne del Bue Grasso simile al Kobe?
    Entrambi presentano una particolare infiltrazione di grasso tra i muscoli (marezzatura) e un basso contenuto di colesterolo nel grasso.

  • Qual è il piatto tipico preparato con il Bue Grasso?
    Il piatto tipico per eccellenza è il Gran Bollito Misto alla Piemontese.

  • Quanto dura la frollatura del Bue Grasso?
    La frollatura dura solitamente tra i 30 e i 40 giorni per garantirne la massima morbidezza.

In Conclusione

Il Bue Grasso di Carrù è molto più di una semplice carne bovina; è un patrimonio culturale e gastronomico del Piemonte. La sua eccellenza è il frutto di una combinazione unica di fattori: una razza piemontese pregiata, un territorio vocato all'allevamento, un disciplinare rigoroso curato dal Consorzio, un'alimentazione controllata che esclude gli insilati nell'ultimo anno e un processo di frollatura ottimale. Dalla storica Fiera che lo celebra al rito del Bollito Misto che ne esalta le qualità, il Bue Grasso di Carrù continua a rappresentare un'esperienza di gusto impareggiabile, un'eccellenza che merita di essere scoperta e apprezzata in tutta la sua ricchezza.

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